Passaporti, da oggi attivo il servizio in Posta nei Comuni sotto i 15mila abitanti: ecco dove nel Barese – INFO

Da questa mattina è attivo il nuovo servizio di richiesta e rinnovo passaporti, frutto della collaborazione tra Poste Italiane e Ministero dell’Interno. La novità amplia le possibilità per i residenti ed i domiciliati, che ora possono prenotare un appuntamento, presentare la documentazione e ottenere il rilascio del passaporto direttamente presso lo sportello postale.

L’iniziativa si inserisce nel progetto Polis, mirato a favorire la coesione sociale e territoriale attraverso la digitalizzazione e il potenziamento dei servizi pubblici ed al momento riguarderà solo i Comuni sotto i 15mila abitanti.

Attualmente, per la Provincia di Bari, saranno operativi gli sportelli postali dei seguenti Comuni: Alberobello, Binetto, Bitritto, Bitetto, Cassano delle Murge, Cellamare, Grumo Appula, Locorotondo, Poggiorsini, Sammichele di Bari, Sannicandro di Bari, Toritto e Turi.

Il progetto consente ai cittadini di presentare la richiesta di rilascio del passaporto con la relativa documentazione presso lo sportello Postale abilitato (il costo fissato da Poste Italiane per l’operazione è di euro 14,20), riducendo tempi di attesa e spostamenti.

L’istanza e la documentazione acquisite dall’Ufficio postale vengono poi trasmesse all’Ufficio Passaporti Divisione PAS della Questura che provvede a rilasciare il documento. Al momento della presentazione dell’istanza, il cittadino ha la possibilità di richiedere la consegna del passaporto direttamente presso il proprio domicilio, grazie al servizio fornito da Poste S.p.a. (al costo di euro 9,88).

Allarme bomba nelle sedi dei Comuni di Canosa e di San Ferdinando di Puglia: edifici evacuati

Le sedi dei Comuni di Canosa di Puglia e di San Ferdinando di Puglia, nel nord Barese, sono state evacuate questa mattina dopo le segnalazioni della presenza di ordigni all’interno dei rispettivi edifici.

A Canosa sarebbe stato un biglietto, recapitato ai carabinieri, a far scattare l’allarme. A San Ferdinando, invece, ad annunciare la presenza di una bomba sarebbe stata una telefonata anonima arrivata al centralino della caserma.

Entrambi i palazzi sono stati evacuati e gli uffici sono stati chiusi al pubblico. Sono in corso accertamenti da parte dei carabinieri e degli artificieri in entrambi i comuni.

Rifiuti abbandonati nel Barese, Leccese incontra i sindaci di 41 Comuni: “Preoccupa il fenomeno della migrazione”

“Utilizzeremo l’intelligenza artificiale e le nuove tecnologie per un controllo più efficace ed efficiente del territorio, monitorando il fenomeno, e avvieremo nuove procedure grazie a uno stanziamento da un milione 800mila euro provenienti dalle sanzioni amministrative in materia di conferimento irregolare”.

Lo ha detto, sul tema del contrasto all’abbandono illecito dei rifiuti, il sindaco di Bari e della Città metropolitana, Vito Leccese, che stamattina ha incontrato i 41 primi cittadini dei Comuni del territorio per discutere della gestione e del contrasto dell’abbandono lungo le strade metropolitane.

“Su indicazione dei sindaci – ha aggiunto Leccese – già nei prossimi giorni interverremo nelle situazioni più critiche”. Leccese ha evidenziato anche che a settembre “partiremo con l’individuazione del gestore dell’accordo quadro che ci garantirà, nel biennio successivo, l’attività di rimozione e smaltimento dei rifiuti depositati illegalmente sul ciglio delle strade provinciali”, specialmente in campagna.

Leccese, usando una metafora, ha spiegato che “questa terra è diventata fortemente attrattiva sul piano del turismo, ma lo è diventata anche sul piano del turismo dei rifiuti, perché i dati che abbiamo analizzato sono preoccupanti e indicativi sul fenomeno migrazione da un Comune all’altro, a seconda che sia stata attivata la raccolta porta porta o meno”.

“Il 56% delle sanzioni – ha chiarito – riguarda proprio cittadini non residenti in quel Comune, ma in città contigue”. Il sindaco di Bari ha sottolineato l’opportunità di “passare da sanzioni amministrative a sanzioni penali, fondamentale in termini di deterrenza e quindi anche di attività di contrasto”.

Si allarga lo scandalo Asl Bari, altri 8 indagati: tra loro il sindaco di Gioia. Ombre sul Comune di Bitritto – NOMI

L’inchiesta che ha travolto l’Asl Bari si allarga e rischia di creare un terremoto politico anche nei Comuni di Gioia del Colle e di Bitritto. Nell’informativa conclusiva dell’inchiesta che lo scorso novembre ha portato all’arresto di alcuni dirigenti dell’Asl bari e di imprenditori, si fa riferimento anche ad altri appalti aggiudicati in cambio di favori e soldi da parte di funzionari dei Comuni. Al centro ancora una volta c’è l’imprenditore Donato Mottola, lo stesso coinvolto nell’inchiesta sugli appalti della Protezione Civile per aver consegnato una mazzetta di 20mila euro all’ex capo Mario Lerario.

