Anziani torturati nella Rsa di Manfredonia, Cooperativa licenzia dipendenti omertosi: “Tradita la nostra fiducia”

La Residenza sanitaria assistenziale Stella Maris di Manfredonia, finita al centro di uno scandalo per episodi di maltrattamenti e violenza sessuale nei confronti di alcuni pazienti ricoverati, ha annunciato di aver licenziato “non solo i quattro lavoratori nei confronti dei quali è stato emesso il provvedimento cautelare, ma anche quelli che, pur avendo assistito agli episodi incriminati o avendone avuto conoscenza, non hanno tempestivamente informato la dirigenza e la società di quanto stava avvenendo”.

La Cooperativa Santa Chiara, gestore della struttura Stella Maris dal 2017, rompe il silenzio dopo aver osservato un rigoroso silenzio stampa. “Ciò è avvenuto non per mancanza di rispetto nei confronti della pubblica opinione e per gli operatori dell’informazione, ma per una serie di ragioni che qui si espongono – si legge nella nota -. Chi opera nel settore socio assistenziale ha come obiettivo primario quello di tutelare il benessere dei propri ospiti e la loro integrità psico-fisica e la tranquillità delle rispettive famiglie. E il nostro operato è stato sempre improntato al raggiungimento di tali obiettivi. Purtroppo gli eventi dei giorni scorsi ci hanno profondamente scosso e mortificato e ci hanno messo di fronte alla necessità di fronteggiare con estrema urgenza alcune priorità: conoscere a fondo cosa fosse realmente accaduto; accertare le responsabilità dei dipendenti coinvolti adottando i conseguenti provvedimenti; riorganizzare il servizio; continuare, soprattutto, a prenderci cura degli ospiti, in particolare le persone offese, stare vicino a loro e incontrare le loro famiglie”.

“La quasi totalità degli ospiti ha confermato la propria fiducia nella struttura e nella dirigenza; tra questi sono tuttora presenti anche alcuni di quelli che hanno subito le imperdonabili violenze da parte degli Oss indagati – precisa la cooperativa -. La dirigenza poi, con l’ausilio dello staff legale, ha avviato una approfondita indagine interna, volta ad accertare ogni singola responsabilità, commissiva o omissiva, in capo al personale dipendente. La lettura degli atti del procedimento penale posti a fondamento della misura cautelare e l’ascolto di quasi tutto il personale, hanno consentito di acclarare – al di là degli aspetti penali, che competono all’Autorità Giudiziaria, nei cui confronti si ripone la massima fiducia – condotte assolutamente rilevanti sotto il profilo disciplinare, e pertanto incompatibili con la prosecuzione del rapporto di lavoro. Chi ha tradito la nostra fiducia non può continuare a lavorare per noi; chi non ha avuto rispetto dei nostri ospiti, chi non si è uniformato ai valori ed ai principi in cui abbiamo sempre creduto, non può essere nostro dipendente”.

Sono stati licenziati non solo i quattro lavoratori nei confronti dei quali è stato emesso il provvedimento cautelare ma anche quelli che, pur avendo assistito agli episodi incriminati o avendone avuto conoscenza, non hanno tempestivamente informato la dirigenza e la società di quanto stava avvenendo – conclude -. Il venir meno della fiducia nei loro confronti giustifica legalmente ai sensi dell’art. 2119 c.c. i recessi datoriali posti in essere. Le azioni giudiziarie minacciate da alcuni di essi tramite i propri legali incontreranno adeguata resistenza, nella convinzione che le decisioni della magistratura confermeranno la legittimità dell’operato della società”.

Manfredonia, ombrelloni abusivi su spiagge libere: 5 denunce. Attrezzatura sequestrata

I titolarti di tre stabilimenti balneari di Manfredonia avrebbero occupato abusivamente oltre 10mila metri quadri di spiagge su demanio marittimo con 513 ombrelloni e circa 1000 sdraio.

L’attrezzatura è stata sottoposta a sequestro da militari della stazione navale di Bari e della sezione operativa navale di Manfredonia, coordinati dal reparto operativo aeronavale della guardia di finanza di Bari.

L’occupazione abusiva di spazi demaniali riguarda tre stabilimenti rispettivamente per 2.881 mq, 3.735 mq e 4.032 mq. Nel primo caso era stata ampliata la concessione demaniale rilasciata dal comune di Margherita di Savoia, per un’estensione complessiva di quasi il doppio di quella assegnata, con relativo canone demaniale inferiore al dovuto.

Negli altri due casi è stata costatata l’occupazione abusiva dell’intera area senza alcun titolo. Cinque persone sono state denunciate. Su disposizione dell’autorità giudiziaria, inoltre, è stato disposto il ripristino dei luoghi.