Castellaneta, si finge Carabiniere e porta via gioielli da 25mila euro: arrestato 20enne. Denunciati i complici

Una donna è stata vittima di una rapina aggravata messa in atto con l’inganno di una chiamata da parte di un finto maresciallo dei carabinieri. L’episodio, avvenuto a Castellaneta, in provincia di Taranto, si è concluso con l’arresto di un 20enne e la denuncia in stato di libertà di altri due presunti complici.

Secondo la ricostruzione dei militari della Compagnia di Castellaneta, la donna era stata contattata da un uomo che, fingendosi carabiniere, le aveva chiesto di descrivere i gioielli di famiglia per verifiche su una presunta rapina commessa con l’auto di un parente.

Poco dopo, un giovane si è presentato a casa qualificandosi come funzionario incaricato dei controlli, ma, una volta entrato, si è impossessato dei preziosi – dal valore stimato in 25mila euro – spingendo la vittima prima di fuggire con altri complici su un’auto di grossa cilindrata. Grazie alle indagini immediate, i Carabinieri sono risaliti alla targa del veicolo, noleggiato presso una società.

Coordinandosi con i colleghi del Nucleo Operativo e Radiomobile di Sala Consilina e con la Polizia Stradale, i militari hanno intercettato e bloccato l’auto sull’A2 del Mediterraneo, nei pressi di Sicignano degli Alburni (Salerno).

Il 20enne, ritenuto autore materiale della rapina, è stato arrestato e condotto nel carcere di Salerno, mentre i due presunti complici sono stati denunciati a piede libero. Una di loro aveva con sé i gioielli, poi restituiti alla legittima proprietaria. La donna, trasportata all’ospedale San Pio di Castellaneta, ha riportato lievi ferite.

Bari, si finge una escort e truffa agricoltore: 66enne napoletana a processo per estorsione

Paga 300 euro ad una presunta escort per averla semplicemente contattata su WhatsApp dopo aver visto un annuncio su un sito di incontri. Protagonisti un agricoltore 50enne del Barese e una 66enne napoletana, finita a processo con l’accusa di estorsione. I fatti risalgono al 2021.

L’uomo, secondo quanto raccontato, ha inviato un messaggio su WhatsApp per fissare un appuntamento, salvo poi non rispondere più. La presunta escort a questo punto, dopo la scomparsa dell’agricoltore, avrebbe preteso prima il pagamento di 300 euro per evitare la denuncia, poi il giorno successivo avrebbe avanzato la richiesta di ricevere ulteriori 500 euro minacciandolo di far intervenire i suoi “protettori”.

L’uomo si è così presentato in Questura a Bari per denunciare l’accaduto. Gli investigatori sono riusciti a risalire alla titolare della carta, ben diversa dalla ragazza dell’annuncio. L’agricoltore si è costituito parte civile nel processo.

Truffa del falso funzionario ad Acquaviva, il blitz dei Carabinieri fa saltare il piano: due arresti

I Carabinieri della Stazione di Acquaviva delle Fonti, unitamente ai colleghi della Stazione di Putignano e della Sezione Operativa della Compagnia di Gioia del Colle, hanno tratto in arresto in flagranza di reato (fatte salve le valutazioni successive con il contributo della difesa) Z.F. di 39 anni albanese e Z.F. di 21 anni, ritenuti responsabili di truffa aggravata ed estorsione ai danni di un anziano signore, messa in atto con il modus operandi del “falso funzionario”.

L’anziano poco prima aveva ricevuto una telefonata il cui interlocutore, qualificatosi come suo nipote, comunicava che la madre si era resa responsabile di un reato e per questo trattenuta presso la locale caserma dei Carabinieri. Per tale situazione, rischiava l’arresto e per evitare ulteriori conseguenze era necessario versare i propri averi (preziosi e denaro contante) ad un Ufficiale Giudiziario che sarebbe passato di lì a breve presso la sua abitazione.