Nella giornata di ieri è stato notificato un provvedimento di proroga delle indagini allo stesso Mottola e ad altre 7 persone. Tra queste l’imprenditore Francesco Girardi, il sindaco di Gioia del Colle Giovanni Mastrangelo, il dirigente Asl Nicola Sansolini, il funzionario dell’Asl Nicola Iacobellis (entrambi agli arresti domiciliari e sospesi nell’inchiesta sulle presunte tangenti alla Asl Bari), il responsabile dell’Ufficio Lavori pubblici di Gioia Antonino Del Vecchio, il responsabile dell’Ufficio Lavori pubblici di Bitritto Lorenzo Fruscio e il funzionario della ripartizione Infrastrutture del Comune di Bari Raffaele Amato. A riportarlo è La Repubblica. Le accuse ipotizzate a vario titolo sono turbativa d’asta, corruzione aggravata e falso. 

Mottola è il “fattor comune”, per la Finanza, delle irregolarità commesse da pubblici ufficiali. Nella vicenda che ha travolto l’Asl Bari, l’imprenditore di Noci  sarebbe coinvolto grazie alla fittizia partecipazione alla gara per la riqualificazione della sede del servizio di neuropsichiatria infantile dopo aver presentato un’offerta solo per simulare un confronto concorrenziale nella procedura che, a priori, si sapeva sarebbe stata vinta da Girardi. Stesso modus operandi anche per l’asta per le strutture modulari da adibire ad aule scolastiche, indetta dal Comune di Gioia, e quella per la realizzazione della scuola primaria del Comune di Bitritto. Secondo l’accusa Mottola, con la complicità di amministratori pubblici, sarebbe riuscito a ideare stratagemmi per dirottare appalti apparentemente assegnati in modo regolare. Toccherà al procuratore Rossi, all’esito di tutte le verifiche, valutare se chiudere le indagini per tutti e otto o chiedere l’archiviazione di alcune posizioni. Le persone coinvolte, in caso di chiusura indagini, avranno la possibilità di chiedere interrogatori o presentare memorie.

Il 20% ai Comuni e ingresso del Governo nel CdA: Aqp si trasforma dopo l’accordo tra Regione Puglia e Fitto

Il 20% della società di Acquedotto Pugliese passa ai Comuni e il Governo entra nel CdA. Questo è alla base dell’accordo politico tra la Regione Puglia e il ministro Raffaele Fitto. Acquedotto Pugliese continuerà a gestire il servizio idrico per altri 30 anni, scongiurando così l’ipotesi di una gara d’appalto nel 2025, ma si trasformerà. La proprietà resta nelle mani della Regione Puglia, ma si andrà verso una nazionalizzazione con il Governo che avrà un ruolo operativo in tutte le scelte. A riportarlo è La Gazzetta del Mezzogiorno.

Palazzo Chigi, due mesi fa, aveva impugnato la leggere regionale che avrebbe consentito l’affidamento diretto, ieri è stato presentato un emendamento governativo alla Finanziaria che consente l’affidamento del servizio idrico secondo il modello delle società in house, superando i profili di illegittimità costituzionale che inficiavano la stessa legge regionale. “A seguito dell’approvazione dell’emendamento governativo la Regione Puglia provvederà ad adeguare la legge regionale in materia, consentendo così di evitare il pronunciamento della Corte costituzionale per il venir meno di tutti i profili di incostituzionalità originariamente denunciati dal Governo con il proprio ricorso”, si legge in una nota del Ministero.

Si aggrava la crisi idrica in Molise: obbligo chiusure anche in Comuni di Campania e Puglia – L’ELENCO

Si aggrava la crisi idrica in Molise. Questa mattina i vertici di Molise Acque hanno inviato una nota urgente ai sindaci di 41 Comuni della provincia di Campobasso e a 26 Comuni di Campania e Puglia per comunicare la necessità di intervenire già oggi.

“Per compensare il continuo, progressivo e significativo decremento dell’erogazione di acqua dalle sorgenti del Matese – scrive il dirigente Carlo Tatti – è obbligatorio, per i comuni in indirizzo, effettuare chiusure notturne delle reti di distribuzione già dalla notte di oggi, 30 settembre, per evitare lo svuotamento di condotte e serbatoi e, se necessario, anche nelle ore diurne in relazione alle esigenze degli utenti finali serviti dalle reti di distribuzione”.

