Modugno, 110mila prodotti contraffatti nel capannone. Blitz della Finanza: sequestrate 2mila bambole Labubu

La Guardia di Finanza di Bari ha sequestrato circa 2000 pupazzi “Labubu popmart”, oggetti da collezione ricercatissimi grazie anche al lavoro social da parte di influencer internazionali, che erano custoditi in un capannone nella zona industriale di Modugno, pronti ad essere immessi sul mercato con l’approssimarsi del periodo natalizio, insieme ad altri 110.000 articoli risultati ugualmente oggetto di contraffazione.

Sono stati sequestrati anche dispositivi e liquidi destinati all’inalazione da fumo e sigarette elettroniche, calzini di noti brand di abbigliamento sportivo (Nike, Adidas, Puma, Fila) risultati contraffatti e privi del contrassegno dei Monopoli di Stato. La merca, immessa sul mercato, avrebbe fruttato oltre 250mila euro.

I responsabili sono stati denunciati per contraffazione, alterazione, uso di marchi o segni distintivi mendaci oggetto di brevetto, introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi e ricettazione, oltre che per sottrazione al pagamento delle accise relativamente ai prodotti da fumo.

Tentato sequestro di una bimba, Lamanuzzi assolto in Appello: “Mio figlio scippa non fa ste cose”

La Corte d’Appello di Bari ha assolto nei giorni scorsi Lamanuzzi Giuseppe, il 36enne barese accusato di aver tentato di sequestrare una bambina di 5 anni lo scorso 2 gennaio mentre passeggiava con la madre nel quartiere San Pasquale.

I giudici hanno annullato la sentenza di condanna a 4 anni rimediata in primo grado. Il presunto tentativo di rapimento della piccola viene definito “assurdo e contrario ad ogni logica”.

Il caso fece discutere parecchio e creò scalpore, intervistammo anche la mamma della piccola. Torniamo ad occuparcene con le novità giudiziarie e con le parole della madre di Lamanuzzi e del suo avvocato.

Olio extravergine non tracciato: sequestrati 14mila litri tra Bari e Lecce per un valore di 190mila euro

Maxi sequestro di 14mila litri di olio extravergine di olive tra il porto di Bari e la provincia di Lecce nell’ambito dei controlli sulla tracciabilità di prodotti agroalimentari. Il valore stimato del prodotto sequestrato è di circa 190mila euro.

L’ICQRF Puglia e Basilicata, insieme alla Guardia di Finanza e all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, a Bari ha intercettato un carico di olio, presumibilmente proveniente dalla Grecia, privo dell’indicazione obbligatoria dell’origine, elemento fondamentale per garantire trasparenza e tutela del consumatore,

Nel Leccese invece l’ICQRF ha proceduto al sequestro di olio non tracciato nella contabilità aziendale, ulteriore elemento che fa emergere criticità nella filiera e possibili irregolarità nella commercializzazione.

“Ringrazio ICQRF, Guardia di Finanza e Dogane. Difendono ogni giorno la trasparenza, la qualità e il lavoro delle nostre imprese”, le parole del Ministro dell’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Francesco Lollobrigida.

Tatiana scomparsa a Nardò, s’indaga per istigazione al suicidio: sequestrato un telefono. I dubbi su Alessandro

Continuano senza soste le ricerche di Tatiana Tramacere, la 27enne ucraina scomparso dal 24 novembre a Nardò. La novità è che la Procura di Lecce indaga per istigazione al suicidio, è stato sequestrato il telefono ad un amico 30enne che ha incontrato la giovane il giorno della sua scomparsa. Gli inquirenti hanno anche ispezionato due volte il garage che aveva in uso, ma per ora non sono emersi elementi che possano collegarlo direttamente alle ultime ore di Tatiana.

L’ultima volta che il cellulare della 27enne ha agganciato una cella si trovava tra l’abitazione della sua famiglia e il parco Raho che frequentava spesso. S’indaga nella vita privata e sentimentale della giovane che curava su Instagram una pagina di poesie seguita da migliaia di followers. Riflettori accesi su un ragazzo di Nardò, il fotografo Alessandro, e l’ex fidanzato di Brescia, il 32enne Mino. La famiglia del primo parla dei due come una coppia, quella di Tatiana no.

