Omicidio a Brindisi, uccide il padre 70enne a coltellate sul divano: Alessandro Zullino resta in carcere

Alessandro Zullino, il 41enne accusato di aver ucciso il padre Cosimo nella villetta di famiglia a Brindisi sabato 22 novembre, resta il carcere. Il Gip non ha convalidato il fermo, ma ha disposto per lui la misura cautelare.

Secondo quanto ricostruito dalle indagini il 41enne, in cura per problemi psichiatrici, è entrato in casa con le chiavi in suo possesso, ha afferrato un coltello da cucina e ha colpito il padre, malato e disteso sul divano, con cinque fendenti.

La madre era presente in casa, anche lei sarebbe stata strattonata e minacciata di morte. Dopo il delitto, Zullino si è consegnato ai carabinieri con il coltello ancora in mano. È accusato di omicidio volontario aggravato, minacce e sequestro di persona nei confronti della madre. 

Guerriglia a Bari, nuova rissa in piazza Cesare Battisti. Volano bottiglie e spuntano coltelli: un ferito

Una nuova rissa a bottigliate è scoppiata questo pomeriggio in via Crisanzio, all’altezza di piazza Cesare Battisti. Secondo le prime ricostruzioni un uomo nigeriano è rimasto ferito dopo essere stato accoltellato durante una colluttazione.

Sul posto è intervenuta la Polizia, l’aggressore (anche lui straniero) è stato fermato. La vittima è stata soccorsa dal 118 e trasportata al Pronto Soccorso del Policlinico di Bari. Non sarebbe in pericolo di vita. Si tratta dell’ennesimo episodio di cronaca che ha instaurato in città un clima generale di tensione e paura.

Omicidio a Santo Spirito, ucciso a coltellate il 63enne Francesco Dogna: domani i funerali

Si terranno lunedì 13 gennaio alle ore 15.30, nella chiesa Spirito Santo, i funerali di Francesco Dogna, il 63enne trovato morto mercoledì scorso nella sua casa di Santo Spirito, quartiere sul litorale a nord di Bari. Il dipendente di Exprivia è stato ucciso con diverse decine di fendenti, come emerso dall’autopsia compiuta ieri da Davide Ferorelli dell’istituto di Medicina Legale del Policlinico di Bari.

L’esame autoptico è durato oltre otto ore, la relazione completa verrà consegnata alla Procura in 90 giorni, tempo necessario per svolgere ulteriori accertamenti ed esami tossicologici e istologici. La salma è stata poi restituita ai familiari, che non hanno nominato consulenti per l’autopsia.

Sull’omicidio indagano i carabinieri, coordinati dalla pm Carla Spagnuolo della Procura di Bari. Sia sulle scale della palazzina in cui abitava Dogna che per strada sono state trovate decine di tracce di sangue, già repertate, che l’assassino potrebbe aver lasciato durante la fuga. L’arma del delitto, verosimilmente un coltello, al momento non è stata trovata. Sulle tracce di sangue trovate per strada e probabilmente lasciate dal killer ferito sarà eseguito l’esame del Dna. All’esame degli inquirenti ci sono anche le telecamere della zona, che potrebbero aver immortalato il killer sia al momento del suo arrivo nell’appartamento, al civico 14 di via Torino, sia durante la fuga.

L’assenza di segni di effrazione fa pensare che Dogna abbia aperto la porta al suo assassino, e al momento del ritrovamento del cadavere il 63enne era a pancia in giù in una pozza di sangue, circondato da un insolito disordine. A trovare il corpo dell’uomo sono stati la sorella e il cognato, preoccupati per non avere più notizie del 63enne dalla sera precedente. Alcuni testimoni hanno riferito ai carabinieri di aver sentito delle urla provenire dall’appartamento della vittima nella notte in cui il 63enne è stato ucciso.