Truffa eco casette, una strage impunita. Miria: “Dati a Caputi 3.400 euro. Lavoro mai iniziato”

Contratti firmati, anticipi versati, lavori non finiti, fatture non rilasciate e poi la fuga. Torniamo a parlare dell’inchiesta su Maurizio Antonio Caputi e sulla truffa delle casette di legno. Siamo entrati qualche mese fa in un gruppo delle sue vittime e abbiamo ascoltato le loro storie, visionando anche documenti e carte. Ci sono denunce in corso e abbiamo iniziato a farvi ascoltare le testimonianze delle prime persone cadute nella sua trappola.

Dopo i racconti di Marina, Marta, Maria, Giovanni, Stefano, Gaetano, Graziana, Riccardo, dopo avervi parlato della prodezza di mago Caputi, capace di incassare 68mila euro e sparire nel nulla lasciando una famiglia con una baracca abusiva e inagibile, dopo il blitz nella “sede” senza successo nel tentativo di incontrarlo e consegnarli la statuina dell’Oscar di Quinto Potere, dopo l’intervista all’ex segretaria, dopo il breve faccia a faccia tanto atteso con Caputi, dopo aver aperto con Silvana anche il filone delle ristrutturazioni edili, dopo aver colto di sorpreso l’apprendista in nero e averla intervistata, dopo aver parlato del “ricatto” di Caputi dopo la storia di Giuseppe, l’operaio caduto e finito in Rianimazione in uno dei cantieri, di Carlo, il dipendente salito su una tettoia al quinto piano di uno stabile senza alcuna protezione, senza assicurazione e senza essere in grado di fare nulla, di Aldo, della compagna Anna e dopo aver rivolto un appello caloroso ai clienti soddisfatti, questa volta vi raccontiamo la storia di Miria.

Come tanti altri è caduta nella trappola di Caputi. Ha versato 3400 euro per lavori neppure mai iniziati.

Truffa eco casette, lavoro fatto male: Caputi deve pagare 6mila euro. Appello ai clienti soddisfatti

Contratti firmati, anticipi versati, lavori non finiti, fatture non rilasciate e poi la fuga. Torniamo a parlare dell’inchiesta su Maurizio Antonio Caputi e sulla truffa delle casette di legno. Siamo entrati qualche mese fa in un gruppo delle sue vittime e abbiamo ascoltato le loro storie, visionando anche documenti e carte. Ci sono denunce in corso e abbiamo iniziato a farvi ascoltare le testimonianze delle prime persone cadute nella sua trappola.

Dopo i racconti di Marina, Marta, Maria, Giovanni, Stefano, Gaetano, Graziana, Riccardo, dopo avervi parlato della prodezza di mago Caputi, capace di incassare 68mila euro e sparire nel nulla lasciando una famiglia con una baracca abusiva e inagibile, dopo il blitz nella “sede” senza successo nel tentativo di incontrarlo e consegnarli la statuina dell’Oscar di Quinto Potere, dopo l’intervista all’ex segretaria, dopo il breve faccia a faccia tanto atteso con Caputi, dopo aver aperto con Silvana anche il filone delle ristrutturazioni edili, dopo aver colto di sorpreso l’apprendista in nero e averla intervistata, dopo aver parlato del “ricatto” di Caputi dopo la storia di Giuseppe, l’operaio caduto e finito in Rianimazione in uno dei cantieri, di Carlo, il dipendente salito su una tettoia al quinto piano di uno stabile senza alcuna protezione, senza assicurazione e senza essere in grado di fare nulla, di Aldo e della compagna Anna, questa volta siamo noi a lanciare un appello dopo aver superato i 20 servizi in questa inchiesta.

Vogliamo metterci in contatto con i clienti che hanno avuto a che fare con Caputi e che sono rimasti soddisfatti dei lavori. Siamo venuti a conoscenza del fatto che nei suoi confronti sono già state presentate numerose denunce. E in un caso è già arrivata una condanna. Caputi deve pagare 6mila euro, ma è irreperibile. Restate collegati.

Lello e Angela, 18 novembre 2025. L’impresa Menditto apre il cantiere: “Mai perdere le speranze”

18 novembre 2025, una data che difficilmente potremo mai dimenticare. È stato aperto ufficialmente il cantiere dei lavori di ristrutturazione della casa di Lello e Angela da parte dell’impresa Menditto e l’emozione è tanta. In tutti questi anni non abbiamo perso la speranza, ora è arrivato il momento di trasformare questo sogno in realtà. Ringraziamo tutti coloro che hanno sempre creduto a questo traguardo e chi ci aiuterà in questo ultimo capitolo.

