Spaccio di droga ad Andria, eseguite 16 condanne definitive: blitz all’alba della Polizia con 100 agenti

Alle prime luci dell’alba, la Polizia di Stato ha eseguito la sentenza irrevocabile di condanna, nei confronti di sedici soggetti indagati nell’ambito del procedimento penale che fa riferimento ad un’indagine – denominata The End svolta dalle Squadre Mobili di Bari e di Barletta-Andria-Trani.

Si tratta di un’indagine risalente al 2013, condotta dalla Squadra Mobile della Questura di Bari e dal Commissariato di P.S. di Andria, che ha documentato una significativa attività di commercializzazione di sostanze stupefacenti gestita, in una delle piazze principali della città di Andria, da due distinte organizzazioni criminali, la prima dedita alla cessione di cocaina e la seconda di marijuana, entrambe capaci di fornire le predette sostanze stupefacenti a consumatori locali e dei paesi limitrofi.

Nel corso delle indagini, le attività di riscontro hanno consentito di trarre in arresto, in flagranza di reato, molti pusher delle due distinte organizzazioni criminali e di sequestrare un rilevante quantitativo di sostanze stupefacente tra marijuana e cocaina e un fucile mitragliatore kalashnikov AK 47. Determinanti, per l’attività investigativa, furono anche le dichiarazioni di alcuni collaboratori di Giustizia, intranei alle organizzazioni criminali.

L’esecuzione del provvedimento, affidata alle Squadre Mobile di Bari e BAT, ha visto l’impiego, questa mattina, di dodici equipaggi dei Reparti Prevenzione Crimine, di circa 100 uomini dei due uffici investigativi, oltre ad equipaggi del Gabinetto Interregionale della Polizia Scientifica.

Traffico di droga a Bari, 40 condanne fino a 20 anni: tra loro il boss Eugenio Palermiti e il figlio Giovanni

La gup di Bari Valeria Isabella Valenzi ha condannato 40 persone, imputate a vario titolo per reati in materia di droga, a pene dai 2 anni e 10 mesi a 20 anni di reclusione.

Il processo, in abbreviato, riguarda una parte dell’inchiesta della Dda di Bari ‘Codice interno’ (quella sui legami tra mafia, politica e imprenditoria in città) dedicata esclusivamente al mondo della droga nel quartiere Japigia di Bari, su cui comanda il clan Parisi-Palermiti.

Gli imputati, a vario titolo, sono stati condannati perché ritenuti partecipi all’associazione finalizzata al traffico di stupefacenti o per produzione, trasporto e detenzione ai fini di cessione di droga, per fatti commessi tra il giugno 2017 e il settembre 2018.

Le pene più alte sono state inflitte al boss Eugenio Palermiti e agli altri ritenuti dirigenti, promotori o organizzatori dell’associazione: Raffaele Addante, Filippo Mineccia, Michele Ruggieri e Silvio Sidella.

Condanne alte anche nei confronti del figlio di Eugenio Palermiti, Giovanni (18 anni) e del nipote del boss ‘Savinuccio’ Parisi, Radames Parisi (18 anni e 6 mesi). Gli imputati condannati perché ritenuti membri dell’associazione dovranno anche risarcire la Regione Puglia, costituita parte civile, e ripagare le spese legali sostenute dall’ente.

In totale sono sette gli assolti da tutti i reati contestati “per non aver commesso il fatto”, mentre alcuni degli imputati condannati sono stati assolti per alcuni singoli capi di imputazione. Un imputato è stato prosciolto per prescrizione. Le motivazioni della sentenza saranno note in 90 giorni.

Droga nell’auto, parla l’imprenditore incastrato da Loprieno e Filograno: “Minacciato di morte e seguito”

«Ho ricevuto minacce di morte, ho trovato feci davanti alla porta di casa, la mia macchina è stata distrutta, avevo persone sotto casa che mi seguivano e che io ho denunciato. Ogni volta che mi spostavo con la mia compagna ricevevo la chiamata di Filograno. Vedevo spesso una persona sotto casa mia, poi riconosciuta nel garagista Nicola Piperis».

A parlare, ascoltato come testimone in tribunale a Bari, è un imprenditore di Gioia del Colle (Bari), attuale compagno dell’ex moglie dell’avvocato e professore universitario Gaetano Filograno. Filograno è stato condannato in via definitiva a due anni e otto mesi di reclusione per detenzione di stupefacenti, in quanto – secondo quanto ricostruito – avrebbe fatto in modo che nel 2014, durante un controllo, la Guardia di finanza trovasse della cocaina nell’auto dell’imprenditore. Questi fu arrestato in flagranza ma poi assolto con formula piena nel 2017.

