Taranto, bancarotta fraudolenta e autoriciclaggio: arrestato imprenditore. Maxi sequestro

Un imprenditore della provincia di Varese è stato posto agli arresti domiciliari per bancarotta fraudolenta aggravata, occultamento della documentazione contabile e autoriciclaggio. La misura prevede anche che non possa esercitare per 12 mesi l’attività d’impresa.

L’arresto è stato eseguito dalla Guardia di Finanza di Taranto su disposizione della magistratura ionica. Le indagini riguardano il fallimento, nel 2022, di una società amministrata dall’imprenditore varesino ed operante nel settore della fabbricazione di macchine ed apparecchi per le industrie chimiche, petrolchimiche e petrolifere, la cui sede legale, nella fase prefallimentare, era stata trasferita da Tradate nel capoluogo ionico. Secondo l’accusa, l’imprenditore e ad altri cinque indagati hanno distratto l’intero patrimonio aziendale dell’impresa sottoposta alla procedura concorsuale, del valore complessivo di circa 1 milione di euro, a favore di due società con sede in provincia di Varese, riconducibili allo stesso imprenditore.

Queste ultime società, in particolare, avrebbero illegittimamente beneficiato delle disponibilità finanziarie, del patrimonio aziendale, dell’avviamento e delle maestranze dell’azienda fallita ormai gravata dai debiti e non più in grado di operare in quanto “svuotata” delle proprie risorse. Per questo la magistratura ha disposto il sequestro dell’intero compendio aziendale e delle quote sociali di una delle imprese beneficiarie del patrimonio della srl fallita, nonché di un immobile, per un valore complessivo stimato di circa 400 mila euro. La società sequestrata è stata affidata ad un amministratore giudiziario nominato dal Tribunale di Taranto.

Bari, Vitin l’Enèl prova a recuperare il maxi tesoro confiscato: ci sono Rolex e appartamenti a Londra

Vito Martiradonna, l’ex cassiere del clan Capriati detto Vitin l’Enèl, sta cercando di salvare il tesoretto accumulato in tutti questi anni e di far annullare la confisca dei beni disposta tre anni fa dopo la definizione delle pene patteggiate al termine del processo in cui era coinvolto sulle scommesse abusive.

Tra i beni sequestrati alla famiglia anche due appartamenti a Londra, Rolex, gioielli, borse di Louis Vuitton, di Chanel, di Hermes e conti correnti vari. Un tesoretto scoperto dai finanzieri del GICO (Gruppi d’Investigazione sulla Criminalità Organizzata) nell’ambito dell’inchiesta che nel 2018 portò in carcere 22 persone, accusate di aver messo in piedi una vera e propria holding delle scommesse sportive tale da generare un giro d’affari di un miliardo di euro e con ramificazioni a Londra, Malta e Miami. A capo ci sarebbe stato proprio Vitin l’Enèl, appoggiato tra gli altri anche da Tommaso Parisi, figlio del boss di Japigia Savino.

Vito Martiradonna ha patteggiato 2 anni, i figli Michele e Mariano rispettivamente 3 anni e 2 anni e 8 mesi, Tommy Parisi 1 anno e 10 mesi, Giovanni Memola 2 anni e 8 mesi. Con la definizione del patteggiamento, i beni possono finire ora nelle mani dello Stato e la famiglia Martiradonna ha giocato la carta dell’incidente di esecuzione, ritenendo come il patteggiamento Essendo diventate definitive le pene patteggiate, questi beni stanno ormai per diventare di proprietà dello Stato sia stato applicato in violazione delle norme di legge e che vada annullata la confisca di beni.

Cerignola, scoperta produzione di olio extravergine d’oliva contraffatto: 7 indagati. Sequestrate 71 tonnellate

Una associazione a delinquere per la produzione di falso extravergine di oliva è stata scoperta dai carabinieri di Cerignola che hanno eseguito diciotto decreti di perquisizione nei confronti di sette persone della provincia di Foggia ritenute responsabili di diversi reati, tra cui associazione a delinquere finalizzata alla sofisticazione di sostanze alimentari destinate alla commercializzazione, frode nelle pubbliche forniture militari e adulterazione.