“Alessandro per lei era solo un amico, lui si spacciava per fidanzato. Una volta lei non voleva parlargli e lui si era presentato sotto casa”, le parole del fratello di Tatiana. “Alessandro era un’ossessione, mia figlia non ne voleva sapere niente”, il racconto della madre.

Il giovane è stato ascoltato due volte dai carabinieri, con Tatiana ha trascorso la serata del 23 novembre, in casa, a guardare un film e mangiare patatine. Ma Tatiana, come raccontato dai suoi genitori, aveva comprato un biglietto per raggiungere Mino a Brescia. Alessandro non si fa vedere da giorni, il negozio di articoli fotografici gestito dalla madre di Alessandro madre ieri era chiuso.

Truffa, bancarotta e corruzione. Nei guai gli imprenditori baresi Antro: maxi sequestro da 35 milioni di euro

Beni per 35 milioni di euro sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza di Bari a due fratelli imprenditori edili baresi, Erasmo e Alivero Antro, attivi nel settore edilizio.

Il provvedimento è stato disposto dal Tribunale di Bari, sezione misure di prevenzione, su proposta della Procura della Repubblica. I destinatari della misura di prevenzione sono stati interessati, negli anni, da diversi procedimenti penali per truffa, falso, abusivismo edilizio, corruzione e bancarotta, conclusisi, in molti casi con sentenza di non doversi procedere per prescrizione dei reati.

Tra questi procedimenti vi è quello relativo alla truffa da circa 20 milioni di euro ai danni della Provincia di Bari, anch’esso conclusosi con la prescrizione. Gli inquirenti, dopo aver rilevato la spiccata propensione dei due imprenditori a commettere reati in modo abituale, li hanno ritenuti ‘socialmente pericolosi’ ed hanno compiuto a loro carico accertamenti patrimoniali.

Dalle indagini è emerso – secondo l’accusa – che i proventi delle attività delittuose erano stati impiegati per accumulare ricchezze. E’ stato quindi ritenuto che la loro capacità reddituale lecita e quella dei loro familiari non fosse tale da giustificare l’acquisizione di numerosi beni immobili. Sono quindi finiti sotto sequestro appartamenti a Cortina d’Ampezzo, Milano e Bari, due ville a Porto Rotondo e Ostuni-Rosa Marina. Il provvedimento di sequestro interesserà, inoltre, numerosi compendi aziendali in Sardegna, Emilia Romagna, Puglia e Roma, bar e ristoranti, nonché i rapporti finanziari intestati, come molti altri beni, a dei prestanome.

 

Ostuni, scoperta officina abusiva: sequestrati attrezzi da 100mila euro. Nei guai anche i proprietari delle auto

Blitz della Guardia di Finanza in un’officina meccanica abusiva ad Ostuni. I militari hanno rinvenuto 32 autovetture e sono previste sanzioni amministrative anche ai proprietari dei veicoli.

Trovate e sequestrate attrezzature varie tra cui banchi da lavoro, attrezzi meccanici e pezzi di ricambio per un valore complessivo di circa 100 mila euro. Il titolare dovrà pagare una sanzione amministrativa fino a 15.493 euro.

Ladri d’olio a Canosa, autotrasportatore preso in ostaggio e liberato dopo 2 ore: bottino da 300mila euro

Attimi di terrore e paura ieri sulla strada regionale 6 dove un autotrasportatore di 60 anni è stato sequestrato e rapinato del carico di olio mentre viaggiava sul suo tir.

Il mezzo, a poca distanza da Canosa di Puglia, è stato affiancato da un’auto. A bordo quattro uomini che hanno costretto il camionista a fermarsi. L’uomo è stato preso in ostaggio, mentre c’è chi si è occupato di svuotare il tir. Il valore del carico di olio ammonta a 300mila euro.

Il 60enne è stato liberato dopo due ore vicino un’area di servizio di Stornara, in provincia di Foggia e ha chiesto aiuto. Indagano la squadra mobile della questura di Andria e degli agenti del commissariato di Canosa.

Bari, sequestro da oltre 500mila euro a pregiudicato di Cassano vicino al clan Parisi: bloccate case e proprietà

La Direzione Investigativa Antimafia ha eseguito un Decreto di applicazione di misura di prevenzione patrimoniale, emesso dal Tribunale di Bari – Terza Sezione Misure di Prevenzione, su proposta congiunta del Procuratore della Repubblica del Capoluogo pugliese e del Direttore della DIA, nei confronti di un pregiudicato originario di Cassano delle Murge (BA), esponente di spicco della locale criminalità organizzata e figura di riferimento di un gruppo collegato al clan PARISI.

