Carcere di Taranto, due detenuti baresi aggrediscono agenti. Tensione e due ore di violenza

Duplice aggressione nel carcere di Taranto nella tarda mattinata di lunedì 13 ottobre, da parte di due detenuti, entrambi di origine barese, nei confronti di personale della polizia penitenziaria.

Lo denuncia il segretario generale del Cosp (Coordinamento sindacale penitenziario), Domenico Mastrulli, con il coordinatore regionale della Puglia, Luca Lionetti, parlando di “una disastrosa condizione di lavoro, con almeno 60 unità mancanti e turni oltre i limiti del contratto collettivo di lavoro”.

Secondo quanto riferito dal sindacato, il primo episodio è avvenuto intorno alle 12 nell’ufficio della sorveglianza generale, quando un detenuto ha aggredito la vicecomandante durante la contestazione di un rapporto disciplinare.

Solo il pronto intervento degli agenti avrebbe evitato il peggio. Mentre il detenuto veniva portato via, un secondo recluso – riferisce il Cosp – si è scagliato contro il personale intervenuto in aiuto, dando luogo a una colluttazione durata oltre due ore.

“Il primo aggressore era già stato sospeso dal regime del 14 bis e autore di altre violenze”, denuncia Mastrulli, parlando di inerzia degli uffici del Prap (Provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria) di Bari e del Dap (Dipaertimento amministrazione penitenziaria) di Roma “che non hanno disposto il suo trasferimento”.

Il Cosp chiede una revisione urgente delle piante organiche e dei modelli organizzativi del personale, sollecitando il nuovo provveditore regionale e il Dap a intervenire. Nei prossimi giorni il sindacato visiterà l’istituto per incontrare il personale e verificare le condizioni di sicurezza.

Rivolta al carcere minorile di Bari, agenti picchiati con calci e pugni: condannati 6 detenuti minorenni

I sei minorenni, protagonisti dei disordini avvenuti nel carcere minorile Fornelli di Bari lo scorso 9 marzo, sono stati condannati a pene comprese tra i 5 anni e 8 mesi, e i 6 anni e 7 mesi di reclusione in abbreviato.

Il settimo minore coinvolto ha scelto invece il dibattimento. Le accuse, contestate in concorso, erano di sequestro di persona, resistenza a pubblico ufficiale, tentata evasione e furto aggravato: il reato di sequestro di persona (nei confronti di due agenti) è stato dichiarato improcedibile per mancanza di querela, il reato di furto è stato invece riqualificato in rapina.

I sette minorenni, d’età compresa tra i 16 e i 17 anni, furono trasferiti in altri istituti dopo quanto accaduto. Con loro in azione anche due detenuti maggiorenni. Secondo quanto ricostruito, quella sera per evadere dal carcere avrebbero incendiato le lenzuola, strappato fili dei telefoni, spaccato telecamere, tablet, tv e una ricetrasmittente.

Poi avrebbero insultato, minacciato e picchiato due agenti della penitenziaria con calci, pugni e morsi, prima di rubare le chiavi dei cancelli. Uno dei minorenni avrebbe poi sparso dell’alcol sul corpo di guardia e sui pantaloni di uno degli agenti, minacciando di dar loro fuoco. Gli agenti sarebbero stati anche rinchiusi nello stesso corpo di guardia.

Telefoni e droga ai detenuti nel carcere di Foggia: arrestato agente penitenziario. Interdetto un collega

Due poliziotti penitenziari del carcere di Foggia sono stati raggiunti da misure cautelari per aver introdotto nella casa circondariale telefoni cellulari e schede sim.

Uno dei due è anche accusato di aver introdotto sostanze stupefacenti, successivamente cedute ai detenuti, dietro compensi economici.

Con queste accuse un agente di Polizia penitenziaria è stato arrestato e condotto in carcere, mentre un suo collega è stato interdetto per un anno dalla professione.

Le indagini sono state svolte da militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Foggia, in collaborazione con il personale della Polizia Penitenziaria.

Sono inoltre stati denunciati a piede libero altre sei persone per il reato di accesso indebito a dispositivi mobili: cinque detenuti e un libero professionista.

Il carcere di Taranto trasformato in una piazza di spaccio, blitz nella notte: 25 arresti. Tra loro parenti dei detenuti

Un giro di droga all’interno del carcere di Taranto. Blitz nella notte tra perquisizioni e arresti in un’operazione congiunta tra la Polizia di Stato e la Polizia. Coinvolti anche i parenti dei detenuti che facevano da corrieri.

Sono 25 gli arresti totali, 16 in carcere e 9 ai domiciliari. Il carcere di Taranto si era trasformato in una piazza di spaccio. Per i pagamenti si utilizzavano vari modi, i soldi venivano addebitati anche su una Postepay.

Durante l’indagine è emerso anche che nel carcere venivano introdotti numero di microtelefoni con i quali, non solo i detenuti mantenevo i contatti con le proprie famiglie, ma in altri anche per gestire gli affari illeciti.

Bari, trovato cellulare in carcere: due agenti della Polizia Penitenziaria aggrediti da gruppo di detenuti

Momenti di tensione ieri nel carcere di Bari. La Polizia penitenziaria ha scoperto un cellulare nella disponibilità di un detenuto durante un controllo di routine nella terza sezione del reparto infermeria.

Il possessore del telefonino e due altri detenuti si sono scagliati contro un agente e un ispettore. A denunciare l’accaduto è il sindacato Osapp, Entrambi sono stati accompagnati in ospedale per le cure del caso.

