Truffa eco casette, parla l’ex compagno di carcere: “Uno sciacallo. Caputi ci ha rovinato la vita”

Contratti firmati, anticipi versati, lavori non finiti, fatture non rilasciate e poi la fuga. Torniamo a parlare dell’inchiesta su Maurizio Antonio Caputi e sulla truffa delle casette di legno. Siamo entrati qualche mese fa in un gruppo delle sue vittime e abbiamo ascoltato le loro storie, visionando anche documenti e carte. Ci sono denunce in corso e abbiamo iniziato a farvi ascoltare le testimonianze delle prime persone cadute nella sua trappola.

Dopo i racconti di Marina, Marta, Maria, Giovanni, Stefano, Gaetano, Graziana, Riccardo, Miria, dopo avervi parlato della prodezza di mago Caputi, capace di incassare 68mila euro e sparire nel nulla lasciando una famiglia con una baracca abusiva e inagibile, dopo il blitz nella “sede” senza successo nel tentativo di incontrarlo e consegnarli la statuina dell’Oscar di Quinto Potere, dopo l’intervista all’ex segretaria, dopo il breve faccia a faccia tanto atteso con Caputi, dopo aver aperto con Silvana anche il filone delle ristrutturazioni edili, dopo aver colto di sorpresa l’apprendista in nero e averla intervistata, dopo aver parlato del “ricatto” di Caputi dopo la storia di Giuseppe, l’operaio caduto e finito in Rianimazione in uno dei cantieri, di Carlo, il dipendente salito su una tettoia al quinto piano di uno stabile senza alcuna protezione, senza assicurazione e senza essere in grado di fare nulla, di Aldo, della compagna Anna, dopo aver rivolto un appello caloroso ai clienti soddisfatti, dopo aver parlato della presa di posizione dell’avvocato Bonaduce che ha scaricato Caputi in quanto “indifendibile” e dell’ex segretaria Nunzia e dopo aver parlato dell’ultimo “scambio di messaggi” con Caputi, questa volta vi raccontiamo la storia di Carmine. È il suo ex compagno di carcere quando entrambi erano in semilibertà e rientravano a dormire nell’istituto penitenziario di Trani. Ci ha svelato alcuni retroscena davvero clamorosi.

Bari, truffa del finto poliziotto in centro. Anziana rapinata: arrestata coppia di 30enni

Lunedì mattina, personale della Polizia di Stato di Bari ha proceduto all’arresto, in flagranza di reato, di una donna di 30 anni e di un uomo di 38, ritenuti responsabili, in concorso tra loro, di una truffa aggravata in danno di una persona anziana.

È importante sottolineare che i relativi procedimenti penali si trovano nella fase delle indagini preliminari e che, all’esecuzione delle misure pre-cautelari, seguirà l’interrogatorio di garanzia e il confronto con la difesa dell’indagato, la cui eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo, nel contraddittorio tra le parti.

Nella circostanza, personale della squadra dei “Falchi” della Squadra Mobile della Questura di Bari, durante l’attività di controllo del territorio, ha notato un uomo uscire velocemente da un portone condominiale, con in mano una busta che cercava di nascondere, ed è salito a bordo di un’autovettura che si è allontanata velocemente. Insospettiti da quanto visto, i poliziotti hanno deciso di effettuare un controllo dell’auto, guidata da una donna. A seguito del controllo sono stati rinvenuti tre orologi del valore complessivo di circa 15.000 euro, di cui non venivano fornite spiegazioni in merito al possesso. Ulteriori accertamenti hanno consentito di appurare che, pochi minuti prima, i due avevano consumato una truffa ai danni di una signora residente proprio nello stabile da cui era stato notato uscire l’uomo.

Nel corso della denuncia sporta dalla signora, è emerso che i due indagati avrebbero usato la tecnica del sedicente poliziotto, riferendo alla vittima che il proprio figlio è responsabile di un grave incidente stradale, ovviamente mai accaduto. Al fine di evitare l’arresto del figlio, avrebbero chiesto la consegna di preziosi e denaro.

La refurtiva è stata riconsegnata alla legittima proprietaria mentre i due presunti autori della truffa sono stati tratti in arresto ed associati presso il carcere di Bari, come disposto dell’Autorità Giudiziaria.

È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, all’esecuzione delle misure pre cautelari in argomento, seguirà l’interrogatorio di garanzia e il confronto con la difesa degli indagati, la cui eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo, nel contraddittorio tra le parti.

Perrone tira Colella dentro la truffa, il WhatsApp a Progida: “È Daniele che si occupa di Bari”

Torniamo ad occuparci della Perla Pink, in attesa della riapertura annunciata l’8 gennaio, e lo facciamo assieme all’amministratore unico, Pierpaolo Progida, ignaro di tutta la gestione e di tutto quello che si nasconde dietro, nonostante aver bonificato circa 60mila euro a Ludovico Perrone, al padre e a Daniele Colella. Proprio su Colella ci sono novità importanti e croccanti grazie anche ad alcuni messaggi WhatsApp inviati da Perrone a Progida.

