Acquaviva, neonato muore a un mese dal parto: indagati 5 medici dell’ospedale Miulli. Disposta l’autopsia

La Procura di Bari ha aperto un’indagine per omicidio colposo sulla morte di un neonato avvenuta nell’ospedale Miulli di Acquaviva delle Fonti, nel Barese, lo scorso 13 gennaio. Il bambino era nato il 16 dicembre nello stesso ospedale. La pm Maria Christina De Tommasi ha iscritto nel registro degli indagati cinque persone: due ginecologhe, due ostetriche e un anestesista.

La pm ha anche disposto l’autopsia per chiarire le cause del decesso. L’incarico per gli accertamenti sul corpo del neonato sarà conferito domani mattina al medico legale Biagio Solarino e al ginecologo Francesco Pascazio e l’autopsia sarà poi eseguita nel Policlinico di Bari.

Il sospetto degli inquirenti, stando alle presunte responsabilità ipotizzate, è che le possibili cause che hanno determinato la sofferenza fetale e il decesso del neonato, a meno di un mese dalla nascita, siano da ricercarsi nelle fasi del parto.

Il bambino, nato al termine di una gravidanza che, a quanto si apprende, non avrebbe avuto criticità, avrebbe evidenziato subito segni di sofferenza ed è rimasto sempre ricoverato in ospedale fino al decesso, 28 giorni dopo. A chiedere alla Procura di accertare le cause della morte è stata la famiglia, che ha sporto denuncia.

Finto incidente stradale, anziano consegna 400 euro ma vigilanti sventano la truffa: coppia di ladri fermata al Miulli

Truffa sventata questa mattina nel parcheggio dell’ospedale Miulli di Acquaviva dove un anziano, convinto di aver causato un danno ad un’altra vettura, ha consegnato 400 euro ad un uomo e una donna di circa 50 anni del Nord Barese.

L’uomo è stato convinto a consegnare l’importo, prelevato dal bancomat, per evitare la lunga prassi assicurativa. Tutto è stato però immortalato dal sistema di videosorveglianza dell’ospedale.

L’allarme è scattato dalla portineria che ha prontamente allertato il comandante delle guardie giurate della vigilanza privata “La Fonte” in servizio presso il Miulli.

Il comandante, dopo aver visto l’anziano dirigersi verso l’auto dei truffatori, è intervenuto ritardando la partenza della coppia chiedendo informazioni e dettagli, permettendo così Carabinieri di arrivare sul posto. La coppia è stata fermata, arrestata e posta ai domiciliari. Il denaro è stato recuperato.

 

Sanità, un drone da 25 chili capace di trasportare farmaci e sangue: al Miulli si sperimenta l’uso di Esacottero

Si chiama Esacottero X6000 Pro Rtk, ed è un drone da 25 chili capace di coprire circa 25 chilometri in 25 minuti. Giovedì, 13 novembre, decollerà dall’ospedale Miulli di Acquaviva delle Fonti (Bari) e raggiungerà la periferia del capoluogo pugliese, per dimostrare come le tecnologie aeree possano rivoluzionare la logistica sanitaria, consentendo il trasporto rapido e sicuro di sangue, farmaci, organi, materiali biomedicali e campioni biologici, riducendo drasticamente i tempi d’intervento nelle emergenze cliniche.

La dimostrazione è in programma sull’elisuperficie dell’ospedale (ore 11), nell’ambito della quinta edizione di Drones Beyond 2025 – Towards the adoption of innovative aerial services, in programma alla Fiera del Levante da domani a venerdì e organizzata dal Distretto tecnologico aerospaziale in collaborazione con il Comune di Bari e con il patrocinio dell’assessorato regionale allo Sviluppo economico e di Eurocontrol.

Realizzata con il supporto tecnico di ABzero, l’iniziativa testimonia “il ruolo crescente dell’ospedale Miulli come laboratorio d’innovazione sanitaria, aperto alla sperimentazione di soluzioni tecnologiche in grado di potenziare i servizi di pubblica utilità”, evidenzia una nota del presidio ospedaliero.

Acquaviva, all’ospedale Miulli un farmaco cura ipoglicemie gravi: usato per la prima volta su donna 40enne

All’ospedale Miulli di Acquaviva delle Fonti (Bari) è stato usato per la prima volta il farmaco tirzepatide per trattare forme gravi di ipoglicemia, che non possono essere controllate non con i trattamenti convenzionali.

Lo annuncia il presidio sanitario in una nota, sottolineando che il caso è descritto sulla rivista scientifica ‘Jcem case reports’, della Oxford university press, e “apre nuove prospettive terapeutiche per i pazienti che, a seguito di interventi chirurgici allo stomaco o al duodeno, sviluppano alterazioni nel controllo del glucosio”.

