Trani, prestiti alle persone in difficoltà a condizioni insostenibili: usuraio condannato a 6 anni

I Carabinieri della Stazione di Trani hanno dato esecuzione a un provvedimento di detenzione domiciliare, emesso dalla Procura Generale della Corte di Appello di Bari, nei confronti di un uomo riconosciuto, responsabile di usura aggravata. Dovrà scontare una pena definitiva di 6 anni di reclusione per aver approfittato della fragilità di imprenditori e cittadini, imponendo condizioni insostenibili a chi si trovava in difficoltà.

Nel febbraio scorso, la Compagnia di Trani ha arrestato un ottantenne originario di Molfetta, sospettato di usura, estorsione, rapina e lesioni, per aver concesso prestiti con tassi fino al 110% annuo e ricorrendo a minacce e violenza per riscuotere il denaro. Ancora, di recente, sono stati eseguiti nove arresti su ordinanza cautelare nei confronti di persone gravemente indiziate di estorsione, incendi dolosi e violenze con modalità mafiose.

Bari, molesta a casa la nipotina di 10 anni della compagna: 60enne condannato a 7 anni

Un 60enne barese è stato condannato a 7 anni di reclusione con l’accusa di aver molestato sessualmente la nipotina della sua compagna, una bambina di soli 10 anni, baciandola e palpeggiandola nelle parti intime.

La vicenda risale al 2020. La piccola vittima trascorreva le giornate a casa della nonna mentre i genitori erano al lavoro durante il periodo Covid. Dalle indagini è emerso che il 60enne avrebbe chiesto alla bambina anche di scaricare sul suo cellulare foto di donne nude. I genitori saranno risarciti in sede civile.

 

Bari, lei fa da palo in auto mentre lui svaligia l’appartamento: coppia di ladri arrestata e condannata in 48 ore

I due baresi di 40 e 38 anni, arrestati sabato scorso per tentato furto in casa, sono stati condannati a 4 anni di reclusione in abbreviato in nemmeno 48 ore.

Francesco Cea e Daniela Tonti sono stati sorpresi in flagrante dalla Polizia. Lui si trovava dentro un appartamento in via Dante, lei invece fuori per strada a fare da palo. I poliziotti sono intervenuti dopo l’allarme lanciato da un passante.

In casa hanno trovato il cellulare dell’uomo e una torcia all’interno di uno zaino. Cea ha provato a fuggire, ma si è consegnato poi alla Polizia. La donna ha cercato di allontanarsi, quando è stata fermata ha dichiarato di essere in attesa del fidanzato. Ma la versione non ha convinto gli agenti.

Entrambi hanno precedenti per furto. Sono stati portati in Tribunale per la convalida dell’arresto e per la direttissima. La Procura aveva chiesto 2 anni, ma i due sono stati condannati a 4 anni di reclusione per tentato furto aggravato, oltre ad una multa di 1000 euro.

Condannato per usura, estorsione e traffico di droga: Finanza sequestra beni per un milione di euro ad Altamura

La Guardia di Finanza di Altamura ha eseguito un decreto di sequestro ne confronti di un uomo, residente in un comune dell’Alta Murgia, condannato in via definitiva per usura, estorsione e traffico di droga.

Sequestrati beni, mobili e immobili, del valore di oltre un milione di euro ritenuti “sproporzionati” rispetto ai redditi lecitamente conseguiti nel periodo e, pertanto, riconducibili a proventi illeciti accumulati per effetto delle diverse condotte penalmente rilevanti di cui si è reso responsabile.

Tra loro un compendio aziendale, quattro fabbricati, un’autovettura, mobili di arredamento e disponibilità finanziarie. Il decreto di sequestro, emesso dalla terza sezione penale del Tribunale di Bari, è finalizzato alla confisca.

Bari, giornalista Rai aggredita al Libertà: arrestata la moglie del boss Caldarola

Monica Laera, moglie del boss del clan Strisciuglio Lorenzo Caldarola, è stata arrestata questa mattina e condotta nel carcere di Trani dove dovrà scontare la pena residua di un anno e 4 mesi.

Risponde del reato di lesioni personali aggravate e minacce, aggravate dal metodo mafioso, commesse nei confronti della giornalista del TG1 Maria Grazia Mazzola, colpita con un pugno al volto durante la registrazione di uno speciale dedicato alla criminalità organizzata il 9 febbraio del 2018.

Mazzola si avvicinò a Laera per porle alcune domande sul marito detenuto e sul loro figlio Ivan, prima di essere colpita con un pugno al volto davanti all’abitazione della condannata, nel quartiere Libertà di Bari. Nelle scorse settimane i giudici della quinta sezione penale della Corte di Cassazione hanno rigettato il ricorso presentato dalla difesa.

