Truffa eco casette, Caputi è fuori. Accolti da una cliente-amica: rinviata la consegna dell’Oscar

Contratti firmati, anticipi versati, lavori non finiti, fatture non rilasciate e poi la fuga. Torniamo a parlare dell’inchiesta su Maurizio Antonio Caputi e sulla truffa delle casette di legno. Siamo entrati qualche mese fa in un gruppo delle sue vittime e abbiamo ascoltato le loro storie, visionando anche documenti e carte. Ci sono denunce in corso e abbiamo iniziato a farvi ascoltare le testimonianze delle prime persone cadute nella sua trappola.

Dopo i racconti di Marina, Marta, Maria, Giovanni, Stefano e dopo avervi parlato della prodezza del mago Caputi, capace di incassare 68mila euro e sparire nel nulla lasciando una famiglia con una baracca abusiva e inagibile, questa volta siamo stati noi a recarci nella “sede” per cercare di incontrare Caputi e consegnargli la statuina dell’Oscar di Quinto Potere. Non lo abbiamo trovato, ma siamo stati accolti da una cliente-amica, mentre Caputi ha iniziato a inviare messaggi alle vittime con l’intento di restituire le cifre incassate.

Il premio Oscar Paul Haggis indagato per violenza sessuale in Puglia: inchiesta archiviata

La gip del tribunale di Brindisi, Vilma Gilli, ha accolto la richiesta della procura ed ha disposto l’archiviazione dell’inchiesta nei confronti del regista e premio oscar Paul Haggis, difeso dall’avvocato Michele Laforgia.

Haggis era accusato di violenza sessuale e lesioni. I fatti risalgono al giugno del 2022 quando l’uomo, in Puglia per partecipare ad una kermesse cinematografica ‘Allora Fest’, venne arrestato dalla polizia dopo la denuncia presentata nei suoi confronti da parte di una 30enne inglese.

Haggis restò ai domiciliari per 15 giorni. A distanza di mesi dall’arresto la procura di Brindisi, valutati gli atti del procedimento, aveva avanzato quindi richiesta di archiviazione, accolta ora dalla gip.

Far West piazza Moro, spaccio con le buste dei cassonetti. Oscar del coraggio al netturbino: un eroe

Come viene confezionata e spacciata la droga nel Far West di piazza Moro? Semplice, strappando le buste dei cassonetti posizionati in zona. Al nome di tutta la città di Bari, abbiamo consegnato l’oscar al netturbino Agostino. Un eroe chiamato quotidianamente a scendere in campo nel Far West di piazza Moro. 

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Sull’albero senza protezioni, minacciati dagli amici del boscaiolo: “Qua è diverso apri gli occhi”

“Qui è diverso”. “Apri gli occhi”. “Te la farò pagare”. “Mai ti devo trovare”. Queste sono alcune frasi proferite da uno degli amici di Angelo, il boscaiolo che si è arrampicato su un albero con una sega, ma senza dispositivi di protezione, a Cassano.

Aveva documentato la potatura ad alta tensione, prima di consegnarli l’Oscar della sicurezza di lavoro. Ecco l’incontro ravvicinato con chi ci ha minacciato.

 

Largo ai giovani, va in pensione e viene promosso. Succede solo all’Arif: consulente da Oscar

Dopo diversi anni torniamo a Conversano nella sede Arif di Bari Sud Est per trovare un vecchio amico, il consulente Gianni Calderaro.

Questa volta ci siamo presentati con un premio per celebrare il suo meraviglioso record. Nonostante sia in pensione, ha ricevuto una promozione. Incredibile ma vero.

Tutto questo nonostante in azienda ci siano persone qualificate tali da ricoprire il ruolo. Nel video allegato il nostro incontro con il consulente da Oscar, Gianni Calderaro.

Contromano sul monopattino, comandante della Polizia Locale da record: a lui il premio “Me ne fotto”

Dalla spesa gratis per accelerare le pratiche alle manovre spericolate sul monopattino. Torniamo ad occuparci del comandante della Polizia Locale di Sannicandro, protagonista di un altro scivolone. La foto lo inchioda, proprio chi dovrebbe dare il buon esempio imbecca l’incrocio contromano con tanto di caschetto rosa. L’episodio arriva proprio a ridosso del nuovo codice della strada che regolamenta anche l’utilizzo dei monopattini. E allora il primo Oscar “Me ne fotto” va di diritto a lui.

Il premio Oscar Paul Haggis indagato per violenza sessuale in Puglia: il gip si riserva su richiesta di archiviazione

Il gip del Tribunale di Brindisi si è riservato di decidere sulla opposizione alla richiesta di archiviazione dell’inchiesta nella quale è indagato il regista, sceneggiatore e premio Oscar Paul Haggis, accusato di lesioni e violenza sessuale ai danni di una donna inglese di 30 anni. La Procura, dopo due anni di indagini, ha chiesto l’archiviazione del procedimento, ma la vittima ha presentato opposizione.

Oggi Haggis si è presentato in udienza insieme al suo avvocato, Michele Laforgia. La 30enne è difesa dall’avvocato Ilaria Boiano. Le accuse risalgono al giugno del 2022 quando il regista, in Puglia per partecipare ad una rassegna cinematografica, fu arrestato e messo ai domiciliari per due settimane dopo la denuncia presentata dalla donna per presunte violenze sessuali. Dopo la scarcerazione, il 29 luglio del 2022, disposta dal giudice, il tribunale del Riesame di Lecce aveva rigettato l’appello del pubblico ministero contro la revoca dell’arresto. A quasi due anni dai fatti, la Procura di Brindisi, valutati gli atti del procedimento, ha avanzato quindi richiesta di archiviazione.

“Abbiamo fatto l’udienza di opposizione alla richiesta di archiviazione ed il giudice si è riservato di decidere. Noi – ha detto Laforgia uscendo dal tribunale -abbiamo chiesto che questa vicenda si chiuda al più presto, perché sono passati più di due anni dal provvedimento del Riesame che aveva già detto che in questa vicenda non c’erano i gravi indizi”. “Sono stati fatti altri due anni d’indagine e le conclusioni di tre pubblici ministeri – ha aggiunto – sono nel senso che non c’è materia per fare un processo. Io penso che è nell’interesse di tutti che questa vicenda si deve chiudere al più presto. La Procura dice testualmente che ci ‘sono seri dubbi sulla credibilità e attendibilità della persona offesa e del suo racconto”.