Molfetta, 14enne cade di sera dal ponte: salvato da comitiva di giovani. È ricoverato al Pediatrico con fratture

Cade dal ponte di via Cavalieri di Vittorio Veneto e viene salvato da un gruppo di giovani che passavano da lì per caso. Protagonista un 14enne, l’episodio è avvenuto la sera del 2 novembre a Molfetta. La comitiva è stata attirata dal tonfo e dal alcuni movimenti sospetti nella vegetazione.

Sul posto sono intervenuti il 118 e i Carabinieri, poi anche il fratello che lo stava cercando. Trasportato d’urgenza al Policlinico di Bari, è stato poi trasferito al Pediatrico in Ortopedia. Ha rimediato fratture al gomito e al bacino.

Lecce, neonato positivo alla cocaina: è ricoverato da settimane in ospedale. Mamma negativa al test

Un neonato, venuto alla luce il 17 ottobre scorso, è ricoverato all’ospedale Vito Fazzi di Lecce dopo essere risultato, alla nascita, positivo alla cocaina. I medici si sono insospettiti dopo aver notato che il piccolo, appena nato, tremava.

Per questo lo hanno sottoposto ai test tossicologici dai quali è emersa la positività. Agli stessi test è stata sottoposta la mamma che è risultata negativa. I medici hanno segnalato il caso alla procura per i minori che ha attivato i servizi sociali del paese in cui vivono i suoi genitori, in provincia di Lecce. Gli inquirenti non hanno ancora dato il nulla osta alla riconsegna del neonato alla famiglia.

Schianto sulla ss16 a Bari, muore la 33enne incinta Sara Turzo: ricoverato in Psichiatria l’autista del van

Ricoverato nel reparto di Psichiatria dell’ospedale San Paolo il 59enne barese che era alla guida del van che si è schiantato contro l’auto guidata da Sara Turzo, la 33enne abruzzese morta nel tragico incidente avvenuto nella notte tra sabato 26 e domenica 27 luglio sulla ss16 all’altezza dello svincolo per Mola.

La donna era incinta al sesto mese. L’uomo è stato soccorso in stato confusionale e in preda ad allucinazioni ed è stato trasportato in ospedale in stato di choc. Da qui la decisione di ricoverarlo in Psichiatria. Il van, intestato ad una società di Terlizzi, era in servizio per Uber.

Con la vittima viaggiavano due colleghi, i tre stavano rientrando da un matrimonio ed erano diretti a Polignano. A bordo del van Mercedes viaggiavano invece una coppia ucraina di circa 40 anni e il loro figlio di 9 anni, residenti in Canada. Erano stati appena prelevati all’aeroporto di Bari ed erano diretti in un hotel a Monopoli. Anche loro sono rimasti seriamente feriti: la coppia è stata portata in codice rosso al Policlinico, mentre il bambino è stato trasferito al Pediatrico. I veicoli sono stati sequestrati e la Procura di Bari ha aperto un’inchiesta.

Follia in piena notte a Bari, 21enne picchiato da un uomo con una mazza da baseball al Madonnella: è in ospedale

Folle aggressione nella notte in via Addis Abeba, nel quartiere Madonnella di Bari, dove un ragazzo di 21 anni è stato picchiato con una mazza da baseball da un uomo di origine straniera.

Alle 4 di notte i residenti si sono svegliati a causa delle urla degli amici della vittima del pestaggio, qualcuno è addirittura sceso in pigiama per strada nel tentativo di bloccare l’uomo. Sul posto è arrivato poi il 118, il 21enne è stato trasportato al Pronto Soccorso del Policlinico.

Resta ancora sotto osservazione, ma ha rimediato un trauma cranico e un trauma cervicale. Le indagini sono state prontamente avviate per ricostruire la dinamica e i motivi dell’aggressione. Qualcuno ha affermato di aver visto l’uomo straniero passeggiare con una mazza da baseball già dalle ore 21.

Stefano Tacconi ricoverato a San Giovanni Rotondo, migliorano le condizioni. La moglie: “Qui per Padre Pio”

Continua a migliorare circondato dall’affetto della sua famiglia e delle tante persone che gli vogliono bene. Da ieri sera è ricoverato nell’ospedale Casa sollievo della sofferenza, a San Giovanni Rotondo, dove proseguirà la riabilitazione fino a settembre. L’ex portiere della nazionale e della Juventus, Stefano Tacconi, a più di un anno dall’emorragia cerebrale che lo ha colpito durante un evento benefico, mandandolo in coma, si conferma un campione anche nella vita. E suo figlio Andrea, conversando con l’ANSA, spiega che il sogno, appena possibile, è quello di “portarlo allo stadio per fare un giro di campo, così almeno saluta tutte le persone che gli sono state vicine in questo periodo”.

Tacconi, 66 anni, “è molto determinato”. E a sostenerlo nel cammino verso la totale guariglione ci sono “milioni di persone anche dall’estero: amici, tifosi, ex calciatori – sottolinea Andrea – con un affetto incredibile che non ci aspettavamo e che ci aiuta molto”. I traguardi raggiunti sono notevoli: “Cammina sempre con un supporto, però è migliorato molto. Ultimamente – racconta suo figlio – mi ha detto ‘me la sono vista brutta’, ha capito che è stata una cosa grave quella che ha avuto”. E il fatto che sia uno sportivo sicuramente gli sta dando una mano: “Essere abituato ad allenarsi lo aiuta ad affrontare la riabilitazione.

Anche i dottori – riferisce Andrea – dicono che la sua fortuna è aver sempre giocato a calcio, il suo fisico è diverso da quello degli altri pazienti. Ci vorrà del tempo, però ci sta mettendo la buona volontà come quando giocava”. Quanto alla decisione di venire in Puglia, dopo le cure al don Gnocchi di Milano, è sua moglie Laura a spiegare che “la scelta di essere qui, nell’ospedale di Padre Pio, è stata fortemente voluta da Stefano e dalla mia famiglia per il legame che ci ha sempre unito. Abbiamo la consapevolezza che per Stefano sia stata la decisione migliore. Il tragitto sarà ancora lungo ma essere in questo posto ci dà molta forza e molto coraggio”