Massaggi in comodato d’uso, blitz della Polizia Locale. C’è Loconte: Perrone esce scortato

Torniamo ad occuparci dell’inchiesta su Ludovico Perrone. Il proprietario della struttura ha presentato un esposto, in attesa della decisione del giudice, chiamato a pronunciarsi anche sullo sfratto esecutivo, si registra un blitz della Polizia Locale all’interno del centro estetico riaperto da pochi giorni.

Questa volta però Ludovico Perrone era presente e si è barricato dentro. Il colpo di scena immancabile è avvenuto anche questa volta. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri che lo hanno scortato all’uscita.

Riapre il centro estetico, Perrone si barrica dentro: il “nuovo” gestore ci mette la faccia

Dopo l’ultimo folle incontro con Ludovico Perrone, torniamo ad occuparci della nostra inchiesta. Il centro estetico ha riaperto e in redazione sono arrivate diverse segnalazioni. Potevamo mancare all’inaugurazione? Certamente no, anche se Perrone si è barricato dentro. Abbiamo così parlato con il “nuovo gestore” che ci ha messo la faccia.

Truffa eco casette, Caputi accusa l’ex segretaria: “È lei la regia”. Antonio: “Fatti viva Nunzia”

Contratti firmati, anticipi versati, lavori non finiti, fatture non rilasciate e poi la fuga. Torniamo a parlare dell’inchiesta su Maurizio Antonio Caputi e sulla truffa delle casette di legno. Siamo entrati qualche mese fa in un gruppo delle sue vittime e abbiamo ascoltato le loro storie, visionando anche documenti e carte. Ci sono denunce in corso e abbiamo iniziato a farvi ascoltare le testimonianze delle prime persone cadute nella sua trappola.

Dopo i racconti di Marina, Marta, Maria, Giovanni, Stefano, Gaetano, Graziana, Riccardo, Miria, dopo avervi parlato della prodezza di mago Caputi, capace di incassare 68mila euro e sparire nel nulla lasciando una famiglia con una baracca abusiva e inagibile, dopo il blitz nella “sede” senza successo nel tentativo di incontrarlo e consegnarli la statuina dell’Oscar di Quinto Potere, dopo l’intervista all’ex segretaria, dopo il breve faccia a faccia tanto atteso con Caputi, dopo aver aperto con Silvana anche il filone delle ristrutturazioni edili, dopo aver colto di sorpresa l’apprendista in nero e averla intervistata, dopo aver parlato del “ricatto” di Caputi dopo la storia di Giuseppe, l’operaio caduto e finito in Rianimazione in uno dei cantieri, di Carlo, il dipendente salito su una tettoia al quinto piano di uno stabile senza alcuna protezione, senza assicurazione e senza essere in grado di fare nulla, di Aldo, della compagna Anna, dopo aver rivolto un appello caloroso ai clienti soddisfatti e parlato della presa di posizione dell’avvocato Bonaduce che ha scaricato Caputi in quanto “indifendibile”, rinunciando ai mandati civili e penali, questa volta vi parliamo dell’ex segretaria Nunzia. Anche lei è stata denunciata da diversi clienti dopo essere stata chiamata in causa dallo stesso Caputi.

Attenzione, nebbia fitta su Perrone. Non paga il fornitore: sequestrati i macchinari al truffatore

Dopo l’ultimo folle incontro con Ludovico Perrone, torniamo ad occuparci della nostra inchiesta. Tino fortunatamente sta bene bene, dopo essere stato colpito all’occhio.

In tanti ci hanno segnalato la presenza dei Carabinieri e di due operai nel Dharmha e abbiamo scoperto che l’attrezzatura utilizzata da Perrone è stata sequestrata a causa di mancati pagamenti.

Abbiamo documentato tutto e la nebbia ha reso il nostro racconto magico. Dall’entrata nella struttura fischiettando alla fuga, Perrone è andato via senza rilasciare alcuna risposta, fingendo di essere occupato al telefono e scomparendo nella nebbia.

Finto incidente stradale, anziano consegna 400 euro ma vigilanti sventano la truffa: coppia di ladri fermata al Miulli

Truffa sventata questa mattina nel parcheggio dell’ospedale Miulli di Acquaviva dove un anziano, convinto di aver causato un danno ad un’altra vettura, ha consegnato 400 euro ad un uomo e una donna di circa 50 anni del Nord Barese.

L’uomo è stato convinto a consegnare l’importo, prelevato dal bancomat, per evitare la lunga prassi assicurativa. Tutto è stato però immortalato dal sistema di videosorveglianza dell’ospedale.

L’allarme è scattato dalla portineria che ha prontamente allertato il comandante delle guardie giurate della vigilanza privata “La Fonte” in servizio presso il Miulli.

Il comandante, dopo aver visto l’anziano dirigersi verso l’auto dei truffatori, è intervenuto ritardando la partenza della coppia chiedendo informazioni e dettagli, permettendo così Carabinieri di arrivare sul posto. La coppia è stata fermata, arrestata e posta ai domiciliari. Il denaro è stato recuperato.