Questo «complotto» contro l’imprenditore sarebbe stato organizzato per l’accusa insieme a Nicola Loprieno, avvocato e consigliere comunale del centrosinistra a Bari, attualmente a processo con le stesse accuse contestate a Filograno.

Ma, a differenza di quest’ultimo, Loprieno non ha scelto il rito abbreviato. Ieri, quindi, l’imprenditore è stato ascoltato come testimone e ha raccontato le minacce e le intimidazioni subite per circa un anno da Filograno, che per questo fu denunciato per stalking.

«Mi minacciava, mi ha sputato in faccia più volte, mi ha dato dei calci». Figura importante in questa vicenda è il garagista Nicola Piperis. Che, ha raccontato ieri l’imprenditore, in passato si sarebbe appostato sotto casa sua: “La mia compagna lo riconobbe perché era il garagista della famiglia Filograno».

Qualche tempo dopo l’assoluzione, l’imprenditore incontrò Piperis (“non sapevo ci fosse, l’incontro è durato solo un minuto e poi sono andato via”) e fu quest’ultimo a raccontargli la vicenda della droga: «Pieperis mi ha detto che a organizzare tutto questo erano stati Filograno e Loprieno. Dopo quell’incontro non l’ho mai più visto».

Dopo la deposizione dell’imprenditore, in aula è stato ascoltato anche il maresciallo della guardia finanza Francesco Furchì, che condusse insieme ad altri colleghi la perquisizione del 2014 durante la quale fu trovata la cocaina. Furchì, rispondendo alle domande dei pm, ha detto di aver ricevuto da Loprieno la «soffiata” sull’imprenditore: al finanziere, infatti, sarebbe stato raccontato che l’uomo spacciava droga perché in difficoltà economiche.

La deposizione del maresciallo è durata a lungo, e nel corso della sua testimonianza (incalzato dai difensori di Loprieno e anche dal Tribunale) si è ripetutamente contraddetto, stando alle valutazioni della difesa. Si tornerà in aula il prossimo 23 ottobre.

Spaccio a Bari e Sannicandro, droga venduta su Telegram: 12 arresti. A capo Sabino Pace – TUTTI I NOMI

Produzione, traffico e detenzione di stupefacenti, ma anche resistenza a pubblico ufficiale e riciclaggio. Sono questi i reati contestati, a vario titolo, a 12 persone arrestate dai militari del Comando provinciale di Bari della Guardia di finanza, nell’ambito di un’indagine della Dda del capoluogo pugliese, che ha consentito di svelare l’esistenza di un “ingente traffico” di cocaina, hashish e marijuana tra Bari, Sannicandro di Bari e alcune città della Basilicata.

I 12, alcuni dei quali affiliati al clan Parisi di Bari, sono stati arrestati all’esito degli interrogatori preventivi del 19 e 20 maggio: l’ordinanza di custodia cautelare è stata disposta dal gip Giuseppe Battista. I fatti si riferiscono agli anni tra il 2022 e il 2023. La Dda aveva chiesto 17 arresti, per gli altri 5 non sono state ravvisate le esigenze di custodia cautelare.

Capo del gruppo è considerato Sabino Pace. Gli altri arrestati sono Giuseppe Carulli, Angelo Michele Di Turi, Antonio Bitritto, Antonio Antelmi, Cesare Cristian Catalano, Francesco D’Addiego, Domenico Cavalieri Foschini, Eugenio Damiano Giuliani, Nicola D’Agostino, Giuseppe Laddaga e Rodolfo Scardicchio. A riportarlo è La Gazzetta del Mezzogiorno.

Il gruppo avrebbe nascosto la droga in due casolari abbandonati nelle campagne di Sannicandro e in un appartamento del quartiere San Paolo di Bari. I due casolari, spiega la finanza in un comunicato, erano usati come “punti di contrattazione e vendita” ad altri gruppi criminali. Gli ordini erano raccolti su Telegram, su cui venivano pubblicati “i menù, le ‘offerte del giorno’ e i ‘pacchetti’ con tanto di immagini e filmati, e i relativi prezzi”.

La consegna avveniva in due modi, il “delivery” e il “meet you”, cioè “attraverso l’utilizzo di un’autovettura presa a noleggio e la consegna nel capoluogo barese previo contatto telefonico” su Whatsapp. Nel corso delle operazioni sono stati sequestrati 15 chili di droga e 132mila euro in contanti, cinque corrieri sono stati arrestati in flagranza.

Bitonto, droga consegnata tramite corda e molletta da bucato: arrestato pusher 33enne. In casa anche una pistola

Nel corso della tarda serata di ieri, in occasione dei festeggiamenti religiosi in onore della Santa Patrona di Bitonto, i Carabinieri della Stazione di Bitonto, nell’ambito di uno specifico servizio di controllo del territorio finalizzato al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti e della detenzione illegale di armi, hanno tratto in arresto, in flagranza di reato, (fatta salva ogni necessaria valutazione nelle fasi successive del procedimento con il contributo della difesa), S.A., classe 1991.

