Voto di scambio a Modugno, ipotesi scioglimento. La Commissione d’indagine: “Possibili infiltrazioni mafiose”

Possibili infiltrazioni mafiose al Comune di Modugno. È questa la conclusione a cui è giunta la Commissione di indagine nominata a dicembre dal prefetto di Bari, Francesco Russo, che ha chiuso i lavori in meno di tre mesi.

La decisione di avviare gli accertamenti era arrivata dopo l’inchiesta sul presunto voto di scambio, coordinata dalla Dda di Bari e condotta dalla Guardia di Finanza. Nell’ambito dell’indagine è stato arrestato l’assessore allo Sviluppo economico Antonio Lopez, mentre il sindaco Nicola Bonasia risulta indagato.

Lopez era finito in carcere ma a fine novembre è andato ai domiciliari dopo essere stato ascoltato e fornito diverse informazioni sul sistema del voto di scambio. A lui è contestato il voto di scambio politico-mafioso per aver accettato la promessa da Cristian Stragapede, di 35 anni, ritenuto vicino al clan Parisi, di procurare voti in cambio di 25 euro a preferenza e di altre utilità.

L’accusa gli contesta di aver agito come intermediario per conto di Nicola Bonasia (indagato), poi eletto sindaco, anche in occasione del ballottaggio dove avrebbe accettato la promessa di Stragapede di ulteriori voti in cambio di un posto di lavoro. Il mandato di Bonasia scade in primavera. Il primo cittadino nelle scorse settimane ha annunciato che non si ricandiderà.

Schianto sulla ss96 a Modugno: morti i giovanissimi Michele, Elisa e Sara. Il 32enne Caputi condannato a 12 anni

Il Tribunale di Bari ha condannato a 12 anni Gaetano Caputi, il 32enne che era alla guida della Mini One che la sera sera dell’11 dicembre 2022, ha causato alle porte di Bari un incidente stradale nel quale morirono tre giovani tra i 19 e i 25 anni.

L’auto viaggiava ad una velocità di 120 chilometri all’ora sulla statale 96, all’altezza di Modugno (Bari), quando si scontrò con un bus turistico. Nell’impatto morirono i tre amici dell’imputato che erano a bordo: Sara Grimaldi di 19 anni, Michele Traetta di 21 e Elisa Buonsante di 25, e un quarto passeggero rimase ferito.

Il 32enne risponde di omicidio stradale pluriaggravato e lesioni personali stradali. Stando alla ricostruzione fatta dagli investigatori, coordinati dal pm Manfredi Dini Ciacci, il conducente della Mini viaggiava ad una velocità molto oltre i limiti imposti su quel tratto di strada, di 50 km/h, e avrebbe colpito l’angolo anteriore sinistro del bus, tentando di superarlo sulla corsia di sorpasso, dopo aver zigzagato tra le altre macchine che avevano rallentato per permettere all’autobus di immettersi nella corsia.

Dopo il violento impatto, la vettura con a bordo le vittime si sarebbe ribaltata più volte finendo la propria corsa schiantandosi contro un muro di cemento armato. Traetta perse la vita sul colpo, le due ragazze morirono in ospedale.

La Procura aveva chiesto la condanna a 11 anni di reclusione per le diverse aggravanti contestate, a partire dall’eccesso di velocità e dal numero delle vittime. La difesa dell’imputato, l’avvocato Simona Cuomo, ha insistito per il concorso di colpa del bus.

Modugno, cade dal ponteggio nel cantiere: grave operaio 62enne. Secondo incidente sul lavoro in poche ore

Un operaio di 62 anni è caduto da un ponteggio in un cantiere e da un’altezza di un metro a Modugno, nei pressi della statale 96. L’incidente è avvenuto, secondo le prime ricostruzioni, dopo che l’uomo ha perso l’equilibrio.

Sul posto sono intervenuti il 118, che ha trasferito il 62enne nell’ospedale Di Venere di Bari, e lo Spesal della Asl di Bari, che ha avviato le verifiche necessarie per valutare il rispetto delle norme in materia di sicurezza sul lavoro.

Si tratta del secondo incidente sul lavoro in poche ore. Un operaio di 42 anni è rimasto ferito questa mattina all’alba a Palo, in piazza Diaz, durante le operazioni di scarico di un mezzo gommato. L’uomo stava cercando di sistemare la sponda posteriore del rimorchio e si sarebbe verificato un malfunzionamento che ha provocato il movimento improvviso della paratia.

La struttura metallica lo ha colpito al volto e l’operaio è stato trasportato in gravi condizioni al Policlinico di Bari. Il 62enne ha riportato un trauma cranio-facciale, la sua prognosi è riservata.

 

Giallo al cimitero, sparite le ossa del bimbo morto 61 anni fa. Magagna sui loculi: c’è la prova

Torniamo ad occuparci nuovamente della sparizione delle ossa di Nicola Cazzorla, bimbo di 4 mesi morto 61 anni fa, nel cimitero di Modugno. Dopo il racconto della sorella Annamaria, sono emersi tanti dubbi attorno alla vicenda che ha colpito la nostra community.