Patologie gravi, dipendenze dalla droga o malattie al cuore: così a Bari gli affiliati dei clan lasciano il carcere

Una buona fetta di pregiudicati vicini ai clan Parisi-Palermiti, arresti nell’ambito dell’inchiesta Codice Interno, hanno lasciato il carcere perché affetti da patologie gravi.

Un vero e proprio mistero perché a quanto pare, secondo quanto riportato da L’Edicola del Sud, le consulenze di parte, allegate alle istanze presentate dai legali, sono firmate da noti psichiatri o medici che evidenziano patologie in precedenza mai diagnosticate. O in alcuni casi anche improvvisi aggravamenti di salute.

Così i detenuti lasciano il carcere e la misura cautelare viene convertita negli arresti domiciliari. Ad un noto pusher di Japigia, ad esempio, sarebbe stata diagnosticata una dipendenza da sostanze stupefacenti. Per questo la permanenza in carcere è risultata incompatibile. L’uomo, tornato libero, è stato affidato al Sert.
Un altro affiliato al clan Parisi ha lasciato il carcere perché il suo medico legale ha improvvisamente cambiato idea sulla sua cardiopatia.

Inizio lockdown e emergenza Covid, rivolta nel carcere di Bari: 74 detenuti a processo

Avrebbero rotto vetri e oggetti in legno e acciaio delle celle, danneggiato le serrature dei blindi delle stanze e le videocamere di sorveglianza, di fatto dando vita a una rivolta nel carcere di Bari durata circa tre ore.

Per questo, in 74 sono stati rinviati a giudizio per danneggiamento aggravato e interruzione di pubblico servizio, in relazione ai disordini avvenuti nella casa circondariale barese il 9 marzo 2020, data di inizio del lockdown per l’epidemia da Covid-19 deciso dal governo di Giuseppe Conte.

Il processo nei loro confronti inizierà a Bari il prossimo 16 dicembre. I detenuti – molti dei quali poi trasferiti in altre carceri – inscenarono una rivolta nella prima e nella seconda sezione che costrinse gli agenti della penitenziaria a contenerla cercando, per quanto possibile, di limitare i danni.

Quel giorno i parenti di alcuni detenuti manifestarono all’esterno del carcere con striscioni, cori e tamburi chiedendo la liberazione dei propri parenti a causa dell’emergenza sanitaria in corso.

Bari, rivolta al carcere minorile Fornelli. Agenti picchiati con calci e pugni: alcuni detenuti trasferiti in altri istituti

Saranno trasferiti in altri istituti di pena alcuni dei detenuti che domenica scorsa hanno provocato disordini all’interno del carcere minorile Fornelli di Bari.

Si tratta di meno di una decina di ragazzi di età compresa tra i 16 e i 17 anni che, secondo quanto si apprende da fonti investigative, sarebbero «teste calde» che avrebbero creato scompiglio nella terza sezione del carcere minorile barese.

La loro posizione è al vaglio dell’Autorità giudiziaria minorile. Nei disordini di domenica sera tre agenti della polizia penitenziaria sono rimasti feriti, due dei quali hanno fatto ricorso alle cure ospedaliere.

Stando a quanto ricostruito dai sindacati della polizia penitenziaria, i detenuti avrebbero provato a raggiungere la portineria dopo aver danneggiato gli arredi di alcune celle.

Rivolta al carcere minorile di Bari, picchiati con calci e pugni: tre agenti feriti. I sindacati: “Situazione grave”

Momenti di tensione si sono vissuti ieri nel carcere minorile Fornelli di Bari a causa di alcuni disordini che si sono verificati nel pomeriggio. All’esterno la zona è  tata presidiata da pattuglie della polizia di Stato mentre all’interno dell’istituto di pena sono stati a lavoro gli agenti della polizia penitenziaria.

Sarebbero tre gli agenti feriti. Due di loro sono stati medicati in ospedale, mentre il terzo è stato curato nell’infermeria interna al penitenziario.  L’aggressione sarebbe partita da una decina di detenuti che si sarebbe impossessata delle chiavi delle celle della sezione tre e avrebbe ferito gli agenti anche con un’arma da taglio.

“Quanto sta accadendo nel carcere minorile di Bari è grave ed è necessario un cambio di passo”, afferma il presidente nazionale del Conaippe, Mimmo Mastrulli secondo cui per domare i disordini sono arrivati rinforzi da altre carceri pugliesi. “Ma è assurdo – aggiunge – quanto accade ormai ogni giorno. Il direttore del carcere e il comandante di reparto non sono più compatibili con la realtà del carcere minorile barese e il ministero della Giustizia deve darsi una mossa e intervenire”.

“Oramai disordini e rivolte sono all’ordine del giorno nelle carceri minorili italiane: da Milano a Bari. Se fino a qualche tempo fa si poteva parlare di allarme ora invece siamo alla quotidianità”, riferisce all’ANSA Aldo di Giacomo segretario del Spp, il sindacato della polizia penitenziaria. La situazione all’interno del penitenziario minorile barese è al momento sotto controllo.

Secondo quanto fa sapere Federico Pilagatti, segretario del Sappe, il sindacato autonomo della polizia penitenziaria, a scatenare i disordini sarebbero stati “alcuni detenuti che hanno aggredito e picchiato con calci e pugni due agenti in servizio che sono riusciti comunque a lasciare la sezione, per farsi medicare in ospedale”. I detenuti avrebbero anche distrutto alcuni arredi “impossessandosi della sezione”, aggiunge il sindacalista evidenziando che “tutto il personale in servizio al Fornelli è stato richiamato perché la situazione continua ad essere molto delicata”.