Modugno, soldi e lavori in cambio di voti. Antonio Lopez si è dimesso dalle cariche: oggi l’interrogatorio

Oggi Antonio Lopez, l’assessore arrestato a Modugno nell’inchiesta sul voto di scambio politico-mafioso delle Comunali 2020, sarà interrogato in carcere. Assieme a lui le altre 5 persone finite in carcere o ai domiciliari.

Da capire se risponderanno alle domande del gip Giuseppe Montemurro. Lopez, candidato alle regionali 2025 con Forza Italia, si è dimesso ieri da tutte le cariche. La sua posizione resta delicata.

Secondo l’accusa avrebbe pagato 25 euro a voto per essere eletto e si sarebbe rivolto anche al clan Parisi. In passato si era recato in casa di Michele Parisi, fratello di Savinuccio deceduto pochi mesi fa, per installare un condizionatore (oltre ad una caldaia a casa di una sua parente) senza essere retribuito, salvo poi emettere fattura per scongiurare controlli e verifiche dopo gli sviluppi dell’inchiesta Codice Interno che lo aveva allarmato.

Lopez ha poi assunto un affiliato al clan, il pregiudicato Christian Stragapede, che era stato precedentemente in una società appaltatrice del Comune. Poi il dietrofront a causa di una condanna e la patata bollente passata allo stesso Lopez. Lo stesso Stragapede, nelle intercettazioni, afferma di aver portati 150 voti a Lopez ad un “prezzo di mercato stracciato”, 25 euro e non 50 come a Bari.

A promettergli un posto di lavoro sarebbe stato il sindaco Bonasia, che resta indagato a piede libero, ma secondo il gip il primo cittadino ignorava la vicinanza di Strapagede alla criminalità organizzata.

Dopo le elezioni, non avendo ancora ottenuto il posto di lavoro che gli era stato promesso, Stragapede si è lamentato sia con Bonasia che con Lopez, alla fine è stato il secondo d assumerlo in una delle aziende, mettendo fine ai momenti di tensione causati dal 35enne.

Il rapporto lavorativo è durato poco più di un anno. Stragapede, dopo essere stato assunto a tempo indeterminato, chiese di essere licenziato per ottenere la disoccupazione. Dalle carte è emerso che Lopez offrì anche un posto di lavoro alla moglie di Parisi.

Tragedia a Mottola, morti due 30enni di Conversano. L’appello: “Basta stragi Salvini acceleri lavori sula ss100”

“Basta stragi sulla statale 100. Il secondo tratto in cui si è verificato l’ultimo incidente con due morti, che va da San Basilio-Mottola verso Taranto, fino all’intersezione con la statale 7 Appia e statale 106dir, è nella fase di Pfte, cioè il progetto di fattibilità tecnico-economica. Una fase ancora embrionale del progetto di ampliamento a quattro corsie con spartitraffico centrale. Chiediamo il commissariamento per accelerare l’iter, non possiamo permetterci di aspettare altri 8-10 anni. Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ci ascolti”.

Questo è l’appello rivolto al vicepremier dal presidente del Comitato Strade Sicure, Vanni Caragnano, dopo il tragico incidente di lunedì scorso sulla statale 100, in zona San Basilio-Mottola (Taranto), in cui sono morti Roberto Marchitelli e Saad Abbi, due 31enni residenti a Conversano (Bari) che viaggiavano a bordo di un’auto Fiat Doblò scontratasi frontalmente con un autoarticolato che trasportava mezzi meccanici.

“Diciamo a Salvini grazie per tutto quello che è stato fatto finora dal governo – dichiara all’ANSA Caragnano – con la copertura finanziaria del primo intervento (oltre 123 milioni di euro per il primo tratto Gioia del Colle-nuova rotatoria di San Basilio-Mottola, ndr) e la copertura per il Pfte del secondo tratto. Ma non basta. Per il primo ci abbiamo messo dieci anni per arrivare alla copertura finanziaria e per smuovere un po’ di terreni prima che entri nel clou la fase espropriativa. Non vogliamo che passino altri dieci anni per il secondo tratto. Con il commissariamento di un’opera pubblica ne passerebbero due, non dieci”.