Molise Acque evidenzia che “in considerazione di quanto si sta registrando, la comunicazione riveste carattere di urgenza”. Sarà cura di Grim, Gestione Risorse Idriche Molisane, ed Egam, Ente di governo dell’ambito del Molise per il servizio idrico integrato, “assicurare e vigilare affinché, per tutti i comuni in indirizzo dell’Ato Molise, sia posto in essere quanto disposto. Sarà cura dei relativi gestori assicurare e vigilare affinché, per tutti i comuni extraregionali in indirizzo, sia posto in essere quanto disposto”. La lettera è stata inviata, oltre che ai Comuni, anche, tra gli altri, alle Regioni Molise e Campania, alle Prefetture di Campobasso, Benevento, Foggia, Avellino e Caserta e all’ente Acquedotto Pugliese.

Questo l’elenco dei Comuni interessati: Casacalenda, Provvidenti, Bonefro, Santa Croce di Magliano, San Giuliano di Puglia, Colletorto, Montorio nei Frentani, Montelongo, Rotello, Larino, Baranello, Boiano, Busso, Campodipietra, Campolieto, Castellino sul Biferno, Cercemaggiore, Cercepiccola, Ferrazzano, Gildone, Ielsi, Macchia, Valfortore, Matrice, Mirabello Sannitico, Monacilioni, Montagano, Morrone del Sannio, Oratino, Petrella Tifernina, Pietracatella, Riccia, Ripabottoni, Ripalimosani, Sant’Elia a Pianisi, San Giovanni in Galdo, San Giuliano del Sannio, Sepino, Toro, Vinchiaturo, Gambatesa, Tufara, Santa Croce del Sannio, Castelpagano, Castelvetere, Circello, Colle Sannita, San Marco dei Cavoti, Reino, Molinara, San Giorgio la Molara Pago Veiano, Baselice, San Bartolomeo in Galdo, Foiano di Valfortore, Montefalcone Valfortore, Ginestra degli Schiavoni, Castelfranco in Miscano, San Marco la Catola, Faeto, Celle San Vito, Castelluccio Valmaggiore, Biccari, Alberona, Monteleone di Puglia, Anzano di Puglia, Savignano Irpino, Montaguto.

Spese per l’igiene urbana e TARI, scende in campo l’AGER Puglia: 2 milioni di euro ai Comuni più “virtuosi”

Il Comitato dei Delegati di AGER ha stanziato in favore dei Comuni “virtuosi” 2 milioni di euro per abbassare i costi dei servizi di igiene urbana e concorrere ad attenuare il peso della TARI sui cittadini. Lo ha deciso il Comitato dei Delegati dell’Agenzia Territoriale della Regione Puglia per il servizio di gestione dei rifiuti con la Delibera n. 6 del 24 aprile, che ha destinato tali risorse attingendo dal “Fondo d’ambito di incentivazione alla prevenzione e riduzione dei rifiuti”, alimentato da una quota del tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti solidi ex art. 3 della L. 549/95 (c.d. “ecotassa”) che la Regione Puglia versa annualmente ad AGER. Tali risorse, coerentemente con le norme che le regolano, verranno impiegate per consentire di ridurre il costo del servizio di igiene urbana degli utenti dei comuni: che nel 2022 hanno prodotto quantitativi di rifiuti pro-capite non inviati a riciclaggio inferiori al 70 per cento della media regionale registrata; che nel 2022 hanno raggiunto obiettivi di raccolta differenziata maggiori al 65%. Le somme, calcolate progressivamente secondo i parametri sopra citati, verranno versate direttamente alle Amministrazioni Comunali, che sono titolari per legge del servizio di igiene urbana, le quali potranno utilizzarle anche per diminuire in misura corrispondente l’ammontare della TARI. L

La Presidente del Comitato dei Delegati di AGER, Fiorenza Pascazio, dichiara: “In un momento in cui tutti i costi dei servizi sono aumentati a causa di eventi al di sopra della portata dei Sindaci, AGER ha voluto fare un gesto concreto per intervenire in favore delle Amministrazioni Comunali, che con queste somme potranno diminuire in maniera corrispondente il costo del proprio servizio di igiene urbana. E questo vuol dire alleggerire in misura proporzionale l’impegno che pesa sulle tasche dei cittadini”. “Ovviamente – continua la Presidente Pascazio – tale finanziamento potrà essere riconosciuto a due condizioni: che nel 2022 il Comune abbia hanno prodotto quantitativi di rifiuti pro-capite non destinati ad essere riciclati inferiori al 70 per cento della media regionale e che abbia raggiunto almeno il 65% di percentuale di raccolta differenziata. In tal modo vengono premiati concretamente i comportamenti dei cittadini più virtuosi e attenti nel fare la raccolta differenziata”. Nella prossima settimana gli uffici di AGER termineranno i calcoli per la ripartizione del contributo ed inizieranno a liquidare, secondo i criteri citati, i 2 milioni di euro tra tutti i Comuni pugliesi.