Rosa sogna di camminare, papà Nicola: “Ecco perché andiamo tutti insieme e servono 120mila euro”

La storia di Rosa, la 14enne affetta da diverse patologie gravi e nata con la paralisi celebrale infantile, ha colpito tutta la nostra community e non solo. Per la sua famiglia e per Rosa si é aperta una speranza.

Un viaggio in Messico nella clinica Neurocytonix esattamente a Monterrey, una delle poche realtà che usa la tecnologia del cytotron, può rappresentare la svolta della sua vita.

Per questo ha avviato una raccolta fondi con la speranza di raccogliere il necessario per sostenere le spese per voli, alloggi e cure. Mamma Maria, dopo aver descritto le patologie di Rosa, ci ha illustrato quale sarà il percorso da seguire. 

Come spesso accade, le nostre storie attirano purtroppo i soliti chiacchieroni e haters. Niente però riesce a scalfire la forza di Rosa. Anche perché è circondata dall’amore della sua famiglia.

Noi abbiamo voluto recitare la nostra parte e abbiamo deciso, tramite la nostra associazione, di donare 6mila euro per la sposare la causa di Rosa per acquistare i biglietti necessari. Dopo aver comprato i biglietti, siamo tornati da Rosa e dalla sua famiglia dopo un momento delicato. Questa volta abbiamo consegnato i passaporti ed è arrivato il momento di presentarvi Nicola, il papà di Rosa, che ai nostri microfoni ha precisato alcune cose sul viaggio e sulla raccolta fondi.

Il Papa nomina don Mimmo Basile vescovo di Molfetta: succede a Domenico Cornacchia

È monsignor Domenico Basile il nuovo vescovo della diocesi di Molfetta-Ruvo di Puglia-Giovinazzo-Terlizzi. Succede a monsignor Domenico Cornacchia, che ha compiuto 75 anni nei mesi scorsi.

L’annuncio è stato dato alle 12 in punto da monsignor Luigi Mansi, vescovo della diocesi di Andria, dalla quale proviene Basile.

La nomina papale è stata resa nota oggi. “Ieri mattina in posta elettrica è arrivato questo messaggio dalla nunziatura apostolica – ha detto Mansi nel corso della riunione col clero diocesano – in cui si comunicava che il reverendo Domenico Basile era nominato vescovo della diocesi di Molfetta- Ruvo di Puglia- Giovinazzo- Terlizzi”.

L’annuncio è stato accompagnato da un applauso e dalla visibile commozione di Basile, 60 anni, originario di Andria che è stato vicario di monsignor Mansi. “La Chiesa di Andria è in festa- ha proseguito Mansi- al caro don Mimmo auguriamo di essere guida di luminosità di profonda saggezza per una terra legata al venerabile don Tonino Bello”.

Ginocchio gonfio come un pallone, due giorni di triage senza pronto soccorso: “Sanità vergognosa”

La sanità pugliese è la priorità numero di Antonio Decaro, proclamato ufficialmente ieri governatore della Regione Puglia. Dopo una riunione serale che si è tenuta ieri, già in giornata è atteso il primo provvedimento per cercare di ridurre le liste d’attesa.

La situazione registrata negli ultimi giorni nei Pronto Soccorso pugliesi è stata disastrosa, il sistema è andato in tilt e in redazione continuano ad arrivare diverse segnalazioni. C’è chi ha voluto metterci la faccia e raccontare quanto accaduto con il loro papà proprio mentre il neo governatore Decaro organizza riunioni serali a favore di camera per capire come salvare la sanità pugliese.

Bari, il sindaco Leccese in udienza dal Papa: “Momento intenso. Amministrare una città significa servire”

“Un momento intenso che ha rafforzato in me una convinzione semplice ma potente: amministrare, nel suo senso più autentico, significa servire, prendersi cura della propria comunità con cuore e testa”.

È quanto si legge in un post del sindaco di Bari, Vito Leccese, che questa mattina ha incontrato Papa Leone XIV partecipando all’udienza dei sindaci delle città capoluogo dell’Anci, l’Associazione nazionale dei Comuni italiani.

“Il Papa – continua Leccese – ci ha esortato a diventare maestri di dedizione al bene comune e a costruire alleanze sociali che portino speranza. Per me e per la città di Bari, questo vuol dire soprattutto una cosa: ascoltare, essere vicino alle famiglie, ai giovani, a chi è in difficoltà, capire i bisogni e trasformare le sfide in opportunità”, aggiunge il primo cittadino convinto che “Bari cresce se ognuno di noi ci mette cuore e testa. Bari avanza se nessuno resta indietro. Bari vive se crediamo nella speranza e nella forza della comunità”. “Un’alleanza sociale con la quale ci apprestiamo insieme a vivere il nuovo anno che ci attende”, conclude.

