Palo piange la scomparsa di don Sabino Perillo: “Umile, semplice e spontaneo con un cuore grande”

Palo piange la scomparsa di don Sabino Perillo. Nel pomeriggio sono in programma le esequie nella chiesa Madre di Santa Maria La Porta in Palo del Colle. Don Sabino Perillo, nato a Palo del Colle il 14 marzo del 1969 e ordinato presbitero il 10 giugno 1995, si è spento all’età di 55 anni.

“L’arcivescovo Giuseppe Satriano, il vescovo emerito Francesco Cacucci e l’intero presbiterio dell’Arcidiocesi di Bari-Bitonto annunciano la Pasqua al Padre del caro don Sabino Perillo, ministro della consolazione nello Spirito e forgiato dal suo personale pellegrinaggio di fede nella sofferenza”, si legge nella nota dell’Arcidiocesi Bari-Bitonto.

“Il nostro primo sentimento di fede è quello di ringraziare il Signore e la Vergine Santa per averci donato per molti anni un sacerdote di altissima spiritualità, completamente dedito a un apostolato tanto nascosto quanto efficace. Non si potrà mai valutare né raccontare quanto abbiamo ricevuto da don Sabino. Ed egli stesso ora, nello stupore gioioso della contemplazione del Signore e della B.V. Maria, sarà colmo di meraviglia nello scoprire quali grandi cose il Signore ha operato per mezzo di lui, umilissimo servo – ricorda un fedele -. Seguendo la chiamata del Signore Don Sabino ha offerto a Dio tutto sé stesso. E il Signore ha accettato la sua offerta non simbolicamente; sulla terra e nella visibilità della Chiesa gli ha lasciato quanto di più povero e modesto si può immaginare: poca salute, scarsissimi mezzi, esiguo ruolo ministeriale. E senza elementi umani consistenti ha svolto un ministero rilevantissimo nell’archidiocesi di Bari-Bitonto, il Signore si compiace degli umili. Quando veniva ricoverato in ospedale non aveva il privilegio di una stanza singola, (forse non lo voleva) e talvolta veniva sistemato in corsia (stanze a sei letti); non chiedeva nulla e accettava tutto. Capitava a volte che gli altri uomini non gradissero la compagnia di un prete, ma dopo qualche giorno erano conquistati dalla sua mitezza e umiltà. La virtù che più ho ammirato in don Sabino è stata la sua grande umiltà: umiltà vera, semplice, spontanea. Incontrandolo si provava verso di lui un sentimento di grande rispetto e di naturale simpatia, perché egli dimostrava verso tutti i suoi confratelli una stima sincera, come chi si sente l’ultimo fra tutti, avendo per tutti una parola amica e un sorriso cordiale, e con grande cuore amando i bambini dell’Ospedale Pediatrico di Bari di cui era cappellano. Grazie di tutto Don Sabino fai buon viaggio”.

Ex Ilva, operaio morì investito da fiammata dell’altoforno: tre condanne per omicidio colposo

Il tribunale di Taranto ha condannato due dirigenti e un capo area dell’ex Ilva per l’incidente sul lavoro costato la vita al 35enne operaio Alessandro Morricella, morto il 12 giugno 2015, quattro giorni dopo essere stato investito da una fiammata mista a ghisa incandescente mentre misurava la temperatura del foro di colata dell’altoforno 2. Sono stati inflitti 6 anni di carcere a Ruggiero Cola, all’epoca direttore dello stabilimento di Taranto, 5 anni al direttore dell’area ghisa Vito Vitale e al capo area Salvatore Rizzo. Il tribunale ha assolto, invece, Massimo Rosini, ex direttore generale di Ilva spa, con la formula “per non aver commesso il fatto” (l’accusa aveva chiesti 6 anni di reclusione), il capo turno Saverio Campidoglio e il tecnico del campo di colata Domenico Catucci “perchè il fatto non costituisce reato”.

Tutti gli imputati rispondevano di cooperazione in omicidio colposo, ma a Cola, Vitale e Rizzo i magistrati hanno contestato anche l’accusa di non aver adottato “adeguate misure tecniche ed organizzative, in particolare schermi protettivi o altri mezzi idonei”. Nell’aula di Palazzo di giustizia, oltre ad amici e familiari di Morricella, erano presenti il presidente del Comitato 12 giugno Cosimo Semeraro (associazione fondata dopo la morte di due operai del siderurgico nel 2003) e una rappresentanza di studenti. La sentenza è stata letta oggi dal giudice Federica Furio. Dopo l’incidente, avvenuto quando l’azienda era entrata in amministrazione straordinaria, l’altoforno 2 (attualmente fermo per manutenzione) fu sequestrato e sottoposto a lavori di adeguamento del piano di colata.

Tragedia nel Brindisino, auto si ribalta sulla provinciale: muore 77enne. È la quarta vittima in pochi giorni

Un uomo di 77 anni è morto in un incidente stradale che si è verificato ieri tra Francavilla Fontana e Villa Castelli, nel Brindisino. L’uomo era a bordo di una Ford Fiesta che per cause in via d’accertamento dei carabinieri si è ribalta. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco ed i sanitari del 118: vano è stato ogni tentativo dei sanitari di rianimare l’uomo. Le forze dell’ordine per eseguire rilievi hanno chiuso al traffico il tratto di strada interessato dal sinistro. Da venerdì a ieri ci sono state quattro vittime in provincia di Brindisi in seguito ad incidenti stradali.

Tragedia nel Brindisino, auto fuori strada sulla provinciale 79: muore 20enne. Ferita una ragazza

Un giovane di 20 anni è morto in un incidente stradale avvenuto poco fa sulla strada provinciale 79 che collega Cellino San Marco a Sandonaci, in provincia di Brindisi. Nell’incidente è rimasta ferita una ragazza, trasferita in ospedale, che viaggiava insieme alla vittima in una Fiat Grande Punto. Per cause in via d’accertamento il 20enne ha perso il controllo dell’auto che è finita fuori strada. Sul posto i vigili del fuoco ed i carabinieri.