L’attività di indagine, avviata dal Nucleo anti sofisticazione di Bari a settembre del 2023, coordinata dalla Procura di Foggia, ha interessato diverse province italiane e aveva già consentito l’individuazione e il sequestro di circa 42 tonnellate di olio sofisticato, pronto per la distribuzione. Nel corso delle operazioni sono stati perquisiti diversi box e magazzini in uso agli indagati, sottoponendo a sequestro di 71 tonnellate di sostanza oleosa contenuta in vasche in plastica e lattine, 623 litri di clorofilla utilizzata per la sofisticazione degli olii, attrezzature per il confezionamento, numerose etichette oltre ad un furgone, muletti, materiale informatico e documentazione commerciale utile alle indagini.

Durante le perquisizioni sono state inoltre rinvenuti e sottoposti a sequestro 1.145 contrassegni di Stato delle accise doganali, varie etichette e bottiglie in vetro e 174 bottiglie di champagne sulle quali sono in corso approfondimenti investigativi. Il valore complessivo di quanto sequestrato ammonta a 900 mila euro.

Mafia a Bari, sequestro a Torre a Mare: confiscata villa da 300mila euro al capoclan Giuseppe Di Cosmo

La villa da 300mila euro nel quartiere Torre a Mare di Bari è stata confiscata questa mattina a Giuseppe Di Cosmo, 69enne pluripregiudicato (per associazione finalizzata al traffico di stupefacenti) e ritenuto il capo del clan che porta il suo nome nel quartiere Madonnella di Bari. A eseguire il decreto di confisca di prevenzione sono stati i carabinieri del comando provinciale di Bari.

Il provvedimento, emesso dalla sezione misure di prevenzione del tribunale di Bari, è stato richiesto dalla Dda sulla base di indagini patrimoniali che hanno ricostruito la carriera criminale di Di Cosimo e gli introiti del suo nucleo familiare. La ricchezza accumulata negli ultimi 20 anni, scrivono i carabinieri in un comunicato, “costituirebbe il compendio del traffico di droga”.

Trani, 3400 giocattoli irregolari: maxi sequestro dei Carabinieri del NAS in un negozio. Multa da 8mila euro

Nell’ambito dei servizi di controllo per la tutela della salute dei consumatori, i Carabinieri del NAS di Bari hanno scoperto e sequestrato circa 3.400 giocattoli risultati irregolari. Nel corso dell’ispezione di un esercizio commerciale di Trani, i militari hanno constatato la vendita di migliaia di palline luminose e palloncini colorati, tutti in plastica, di varie dimensioni, privi di marcatura CE e delle indicazioni sull’etichetta previste dalla Legge, tra cui i materiali utilizzati per produrli , le precauzioni d’uso e la mancanza della lingua italiana.

Tutto il materiale, del valore di più di 2.600 euro, è stato sottoposto a sequestro, mentre al titolare dell’attività sono state contestate sanzioni amministrative per complessivi 8.000.

G7 in Puglia, prima figuraccia: sequestrata la nave Mykonos Magic nel porto di Brindisi

“La squadra mobile di Brindisi sta sequestrando la nave Goddess of the Night (o Mykonos Magic, ex Costa Magica, ndr), ormeggiata al porto di Brindisi, a causa delle numerose denunce pubbliche”. Lo rende noto il segretario del sindacato di polizia Coisp Domenico Pianese ricordando che la nave era destinata ad ospitare gli oltre 2.500 agenti e altre forze di polizia aggregate in Puglia per il servizio di sicurezza del G7. Nave che, sottolinea Pianese, “versava in pessime condizioni igienico sanitarie, con alloggi sporchi e danneggiati, servizi igienici inutilizzabili, docce fatiscenti, cabine allagate”.