L’uomo è stato sorpreso all’interno di un’abitazione in stato di abbandono situata nel centro storico, adibita a base logistica per l’attività di spaccio. Gli accertamenti condotti dai militari hanno permesso di documentare un collaudato sistema di cessione al dettaglio di sostanze stupefacenti, attuato mediante l’uso di intermediari e un rudimentale meccanismo composto da una corda e una molletta da bucato, con cui venivano consegnate le dosi in cambio di denaro, evitando contatti diretti con gli acquirenti.

A seguito della perquisizione personale e locale, sono stati rinvenuti e sottoposti a sequestro:

– una pistola calibro 9 mm, apparentemente funzionante, completa di caricatore con n. 4 cartucce calibro 38, recante una matricola verosimilmente non censita in banca dati;

– circa 70 grammi di cocaina, suddivisi in 68 dosi;

– circa 281 grammi di hashish, suddivisi in oltre 57 dosi;

– circa 520 grammi di marijuana, suddivisi in 231 dosi;

– la somma in contanti di € 3.160,00, ritenuta provento dell’attività di spaccio;

– materiale per il confezionamento delle dosi e appunti manoscritti riconducibili alla contabilità dell’attività illecita.

Al termine delle formalità di rito, l’arrestato è stato associato alla Casa Circondariale di Bari, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, in attesa dell’udienza di convalida.

L’operazione si inserisce in un più ampio dispositivo di controllo del territorio predisposto dal Comando Provinciale Carabinieri di Bari, volto a garantire la sicurezza pubblica e il contrasto alla criminalità, anche in occasione di eventi che richiamano numerosi cittadini.

È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che seguirà il confronto con la difesa degli indagati, la cui eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo nel contraddittorio tra le parti.

Spaccio a Bari e Sannicandro, droga venduta su Telegram e consegnata con auto a noleggio: 12 arresti

Produzione, traffico e detenzione di stupefacenti, ma anche resistenza a pubblico ufficiale e riciclaggio. Sono questi i reati contestati, a vario titolo, a 12 persone arrestate dai militari del Comando provinciale di Bari della Guardia di finanza, nell’ambito di un’indagine della Dda del capoluogo pugliese, che ha consentito di svelare l’esistenza di un “ingente traffico” di cocaina, hashish e marijuana tra Bari, Sannicandro di Bari e alcune città della Basilicata.

I 12, alcuni dei quali affiliati al clan Parisi di Bari, sono stati arrestati all’esito degli interrogatori preventivi del 19 e 20 maggio: l’ordinanza di custodia cautelare è stata disposta dal gip Giuseppe Battista. Capo del gruppo è considerato Sabino Pace, i fatti si riferiscono agli anni tra il 2022 e il 2023. La Dda aveva chiesto 17 arresti.

Il gruppo avrebbe nascosto la droga in due casolari abbandonati nelle campagne di Sannicandro e in un appartamento del quartiere San Paolo di Bari. I due casolari, spiega la finanza in un comunicato, erano usati come “punti di contrattazione e vendita” ad altri gruppi criminali. Gli ordini erano raccolti su Telegram, su cui venivano pubblicati “i menù, le ‘offerte del giorno’ e i ‘pacchetti’ con tanto di immagini e filmati, e i relativi prezzi”.

La consegna avveniva in due modi, il “delivery” e il “meet you”, cioè “attraverso l’utilizzo di un’autovettura presa a noleggio e la consegna nel capoluogo barese previo contatto telefonico” su Whatsapp. Nel corso delle operazioni sono stati sequestrati 15 chili di droga e 132mila euro in contanti, cinque corrieri sono stati arrestati in flagranza.

Corato, dosi di cocaina sul seggiolone per bambini: arrestato un uomo

Il 6 maggio scorso la Polizia di Stato, a Corato, nell’ambito di un mirato servizio straordinario di controllo del territorio finalizzato alla prevenzione ed alla repressione dei reati in materia di sostanze stupefacenti, ha tratto in arresto un cittadino coratino, colto in flagranza di reato, ritenuto presunto responsabile di detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

In particolare, gli equipaggi del Commissariato di P.S. di Corato hanno proceduto al controllo d’iniziativa di un’autovettura condotta da un uomo, già noto alle FF.OO; a seguito di perquisizione personale e veicolare, sono state rinvenute 7 bustine in cellophane contenenti 10 g di marijuana, occultate sotto il sedile lato guidatore.

La perquisizione è stata estesa all’abitazione dell’uomo e, durante la stessa, questi ha mostrato un nervosismo ingiustificato, cercando di ostacolare il compimento dell’atto, urlando e dimenandosi probabilmente nel tentativo di “avvisare” eventuali altri occupanti dell’abitazione dell’imminente arrivo degli operatori di polizia.

