Hacker, attacchi cyber filorussi a settori trasporti e banche italiani: nel mirino anche il porto di Taranto

Il gruppo di hacker filorussi NoName057(16) ha avviato in mattinata una nuova serie di attacchi DDoS (distributed denial of service) contro i siti web di soggetti italiani, afferenti ai settori trasporti (aeroporti di Linate e Malpensa, Autorità trasporti, porti di Taranto e Trieste, tra gli altri) e finanziari ( Intesa San Paolo).

Al momento non risultano impatti effettivi sui servizi erogati. L’Agenzia per la cybersicurezza nazionale ha avviato l’opera di supporto e mitigazione alle prime avvisaglie delle azioni. Nella rivendicazione i NoName citano le dichiarazioni del presidente Sergio Mattarella, definito “russofobo’, sulla Russia e il Terzo Reich.

Bari, guida in stato di ebbrezza e alta velocità. Fermato tir al Porto: denunciato autista straniero

La Polizia Locale rende noto che nel pomeriggio di sabato 15 febbraio, intorno alle ore 19, gli agenti hanno sottoposto a un controllo un tir di nazionalità straniera, fermato per andamento anomalo nei dintorni del porto di Bari.

L’autista, un cinquantenne cittadino dell’Est Europa, ha subito manifestato sintomi riconducibili all’uso di bevande alcoliche e, all’esito degli accertamenti, è risultato avere un tasso alcolico di circa 2,80 g/l (a fronte del previsto tasso zero di alcol prescritto per i conducenti professionali di mezzi pesanti). Circostanza resa ancora più preoccupante dal fatto che l’autista, poco prima del controllo, alla guida del veicolo, aveva raggiunto picchi di velocità di circa 120 km/h (superando il limite massimo di 90 km/h).

A seguito dell’esame dei dati del tachigrafo digitale di cui era dotato il mezzo, è stato constatato anche il mancato rispetto dei tempi di riposo. Il conducente è stato perciò denunciato per “guida in stato di ebbrezza per i conducenti professionali” (reato previsto dall’articolo 186 bis e 186 c.2 lettera C del Codice della Strada), con revoca della patente di guida e sequestro del veicolo. Contestate anche le violazioni di carattere amministrativo relative all’alta velocità e al mancato rispetto dei tempi di guida e riposo.

“Il controllo della circolazione dei mezzi pesanti è strategico per la sicurezza stradale e la prevenzione dei sinistri – ha spiegato il comandante Michele Palumbo -. Con il lavoro svolto negli ultimi anni dagli agenti della Polizia Locale di Bari, specializzati su questa particolare disciplina, è garantita un’azione capillare sulla viabilità che interessa il territorio comunale, in costante sinergia con gli altri organi di polizia stradale”.

“Pattuglie impegnate sulle strade e sala operativa attivi 24 ore su 24, controlli congiunti con la Motorizzazione civile, squadre di pronto intervento: è costante l’impegno messo in campo dalla Polizia Locale per rendere le nostre strade più sicure – ha commentato l’assessora alla Vivibilità urbana Carla Palone -. Purtroppo il bilancio dei controlli del fine settimana conferma che non si può abbassare la guardia in relazione a comportamenti che mettono in pericolo la propria vita e quella degli altri”.

Porti di Bari e Brindisi più green, aggiudicata gara per 28 milioni: prevista l’elettrificazione delle banchine

Sarà il raggruppamento temporaneo di imprese Consorzio stabile cantiere Italia e Acreide di Napoli a progettare ed eseguire i lavori per la realizzazione dei sistemi di cold ironing nei porti di Bari e Brindisi. Le opere, finanziate nell’ambito del Pac 2014-2020 (Programma di azione e coesione complementare al Pon Infrastrutture e reti 2014-2020), prevedono un importo complessivo di 28 milioni di euro.

La procedura per l’affidamento congiunto dei servizi tecnici attinenti all’ingegneria e all’architettura dell’opera è stata conclusa positivamente, come evidenzia in una nota l’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico meridionale. L’obiettivo, sottolinea l’ente, è “accrescere l’ecosostenibilità dei due porti, aumentando l’efficienza energetica e riducendo significativamente l’impatto ambientale delle operazioni portuali”. Entro gennaio si procederà “in via di urgenza alla consegna dell’appalto per l’espletamento di servizi di architettura e di ingegneria, relativi alla progettazione esecutiva per gli interventi di elettrificazione delle banchine, previsti nei porti di Bari- banchina 10, e di Brindisi- Punta delle Terrare”, definiti anche cold ironing.

