Dobbiamo fare alcune precisazioni dopo la pubblicazione del primo video su Maria. Abbiamo speso altri soldi, per un totale di 435 euro, per permettere a Maria e ai suoi familiari di dormire in questi giorni al caldo, ma ci sono aggiornamenti importanti sulla vicenda.
Continue readingFingono chiamate dalla banca e dalla Questura, anziano truffato a Bari: denunciata donna campana. Soldi restituiti
Per le telefonate, pervenute da numeri in uso alla banca ed alla Questura, è stato accertato l’utilizzo della tecnica dello ID SPOOFING, consistente nell’alterare il numero chiamante tramite sistema VOIP (voce tramite protocollo internet) che rende possibile effettuare una conversazione sfruttando una connessione internet.
Continue readingUna sfida a Debora e Samir, Riccardo dona 1.000 euro: “Credo in voi ho letto indicibili cattiverie”
Debora e Samir ce la stanno mettendo davvero tutta perché vogliono mettersi in regola e ripartire una volta usciti dalla Casa di Quinto Potere, questo aiuto è davvero prezioso.
Continue readingAlvaro e Domy non vanno in Germania, Miriam accolta a scuola: restituiti i soldi dei voli
In tanti ci avete chiesto novità sulla storia di Alvaro e Domy, ospiti nella Casa di Quinto Potere. È arrivato il momento di raccontare tutto quello che è successo e cambiato nelle ultime settimane. Non andranno più in Germania e resteranno qui. Miriam è stata accolta a scuola, mentre Alvaro e Domy sono alla ricerca di un lavoro. I soldi dei voli comprati saranno restituiti.
Ilario crede in Debora, donati 200 euro: “Bello avere la fiducia della gente. Sogno un letto comodo”
Debora ci sta sorprendendo positivamente. Nonostante la scelta di non accogliere lei e Samir nella casa di Quinto Potere, il suo atteggiamento nei nostri confronti resta disteso e collaborativo. C’è chi crede ancora in lei.
Continue readingDeborah e Samir ci riprovano: “Niente soldi vogliamo essere un esempio”
Abbiamo incontrato nuovamente Deborah e Samir, i due precisano che non vogliono soldi. Il loro “ritorno” non dipende da questo. Deborah vuole una seconda chance e soprattutto dare dimostrazione di essere cambiata, ma non solo. Vogliono essere un esempio per chi cade nel tunnel della tossicodipendenza.
Continue readingFalsa donazione a Quinto Potere, Giovanni tenta il colpo da 150. Antonio: “Ti prego finiamola qua”
Giovanni ha mostrato quanto vale. Torniamo ancora una volta a parlare di lui, dopo aver definitivamente interrotto i rapporti, per raccontarvi un episodio davvero sgradevole. Nonostante tutto quello che abbiamo fatto per lui, si è rifatto vivo cercando di “truffare” tutta la community di Quinto Potere e pretendendo 150 euro “bonificati” sulla carta legata alla nostra associazione. Antonio non è cascato nel tranello e ha voluto inviare un messaggio chiaro e diretto a Giovanni.
Giovanni, fallita la gestione dei soldi. Cambio drastico: registro delle spese e prepagata
Il ragioniere Antonio ha incontrato nuovamente Giovanni per affrontare il discorso della gestione dei soldi. Dopo il fallimento del primo esperimento, Antonio ha deciso di cambiare “registro”, segnando tutte le uscite. La scheda madre verrà conservata da Antonio, a Giovanni invece saranno caricati 120 euro a settimana sulla prepagata.
Soldi e pranzi in cambio di commesse nella BAT, 14 arresti: tra loro diversi baresi – TUTTI I NOMI
In cambio di denaro, consulenze, lavori edilizi nelle proprie abitazioni, pranzi e percorsi benessere, alcuni dirigenti della Provincia Barletta-Andria-Trani (Bat), uno dei quali è stato arrestato, avrebbero affidato commesse a professionisti turbando ripetutamente la libertà degli incanti e omettendo di segnalare casi di conflitto di interesse. È quanto emerge dalle indagini della Guardia di finanza che oggi ha arrestato 14 persone con le accuse, a vario titolo, di corruzione e turbata libertà degli incanti.
In carcere: Francesco Gianferrini, 65 anni, di Canosa, ex dirigente del Comune di Trani, Vincenzo Guerra, 54 anni, di Triggiano, dirigente della Provincia Bat, Giuseppe Marselli, 37 anni, di Bitonto, dirigente della Provincia Bat, Paolo Misuriello, 53 anni, di Barletta, ingegnere.
Ai domiciliari: Giorgio Bellomo, 50 anni, di Bari, ingegnere, Gianluca Intini, 49 anni, di Castellana, ingegnere, Antonello Lattarulo, 50 anni, di Noci, ingegnere, Andrea Leone, 65 anni, di Andria, imprenditore, Giovanni Battista Guerra, 63 anni, di Trani, agronomo. Obbligo di dimora a Cellamare per Regina Ricciardi, moglie di Vincenzo Guerra. Divieto di contrarre con la pubblica amministrazione per Gaetano Centanni, 60 anni, di Bari, Francesco Matera, 40 anni, di Barletta, Giovanni Rilievi, 42 anni, di Bitonto. Sospensione dai pubblici uffici per 6 mesi a carico di Francesco Lomoro, 49 anni, di Bari, dirigente dell’ufficio tecnico del Comune di Barletta.
Soldi, lavoro e pranzi in cambio di commesse, 14 arresti: tra loro dirigenti dei Comuni di Trani e Barletta
In cambio di denaro, consulenze, lavori edilizi nelle proprie abitazioni, pranzi e percorsi benessere, alcuni dirigenti della Provincia Barletta-Andria-Trani (Bat), uno dei quali è stato arrestato, avrebbero affidato commesse a professionisti turbando ripetutamente la libertà degli incanti e omettendo di segnalare casi di conflitto di interesse.
È quanto emerge dalle indagini della Guardia di finanza che oggi ha arrestato 14 persone con le accuse, a vario titolo, di corruzione e turbata libertà degli incanti. Tra le nove persone finite in carcere ci sono, oltre al dirigente della Provincia Bat, due dirigenti dei Comuni di Trani e Barletta e un ingegnere. Le altre cinque persone sono agli arresti domiciliari. In una conferenza stampa in procura di Trani è stato evidenziato che le indagini riguardano la discarica di rifiuti speciali non pericolosi Cobema, di Canosa di Puglia. Gli indagati sono complessivamente 17, tra imprenditori anche della provincia di Salerno ed enti. E il denaro erogato dai professionisti che beneficiavano delle commesse pubbliche veniva drenato, in alcuni casi, da una società tra professionisti riconducibile a uno dei dirigenti indagati, in altri casi veniva dato personalmente.
Secondo quanto emerso, i lavori di chiusura definitiva e delle attività di post-gestione della discarica erano stati affidati dalla Provincia Bat con gara ad evidenza pubblica, senza comunicare l’inizio dei lavori al Comune di Canosa di Puglia, alla proprietà del sito o all’amministratore giudiziario, nonostante sulla discarica pendesse un procedimento penale per reati ambientali. I lavori erano stati preceduti da indagini ambientali fatte da un professionista che ha retrocesso parte dei compensi corrisposti dall’ente verso l’impresa del coniuge del dirigente competente all’affidamento dell’incarico. “Il patto corruttivo – evidenzia la Guardia di finanza – si è consumato con il silenzio del dirigente sull’affidamento fraudolento e sulla parziale indagine conoscitiva afferente allo stato dell’impianto e alle matrici ambientali”.










