Bari, aiuto dal fedelissimo dei Parisi. Vigilesse sospese tornano al lavoro: il Comune vuole impugnare la sentenza

Il Comune di Bari è pronto a impugnare la sentenza del Tribunale del lavoro che nelle scorse settimane ha annullato il licenziamento e ordinato il reintegro delle due vigilesse della polizia locale licenziate dal Comune di Bari a marzo del 2024 perché coinvolte nell’inchiesta che ha portato all’esecuzione di 130 misure cautelari per presunti episodi di voto di scambio politico-mafioso alle elezioni del 2019.

Le due vigilesse sono tornate in servizio e, secondo le indagini, avrebbero chiesto aiuto a un fedelissimo del clan mafioso Parisi, Fabio Fiore (ex autista del boss di Japigia ‘Savinuccio’), per punire una persona che, dopo aver ignorato un semaforo rosso, le avrebbe insultate.

Per i giudici del tribunale del Lavoro, il loro licenziamento non è stato però proporzionato rispetto ai fatti contestati dalle vigilesse che hanno presentato ricorso. I giudici infatti non hanno rilevato un rapporto “illecito con soggetti esterni all’amministrazione e i saltuari contatti telefonici avuti con un soggetto ritenuto di spessore criminale non possono costituire di per sé motivo di licenziamento”.

Inoltre, “la condotta della ricorrente, oggetto di addebito, non ha mai comportato l’omissione dell’attività sanzionatoria nei confronti dei soggetti responsabili delle violazioni”. Pertanto “in relazione agli episodi oggetto di procedimento disciplinare, la ricorrente ha adempiuto ai propri doveri d’ufficio, procedendo all’elevazione delle sanzioni amministrative nei confronti dei trasgressori”.

Punta Perotti, caso chiuso: Comune di Bari e Regione Puglia non devono riconoscere più danni ai costruttori

La Cassazione si è pronunciata sul ricorso avanzato dalle amministrazioni pubbliche contro la sentenza della Corte di Appello e ha stabilito che il Comune di Bari, la Regione Puglia e il ministero della Cultura non devono riconoscere ulteriori danni ai costruttori di Punta Perotti. Tutto è stato già coperto dopo la sentenza del 2012 della Corte europea dei diritti dell’uomo.

Nel 2022 la Corte di Appello aveva riconosciuto altri 1,3 milioni alla Mabar della famiglia Andidero, ora i giudici hanno stabilito che i 49 milioni riconosciuti ai costruttori (Sud Fondi della famiglia Matarrese, Mabar e Iema) bastano per coprire il danno derivante dall’illegittimo rilascio del permesso di costruire che portò nel 2006 all’abbattimento di Punta Perotti sul lungomare di Bari.

Malamovida all’Umbertino, i residenti passano all’azione: richiesta di risarcimento danni al Comune di Bari

Una ventina di residenti del quartiere Umbertino di Bari hanno presentato una richiesta di risarcimento da 49.990 euro al Comune di Bari per i “danni alla salute, per perdita del riposo notturna, per i danni esistenziali e alla quiete domestica” provocati da gli effetti negativi della malamovida.

Tra i residenti ci sono famiglie e persone con disabili. La richiesta della procedura della negoziazione assistita, obbligatoria quando la proposta di risarcimento è sotto i 50mila euro, è stata avanzata pochi giorni fa. Il Comune è chiamato a rispondere entro 30 giorni, altrimenti sono previsti altri sviluppi legali.

L’ipotesi è che il numero di richieste di risarcimento possa aumentare nel corso del tempo. Se il Comune dovesse procedere alla soddisfazione complessiva di questo primo gruppo di residenti, tutto questo costerebbe alle casse comunali poco meno di un milione.

 

Regione Puglia e Comune di Bari, anche la Città metropolitana si schiera contro Israele: “Qui non è gradito”

Dopo la Regione Puglia e il Comune di Bari, anche il Consiglio metropolitano del capoluogo pugliese prende posizione contro la guerra a Gaza. È stato infatti approvato un ordine del giorno nel quale l’ente esprime «una chiara e ferma posizione in merito alla drammatica emergenza umanitaria in corso nella Striscia di Gaza».

