Cremonese-Inter, petardo scoppia tra le mani: 40enne di Molfetta ferito e accusato del lancio contro Audero

Il 40enne tifoso dell’Inter, presente sugli spalti dello stadio Zini di Cremona e accusato per primo di aver lanciato un petardo contro il portiere della Cremonese Emil Audero stordendolo, è originario di Molfetta.

Vive a Cesena ed è iscritto all’Inter Club San Marino che si è dissociato dal gesto e ha chiesto l’espulsione del suo tesserato. In realtà, secondo quanto ricostruito dai fatti e dalle indagini, a lanciare quel petardo è stato un 19enne, arrestato nelle scorse ore.

Il 40enne di Molfetta però, a causa dell’esplosione di un altro petardo tra le mani, è rimasto gravemente ferito alle mani, tanto da ricorrere alle cure mediche e a diversi interventi chirurgici.

La vicenda ha fatto parecchio discutere e ha portato anche a sanzioni pesanti. Maxi multa da 50mila euro all’Inter e divieto di trasferte per la curva nerazzurra fino al 23 marzo.

SSC Bari, calci in aereo tra un tifoso e Bellomo: “Comunque sia andata società inadeguata”

Così non si può andare avanti. Questa è certezza nella piazza di Bari dove urge uno scossone per invertire la rotta e tornare a sperare in una salvezza tranquilla. Dopo la partita contro l’Empoli un vortice ha colpito società e tifoseria.

Nelle ore successive alla disfatta biancorossa avvenuta allo “Stadio Carlo Castellani Computer Gross Arena” gli animi si sono accesi e la situazione in aeroporto, e successivamente sul velivolo di linea, é diventata incandescente.

Tra provocazioni e reazioni, parapiglia e attimi di forte tensione è andato in scena uno spettacolo non degno del panorama sportivo. Protagonisti il giocatore del Bari, Nicola Bellomo, ed un sostenitore biancorosso.

Tante le versioni circolate sul web nel corso dei giorni successivi. C’è stato anche il riscontro da parte del tesserato della SSC Bari che ha chiarito la propria posizione tramite i canali social: “Mi spiace molto leggere commenti e accuse legate a quanto successo ieri sera al momento del rientro in aereo per Bari – ha esordito nella giornata di domenica – Stiamo vivendo un periodo difficile e delicato per tutti, capisco e accetto le critiche, anche pesanti, come sempre fatto, ma quello che non posso accettare è ricevere minacce e provocazioni oltre ad un tentativo di aggressione fisica, ed essere addirittura accusato di essere stato io ad ‘aggredire’ un tifoso”. Tra i presenti anche la nostra Claudia.

Bari-Pisa, papà pestato davanti a suo figlio. La Curva Nord: “Noi estranei da parte nostra ferma condanna”

“In merito alla rissa avvenuta all’esterno della Curva Nord, ieri, durante la gara Bari-Pisa, teniamo a rimarcare la nostra totale estraneità. Nello specifico, esprimiamo una ferma condanna dell’accaduto, in quanto avvenuto sotto gli occhi di un bambino”.

Inizia così il comunicato della Curva Nord Bari che prende le distanze da quanto accaduto ieri sera all’esterno dello stadio San Nicola di Bari.

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“Spiace essere finiti nell’occhio del ciclone: spesso ci ritroviamo ad essere oggetto di critica, a prescindere da quelle che sono le nostre effettive responsabilità e questo non ci sta bene”, si legge nel comunicato.

“Giornalisti e fruitori dei social farebbero meglio ad accertarsi dei fatti, prima di puntare il dito contro i gruppi organizzati che, nel momento dell’accaduto, erano intenti a protestare sotto la porta numero 1 dello stadio – conclude il gruppo organizzato -. Determinati episodi feriscono la sensibilità umana e ribadiamo la nostra ferma condanna”.

Bari-Pisa, follia al San Nicola: uomo pestato davanti a suo figlio. L’aggressione diventa virale sul web – VIDEO

Un uomo viene picchiato selvaggiamente da altre persone mentre un bambino, a quanto si apprende suo figlio, piange disperato e poi viene preso in braccio e allontanato da alcuni presenti fino all’arrivo della polizia che tenta di fermare il linciaggio.

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È quanto si vede in un video diventato virale e che ha immortalato quanto accaduto oggi all’esterno dello stadio di Bari durante la partita con il Pisa vinta dai padroni di casa per 1-0.

Il pestaggio sarebbe avvenuto durante la contestazione che hanno inscenato gli ultras del Bari al 25′ del primo tempo, dopo avere abbandonato la curva Nord ed essersi radunati all’esterno del San Nicola.

L’uomo, un tifoso del Bari, sarebbe stato picchiato da altri sostenitori dei biancorossi perché voleva tornare nello stadio a prendere lo zainetto del figlio.