Il destinatario del provvedimento, coinvolto in numerosi procedimenti giudiziari sin dal 2005, è stato inizialmente inserito nel contesto della mafia barese come uomo di fiducia, con compiti di supervisione nell’ambito dello spaccio di sostanze stupefacenti e come custode delle armi del clan PARISI.

Successivamente ha consolidato una propria autonomia, dando vita a un gruppo locale autonomo, ma sempre legato al sodalizio mafioso di origine. Gli approfonditi accertamenti patrimoniali (salvo ulteriore verifica successiva nella fase decisoria con il contraddittorio con la difesa) hanno evidenziato una significativa sproporzione tra i redditi dichiarati al Fisco e il patrimonio effettivamente riconducibile al soggetto, documentando l’accumulo illecito di ricchezze e la realizzazione di investimenti non giustificati.

Il sequestro, del valore complessivo stimato in oltre 500.000 euro, ha interessato tre unità immobiliari, un terreno e disponibilità finanziarie. Il risultato si inquadra nell’ambito delle attività istituzionali finalizzate all’aggressione delle illecite ricchezze acquisite e riconducibili, direttamente o indirettamente, a contesti criminali, agendo così anche a tutela e salvaguardia della parte sana del tessuto socio-economico.

Brindisi, scoperta fabbrica clandestina di sigarette: 10 arresti e maxi sequestro

Un vecchio immobile abbandonato in provincia di Brindisi, trasformato in un opificio industriale per la produzione di sigarette. E’ quanto scoperto dalla Guardia di finanza nell’ambito del contrasto alla produzione di tabacchi lavorati di contrabbando: i militari hanno sequestrato 11 tonnellate e 700 chili di sigarette già confezionate in pacchetti, 4 tonnellate e 200 chili di tabacco trinciato, 36 bancali di precursori per la fabbricazione delle sigarette fra cui filtri, cartine, pacchetti con marchio Marlboro contraffatto e scatole per il confezionamento.

Durante il blitz dei militari erano presenti 10 persone, tutte arrestate. In altri locali della struttura erano stati ricavati alloggi di fortuna dove gli indagati vivevano in condizioni precarie.

Inoltre sono stati sequestrati gli 8 macchinari che consentivano di fabbricare le sigarette. Secondo quanto riferito in una nota dal comando provinciale della guardia di Finanza “le sigarette sottoposte a sequestro se immesse sul mercato avrebbero comportato un mancato introito per le casse dello Stato e dell’Unione europea in termini di accise e di Iva evasa pari a circa 3 milioni di euro”.

I finanzieri sono giunti all’individuazione della struttura clandestina dopo un sequestro di oltre una tonnellata di sigarette effettuato poche settimane fa.

Passata di pomodoro spacciata per made in Italy dalla Bulgaria: maxi sequestro nel porto di Brindisi

Oltre 42 tonnellate di passata di pomodoro proveniente dalla Bulgaria ma che sarebbe stata venduta come prodotto italiano sono state scoperte e sequestrate nel porto di Brindisi, all’interno di due camion.

I legali rappresentanti di due società, a cui erano destinati i prodotti, sono stati denunciati con l’accusa di falsa indicazione di origine. Nonostante la documentazione commerciale e di trasporto a corredo riportasse l’origine Bulgara, gli investigatori hanno scoperto le etichette apposte sulle confezioni con la scritta ‘Country of origin-Italy’.

I controlli sono stati svolti in maniera congiunta dai funzionari dell’Agenzia delle Dogane e Monopoli, unitamente ai finanzieri del gruppo Brindisi ed agli Ispettori Icqrf (Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi) Puglia e Basilicata.

Oggetto del trasporto, secondo quanto accertato, era un semilavorato del pomodoro, destinato a due imprese italiane note per la commercializzazione di prodotti ottenuti da materia prima di origine italiana. “Una frode che, se posta in atto, oltre ad ingannare la fiducia degli ignari consumatori, avrebbe fruttato – viene riferito in una nota – centinaia di migliaia di euro di profitti illeciti, costituendo potenzialmente un danno per la salute pubblica, non potendosi escludere la presenza, all’interno del prodotto, di contaminanti vietati dalla normativa unionale”.