Mistero a Francavilla Fontana, medico colpito con una spranga nel parcheggio: caccia al responsabile

Un medico in servizio al pronto soccorso di Francavilla Fontana è stato aggredito con una spranga e colpito alla nuca nell’area parcheggio all’esterno dell’ospedale al termine del turno di lavoro.

L’episodio è accaduto ieri sera. A trovare il 43enne a terra, privo di sensi, è stata una donna che ha allertato prontamente i soccorsi. Il medico ha trascorso una notte in ospedale in osservazione ed è stato dimesso questa mattina con una prognosi di 30 giorni.

Avviate le indagini, nella giornata di ieri non sono stati segnalati episodi di tensione. Le forze dell’ordine stanno acquisendo anche le immagini di videosorveglianza della zona per identificare il responsabile.

Cerignola, medico dorme al Pronto soccorso con pazienti in attesa. Lui si difende: “Hanno tentato di avvelenarmi”

“Ho depositato un esposto in Procura, tramite il mio avvocato, per tentativo di avvelenamento con l’uso di potenti ansiolitici”. E chi avrebbe tentato di avvelenarla? “Non credo i colleghi, ma altro personale. Penso che in più occasioni abbiano inserito nel cibo e nelle bevande delle benzodiazepine, forse del Valium, perché durante la mia carriera non mi era mai successo di prendere sonno sul luogo di lavoro”.

Il dottor Francesco Paolo Palma, immortalato la notte del primo maggio mentre dorme su una poltrona del pronto soccorso di Cerignola (Foggia) nonostante i pazienti in attesa, ipotizza un complotto sui suoi pisolini durante l’orario di lavoro al pronto soccorso.

Le immagini, riprese con il telefonino da un paziente e pubblicate sui social, hanno fatto il giro del web. Il medico, che lavora al 118 e fa turni in diversi pronto soccorso, ne parla in un’intervista al Corriere del Mezzogiorno-Puglia.

“Forse agiscono per invidia nei miei confronti. Io sono un professionista preparato e attento, uno studioso con tre lauree e una quarta in arrivo”. “Ci sono personaggi – aggiunge – che mi osteggiano per i risultati che ho ottenuto nella mia vita o per qualcosa di più specifico che potrebbe avere dato loro fastidio.
Meno male che tra poco andrò in pensione”.

E a chi lo accusa di aver lavorato fino a 400 ore in un solo mese, spesso senza riposare tra un turno e l’altro in diversi Pronto soccorso, e di aver ottenuto in busta paga compensi fino ad oltre 12 mila euro, risponde: “Quelle ore di lavoro sono consentite e chi contesta è invidioso. Riesco a lavorare tanto, dando un significativo contributo all’efficienza delle strutture sanitarie, contrariamente a tante altre persone, tra le quali quelle che mi osteggiano”. Sulla vicenda la Asl di Foggia ha avviato verifiche.

Denuncia choc dall’ospedale di Cerignola: medico si addormenta in Pronto Soccorso con paziente in barella

Un paziente, steso su una barella, attende di essere visitato, ma il medico si addormenta al Pronto Soccorso. È accaduto nella notte tra il 30 aprile e  il 1° maggio all’ospedale di Cerignola. Il video, girato dai parenti di un altro paziente, è diventato subito virale.

Non si tratterebbe di un caso isolato. I colleghi avrebbero inviato, alla direzione, una lettera denunciando episodi simili e “chiedendo opportuni provvedimenti per tutelare la salute dei pazienti e il loro stesso lavoro”.

 

Acquaviva, troppa attesa in Pronto Soccorso. Aggredisce medico e guardia giurata: arrestato 17enne

Una nuova aggressione si è verificata nella serata di ieri al Pronto Soccorso dell’ospedale Miulli di Acquaviva. Un ragazzo minorenne di una comunità di recupero ha aggredito prima il medico e poi la guardia giurata intervenuta per calmare gli animi.

La guardia è stata spinta ed è caduta. Sul posto sono intervenute due auto dei carabinieri, il 17enne è stato arrestato a 48 ore di distanza dal suo 18esimo compleanno.

Si trovava in ospedale con il tutore, ha iniziato a perdere la pazienza a causa dell’attesa e ha deciso poi di prendersela con il personale medico e la guardia giurata.

 

Tragedia a Putignano, malore mentre attende il turno dal medico curante: muore 40enne

Tragedia questo pomeriggio a Putignano dove un 40enne, che da tempo lottava contro una malattia, è deceduto mentre attendeva il suo turno nello studio del medico a causa di un malore.

Sul posto sono intervenuti la Polizia Locale, il 118 della postazione di Castellana Grotte e l’automedica da Conversano, ma per l’uomo non c’è stato nulla da fare. Il 40enne è stato soccorso subito dal personale medico sanitario dell’ambulatorio.

Bari, denuncia dell’associazione Link-Medicina: “Una studentessa molestata da dottore durante tirocinio”

Una studentessa della facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università di Bari avrebbe subito delle molestie durante il suo tirocinio pre-laurea presso lo studio di un medico di medicina generale.

A denunciarlo è l’associazione studentesca Udu-link che, con un post pubblicato sui social, ha annunciato di aver “inviato una segnalazione agli uffici competenti per denunciare quanto accaduto, affinché si prendano tutte le misure necessarie affinché episodi del genere non si ripetano più”.

“Vogliamo che si elimini il medico coinvolto dalla lista dei medici presso cui svolgere il tirocinio”, si legge ancora nel post, “e si renda pubblico l’elenco dei medici di Medicina generale presso i quali l’università permette di svolgere il tirocinio”.

