Conversano, perseguita poliziotto dopo sequestro di auto: 59enne imprenditore condannato per stalking – NOMI

Il Tribunale di Bari ha condannato l’imprenditore Michele Lestingi, 59 anni, a due anni di reclusione per stalking aggravato ai danni dell’ex sostituto commissario Pietro Palmisano, disponendo anche il risarcimento in favore del poliziotto, costituitosi parte civile. Lestingi è stato invece assolto dall’accusa di diffamazione.

Secondo l’accusa, tra il 2015 e il 2018 avrebbe perseguitato Palmisano con appostamenti sotto casa, pedinamenti, atteggiamenti intimidatori e post minacciosi sui social, dopo il sequestro di alcune sue auto.

Follia a Canosa. Forza il posto di blocco, investe poliziotto e tenta la fuga: 26 arrestato dopo inseguimento

Forza il posto di blocco, investe un poliziotto, causandogli un trauma cranico e svariate contusioni. Protagonista un 26enne, è accaduto ieri pomeriggio a Canosa di Puglia.

Dopo il folle gesto, è scaturito un inseguimento per il paese culminato con l’arresto del giovane con precedenti per spaccio di droga. Il 26enne si trova in carcere con l’accusa di tentato omicidio e resistenza a pubblico ufficiale, mentre il poliziotto non è in pericolo di vita. Illeso il suo collega.

Poliziotto muore per il fumo passivo in carcere: Ministero condannato a risarcire la famiglia con un milione di euro

La seconda sezione civile della Corte di Appello di Lecce ha respinto l’appello del Ministero della Giustizia, confermando la condanna al risarcimento di un milione di euro verso la famiglia di Salvatore Antonio Monda, l’agente della polizia penitenziaria morto a 44 anni nel 2011 a causa di un tumore ai polmoni provocato dal fumo passivo.

È stato riconosciuto il danno patrimoniale di oltre 647mila euro e il danno da perdita del rapporto parentale, quantificato in 294mila euro, calcolato sulla base dell’età della vittima e della presenza di tre figli, che all’epoca della morte del poliziotto erano minorenni.

Secondo quanto stabilito dai consulenti la vittima, che ha prestato servizio nei penitenziari di Milano, di Taranto e di Lecce, “è stata esposta al fumo passivo per 20 anni e privata di protezione dal suo datore di lavoro”.  Al poliziotto nell’aprile del 2011 venne diagnosticato un tumore al polmone, rapidamente evoluto in metastasi. Qualche mese dopo morì.

“Monda non aveva mai fumato, ma ha frequentato quotidianamente luoghi di lavoro esposti al fumo passivo e privi di sistemi di prevenzione e contrasto alla diffusione dello stesso. Da qui il nesso causale tra il fumo di sigaretta passivo cui fu esposto Monda e il tumore polmonare col successivo decesso”, si legge nelle carte..

“L’amministrazione penitenziaria era tenuta ad adottare tutte le misure necessarie per impedire l’esposizione dei propri dipendenti a fumo passivo. L’omessa predisposizione di tali cautele – si legge nella sentenza – integra una violazione del dovere di diligenza e prudenza che incombe sul datore di lavoro pubblico nella tutela della salute del personale”.

“Il fumo passivo rilasciato dalle sigarette dei detenuti continua ad avvelenare quotidianamente decine di migliaia di operatori penitenziari, oltre ai detenuti non fumatori – le parole di Federico Pilagatti, segretario del Sappe, il sindacato di polizia penitenziaria che ha supportato i familiari della vittima -. La sentenza, la prima in Italia e in Europa ha segnato uno spartiacque da cui non si poteva più tornare indietro”.

Bari, stalking alla cognata dell’ex moglie. Poliziotto assolto dopo tre anni: “Il fatto non sussiste”

Un poliziotto barese, in servizio a Taranto, è stato assolto dopo tre anni dal Tribunale di Bari dalle accuse di stalking nei confronti della cognata dell’ex moglie perché “il fatto non sussiste”.

Secondo l’accusa, l’agente avrebbe minacciato con condotte ripetute la cognata della sua ex moglie, causandole “uno stato di ansia e di paura perdurante e grave, nonché un fondato timore per la propria incolumità e quella della sua famiglia”.

Secondo quanto denunciato dalla controparte, oltre ad appostamenti e pedinamenti, il poliziotto avrebbe anche aggredito il marito della donna. Le accuse però sono state risultate “prive di ogni fondamento” da parte dei giudici. In questi tre anni, all’imputato, è stato impedito di tornare a Bari.

Follia a Taranto, litiga con i vicini e tenta di accoltellare poliziotto: arrestato 37enne

Dopo una lite con i vicini ha tentato di accoltellare un agente di Polizia che è riuscito a schivare il colpo. Un 37enne tarantino è stato arrestato con l’accusa di violenza, minaccia e resistenza a pubblico ufficiale.

L’intervento della squadra volante è avvenuto in tarda serata in una via del centro cittadino, dove era stata segnalata musica ad altissimo volume proveniente da un appartamento.

All’interno, l’uomo – in evidente stato di alterazione psicofisica dovuto presumibilmente all’assunzione di alcol e droghe – stava urlando pronunciando frasi in modo sconnesso.