Positivo alla cocaina, neonato sta meglio e viene dimesso dall’ospedale: per ora sarà lontano dai genitori

Il bimbo nato positivo alla cocaina nel Salento ha lasciato il reparto di Neonatologia dell’ospedale Vito Fazzi di Lecce ed è stato dimesso. Non tornerà a casa dai genitori, ma è stato affidato ad un parente stretto come disposto da un provvedimento urgente del tribunale per i minori.

Le prossime settimane saranno utili a valutare il contesto familiare. Il 17 febbraio è fissata un’udienza dove sarà discussa l’idoneità sulla potestà genitoriale di padre e madre del piccolo, venuto alla luce il 17 ottobre scorso.

Il neonato tremava e piangeva, gli accertamenti medici hanno riscontrato la positività alla cocaina, a differenza della madre. I genitori hanno provato a giustificarsi, riconducendo la causa della positività del piccolo all’uso di farmaci della madre durante nei mesi della gravidanza. Giustificazioni che però non hanno convinto fin qui gli inquirenti.

Mamma e figlio morti a Calimera, la denuncia del papà un anno fa ai servizi sociali: “Disse di volergli fare male”

Il 16 dicembre 2014 il padre del piccolo Elia, ucciso a Calimera dalla mamma Najoua Minniti che si è poi suicidata, aveva presentato un esposto ai servizi sociali in cui annunciava le intenzioni dell’ex compagna.

“Ho ricevuto una visita della mia ex compagna. Dopo una breve conversazione sulla divisione delle feste natalizie la signora ha dichiarato di ritenermi responsabile di qualsiasi cosa capitasse a lei e al bambino”, si legge nel messaggio.

Nell’esposto vengono riportate anche alcune frasi dette dalla donna come “Saluta bene Elia perché lo porto con me” o “è già capitato che io sia andata di fronte al mare con la macchina” e ancora “ritieniti responsabile di qualsiasi cosa capiti a me e ad Elia”.

Il bimbo di 8 anni è deceduto per asfissia meccanica nel sonno, l’autopsia stabilirà se per soffocamento o strangolamento. Non sono emersi altri segni di violenza sul corpo. Questo è quanto filtra secondo le ricostruzioni avvenute in giornata. Elia ha perso la vita quasi certamente nella notte tra il 17 e il 18 novembre.

Dopo aver ucciso il figlio, Najoua Minniti è salita sull’auto e ha raggiunto una località di mare, prima di tuffarsi in acqua e morire annegata. Il cadavere è stato recuperato dopo la segnalazione da parte di un sub nel pomeriggio di ieri a Torre dell’Orso a circa 20 chilometri da Calimera.

La donna litigava spesso con il papà di Elia, tanto da denunciarsi a vicenda diverse volte. Il piccolo Elia era in affidamento congiunto. Da tempo, secondo quanto ricostruito fin qui, la donna era caduta in un forte stato di depressione e più volte aveva manifestato intenzioni suicide lasciando intendere di poter coinvolgere anche il figlio nato dalla relazione con il compagno Fabio. Il sindaco di Calimera ha affermato che Najoua era seguita dai servizi sociali, mentre lo zio dell’uomo ha parlato di maltrattamenti ai danni del piccolo Elia. 

Cuori disegnati sulla sabbia, un messaggio d’amore di un papà per la figlia in ospedale: la foto commuove il web

Decine di cuori disegnati sulla spiaggia del porticciolo di Torre Vado. Dietro lo scatto diventato virale sul web si nasconde una storia profonda e un messaggio d’amore di un papà per la figlia piccola in ospedale.

La fotografia scattata dall’alto da Antonio Pellico ha commosso tutti. La piccola è finita in sala operatoria per sottoporsi a un delicato intervento agli occhi.

“Nonna aiutami papà è nei guai”. Truffatori rubano oro e soldi a Maria: “Pensavo di essere furba”

Le truffe agli anziani aumentano giorno dopo giorno. Questa volta vi raccontiamo quanto accaduto a Maria. Siamo andati a trovarla per ripercorrere le varie tappe dell’escamotage ideato dalla banda, la vittima è stata ingannata e ha consegnato soldi e gioielli in oro. Ha voluto essere intervistata per mettere in guardia altri anziani. Ecco il suo racconto.