L’opera prevede l’installazione di una rete di sistemi per la fornitura di energia elettrica dalla riva alle navi durante la fase di ormeggio, in modo da ridurre al minimo l’utilizzo dei motori ausiliari di bordo per l’autoproduzione dell’energia elettrica, limitando sensibilmente emissioni di Co2, ossidi di azoto e polveri sottili, nonché l’impatto acustico. E’ prevista, inoltre, la realizzazione di impianti di produzione di energia elettrica da fonte fotovoltaica, a parziale copertura del fabbisogno energetico derivante dall’attivazione dei sistemi di cold ironing.

Bari, blitz della Guardia Costiera nel porto di Torre a Mare: 20 box occupati abusivamente e trasformati

Blitz della Guardia Costiera di Bari nel porto di Torre a Mare dove sono stati scoperti 20 box demaniali occupati abusivamente. I locali erano stati destinati alla pesca e sarebbero stati riconvertiti, senza autorizzazione, per altri usi.

Le porte d’accesso ai locali sono state forzate e all’interno sono state rinvenute attrezzature balneari e materiale vario. Qualcuno addirittura aveva anche iniziato lavori di rivestimento con piastrelle. Le porte sono state poi rinchiuse e sigillate e i manufatti sono stati posti sotto sequestro penale.

Bari, giocattoli e capi d’abbigliamento contraffatti. Blitz della Finanza nel porto: sequestrati 60mila pezzi

Blitz della Guardia di Finanza nel porto di Bari. I finanzieri del II Gruppo Bari hanno sequestrato borse, giocattoli, calzature e accessori con marchi contraffatti, riproduzioni non autorizzate di modelli registrati durante alcuni controlli. I prodotti, presumibilmente di origine cinese, erano contenuti in container provenienti dalla Grecia.

All’interno di uno di questi sono stati scoperti oltre 51 mila giocattoli contraffatti, recanti i loghi di Marvel, Disney, Pokemon, Nintendo, Hello Kitty e Paw Patrol, quelli più richiesti dai bambini e ragazzi, soprattutto in occasione delle feste natalizie: i giochi sono risultati pericolosi e non conformi agli standard di sicurezza imposti dalle norme comunitarie e nazionali. In altri due container, anch’essi provenienti dalla penisola ellenica, sono stati rinvenuti oltre 9 mila accessori di abbigliamento di vario tipo contraffatti (tra cui altre 4 mila borse) riconducibili a modelli di marchi come Louis Vuitton, Dior, Jeep e Michael Kors.

Tutta la merce è stata sequestrata e sottoposta a perizia dai tecnici delle aziende titolari dei marchi, i quali hanno confermato la contraffazione dei prodotti e dei segni distintivi, tutelati dai diritti di proprietà intellettuale.

Bari, blitz della Finanza al Porto: sequestrati oltre 80mila capi contraffatti provenienti da Turchia e Grecia

I finanzieri del II Gruppo Bari, con la collaborazione di personale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, hanno sottoposto a sequestro circa 80mila prodotti, tra capi di abbigliamento, borse, calzature, accessori, profumi, confezioni, etichette e certificati, riportanti marchi contraffatti e riproduzioni non autorizzate di modelli registrati. I controlli sono stati eseguiti all’esito di una mirata analisi di rischio sui flussi commerciali e sulla merce in ingresso nel territorio nazionale.

In particolare, l’analisi è stata condotta incrociando i dati relativi alle rotte commerciali, alle tipologie di trasporto, alla coerenza tra la merce dichiarata e le ditte speditrici nonché destinatarie, con le informazioni presenti nelle banche dati. In un container in arrivo dalla Turchia sono stati rinvenuti oltre 70 mila articoli recanti i loghi dei più noti marchi internazionali (Adidas, Dior, Gucci, Nike, Louis Vuitton, Yves Saint Laurent, Tommy Hilfiger, Chanel, Burberry, Goyard Saint Honoré, Balenciaga, MCM, Chloé, Calvin Klein, Moncler, Off-White, Stone Island, Dsquared2, Under Armour, Lacoste, Prada), pronti per essere immessi sul mercato.

Per eludere i controlli, la merce era stata nascosta nel container con un carico di copertura costituito da circa 40mila indumenti di vario genere, privi di marchi o segni distintivi, anche questi sottoposti a sequestro e già devoluti a numerosi enti caritatevoli per la consegna a persone svantaggiate. Oltre al prezzo, sui cartellini era stato apposto un codice QR che, una volta scansionato, rimandava ai siti ufficiali dei noti brand, potendo indurre in inganno anche i consumatori più esperti. In un altro container proveniente dalla Grecia, sono state trovate, inoltre, oltre 8 mila calzature riconducibili a modelli dei noti marchi internazionali Skechers, New Balance e Converse, risultate contraffatte. Viene contestato il reato di introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni mendaci.