Intanto a Brindisi è arrivata intanto questa mattina la ‘Gnv Azzurra’, la nave traghetto sostitutiva che ospiterà circa 600 operatori delle forze dell’ordine impegnate a garantire la sicurezza del G7. tutti gli altri, invece, è stata trovata una sistemazione in diverse strutture ricettive sul territorio.

AGGIORNAMENTO – È stata sottoposta a sequestro probatorio dalla polizia per le “rilevanti criticità igienico/sanitarie e gravi carenze alloggiative, tali da integrare il reato di frode nelle pubbliche forniture” la nave Mykonos Magic, rinominata Goddess of the Night, che avrebbe dovuto ospitare oltre duemila agenti e ufficiali di polizia giudiziaria impiegati nei servizi di ordine e sicurezza per il G7. Il provvedimento è stato disposto dalla Procura della Repubblica di Brindisi. Il servizio centrale operativo della polizia di Stato e i poliziotti della squadra mobile hanno avviato le indagini a seguito della denuncia presentata da diversi sindacati di categoria che evidenziavano le “gravi criticità segnalate dal personale delle forze di polizia, assegnato ai servizi di sicurezza e di ordine pubblico”, già salito a bordo della nave di proprietà della società Mykonos Magica Inc per la sistemazione nelle cabine. Gli elementi “sinora raccolti dalla polizia di Stato e la necessità di ulteriori approfondimenti investigativi anche di natura tecnica – spiega una nota – ha reso necessaria l’adozione del decreto di sequestro della motonave”. Nell’esecuzione del sequestro, il personale della polizia è stato coadiuvato, per gli aspetti di competenza, dalla Capitaneria di Porto e dai carabinieri del nucleo antisofisticazione e sanità (Nas). Il personale delle forze di polizia che aveva trovato alloggio sulla Mykonos Magic è stato già trasferito sulla nave-traghetto Gnv Azzurra e in altre strutture ricettive del territorio.

Truffa sui bonus edilizi in oltre 500 cantieri nel Leccese: 12 indagati. Maxi sequestro da 67 milioni

I finanzieri della Compagnia di Maglie, alle dipendenze del comando provinciale di Lecce, hanno scoperto una presunta frode che sarebbe stata attuata con le agevolazioni del superbonus al 110% e sequestrato beni e liquidità per oltre 67 milioni di euro in esecuzione di un decreto emesso dal gip del tribunale salentino su richiesta della Procura.

In tutto sono 12 gli indagati che rispondono di indebita percezione di erogazioni pubbliche, falsità ideologica in certificati commessa da persone che esercitano un servizio di pubblica necessità ed emissione di fatture per operazioni inesistenti. Nove di essi sono accusati anche di associazione per delinquere. Nei confronti di un imprenditore, rappresentante legale della società al centro dell’inchiesta, anch’essa sottoposta a vincolo, è stata applicata la misura interdittiva di divieto di contrattare con la pubblica amministrazione e di esercitare attività professionali e imprenditoriali per la durata di un anno In particolare il provvedimento di sequestro preventivo è stato eseguito all’interno di numerosi istituti bancari e postali ‘terzi cessionari del credito’ per un importo quantificato in 25 milioni di euro e presso il ‘cassetto fiscale’ della società inquisita per oltre 42 milioni di euro.

L’indebita percezione di contributi per i bonus edilizi si riferisce a lavori non eseguiti, o eseguiti solo in parte, di ristrutturazione immobiliare in oltre 500 cantieri ricadenti nella provincia di Lecce, per i quali i professionisti abilitati e coinvolti nell’illecito ipotizzato avevano attestato lo stato finale dei lavori, rilasciandone il prescritto visto di conformità. Per tali interventi edilizi sono state emesse e contabilizzate oltre 1.200 fatture per operazioni inesistenti, inserite nel sistema dell’Agenzia delle Entrate, allo scopo di generare i crediti d’imposta e di procedere alla loro monetizzazione.