Prima tragedia stradale del 2025 in Puglia, auto contro albero: muore il 28enne Domenico Piccoli nel Brindisino

Il 28enne Domenico Piccoli è morto nel pomeriggio di ieri in un incidente stradale avvenuto sulla provinciale 28, tra Francavilla Fontana e Ostuni, all’altezza di Ceglie Messapica, in provincia di Brindisi.

La vittima era alla guida di un’auto di cui avrebbe perso il controllo uscendo di strada per poi finire contro un albero. L’uomo è morto sul colpo. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco di Ostuni e le forze dell’ordine. Si tratta della prima vittima stradale nel 2025 in Puglia.

Tragedia a Galatina, moto finisce fuori strada: muore il 54enne Maurizio Antonica

Un motociclista di 54 anni, Maurizio Antonica, è morto ieri in un incidente stradale a Galatina, in provincia di Lecce. L’uomo stava guidando la sua Aprilia di grossa cilindrata in via Ippolito De Maria, nei pressi del quartiere fieristico, quando ha perso il controllo della moto finendo fuori strada. E’ morto sul colpo. I soccorritori del 118 non hanno potuto fare nulla. Sul luogo dell’incidente anche gli agenti della polizia locale.

Tragedia a Molfetta, villa in fiamme: muore il 50enne Felice Camporeale. Inutile l’intervento dei Vigili del Fuoco

Un uomo di 54 anni, Felice Camporeale, è stato trovato morto ieri pomeriggio nella villa in cui viveva, a Molfetta (Bari), e all’interno della quale era divampato un incendio.

Resta da chiarire se l’uomo sia morto a causa del rogo o se abbia avuto un malore precedente all’incendio. Nel momento in cui sono divampate le fiamme, era solo nell’abitazione. Ad allertare i soccorsi sono stati i vicini di casa. I vigili del fuoco sono intervenuti poco dopo ma l’uomo era già morto.

Tragedia a Fasano, 80enne trovato morto in casa: ipotesi caduta accidentale

Un uomo di 80 anni è stato trovato morto nella sua abitazione a Fasano, in provincia di Brindisi. A quanto si apprende, l’anziano sarebbe deceduto dopo essere caduto nei pressi della scala d’ingresso dell’appartamento in cui viveva.

Accanto al cadavere sono state ritrovate tracce di sangue che in questa fase gli investigatori ritengono compatibili con la caduta accidentale. Le indagini sono condotte dai carabinieri.

Tragedia a Napoli, investito da uno scooter durante la vacanza: 75enne di Bari muore in ospedale

Un pedone è stato investito ieri sera da uno scooter a Napoli ed è morto stamani, per le gravi ferite riportate: salgono così a 26 le vittime della strada del 2024 in città. Un uomo di 75 anni, nato a Bari ma residente in Francia, a Napoli in vacanza insieme alla moglie e a una nipote, è stato investito da uno scooter Honda SH300 mentre attraversava la strada.

A bordo del motociclo un ventunenne, al quale è stata ritirata la patente e che è stato sottoposto ad accertamenti per verificare l’eventuale stato di alterazione. Il pedone investito, soccorso e trasportato dal 118 all’ospedale Cardarelli, è stato ricoverato in prognosi riservata ma è morto stamani. La salma è stata messa a disposizione dell’autorità giudiziaria per l’eventuale autopsia, mentre il mezzo è stato sequestrato. Il personale dell’infortunistica stradale della Polizia locale sta svolgendo indagini per ricostruire la dinamica dell’incidente.

Bancario leccese morto in carcere in Messico, confermate le condanne: pene fino a 25 anni di reclusione

Si è concluso con la conferma delle condanne inflitte in primo grado (nel gennaio 2017) il processo d’appello per la morte di Simone Renda, il bancario leccese di 34 anni deceduto il 3 marzo del 2007 in una cella del carcere Playa del Carmen, in Messico. I sei imputati, tutti contumaci, sono accusati a vario titolo di omicidio volontario e della violazione dell’articolo 1 della Convenzione Onu contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, disumani e degradanti.

Si tratta del direttore e vicedirettore del carcere, del giudice qualificatore, delle due guardie carcerarie di turno e del responsabile dell’ufficio ricezione del carcere. I giudici della Corte d’assise d’appello di Lecce, presidente Teresa Liuni, hanno inflitto 25 anni di reclusione ad Arceno Parra Cano e a Pedro May Balam, rispettivamente direttore e vicedirettore del carcere municipale, così come ad Hermilla Valero Gonzalez, giudice qualificatore di turno; 21 anni per Najera Sanchez Enrique e Luis Alberto Arcos Landeros, le due guardie carcerarie di turno e a Gomez Cruz, responsabile dell’ufficio ricezione del carcere. Assolti due agenti della polizia turistica municipale di Playa del Carmen.

I genitori di Simone Renda erano parti civili nel processo, con l’avvocato Paola Balducci. Simone Renda fu arrestato per disturbo alla quiete pubblica in un hotel a Playa del Carmen, dove era in vacanza, il primo marzo 2007. Morì due giorni dopo in una cella di isolamento dove era stato abbandonato senza che gli venisse prestata alcuna assistenza sanitaria. Nonostante le precarie condizioni di salute non venne mai portato in ospedale.

“Giustizia é stata fatta – dice l’avvocata Balducci -. Simone Renda è stato lasciato morire nel carcere di Playa del Carmen dopo essere stato ingiustamente arrestato. Un giovane ragazzo italiano, abbandonato senza cure, senza interprete, senza difensore. Simone, è stato lasciato in carcere senza che nessuno avvisasse la famiglia ed il consolato, nonostante necessitasse di un ricovero urgente per una grave patologia”.

Tragedia a Barletta, schianto tra due auto: muore 51enne in ospedale, 4 i feriti. Uno è grave

È di un morto e quattro feriti il bilancio dell’incidente stradale avvenuto ieri pomeriggio in via Minervino a Barletta. La vittima è una donna di 51 anni deceduta al suo arrivo nel pronto soccorso dell’ospedale Bonomo di Andria. I medici e gli infermieri del reparto di emergenza urgenza hanno fatto il possibile per salvarla ma le ferite erano troppo gravi. Dei quattro feriti, uno è stato portato in ospedale in codice rosso mentre gli altri tre sono stati classificati come codici gialli dal personale sanitario del 118 intervenuto. Le auto coinvolte sono due, una delle quali alimentata a gpl, che ha richiesto l’intervento dei vigili del fuoco.

Operaio schiacciato da macchinario: sei indagati anche per omicidio per la morte del 37enne Gianfranco Conte

La Procura di Brindisi ha emesso un avviso di conclusione delle indagini preliminari per sei persone, nell’ambito dell’inchiesta sull’incidente sul lavoro avvenuto il 13 marzo scorso, a Brindisi, all’interno dell’azienda Jindal in cui morì il 37enne Gianfranco Conte schiacciato da un macchinario.

Gli indagati, tra cui alcuni manager della sede di Brindisi in cui si lavorano materie plastiche, sono accusati, a vario titolo, di omicidio colposo commesso con violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro, violazioni degli obblighi del preposto e violazione degli obblighi del datore di lavoro. Gli indagati sono Roberto Rinaldi di 45 anni, Luca Lenzi di 55, Massimo Pignatelli e Orazio Grasso di 65, Nicola D’Errico di 52 e Antonio Perrini di 37 anni.