Il presidente del Comitato Strade Sicure confida “in un accoglimento della nostra richiesta, già inviata attraverso i suoi delegati, di incontrare il Ministro, con Anas, al fine di valutare possibili soluzioni immediate accelerando l’iter attuativo sull’intero tratto. Basta morti, è ora di agire”.

Cade dal ponteggio durante lavori, il 58enne Matteo Di Perna non ce l’ha fatta: morto dopo due giorni di agonia

Non ce l’ha fatta l’operaio di 58 anni Matteo Di Perna, di Carpino (Foggia), caduto dal ponteggio di una palazzina su cui stava lavorando il 24 ottobre scorso. Troppo gravi le lesioni riportate nella caduta da diversi metri di altezza.

È deceduto nella serata di ieri presso l’ospedale Casa sollievo della sofferenza di San Giovanni Rotondo, dove era stato portato in codice rosso. La conferma arriva dal sindaco del comune garganico, Rocco di Brina, che sottolinea “il dolore personale e dell’intera comunità per un uomo, un lavoratore conosciuto e benvoluto da tutti”. Indagini sono in corso da parte dei carabinieri.

Lavori a casa di Lello e Angela, Giulio invita Antonio al Siae: “Vieni in Fiera ti devo parlare”

Dopo il blitz nella Metal Gm infissi, azienda con sede a Modugno che ha deciso di rivoluzionare il mercato non acquistando più materiale dall’estero per comprare profili in pvc italiani da Ital-Plastick, Antonio è riuscito finalmente ad ottenere il sì definitivo da Giulio per le finestre da mettere nella casa di Lello e Angela durante i lavori di ristrutturazione.

Ci siamo così recati in Fiera, su invito di Giulio, per vedere in prima persona il materiale e conoscere il progetto della Metal Gm infissi per l’abitazione situata in via Don Bosco.

Bari, riqualificazione via Argiro. Al via interventi Enel sul primo isolato: lavori conclusi a maggio 2026

L’assessorato alla Cura del territorio rende noto che da questa mattina, lunedì 20 ottobre, sul primo isolato di via Argiro si concentreranno gli interventi previsti da Enel di posizionamento delle tubazioni, che partiranno dalla cabina interrata presente sulla strada (a metà isolato) sino a raggiungere corso Vittorio Emanuele e via Piccinni.

Per consentire a Enel di portare avanti le operazioni, l’impresa procederà con gli interventi in programma nell’ambito del cantiere di riqualificazione di via Argiro, concentrando le lavorazioni sul secondo isolato. Al termine degli interventi dell’Enel, l’impresa riprenderà in consegna le aree del primo isolato.

I lavori di riqualificazione di via Argiro, che interesseranno anche gli isolati ad angolo con le traverse di via Putignani e via Calefati, sono partiti lo scorso 15 settembre. Le operazioni, come da cronoprogramma, si sono concentrate sui primi due isolati a partire da corso Vittorio Emanuele, mentre sul terzo è stata allestita l’area di deposito attrezzature e materiali al servizio del cantiere. Nel mese trascorso, le diverse fasi del cantiere hanno riguardato lo rimozione del basolato, la verifica di interferenze con i sottoservizi, la definizione delle quote della nuova pavimentazione, la creazione del nuovo sottofondo nella parte centrale dell’isolato.

Per quanto riguarda, invece, l’approvvigionamento di materiale, è stata completata la fornitura di zanelle per canalizzare le acque piovane. Si è reso necessario, inoltre, ridurre lo spessore del materiale destinato a comporre la pavimentazione dei percorsi pedonali laterali: la modifica è stata approvata dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Bari. In attesa dell’autorizzazione, il cantiere si è concentrato sulla parte centrale dell’isolato, senza alcuna interruzione.

Come già anticipato nel corso degli incontri pubblici di presentazione del progetto, gli interventi sui primi due isolati di via Argiro sono quelli più impegnativi dal punto di vista archeologico, perché sono caratterizzati dal recupero delle antiche basole laviche, rivenute durante i lavori di scavo del primo intervento di riqualificazione della strada.

Il progetto di riqualificazione di via Argiro, via Putignani e via Calefati è finanziato per l’importo di € 4.537.388,19 dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Missione 5 del piano, Inclusione e coesione – M5C2: Infrastrutture sociali, famiglie, comunità e terzo settore) e si concluderà a maggio 2026.