In linea con i principi dello statuto, prosegue, «fondati sul rispetto dei diritti umani, della pace tra i popoli e della cooperazione internazionale, il Consiglio ha condannato le gravi violazioni in atto e ha stigmatizzato l’intento del governo di Netanyahu nel voler annientare il popolo palestinese».

Il documento esprime «solidarietà sia al popolo palestinese sia a quello israeliano, riaffermando il diritto di entrambe le popolazioni a vivere in sicurezza e libertà, e chiede l’immediato cessate il fuoco e il libero accesso degli aiuti umanitari».

Dichiara inoltre «non gradita, fino a nuovo provvedimento, la partecipazione ufficiale dello Stato di Israele – o di suoi rappresentanti – alla Fiera del Levante e ai relativi saloni specializzati».

Il Consiglio si impegna, infine, «a promuovere iniziative educative e culturali sul tema della pace e dei diritti umani, coinvolgendo scuole e comunità locali, anche mediante l’organizzazione di eventi musicali e culturali dedicati». Tra le iniziative previste ci sarà l’evento “La pace è una politica”, con un concerto dedicato alla popolazione di Gaza dell’orchestra sinfonica metropolitana, nel teatro Piccinni di Bari, in programma venerdì 6 giugno, e la mostra fotografica “Là dove resiste la vita”, nella biblioteca metropolitana De Gemmis, per il 17 giugno prossimo.

Punta Perotti, risarcimento ai proprietari dei suoli: il Tribunale di Bari accoglie l’istanza del Comune contro lo Stato

Oggi il Tribunale di Bari ha emesso la sentenza relativa alla causa civile promossa dal Comune di Bari contro lo Stato Italiano per “accertare e dichiarare l’insussistenza dei presupposti del diritto di rivalsa dello Stato Italiano nei confronti del Comune di Bari in relazione alle sentenze della Corte E.D.U. del 20.01.2009 e del 10.05.2012” sulla vicenda Punta Perotti, al fine di accertare e dichiarare l’infondatezza della pretesa creditoria vantata dallo Stato italiano in relazione agli oneri finanziari sostenuti per risarcire i proprietari dei suoli, confiscati dallo Stato, per un ammontare di 46.080.000.

La sentenza odierna del Tribunale, accogliendo le tesi formulate dal Comune di Bari, dichiara l’insussistenza del diritto dello Stato a rivalersi nei confronti del Comune di Bari di quanto corrisposto in esecuzione della sentenza di condanna della Corte E.D.U. del 10.05.2012, nei confronti dei proprietari.

Questo perché all’ente locale non è addebitabile alcuna responsabilità sul danno subito dai proprietari a seguito della confisca disposta dalla Corte di Cassazione con sentenza n. 11716/2001. Il Comune di Bari, dunque, si legge nella sentenza, essendo intervenuto nella fase di rilascio delle autorizzazioni edilizie, è estraneo al segmento a valle della vicenda, rappresentato dalla confisca dei beni posta a fondamento della pronuncia resa dalla Corte E.D.U., oggetto dell’azione di rivalsa.

Codice Interno, 108 imputati: il Comune di Bari e la Regione Puglia chiedono 20 milioni come risarcimento

Comune di Bari e Regione Puglia hanno chiesto un risarcimento da venti milioni di euro (dieci a testa) nei confronti dei 108 imputati nel processo in abbreviato nato dall’inchiesta ‘Codice interno’, che ha svelato i presunti intrecci tra mafia, politica e imprenditoria a Bari.

Il Comune ha anche chiesto la restituzione degli stipendi erogati tra 2019 e 2024 all’ex consigliera comunale Maria Carmen Lorusso – a processo a dibattimento – mentre la Regione ha richiesto il sequestro del vitalizio di Giacomo Olivieri, ex consigliere regionale in carcere dal 26 febbraio 2024.

Le richieste sono arrivate oggi da parte degli avvocati Tommaso Pontassuglia ed Enrico Dellino, che rappresentano rispettivamente Comune e Regione. Il Comune, in particolare, ha chiesto cinque milioni di euro agli imputati a cui sono contestati i reati di mafia e altri cinque a quelli finiti a processo per scambio elettorale politico-mafioso.

Tra questi c’è anche Olivieri, che per la Dda di Bari (che ha chiesto nei suoi confronti la condanna a 10 anni) nel 2019 avrebbe favorito l’elezione della moglie, Maria Carmen Lorusso, raccogliendo i voti da tre clan della città.