Ci siamo recati anche nell’agenzia funebre, il cui papà titolare è stato per anni custode del cimitero di Modugno, a caccia di risposte, prima di tornare nel cimitero di Modugno al fianco di Annamaria e del suo legale per parlare delle incongruenze giudiziarie che rendono ancora più oscura la vicenda, anche se qualcuno si è avvicinato a noi interrompendo la registrazione del servizio.

Dopo aver parlato del caso con il vice sindaco di Modugno, l’assessore Giuseppe Montebruno, abbiamo nuovamente incontrato Annamaria e il suo legale a distanza di mesi per tutti gli aggiornamenti del caso con novità importanti.

Minacce a un giudice di pace: “Ammazzo prima te e poi i tuoi figli”. A processo per stalking 54enne di Modugno

Un 54enne di Modugno è a processo con l’accusa di stalking nei confronti di un giudice di pace in servizio nella sede di Corato. Per mesi, da giugno ad agosto dello scorso anno, la vittima ha subito appostamenti, pedinamenti, minacce di morte, richieste di denaro e aggressioni verbali, tanto da non uscire più di casa e a farsi accompagnare in ogni spostamento.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’atteggiamento da parte del 54enne ha origine da una volontà ritorsiva dopo aver sporto una denuncia contro il figlio del giudice, un avvocato. 

“Devo ammazzare prima te e poi i tuoi figli – le parole proferite sotto l’abitazione della vittima lo scorso 21 giugno -. Bastardi, avete avuto ragione perché non c’è stato il contraddittorio presso l’ordine degli avvocati… Ormai so dove abitate e non vi libererete più di me”.

Non si è trattato di un caso isolato. L’uomo avrebbe anche lasciato un messaggio intimidatorio nella cassetta delle lettere e avrebbe mimato il gesto dello sgozzamento mentre la vittima si trovava all’interno di un bar. 

 

Inchiesta sul voto di scambio a Modugno, il sindaco Bonasia (indagato) fa un passo indietro: “Non mi ricandido”

“Ieri, nel Consiglio Comunale, ho sentito il dovere di parlare guardando negli occhi la mia città. Ho annunciato una scelta importante, maturata nel tempo e ormai definitiva: non mi ricandiderò alle prossime elezioni amministrative”.

Inizia così il post pubblicato sui social dal sindaco di Modugno, Nicola Bonasia. Il primo cittadino è rimasto coinvolto nell’ambito dell’inchiesta sulla compravendita di voti a Modugno in occasione delle Comunali del 2020 che aveva portato all’arresto di Antonio Lopez, ex assessore alle attività produttive del Comune di Modugno ed ex candidato di Fi alle elezioni regionali in Puglia.

Lopez era finito in carcere ma a fine novembre è andato ai domiciliari dopo essere stato ascoltato e fornito diverse informazioni sul sistema del voto di scambio. A lui è contestato il voto di scambio politico-mafioso per aver accettato la promessa da Cristian Stragapede, di 35 anni, ritenuto vicino al clan Parisi, di procurare voti in cambio di 25 euro a preferenza e di altre utilità.

L’accusa gli contesta di aver agito come intermediario per conto di Nicola Bonasia (indagato), poi eletto sindaco, anche in occasione del ballottaggio dove avrebbe accettato la promessa di Stragapede di ulteriori voti in cambio di un posto di lavoro. Bonasia ha chiesto di essere interrogato ed è stato ascoltato. Il suo mandato scade in primavera. Resta da capire però se ci saranno le elezioni. Non è da escludere infatti che, la commissione d’accesso agli atti, nominata dal prefetto, possa proporre lo scioglimento del Consiglio comunale se ravvisasse infiltrazioni mafiose nell’amministrazione.

“Non è una decisione dettata da calcoli o strategie, ma dal rispetto profondo che nutro nei confronti delle istituzioni e della città di Modugno – aggiunge Bonasia -. In una fase complessa della mia vita personale e pubblica, ho ritenuto giusto anteporre la stabilità dell’azione amministrativa, la credibilità delle istituzioni e l’interesse collettivo a qualsiasi valutazione individuale. Continuerò a servire Modugno sino all’ultimo giorno con lo stesso impegno, la stessa serietà e lo stesso senso di responsabilità che hanno guidato ogni mia scelta. Lo farò nella piena consapevolezza della mia totale estraneità ad ogni forma di illegalità, continuando a collaborare con serenità e fiducia con chi è chiamato ad accertare la verità”.

“Non nascondo che quanto mi stia accadendo lasci ferite profonde, umane prima ancora che politiche. Ma proprio per questo ho scelto di fermarmi, di riflettere, di rispettare fino in fondo il ruolo che ho avuto l’onore di ricoprire. La politica, per come l’ho sempre intesa, è responsabilità, è anche la capacità di scegliere quando scegliere fa male – scrive il primo cittadino -. In queste settimane ho sentito forte l’abbraccio di tante persone. La vicinanza, l’affetto, il sostegno sincero di chi ha creduto in me e nel lavoro fatto insieme sono un dono che porterò sempre con me. Modugno oggi è una città diversa, più consapevole, più forte, finalmente protagonista in tutta la città metropolitana, con una visione chiara del proprio futuro. E non può fermarsi proprio ora”.