Dopo una lunga opera di persuasione, i poliziotti erano riusciti a calmarlo e ad abbassare la musica. Ma poco dopo, il 37enne è sceso in strada, prendendo a pugni il portone e molestando al citofono i condomini. Mentre gli agenti cercavano di riportarlo nell’abitazione, l’uomo ha impugnato una statuetta tribale da cui ha estratto una lama di circa dieci centimetri, tentando di colpire uno di loro. La prontezza dei poliziotti ha evitato conseguenze più gravi: l’aggressore è stato subito immobilizzato e arrestato. Su disposizione dell’autorità giudiziaria, è stato posto ai domiciliari.

Bari, proiettile e foto di un poliziotto davanti alla Questura: nessun indizio. SAP: “Non ci faremo intimidire”

“I poliziotti baresi non si fanno intimidire”. Questo il messaggio della segreteria provinciale di Bari del SAP dopo la scoperta del misterioso messaggio intimidatorio nei pressi della Questura.

Nelle vicinanze del castello Svevo è stato trovato un proiettile e la fotografia di un poliziotto sulla fontana delle Anfore. “Questo è un vile tentativo di intimidazione – le parole del sindacato -. È un fatto grave che non ha precedenti nella storia criminale del capoluogo. I poliziotti continueranno a svolgere i loro doveri come hanno sempre fatto”.

Al momento non c’è alcuna pista concreta dopo i rilievi della Scientifica. Non è stata rilevata alcuna impronta sul proiettile calibro 9, sul nastro adesivo e sul ritaglio di giornale. Neppure dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona è emerso qualcosa di utile (l’area del giardino invece non ha proprio telecamere).

Carcere di Bari, negato il colloquio con il Comandante: detenuto picchia poliziotto con calci e pugni

Un agente della Polizia Penitenziaria è stato aggredito brutalmente ieri nel carcere di Bari. Secondo quanto ricostruito un detenuto, dopo un colloquio con i propri familiari, ha chiesto con insistenza di poter parlare con il comandante.

Davanti all’impossibilità e alla risposta negativa dell’agente, il detenuto ha prima rivolto frasi minacciose nei suoi confronti, prima di colpirlo con pugni e schiaffi al volto.

Solo l’intervento di altri poliziotti ha frenato la furia dell’aggressore. Il poliziotto aggredito è stato accompagnato in ospedale al Pronto Soccorso, dove è stato riscontrato un trauma facciale con una prognosi di 10 giorni.

A denunciarlo è l’Uspp, l’unione sindacale polizia penitenziaria Puglia e Basilicata. “L’atto violento – dicono in una nota – non è solo un gesto di arroganza da parte di un detenuto, ma evidenzia profondi problemi strutturali e organizzativi nel nostro sistema carcerario”.

Tensione col solito balordo strafatto, Carrieri (Lega): “Restituiamo le piazze ai baresi”

Attimi di tensione ieri pomeriggio in piazza Cesare Battisti a Bari dove due poliziotti in borghese si sono avvicinati ad un gruppo di 20 persone dedite allo spaccio. Qualcuno si è dato alla fuga, altri invece hanno aggredito i poliziotti. Uno dei due agenti è finito nell’aiuola dopo essere stato spinto ed è rimasto ferito. È stato soccorso dal 118. Due pusher sono stati fermati e portati in Questura, mentre sono state avviate le indagini per risalire all’identità degli altri protagonisti grazie anche alle immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona.

E non sono mancati i momenti di tensione neppure in piazza Umberto dove il solito balordo strafatto è andato in escandescenza alla vista della nostra telecamera. Siamo stati anche “rimproverati” dalla Polizia mentre svolgevamo il nostro lavoro. In scena anche una protesta del consigliere comunale di Bari Carrieri della Lega.

Certificati di malattia falsi per giocare a basket, scoperta choc a Canosa: poliziotto interdetto per 6 mesi

Certificati di malattia che lo avrebbero tenuto lontano dal lavoro nel commissariato di polizia a Canosa di Puglia, nel nord Barese ma che gli avrebbero permesso di partecipare agli allenamenti di una squadra di basket. Giorni di permesso dall’ufficio e spesi dietro la palla a spicchi.

Per questo, un appuntato capo di Polizia, di 55 anni originario di Cerignola (Foggia), è stato raggiunto da una interdizione di sei mesi dai pubblici uffici disposta dal tribunale di Trani.

Le indagini, coordinate dalla locale Procura, sono iniziate quando l’uomo è stato sorpreso in campo nonostante risultasse per i colleghi in malattia. L’inchiesta, condotta dagli agenti della Squadra mobile della questura di Andria, ha riguardato diversi periodi di permesso richiesti dal poliziotto: sono così state accertate alcune difformità.

Secondo l’accusa l’assistente capo avrebbe presentato più di 30 certificati medici, ritenuti falsi, e rilasciati da uno studio odontoiatrico di Cerignola e da un medico di base della città. Gli investigatori hanno accertato che le visite mediche non sarebbero mai state effettuate e che i relativi certificati sarebbero stati falsi.

Documenti che il 55enne avrebbe usato per usufruire dei giorni di permesso per malattia. Inoltre, avrebbe usufruito, in maniera difforme dagli usi concessi, di permessi 104 e congedi straordinari.