Schianto sulla Bitonto-Palombaio, morto l’ex dg Asl Mimmo Colasanto: domani i funerali a Mariotto

Si terranno domani alle 16 a Palombaio, nella parrocchia di Maria Immacolata, i funerali di Domenico Colasanto, l’ex direttore generale della Asl di Bari deceduto all’età di 75 anni ieri pomeriggio nell’incidente stradale avvenuto sulla strada che collega il centro urbano di Bitonto con la frazione di Palombaio.

L’uomo era alla guida di un Alfa Romeo Giulietta e si trovava sulla Poligonale di Bitonto, all’incrocio con la Provinciale 89 si è scontrato contro una Jeep Renegade, su cui viaggiavano un ragazzo e due ragazze. La Giulietta è finita fuori strada ribaltandosi più volte.

Per Colasanto, estratto dalle lamiere dai Vigili del Fuoco, non c’è stato nulla da fare. Feriti invece i tre ragazzi, residenti al nord e tornati a Bitonto dai familiari. Le loro condizioni non sono gravi.

Sul corpo del 75enne non sarà effettuata l’autopsia. Colasanto aveva diretto l’Asl Bari e il suo nome è legato anche alla vicenda giudiziaria legata alla morte di Paola Labriola, uccisa il 4 settembre 2013 con 57 coltellate da un paziente all’interno del Centro di salute mentale di via Tenente Casale. A febbraio la Corte d’appello di Bari aveva confermato la condanna del 75enne a 3 anni e 6 mesi per omicidio colposo.

“Bitonto, insieme alle comunità di Palombaio e Mariotto, perde un amico sempre disponibile con tutti, senza tirarsi mai indietro ai bisogni dei nostri concittadini e non solo. Mimmo Colasanto è stato un manager capace, un politico di lungo corso, sempre disponibile ad ascoltare e a offrire il consiglio giusto al momento opportuno – le parole del sindaco Francesco Paolo Ricci -. In qualche modo è stato un padre per il centrosinistra locale, insieme a tanti altri suoi coetanei, figli di un’altra generazione che abbiamo sempre guardato con ammirazione”. A Bitonto sono stati annullati e rinviati i festeggiamenti civili in onore di Maria Santissima Addolorata, patrona di Mariotto.

Incredibile a Racale, il corteo funebre arriva ma la chiesa è chiusa: tensione tra familiari e parroco

Ha dell’incredibile quanto accaduto lo scorso 28 agosto a Racale quando un corteo funebre è arrivato nei pressi della chiesa dell’Addolorata, trovandola però chiusa.

I familiari del defunto sono stati costretti ad aspettare diversi minuti il rientro del parroco per accedere in chiesa e celebrare i funerali. Il tutto sotto il sole, in un afoso pomeriggio.

Il sacerdote si trovava a casa di una persona malata e ha cercato di far temporeggiare i responsabili delle onoranze funebri, ma non è bastato. Al suo arrivo sul posto gli animi si sono accesi.

I familiari hanno sottolineato come si sarebbe potuto evitare il disguido permettendo a qualcuno di aprire le porte della chiesa per portare il feretro all’interno. Il tutto è stato documentato in video e foto diventati virali in paese.

 

Strage dei ciclisti a Terlizzi, è il giorno del dolore ad Andria: i funerali delle tre vittime. Proclamato lutto cittadino

Questa mattina si sono svolti, nella cattedrale di Andria, i funerali di di Sandro Abruzzese, Vincenzo Mantovani e Antonio Porro, i ciclisti travolti e uccisi domenica scorsa da un’auto mentre percorrevano la provinciale 231 in direzione sud, vicino a Terlizzi. Ad Andria è stato prolcamato il lutto cittadino.

Le magliette bianche con il logo dell’Avis stampato sul petto. I visi stretti in una morsa di dolore. Tra le mani uno striscione, dal fondo azzurro su cui ci sono tre cuori che si intersecano fra loro con i volti di tre amici che hanno intrecciato le loro vite grazie alla solidarietà e alla passione per la bici. E poi una scritta: “Tre vite spezzate. Il nostro silenzio grida giustizia”. Sono i volontari dell’Avis di Andria che questa mattina hanno abbracciato per l’ultima volta i ciclisti travolti e uccisi.

Le loro famiglie hanno scelto di far celebrare un funerale unico, nella Cattedrale della città che è stata interdetta a telecamere, macchine fotografiche e taccuini. Nella sua omelia, don Mimmo Basile, vicario generale del vescovo di Andria, ha ricordato che “Sandro, Vincenzo e Antonio hanno saputo amare e sono stati amati, nella loro esistenza quotidiana, negli affetti familiari, nel loro lavoro, nella trama delle relazioni con gli altri”.