Lancia un petardo contro lo steward nello stadio di Altamura: Polizia arresta un tifoso ultras dell’Avellino

A seguito di elaborate indagini condotte in collaborazione con la D.I.G.O.S. della Questura di Bari, nella prima mattinata di domenica 15 dicembre, personale D.I.G.O.S. della Questura di Avellino ha tratto in arresto differito, per lancio di materiale pericoloso in occasione di manifestazioni sportive, un tifoso ultras dell’US Avellino Calcio, classe 85, già noto alle Forze dell’Ordine per analoghi precedenti e per essere stato già destinatario di DASPO. L’arresto, operato in differita ai sensi dell’art. 8 della Legge 401/1989, è la conseguenza della sua condotta criminosa realizzata all’interno dello stadio “Tonino D’Angelo” di Altamura lo scorso 13 dicembre; in occasione dell’incontro di calcio tra Team Altamura ed Avellino valevole per il Campionato di calcio di serie C, dal settore ospiti riservato alla tifoseria irpina, l’uomo ha lanciato un petardo in direzione di uno steward posizionato a bordo campo, creando pericolo concreto per la sua incolumità.

La visione delle immagini del sistema di videosorveglianza dello stadio di Altamura fornite dalla D.I.G.O.S. della Questura di Bari e la conoscenza dell’ambiente ultras da parte della D.I.G.O.S. della Questura di Avellino, ha consentito la ricostruzione di quanto accaduto e la compiuta identificazione del supporter avellinese nei confronti del quale veniva, altresì, eseguita una perquisizione domiciliare scaturita poi nel sequestro del giubbotto da lui indossato in occasione dell’incontro di calcio, del tagliando d’ingresso allo stadio “Tonino D’Angelo” di Altamura e di un fumogeno. Pertanto l’uomo è stato condotto in Questura e, a conclusione delle formalità di rito, su disposizione del Pm di turno, è stato posto agli arresti domiciliari, misura convalidata in data odierna dal G.i.p. e tramutata nella misura cautelare dell’obbligo quotidiano di presentazione alla p.g. Le contestazioni sono allo stato provvisorie e la colpevolezza sarà accertata solo all’esito del giudizio definitivo.

Foggia, l’ultimo saluto al tifoso 15enne Samuele Bruno: oltre 2mila persone allo stadio Zaccheria

Oltre duemila persone affollano lo stadio Zaccheria di Foggia che ancora un volta a aperto le sue porte per un funerale, quello del 15enne Samuele Bruno, la quarta vittima dell’incidente stradale avvenuto il 13 ottobre scorso di rientro dalla trasferta di Potenza.

Samuele è morto il 19 novembre scorso, dopo oltre un mese di ospedale, mentre quella notte morirono sull’asfalto altri tre giovanissimi tifosi rossoneri: Samuel Del Grande, di 13 anni, Michele Biccari, di 17 e Gaetano Gentile di 21. Un quinto ragazzo di 18 anni ferito è tutt’ora ricoverato in ospedale.

Anche le esequie dei tre ragazzi, così come quelle di Samuele, sono state officiate allo stadio dall’arcivescovo Monsignor Giorgio Ferretti. Tantissimi i giovani presenti ai funerali. “Ogni risata che condividevamo è un ricordo che non svanirà mai. E il tuo sorriso vivrà sempre con noi”: la frase riportata sulle maglie di molti giovanissimi. Presente il popolo ultras. Il feretro posato sul campo è avvolto nei colori rossoneri. Sulla bara è posato anche il fazzolettone degli scout, associazione cattolica frequentata da anni dal 15enne.

Frosinone-Bari, bomba carta lanciata allo stadio Stirpe: arrestato tifoso biancorosso. Daspo per 3 anni

Ieri mattina i poliziotti della Digos della Questura di Bari, unitamente ai colleghi della Digos della Questura di Frosinone, hanno tratto in arresto un uomo di 36 anni originario della provincia di Bari. Con la doverosa premessa che si tratta di accertamenti compiuti nella fase delle indagini preliminari, che necessitano della successiva verifica processuale nel contraddittorio con la difesa, l’arrestato risponde del reato di lancio di materiale pericoloso in occasione di manifestazioni sportive.

Sabato scorso, dopo pochi minuti dall’inizio della partita di calcio Frosinone-Bari, dal settore ospiti dello stadio “Benito Stirpe”, l’uomo avrebbe lanciato un petardo la cui deflagrazione avrebbe causato un trauma all’orecchio di un Vigile del Fuoco impiegato in servizio anti-incendio.

Individuato a seguito della visione dei filmati delle telecamere installate presso lo stadio, è stato raggiunto presso la propria abitazione e tratto in arresto in stato di flagranza differita. Nei suoi confronti è stata inoltre adottata la misura del Daspo per la durata di tre anni, uno dei quali con obbligo di firma. È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, dopo la convalida della misura cautelare da parte del Giudice, l’eventuale colpevolezza in ordine ai reati contestati dovrà essere accertata in sede di processo, nel contraddittorio tra le parti.