Il farmaco è stato somministrato nell’unità di Endocrinologia su una donna di 40 anni, affetta da ipoglicemie severe e ricorrenti dal 2020, dopo un intervento di rimozione totale di stomaco e duodeno e la conseguente necessità di nutrizione endovenosa. Nonostante numerosi tentativi terapeutici, le crisi ipoglicemiche continuavano a verificarsi più volte al giorno, con gravi ripercussioni sulla qualità della vita.

E’ stato quindi compreso che la paziente, priva di stomaco e duodeno, mostrava un deficit degli ormoni Gip e una ridotta secrezione di Glp-1, determinando un’eccessiva risposta insulinica, causa delle ipoglicemie. Sulla base di questa ipotesi, gli endocrinologi del Miulli hanno introdotto la tirzepatide, un farmaco che agisce contemporaneamente sui recettori di Gip e Glp-1, ripristinando in parte il controllo ormonale mancante.

Per la paziente si tratta di “un miracolo dopo più di sei anni. È fantastico uscire senza portarsi dietro le fiale di glucosio e senza la paura di ipoglicemie continue o di sentirsi male e svenire per strada”. “La tirzepatide – conclude il direttore dell’unità, Sebastio Perrini – potrebbe rappresentare un’opzione promettente anche per pazienti non diabetici e non obesi, con ipoglicemie legate a interventi gastrici o a disturbi dell’assorbimento intestinale”.

Acquaviva, partorisce in auto nel parcheggio dell’ospedale Miulli: mamma e figlia stanno bene

Voleva nascere a tutti i costi e non ha aspettato l’arrivo della mamma in ospedale. Così una neonata è venuta alla luce proprio davanti al Pronto Soccorso dell’ospedale Miulli in macchina.

La donna è stata soccorsa dal “personale infermieristico e medico che con prontezza e professionalità ha gestito le fasi della nascita direttamente nell’automobile – si legge nella nota -. Dopo essersi accertati del benessere della mamma e della piccola che ha emesso subito un forte vagito e mostrato un colorito roseo”.

Il papà ha avuto la possibilità di tagliare il cordone ombelicale, ,amma e figlia sono stati poi accompagnate nel reparto di neonatologia e ostetricia del Miulli. “Entrambe stanno bene sono ora insieme – proseguono dal Miulli – Un ringraziamento di cuore al personale del Pronto Soccorso, di Neonatologia e Ostetricia per la prontezza, la competenza e la sensibilità dimostrate in questo meraviglioso lieto evento”.

Acquaviva, l’ospedale Miulli primo al Sud per la mastectomia robotica: arriva il nuovo robot single port

L’ospedale Miulli di Acquaviva delle Fonti (Bari) è il primo centro del sud Italia, e uno dei pochissimi al mondo, ad aver introdotto la mastectomia nipple-sparing e ricostruzione plastica con tecnica robotica.

Lo comunica l’ospedale in una nota, evidenziando che la procedura “rappresenta una delle più alte frontiere della chirurgia senologica moderna, riservata a pazienti con mutazione genetica Brca e a selezionate pazienti affette da tumore mammario”.

I primi interventi con robot multiport sono stati eseguiti lo scorso febbraio, successivamente è stato utilizzato il nuovissimo robot single port. “A distanza di alcuni mesi – evidenzia il centro di cura – è stato notato un decorso post-operatorio completamente positivo”, confermando “la posizione di eccellenza nazionale del Miulli nella chirurgia robotica”. Questa particolare mastectomia è stata realizzata con la tecnologia Da Vinci single port, in grado di operare attraverso un unico accesso ascellare di pochi centimetri.

“Si tratta di una procedura mininvasiva – spiega il Miulli – senza cicatrici visibili”, con importanti benefici sia estetici sia funzionali per le pazienti. Nella stessa seduta chirurgica, e attraverso lo stesso accesso, avviene anche la ricostruzione plastica robotica, effettuata dal chirurgo plastico in sinergia con l’équipe senologica.

Acquaviva, prelevati reni e fegato a 88enne. Miulli: “La solidarietà non ha età. Grazie ai suoi cari è un atto d’amore”

Reni e fegato sono stati prelevati nelle scorse ore da una donna di 88 anni paziente dell’ospedale Miulli di Acquaviva delle Fonti, in provincia di Bari e di cui è stata accertata la morte cerebrale. È la stessa direzione ospedaliera a renderlo noto tramite un comunicato.