Il sacerdote ha evidenziato “l’impegno sociale, il volontariato disinteressato, il servizio generoso che ha segnato le loro vite. Lo slogan dell’Avis ‘Il sangue non si versa, si dona’ ci dà la speranza che il sangue versato sulla strada da Sandro, Vincenzo e Antonio sia, ancora una volta, un sangue donato, un seme che chiede di essere accolto perché porti frutto e germogli in vita che fiorisce – ha continuato – che risorge qui e ora”. Poi la preghiera affinché “Dio possa consolare i loro cari e di dare consolazione nel dolore”. In città è stato proclamato il lutto cittadino.

I corpi sono stati consegnati alle famiglie ieri mattina, al termine degli accertamenti autoptici che hanno rilevato gravi traumatismi, fratture e lesioni agli organi interni. La Procura di Trani ha aperto una inchiesta per omicidio stradale plurimo per fare chiarezza su quanto accaduto e ha iscritto nel registro degli indagati il conducente dell’auto che ha investito i tre. Si tratta di un 30enne del Barese.

Strage dei ciclisti a Terlizzi, domani il funerale unico ad Andria: “Grati per la condivisione”

Saranno celebrati domani mattina alle 11, nella cattedrale di Andria, i funerali di di Sandro Abruzzese, Vincenzo Mantovani e Antonio Porro, i ciclisti travolti e uccisi domenica scorsa da un’auto mentre percorrevano la provinciale 231 in direzione sud, vicino a Terlizzi (Bari).

A presiedere la messa sarà don Mimmo Basile, vicario generale del vescovo di Andria. I corpi sono stati consegnati alle famiglie questa mattina, al termine degli accertamenti autoptici che hanno rilevato gravi traumatismi, fratture e lesioni agli organi interni. Le vittime sono tutte di Andria e componenti di CicloAvis, la sezione cittadina degli amanti della bici dell’Avis.

La Procura di Trani ha aperto una inchiesta per omicidio stradale plurimo per fare chiarezza su quanto accaduto e ha iscritto nel registro degli indagati il conducente dell’auto che ha investito i tre. Si tratta di un 30enne del Barese.

Ad annunciare che il funerale sarebbe stato unico per i tre, è stata la sindaca di Andria, Giovanna Bruno spiegando che la decisione è stata concordata dalle famiglie «e siamo loro grati per questa condivisione».

La prima cittadina ha confermato che nella giornata di domani sarà proclamato il lutto cittadino e “saremo chiamati tutti a condividere questo dramma che è collettivo – sostiene Bruno -. Nel frattempo continua la sospensione e il rinvio a data da destinarsi di tutte le attività ludico-ricreative in programma questi giorni»

Tragedia a Conversano, schianto auto-moto: domani i funerali di Antonio De Cristo. Aperta inchiesta per omicidio

Sono in programma domani, alle 16.30 nella cattedrale di Conversano, i funerali di Antonio De Cristo, il 16enne morto ieri mattina in via Vernaleone in un schianto tra auto e moto.

La Procura ha aperto un fascicolo per omicidio colposo. Al vaglio le posizione del ragazzo che guidava la moto, a bordo della quale si trovava la vittima, e del conducente anziano dell’utilitaria. L’incidente è avvenuto sotto gli occhi della madre e della sorella del 16enne. Sull’accaduto indaga la Polizia Locale.

Venerdì in Olanda i funerali del figlio di Verreth morto a 14 mesi: presente una delegazione della Ssc Bari

I funerali di Elliot Charles Verreth, il figlio del centrocampista del Bari Matthias, tragicamente morto domenica scorsa a 14 mesi in ospedale dove era stato ricoverato tre giorni prima per un virus, sono in programma venerdì 1° agosto a Hilvarenbeek, in Olanda.

Qui il calciatore belga, arrivato in estate al Bari, si è trasferito con la famiglia. La società biancorossa sarà presente ai funerali con una delegazione. A Verreth è stato dato un permesso a tempo indeterminato per restare con la sua famiglia.

Il Bari, che ha lasciato in anticipo il ritiro di Roccaraso, invece riprenderà gli allenamenti giovedì 31 luglio. Lunedì 4 e sabato 9 agosto sono previste le ultime due amichevoli estive contro Casarano e Picerno, prima dell’esordio stagionale contro il Milan in Coppa Italia, in programma domenica 17 agosto a San Siro.

Uccide la mamma con un’ascia, fatali due colpi sferrati tra nuca e collo. Domani i funerali di Teresa Sommario

Dall’autopsia effettuata sul corpo di Teresa Sommario, la 53enne di Racale uccisa dal figlio reo confesso, il 21enne Filippo Manni, è emerso che la donna è stata colpita 5 volte con un’ascia. I colpi fatali sarebbero stati quelli tra la nuca e il collo, la morte è sopraggiunta in poco tempo.

La donna, che si trovava seduta al computer per lavoro, ha tentato anche di difendersi come testimoniato dalle lesioni e dai segni presenti sulle mani. Gli altri colpi hanno raggiunto braccia e torace.