“Il mio passo indietro non è una rinuncia, ma un atto di amore verso la mia Città. Continuerò a esserci, da cittadino, con lo stesso legame profondo di sempre. A testa alta e con la schiena dritta, con la serenità di chi sa di aver servito Modugno con onestà, passione e, soprattutto, rispetto delle regole. Perché le istituzioni non sono proprietà di chi temporaneamente le guida, ma responsabilità che si custodiscono e che si consegnano – conclude Bonasia -. Modugno merita di andare avanti. E io, comunque vada, sarò sempre dalla sua parte”.

Schianto sulla ss96 a Modugno: morti i giovanissimi Michele, Elisa e Sara. Chiesti 11 anni per il conducente

La Procura di Bari ha chiesto la condanna a 11 anni di reclusione per il 32enne che era alla guida della Mini One che la sera sera dell’11 dicembre 2022, avrebbe causato alle porte di Bari un incidente stradale nel quale morirono tre giovani tra i 19 e i 25 anni.

L’auto viaggiava ad una velocità di 120 chilometri all’ora sulla statale 96, all’altezza di Modugno (Bari), quando si scontrò con un bus turistico.

Nell’impatto morirono i tre amici dell’imputato, Gaetano Caputi, che erano a bordo: Sara Grimaldi di 19 anni, Michele Traetta di 21 e Elisa Buonsante di 25, e un quarto passeggero rimase ferito.

Il 32enne risponde di omicidio stradale pluriaggravato e lesioni personali stradali. Stando alla ricostruzione fatta dagli investigatori, coordinati dal pm Manfredi Dini Ciacci, il conducente della Mini viaggiava ad una velocità molto oltre i limiti imposti su quel tratto di strada, di 50 km/h, e avrebbe colpito l’angolo anteriore sinistro del bus, tentando di superarlo sulla corsia di sorpasso, dopo aver zigzagato tra le altre macchine che avevano rallentato per permettere all’autobus di immettersi nella corsia. Dopo il violento impatto, la vettura con a bordo le vittime si sarebbe ribaltata più volte finendo la propria corsa schiantandosi contro un muro di cemento armato. Traetta perse la vita sul colpo, le due ragazze morirono in ospedale.

Oggi, dinanzi al giudice monocratico Mario Mastromatteo, il pm ha ribadito la dinamica, aiutandosi con modellini di macchine e con le immagini della stazione di servizio che hanno immortalato il momento dell’incidente. Al termine della requisitoria ha chiesto la condanna a 11 anni di reclusione per le diverse aggravanti contestate, a partire dall’eccesso di velocità e dal numero delle vittime. La difesa dell’imputato, l’avvocato Simona Cuomo, ha insistito per il concorso di colpa del bus. Si tornerà in aula il 19 febbraio per repliche e sentenza.

“Rischio l’arresto per le cambiali”, Nonna Grazia consegna soldi e oro: la faccia del truffatore

Torniamo ad occuparci delle truffe agli anziani. L’ultimo colpo è stato messo a segno a Modugno, vittima una 92enne. Siamo in grado di mostrarvi la faccia di uno dei truffatori che è riuscito ad introdursi in casa e a portare via soldi e gioielli, consegnati in maniera dalla vittima per salvare il nipote. Ecco la ricostruzione della vicenda.

Modugno, la Finanza in Comune e Bonasia interrogato in Procura: c’è il rischio scioglimento per infiltrazioni mafiose

Continuano le indagini nell’ambito dell’inchiesta sulla compravendita di voti a Modugno in occasione delle Comunali del 2020 che aveva portato all’arresto di Antonio Lopez, ex assessore alle attività produttive del Comune di Modugno ed ex candidato di Fi alle elezioni regionali in Puglia.

Lopez era finito in carcere ma a fine novembre è andato ai domiciliari dopo essere stato ascoltato e fornito diverse informazioni sul sistema del voto di scambio. A lui è contestato il voto di scambio politico-mafioso per aver accettato la promessa da Cristian Stragapede, di 35 anni, ritenuto vicino al clan Parisi, di procurare voti in cambio di 25 euro a preferenza e di altre utilità.

L’accusa gli contesta di aver agito come intermediario per conto di Nicola Bonasia (indagato), poi eletto sindaco, anche in occasione del ballottaggio dove avrebbe accettato la promessa di Stragapede di ulteriori voti in cambio di un posto di lavoro. Ma il racconto di Lopez è andato oltre.

Nelle scorse settimane la Finanza si è recata negli uffici del Comune per acquisire documenti. Bonasia ha chiesto di essere interrogato e nella giornata di ieri è stato ascoltato. Il suo mandato scade in primavera e c’è fretta per un’eventuale altra candidatura. Resta da capire però se ci saranno le elezioni. Non è da escludere infatti che, la commissione d’accesso agli atti, nominata dal prefetto, possa proporre lo scioglimento del Consiglio comunale se ravvisasse infiltrazioni mafiose nell’amministrazione.