Cartine e filtri di contrabbando, maxi operazione della Finanza al porto di Bari: sequestrati 25 milioni di prodotti

I militari della Guardia di Finanza di Bari, in coordinamento con i funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, hanno sequestrato oltre 25 milioni di prodotti accessori ai tabacchi da fumo di contrabbando, scoperti a bordo di un autoarticolato proveniente dalla Grecia, al porto di Bari. Il mezzo, sbarcato dalla motonave ‘Superfast II’, era stato selezionato per i controlli nell’ambito della quotidiana attività dei militari.

La documentazione di accompagnamento esibita dall’autista, all’atto del controllo, avrebbe attestato il trasporto di merce varia avente destinazione finale una società nel napoletano. L’ispezione di finanzieri e funzionari della dogana avrebbero permesso di constatare che la merce trasportata era costituita da diversi bancali di cartine da tabacco ‘Ocb’ e filtri ‘Rizla’. Questi prodotti sono assoggettati alla stessa disciplina dei tabacchi lavorati esteri: i militari, sospettando anche irregolarità sul trasporto, avrebbero proceduto ad analisi più dettagliata attraverso fonti info-investigative in uso alla Guardia di Finanza e alla locale Agenzia delle Dogane.

Gli approfondimenti eseguiti avrebbero permesso di sottoporre a sequestro circa 6.000.000 cartine da fumo ‘Ocb’ e 19.320.000 filtri ‘Rizla’: secondo l’accusa, sarebbero stati importati in territorio nazionale in contrabbando e destinati a una società sprovvista di una regolare concessione per la rivendita degli stessi, per un totale di diritti evasi (Imposte di Consumo e Iva) di oltre 111mila euro. In seguito alla segnalazione inviata al Reparto del Corpo competente nei confronti della società importatrice, nei giorni successivi sono stati eseguiti ulteriori controlli presso i depositi dell’azienda che hanno permesso il rinvenimento e il sequestro di ulteriori 21.300.000 prodotti accessori ai tabacchi da fumo di contrabbando, con la contestazione di 93.673 euro di diritti evasi. La delicata e tempestiva attività di coordinamento svolta dai Reparti del Corpo e dalla locale Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, ha portato al sequestro complessivo di circa 46.620.000 di articoli da fumo e al recupero erariale di diritti doganali (Iva e Accisa) per complessivi 204.878 euro.

Porto di Brindisi, arrivata nella notte la nave Visalli dall’Albania: a bordo 7 migranti

È arrivata verso mezzanotte e mezza nel porto di Brindisi la nave Visalli con a bordo i sette migranti che da venerdì scorso si trovavano nel centro di Gjdaer in Albania.

Il loro rientro in Italia segue la decisione del tribunale di Roma che ha sospeso il provvedimento di convalida del loro trattenimento rimettendo tutto nelle mani della Corte di giustizia europea. I migranti, di origine bengalese ed egiziana, sono stati accompagnati a bordo in un pulmino in una struttura per richiedenti asilo. Qui potranno seguire l’iter ordinario di esame della domanda.

Schianto tra due motopescherecci della marineria: tragedia sfiorata nella notte al porto di Molfetta

Tragedia sfiorata nella notte al porto di Molfetta dove due motopescherecci della locale marineria si sono scontrati. La dinamica è ancora da chiarire, ad avere la peggio è stata l’imbarcazione più piccola, affondata su un fondale di circa 35 metri. I due membri dell’equipaggio sono stati immediatamente soccorsi dall’altro motopeschereccio e condotti in porto a Molfetta.

Sul posto è intervenuto il 118, fortunatamente i due hanno riportato solo lievi contusioni. All’alba sono stati effettuati controlli per escludere la presenza di inquinamenti.

Estorsioni al porto di Santo Spirito, il Comune di Bari si costituisce parte civile nel processo: “Non ci arrendiamo”

Ieri mattina il Comune di Bari si è costituito parte civile nel processo relativo alle estorsioni ai danni di alcuni proprietari di imbarcazioni di Santo Spirito.

“Il Comune di Bari si è costituito parte civile nel processo che vede imputati i presunti estorsori dei pescatori e delle attività economiche di Santo Spirito – ha dichiarato il sindaco Vito Leccese -. Continueremo ad essere in prima linea, accanto ai cittadini che denunciano, accanto ai cittadini che vogliono vivere onestamente del proprio lavoro e che le organizzazioni comunali di questa città cercano di “ammazzare” economicamente. Continueremo a costituirci parte civile ogni volta che Bari e i baresi saranno accostati alle logiche e alle attività mafiose perché non intendiamo arrenderci. Come non si sono arresi quei pescatori che hanno scelto con coraggio da che parte stare. In Fiera del Levante abbiamo presentato il percorso partecipativo per costruire la nuova strategia per una blue economy cittadina che abbia come riferimento proprio uomini e donne, come i pescatori di Santo Spirito, che sono testimoni di identità del territorio, dell’esperienza e dell’economia del mare nel solco della legalità”.