Durante l’attività, su un seggiolone per bambini, sono stati rinvenuti 2 borselli in tessuto con all’interno due confezioni in cellophane contenenti 79 dosi di cocaina, di diversa grammatura e pronte per essere cedute, ed altre due confezioni trasparenti termosaldate contenenti 2 grosse “pietre di cocaina”, per un peso complessivo di 112 grammi; rinvenuta e sequestrata una ulteriore busta contenente 43 grammi di marijuana, oltre a 3 bilancini di precisione, 11 nastri isolanti, 250 bustine in cellophane per il confezionamento della sostanza stupefacente ed una macchina sigilla sacchetti.

Disposto il sequestro probatorio di quanto rinvenuto, atto successivamente convalidato dalla Procura di Trani. Al termine dell’attività, l’uomo è stato tratto in arresto e, come disposto dalla Procura della Repubblica di Trani, associato presso la Casa Circondariale di Trani. Il giudice per le indagini preliminari ha poi convalidato l’arresto ed ha disposto l’applicazione della misura degli arresti domiciliari. L’attività ha permesso di sottrarre al “mercato” un ingente quantitativo di sostanza stupefacente, che avrebbe fruttato un profitto illecito di oltre 10 mila euro.

Occorre precisare che i provvedimenti adottati nel corso delle indagini non sono definitivi e che l’indagato non può essere considerato colpevole fino a quando la responsabilità non sia stata accertata con sentenza o decreto penale di condanna ad effetto irrevocabile.

Mazza da baseball, droga e ordigni esplosivi artigianali: un arresto a Corato – FOTO

Nella tarda serata del 30 aprile 2025, nel corso di un mirato servizio straordinario di controllo del territorio della Polizia di Stato, finalizzato alla prevenzione ed alla repressione dell’attività di spaccio di sostanze stupefacenti, un uomo è stato arrestato in flagranza del reato di detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti, porto di oggetti atti ad offendere e detenzione illegale di esplosivi.

In particolare, gli equipaggi del Commissariato di P.S. di Corato, hanno proceduto d’iniziativa al controllo di un’autovettura che risultava sprovvista di copertura assicurativa; al momento del controllo il conducente si è mostrato nervoso ed insofferente, motivo per il quale gli operatori hanno deciso di procedere ad una perquisizione personale e veicolare, poi estesa al domicilio.

Al termine della perquisizione, è stata rinvenuta e sottoposta a sequestro una significativa quantità di sostanza stupefacente del tipo marijuana ed hashish, già suddivisa in numerose dosi pronte allo spaccio, del peso complessivo di g. 380 (sostanza occultata nel bagagliaio e sotto la cuffia della leva del cambio), materiale per il confezionamento (centinaia di bustine in cellophane con chiusura digitopressione), bilancini di precisione, una mazza da baseball e quattro manufatti esplosivi di forma cilindrica di manifattura artigianale illegale, con effetti deflagranti, a rischio potenziale elevato (come rilevato da personale del Nucleo Artificieri della Questura di Bari intervenuti sul posto per le attività di propria competenza).

L’attività ha permesso non solo di sottrarre al “mercato” un notevole quantitativo di sostanza stupefacente, ma anche di salvaguardare la pubblica incolumità dai rischi connessi all’esplosione dei manufatti esplosivi artigianali. Disposto il sequestro probatorio di quanto rinvenuto, successivamente convalidato dalla Procura di Trani, che coordina le indagini.

Al termine della perquisizione, l’uomo è stato tratto in arresto in flagranza di reato di detenzione di sostanze stupefacenti a fini di spaccio nonché di detenzione illegale di materiale esplosivo.

La Procura di Trani ha disposto che fosse associato presso la Casa Circondariale di Trani a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. All’esito dell’udienza di convalida, il GIP ha disposto l’applicazione della custodia cautelare in carcere.

Occorre precisare che i provvedimenti adottati nel corso delle indagini non sono definitivi e che l’indagato non può essere considerato colpevole fino a quando la responsabilità non sia stata accertata con sentenza o decreto penale di condanna ad effetto irrevocabile.

Spaccio di sostanze stupefacenti a Molfetta, operazione dei Carabinieri all’alba: 14 arresti

Dalle prime ore della mattina, i Carabinieri della Compagnia di Molfetta, coadiuvati dal Nucleo Cinofili di Modugno, dal 6° Nucleo Elicotteri di Bari, dallo Squadrone Eliportato Cacciatori “Puglia” e dal personale delle Sezioni di Intervento Operativo dell’11° Reggimento Puglia, a conclusione di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Trani, stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare a carico di 14 indagati, ritenuti dediti allo spaccio di sostanze stupefacenti nella città di Molfetta.