La salma è stata restituita alla famiglia e i funerali saranno celebrati domenica mattina alle 9 nella chiesa di San Giorgio Martire a Racale. Il killer 21enne si trova in carcere dopo la convalida del fermo al termine dell’interrogatorio dei giorni scorsi.

In lacrime ha confessato le fasi dell’omicidio, ammettendo di averla ucciso dopo un rimprovero. Ha preso l’ascia da boy scout dalla stanza del fratello, ha colpito la donna al petto e ha continuato a farlo nonostante la madre lo implorasse di fermarsi. Ha distrutto anche il computer perché la donna continuava a parlare. Il legale dell’indagato sta valutando la possibilità di chiedere una perizia psichiatrica.

Mansarda in fiamme, morti i fratelli Vito e Rosa Coppi. Oggi i funerali: proclamato lutto cittadino a Cassano

Proclamato lutto cittadino a Cassano delle Murge in occasione dei funerali di Vito e Rosa Coppi, i fratelli di 33 e 38 anni, morti il 27 maggio nel rogo della mansarda del loro appartamento.

Il sindaco Davide Del Re, “preso atto della profonda e straordinaria emozione suscitata in tutta la cittadinanza dal luttuoso evento e ritenuto opportuno e doveroso, interpretando il comune sentimento della popolazione in segno di cordoglio e di partecipazione al dolore ed al fine di consentire iniziative o partecipazione alla cerimonia funebre”, ha proclamato il lutto cittadino.

Il rito funebre sarà celebrato nel pomeriggio presso la parrocchia SS. Maria Assunta alle 16. Il primo cittadino invita “tutti i cittadini, le organizzazioni sociali, culturali, produttive ed i titolari di attività private di ogni genere a manifestare il proprio cordoglio nelle forme ritenute opportune, durante il corso della cerimonia funebre, cioè dalle ore 16.00 sino alla conclusione del rito funebre e la propria partecipazione e vicinanza ai familiari colpiti”.

“Ciao mamma e papà, pregate per noi”. Sono alcune parole contenute nella lettera che Vito e Rosa hanno firmato e lasciato ai propri genitori che hanno fatto pensare sin da subito ad un gesto volontario. Le vittime avevano un quadro clinico complesso e sarebbero state affette anche da uno stato di depressione.

Carabiniere ucciso a Francavilla, i funerali ad Ostuni. L’omelia: ‘Carlo ha offerto la vita con generosità e amore’

“Carlo nella quotidianità ha offerto la sua vita adempiendo al proprio dovere con generosità e amore”. Sono le parole pronunciate da monsignor Gian Franco Saba, ordinario militare, durante l’omelia per i funerali di Carlo Legrottaglie, il brigadiere capo dei carabinieri ucciso giovedì scorso a Francavilla Fontana, a pochi giorni dalla pensione, durante un conflitto a fuoco con due uomini.

Ai funerali è presente il capo dello Stato Sergio Mattarella. Carlo, ha aggiunto Saba, “ha dato tutto: ha dato la sua vita, tutte le sue energie fino all’ultimo nonostante i tempi di riposto previsti”.

“Siamo qui per ringraziare il Signore perché ancora – ha aggiunto – in un mondo lacerato da discordie e contese, ci sono uomini che spendono la propria vita offrendosi senza riserve”.

“Papa Leone ci ricorda – ha concluso – che il male non trionferà. Anche in questo momento noi vogliamo credere nella resurrezione”.

Carabiniere eroe ucciso a Francavilla, in centinaia per l’ultimo saluto a Ostuni. Mattarella abbraccia moglie e figlie

Alcune centinaia di persone, dietro le transenne sistemate lungo il tragitto per la parrocchia Santa Maria Madre della Chiesa, hanno atteso a Ostuni l’arrivo della salma del brigadiere capo dei carabinieri, il 59enne Carlo Legrottaglie, ucciso giovedì, a pochi giorni dalla pensione, a Francavilla Fontana (Brindisi), durante un conflitto a fuoco mentre inseguiva a piedi due uomini che avevano abbandonato un’auto rubata.

La città in cui viveva con la moglie e le due figlie gemelle di 15 anni, ha voluto dare l’ultimo saluto al carabiniere ‘eroe’ che tutti conoscevano come una persona “dal carattere mite”.

Il capo dello Stato, Sergio Mattarella, è arrivato questa mattina a Ostuni. Accolto da un lungo applauso delle centinaia di persone presenti, ha abbracciato i familiari di Legrottaglie, tra cui la moglie e le due figlie gemelle di 15 anni. La funzione religiosa sarà officiata dall’ordinario militare monsignor Gian Franco Saba.

Partecipano anche i ministri della Difesa, Guido Crosetto; e dell’Interno Matteo Piantedosi; il capo di Stato maggiore della Difesa, generale Luciano Portolano; il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, generale Salvatore Luongo; il vicecapo della Polizia Raffaele Grassi. Ci sono anche il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano; e il vicepresidente esecutivo della Commissione europea, Raffaele Fitto