Il post, dal titolo “Fuori le molestie dalla nostra università”, invita altre vittime di violenza a denunciare e si conclude con i contatti del centro antiviolenza del Policlinico di Bari.

“È ora di istituire uno statuto dei diritti e dei doveri dei tirocinanti – scrive ancora l’associazione – con una figura specifica a cui riferirsi in caso di irregolarità di questo genere. Vogliamo un’università realmente sicura e libera dalla cultura dello stupro imperante nella nostra società e che inquina anche i luoghi della formazione”.

Sava, violenze e abusi sulle operatrici della struttura: condannato medico psichiatra. FIALS: “Giustizia fatta”

Il caso è emerso grazie alle denunce di due operatrici sanitarie di una Comunità Riabilitativa Assistenziale Psichiatrica (Crap) della provincia di Taranto, situata precedentemente nel Comune di Sava, che hanno denunciato i fatti. Emiliano Messina, Segretario Generale del sindacato Fials a cui le lavoratrici erano iscritte, ha seguito personalmente la vicenda, rivelando la sua preoccupazione per la gestione iniziale del caso da parte degli Enti coinvolti.

“Sin dal principio, ho denunciato quanto accaduto all’allora Ente gestore e al Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione, ma purtroppo tutto è rimasto pressoché inascoltato”, ha dichiarato Emiliano Messina.

“La parte più grave di questa vicenda è che, nonostante la denuncia, il nuovo Ente gestore della struttura, subentrato a seguito di gara d’appalto, ha continuato a impiegare il medico psichiatra accusato di molestie, mentre le due operatrici continuavano a prestare servizio nella stessa struttura – ha aggiunto -. A fare ancora più scandalo è che il fatto che medico psichiatra ha continuato a prestare attività nella struttura fino al giorno prima della sentenza di condanna. Una delle lavoratrici, purtroppo, è stata costretta a dimettersi dopo aver sofferto gravi ripercussioni psicologiche a causa degli episodi subiti, mentre l’altra continua a lavorare nella stessa struttura”.

“Oggi, dopo la sentenza del Tribunale, possiamo gridare a gran voce che questa violenza psicologica è una delle forme più gravi di abuso e maltrattamento, e che la gestione del caso da parte degli enti coinvolti non è stata adeguata. Come Segretario Generale della FIALS Taranto manifesto la mia solidarietà alle lavoratrici e continuerò a vigilare affinché casi come questi vengano gestiti con la più totale serietà e accuratezza, in quanto non è pensabile che chi è vittima di violenza è costretto a lavorare a fianco a fianco con il molestatore”, ha concluso Messina.

Medico aggredito a Cutrofiano, 48enne arrestato in flagranza differita: è tra i primi casi nazionali

I carabinieri hanno arrestato in flagranza differita un uomo di 48 anni, originario del Salento ma residente a Torino, ritenuto responsabile dell’aggressione e delle minacce avvenute nella notte fra il 17 e il 18 febbraio ai danni di un medico di 35 anni in servizio nella guardia medica di Cutrofiano (Lecce).

L’uomo, posto ai domiciliari, si sarebbe scagliato contro il professionista per futili motivi connessi alla richiesta del pagamento della visita, poiché residente fuori regione.

Il medico aggredito ha riportato lesioni giudicate guaribili in sette giorni. L’arresto, disposto dalla Procura, è avvenuto in flagranza differita sulla scorta della nuova normativa, poiché connesso con l’esito della visita medica per le lesioni subite dal professionista avvenuta ieri mattina. È il primo provvedimento del genere adottato in provincia di Lecce e tra i primi a livello nazionale.

Bari, tenta estorsione con l’aiuto di due pregiudicati: condannato a 5 mesi il medico chirurgo Giuseppe Garofalo

Il Tribunale di Bari (presidente Marco Guida) ha condannato a cinque mesi di reclusione, per esercizio arbitrario delle proprie ragioni, il chirurgo 65enne Giuseppe Garofalo e il 50enne Donato Maurizio Di Cosmo, mentre ha assolto un terzo coimputato, il 31enne Davide Genchi.

I tre erano finiti a processo per tentata estorsione nei confronti di un architetto di Bari, coinvolto in una controversia civile per la restituzione di una caparra che Garofalo gli aveva versato tempo prima.

Nei confronti dei tre, la Procura aveva chiesto la condanna a cinque anni e quattro mesi di reclusione, ma il Tribunale ha derubricato il tutto a esercizio arbitrario delle proprie ragioni e condannato Garofalo e Di Cosmo a una pena (sospesa) assai più lieve.

La vicenda per la quale i tre erano finiti a processo risale al 2019. Per l’accusa, Garofalo (assistito dall’avvocato Mario Malcangi) avrebbe istigato gli altri due, pregiudicati, a minacciare il professionista per costringerlo a chiudere una controversia civile relativa alla restituzione di una caparra di 360mila euro, versata tempo prima per acquistare una villa a Bari del valore di 850mila euro.

Nel 2011, infatti, l’architetto stipulò un accordo di compravendita dell’immobile con Garofalo e sua moglie, a cui seguì il preliminare, ottenendo i 360mila euro. La compravendita non si concluse, e questo diede vita a una causa civile tra le due parti.

Proprio dopo un’udienza del processo civile l’architetto sarebbe stato avvicinato da Di Cosmo e Genchi, che gli avrebbero intimato di “chiudere il contenzioso economico con il dottore”, come si legge nel capo d’imputazione. Genchi, in particolare, gli avrebbe fatto intendere “di essere a conoscenza dei suoi movimenti e del suo recapito telefonico” e, dopo avergli intimato di chiudere il contenzioso, gli avrebbe detto di incontrare il medico in un bar per risolvere la questione.