Tra le parti civili costituite c’è anche la municipalizzata dei trasporti Amtab (avvocato Andrea Moreno) che ha chiesto 2,2 milioni di risarcimento agli imputati Michele De Tullio e Tommaso Lovreglio, ex dipendenti (ora licenziati) legati al clan Parisi che avrebbero imposto alcune assunzioni. Nella prossima udienza del 5 marzo inizieranno le discussioni dei difensori degli imputati.

Il Comune di Bari non sarà sciolto, il sindaco Leccese esulta: “Un giorno di riscatto ora questa città non è mafiosa”

“Abbiamo scongiurato l’ipotesi più nefasta, quello dello scioglimento” del Consiglio comunale. “Finalmente la città ritorna a vedere una prospettiva di straordinaria crescita. È un giorno di riscatto”.

Così il sindaco di Bari, Vito Leccese, parlando con i giornalisti al suo arrivo al convegno ‘La destra di governo di Tatarella. A 30 anni dalla nascita di Alleanza Nazionale’. “La reputazione – ha aggiunto – era stata in qualche modo messa in discussione con l’avvio del procedimento. Finalmente la città può dirsi risollevata rispetto a questa etichetta di città mafiosa che ovviamente non faceva onore e giustizia alla città”.

Ieri era l’ultimo giorno utile per decidere sullo scioglimento ma il ministero dell’Interno non ha portato il provvedimento in Consiglio dei ministri. La decisione avrebbe fatto seguito all’invio della commissione del Viminale a Bari per verificare eventuali infiltrazioni mafiose nell’amministrazione comunale dopo gli oltre 130 arresti eseguiti a febbraio scorso nell’ambito dell’inchiesta ‘Codice interno’ su un presunto intreccio tra mafia, politica e affari.

Il Viminale dovrebbe però procedere al commissariamento di due aziende comunali, in aggiunta all’Amtab che è già in amministrazione giudiziaria con un provvedimento della sezione per le misure di prevenzione del Tribunale di Bari. Alcuni dipendenti comunali potrebbero essere sanzionati.

Bari, al via lavori su segnaletica stradale per 87mila euro nei 5 Municipi: priorità a posti per disabili

Nei giorni scorsi sono stati affidati lavori per 87mila euro per il miglioramento della segnaletica stradale orizzontale e verticale nei cinque Municipi della città di Bari. L’iniziativa, che mira a rendere le strade più sicure e accessibili per tutti i cittadini, con una particolare attenzione alle esigenze delle persone con disabilità, permetterà di rispondere, in tempi brevi, alle numerose richieste presentate da cittadini che hanno diritto a parcheggi riservati per disabili: nel frattempo è in fase di aggiudicazione l’accordo quadro da un milione di euro di durata annuale destinato alla nuova installazione, ampliamento e messa in sicurezza della segnaletica stradale nei cinque Municipi.

Gli interventi saranno prioritariamente destinati ai posti auto per persone con disabilità, sia per quanto riguarda la segnaletica orizzontale (strisce di delimitazione dei parcheggi riservati e simboli di accessibilità ben visibili) sia per la segnaletica verticale (cartelli indicatori di parcheggi riservati, con informazioni chiare e facilmente comprensibili).

L’appalto prevede, inoltre, la manutenzione e la sostituzione della segnaletica esistente e l’implementazione di nuova segnaletica, in particolare nelle aree con maggiore necessità, come le strade in prossimità di scuole, ospedali e altri luoghi pubblici.

“L’investimento sulla segnaletica, in modo che sia ancora più chiara ed efficace, costituisce un impegno concreto per garantire la sicurezza stradale, perché aiuta a prevenire incidenti e garantire che tutti i cittadini possano circolare in modo agevole – ha spiegato l’assessore alla Cura del territorio Domenico Scaramuzzi -. L’investimento di 87mila euro si è reso urgente e necessario per smaltire le liste d’attesa di chi ha fatto richiesta per ottenere un posto riservato, che ringrazio per la pazienza dimostrata. È in fase di aggiudicazione definitiva, però, l’accordo quadro annuale da un milione di euro sulla segnaletica, che ci permetterà di intervenire rapidamente tutte le volte che emergeranno criticità, di programmare operazioni diffuse su intere zone e migliorare l’accessibilità delle strade”.