Turi, a 9 anni beve soda caustica a Villa Menelao: Cassazione conferma condanna di 2 mesi per il magazziniere

La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a due mesi di reclusione per lesioni colpose nei confronti di Francesco De Grecis, il magazziniere della della sala ricevimenti Villa Menelao di Turi, a processo per la vicenda che ha colpito nel luglio del 2017 la piccola Annamaria.

All’epoca dei fatti aveva solo 9 anni e durante una festa di matrimonio ingerì un bicchiere di soda caustica. Adesso Annamaria ha 17 anni, ma la sua vita non è come quella dei suoi amici. L’esofago, che mediamente dovrebbe avere un diametro 2.5 centimetri, è largo poco meno di un centimetro.

Nel corso di questi anni ha subito decine di interventi. In primo grado, assieme a Giuseppe Venusio, responsabile dell’autocontrollo Haccp della sala ricevimenti, De Grecis era stato condannato a 8 mesi di reclusione. I giudici della terza sezione penale della Corte d’Appello di Bari hanno poi assolto Venusio per non aver commesso il fatto e ridotto la pena nei confronti di De Grecis a 2 mesi.

Venusio è stato assolto per non aver commesso il fatto, mentre De Grecis è stato condannato a due mesi di reclusione. Entrambi erano stati condannati in primo grado a 8 mesi di reclusione. Il magazziniere è stato condannato anche al risarcimento delle spese processuali e al pagamento di tremila euro alla cassa delle ammende.

 

Bari, spara all’amante della madre: Filippo Mineccia condannato a 15 anni per tentato omicidio

Filippo Mineccia, esponente del clan Palermiti di Bari, è stato condannato a 15 anni di reclusione perché ritenuto responsabile di tentato omicidio. I fatti risalgono al febbraio 2016, l’imputato sparò all’uomo con il quale la madre aveva avuto una breve relazione.

Accusa aggravata da futili motivi, premeditazione e metodo mafioso. La Dda aveva invocato una condanna a 17 anni e 6 mesi di carcere. Mineccia ha ammesso le proprie responsabilità, negando però l’intenzione di uccidere l’ex compagno della madre. La vittima fu colpita all’addome.

Omicidio Cilli a Barletta: la Cassazione conferma le condanne inflitte a Dario Sarcina e Cosimo Borraccino

La Corte di Cassazione ha confermato le condanne inflitte in primo grado e in appello per l’omicidio di Michele Cilli, il 24enne di Barletta scomparso nella notte tra il 15 e il 16 gennaio del 2022. Il suo corpo non è stato mai ritrovato.

Confermata la condanna a 18 anni e 8 mesi di reclusione inflitta a Dario Sarcina per omicidio volontario, confermata anche la condanna a 5 anni e 8 mesi di reclusione per Cosimo Damiano Borraccino, accusato di soppressione di cadavere.

Secondo la tesi dell’accusa Cilli, dopo una festa, sarebbe stato condotto da Sarcina in un garage situato in via Ofanto, nella periferia della città, e qui ucciso. Il corpo sarebbe stato poi soppresso grazie alla complicità di Borraccino. Quest’ultimo è stato immortalato mentre riempie una tanica di benzina in un distributore di carburante.

Bari, tenta di sequestrare bimba a San Pasquale: il 35enne Giuseppe Lamanuzzi condannato a 4 anni di reclusione

Il 35enne Giuseppe Lamanuzzi è stato condannato a 4 anni di reclusione dal Tribunale di Bari con l’accusa di aver tentato di rapire una bambina di 5 anni il 2 gennaio scorso.

La piccola stava passeggiando con la mamma nel quartiere San Pasquale. L’accusa aveva chiesto una condanna a 3 anni e 6 mesi di carcere, la pena inflitta è più severa.

L’uomo ha tentato di difendersi sostenendo di aver provato a rubare il portafoglio alla madre della bambina, tesi ritenuta non credibile. I genitori della minore si sono costituiti parte civile.

Padri separati, Appello conferma condanna a 3 anni. Giuseppe è disperato: “Più niente da perdere”

Torniamo a parlare di Giuseppe e della sua storia da padre separato che ha commosso e indignato la nostra community. L’esito dell’Appello è arrivato, la condanna a 3 anni per maltrattamenti in famiglia è stata confermata.

L’ultima volta lo avevamo incontrato dopo il quarto Natale senza i suoi figli, Giuseppe era venuto a trovarci da Barletta prima dell’esito dell’Appello. 

Siamo andati a trovarlo dopo questa notizia, Giuseppe è disperato e invoca di fare il padre. Nel video allegato gli aggiornamenti della storia.