“La solidarietà non ha età. In un momento così delicato, l’Ente si stringe con partecipazione e affetto alla famiglia, che ha saputo compiere un gesto di straordinario altruismo, autorizzando la donazione degli organi – si legge -. Gli organi potranno ora offrire una concreta possibilità di vita a chi era in attesa di trapianto”.

“Ai suoi cari – continua la direzione ospedaliera – va il nostro più profondo ringraziamento per aver scelto la vita anche nel dolore. Oggi, grazie a questa scelta d’amore, il ricordo di una vita continua in altre persone”

Acquaviva, troppa attesa in Pronto Soccorso. Aggredisce medico e guardia giurata: arrestato 17enne

Una nuova aggressione si è verificata nella serata di ieri al Pronto Soccorso dell’ospedale Miulli di Acquaviva. Un ragazzo minorenne di una comunità di recupero ha aggredito prima il medico e poi la guardia giurata intervenuta per calmare gli animi.

La guardia è stata spinta ed è caduta. Sul posto sono intervenute due auto dei carabinieri, il 17enne è stato arrestato a 48 ore di distanza dal suo 18esimo compleanno.

Si trovava in ospedale con il tutore, ha iniziato a perdere la pazienza a causa dell’attesa e ha deciso poi di prendersela con il personale medico e la guardia giurata.

 

Acquaviva, prima resezione epatica con il robot Da Vinci Single Port: primato italiano per l’ospedale Miulli

Già nella prima settimana di attività con il nuovo sistema, cinque pazienti hanno potuto beneficiare delle straordinarie potenzialità della piattaforma: tre interventi di tipo oncologico in ambito urologico e due interventi oncologici nella chirurgia epatobilio-pancreatica, mostrando immediatamente le enormi potenzialità e vantaggi offerti dalla tecnologia avanzata.

In particolare, per la prima volta in Italia, l’equipe di Chirurgia Epatobiliopancreatica, Mininvasiva e Robotica del Miulli, guidata dal Prof. Riccardo Memeo, ha eseguito con successo una complessa resezione epatica utilizzando il Da Vinci Single Port. L’intervento, altamente innovativo e delicato, è stato realizzato su una paziente di 50 anni affetta da neoplasia della colecisti, trattata radicalmente attraverso resezione epatica e colecistectomia. La paziente ha potuto essere dimessa dopo soli due giorni, in condizioni generali ottime e senza complicanze post-operatorie.

Il sistema Da Vinci Single Port rappresenta un autentico passo avanti nella chirurgia robotica mininvasiva: grazie a un unico braccio robotico multi-snodato che opera attraverso una singola incisione, la procedura riduce sensibilmente l’invasività rispetto alla chirurgia robotica tradizionale, che normalmente richiede fino a quattro incisioni. Questo innovativo approccio consente ai pazienti un recupero estremamente più rapido, una degenza ospedaliera significativamente abbreviata, una riduzione del rischio di infezione ospedaliera e un precoce ritorno alle normali attività quotidiane.

Anche l’U.O.C. di Urologia del Miulli diretta dal prof. Giuseppe Mario Ludovico, che vanta una consolidata esperienza nella chirurgia robotica da Vinci fin dal 2005, ha beneficiato in maniera determinante dall’arrivo del Single Port. La configurazione unica di questo sistema, con un solo accesso chirurgico, rende possibili interventi altamente precisi ed efficaci su prostata e reni, organi che richiedono una particolare abilità chirurgica, data la loro specifica conformazione anatomica e gli spazi ridotti in cui si opera.

Dal 2009 ad oggi, l’Ospedale Miulli ha eseguito ben 6.305 interventi chirurgici con la tecnologia robotica Da Vinci avvalendosi di tutte le generazioni di questa tecnologia innovativa, dimostrando una continua evoluzione e un impegno costante nella cura dei pazienti.

Acquaviva, aggressioni al Miulli. Infermieri minacciati e picchiati dalla figlia di una paziente: scatta la denuncia

Attimi di panico e tensione ieri al Pronto Soccorso dell’ospedale Miulli di Acquaviva dove due infermieri, di 29 e 34 anni, sono stati aggrediti dalla figlia di una paziente.

La donna è arrivata in ospedale in condizioni non preoccupanti, la figlia ha però iniziato ad alzare la voce e a minacciare un’infermiera. Poi ha rifilato uno schiaffo al collega, intervenuto per calmarla, prima di lasciare la madre sul posto e fuggire a bordo di un’auto.

L’episodio è stato denunciato ai Carabinieri. Tre giorni di prognosi per l’infermiere colpito, solo uno per l’infermiera.