Poco dopo, presso l’abitazione, si presentava il finto funzionario ma in quel frangente, mentre il più giovane dei due malviventi aveva appena bussato al campanello per poter ritirare gli averi della vittima ed il complice era in macchina ad attenderlo, sono intervenuti i carabinieri che riuscivano a bloccare il veicolo e l’occupante.

Il giovane truffatore, vistosi scoperto, scappava a piedi per le vie limitrofe. Fuga durata pochi minuti in quanto i militari riuscivano ad individuarlo e bloccarlo definitivamente presso la locale stazione ferroviaria, pronto a prendere un treno e far perdere definitivamente le proprie tracce. I due malviventi venivano quindi tratti in arresto ed associati alla Casa Circondariale di Bari a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

L’operazione si inquadra nel più ampio servizio di prossimità, di controllo del territorio e di contrasto alla commissione di reati predatori, soprattutto in danno di persone anziane, posto in essere quotidianamente dai Carabinieri.

È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che seguirà il confronto con la difesa degli indagati, la cui eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo nel contraddittorio tra le parti.

Consegna 5mila euro a finto carabiniere, 93enne truffata a Putignano: arrestato 19enne napoletano

Lo scorso 12 settembre la Polizia di stato ha dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Bari su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di un giovane di 19 anni residente a Napoli, già noto alle forze dell’ordine.

Accertamenti, compiuti nella fase delle indagini preliminari, necessitano della successiva verifica processuale nel contraddittorio con la difesa.

La misura è stata eseguita da personale del Commissariato di P.S. di Putignano, a San Giovanni a Teduccio (Na), con il supporto degli agenti del Commissariato San Giovanni Barra della Questura di Napoli

Le indagini hanno permesso di accertare che l’arrestato, nei mesi scorsi, in concorso con un complice 47enne deferito in stato di libertà, si era reso responsabile nel Comune di Putignano di una truffa ai danni di un’anziana di 93 anni, raggirata con la nota tecnica del “falso Carabiniere”.

La vittima, indotta in errore da uno pseudo “nipote” che sosteneva di trovarsi in difficoltà e di essere trattenuto presso una Caserma, aveva consegnato la somma di 5.000 euro in contanti a un sedicente appartenente all’Arma dei Carabinieri.

I truffatori avevano poi tentato di ottenere ulteriori 1.500 euro e gioielli in oro, richiesta fortunatamente non andata a buon fine grazie all’intervento dei familiari della donna.

Gli investigatori della Polizia di Stato, grazie a una scrupolosa attività d’indagine supportata dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza, sono riusciti a identificare i responsabili e a ricostruire nel dettaglio le modalità della truffa.

È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, l’eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo, nel contraddittorio tra le parti.

Bari, anziana consegna 5500 euro per finto pacco a nipote e viene spintonata: denunciati due ladri campani

Lo scorso 9 settembre, personale della Polizia di Stato ha proceduto alla denuncia di due uomini, uno di 19 anni, incensurato, l’altro di 33 anni, pregiudicato, entrambi campani, ritenuti responsabili, in concorso tra loro, di una truffa, degenerata in rapina, in danno di una persona anziana nella città di Bari. Accertamenti, compiuti nella fase delle indagini preliminari, necessitano della successiva verifica processuale nel contraddittorio con la difesa.

I fatti, in relazione ai quali è stata effettuata la citata operazione di polizia giudiziaria, si inseriscono in una più ampia attività di prevenzione e repressione avviata, in Bari e provincia, da personale della Squadra Mobile, a causa della recrudescenza del fenomeno delle truffe agli anziani.

La tecnica adottata: i malviventi studiano in maniera approfondita la vittima, individuata sempre tra le persone più vulnerabili, perché anziane o semplicemente sole, per poi recuperare informazioni di carattere personale, quali il numero di telefono e il nome di un parente, al fine di utilizzarle all’atto del raggiro.

In questo caso, i due uomini hanno simulato la consegna di un pacco, indirizzato al nipote della vittima, chiedendo una cospicua somma quale corrispettivo. L’anziana signora, in un primo momento, ha consegnato 1500 euro ad uno dei due autori. Lo stesso, tuttavia, supponendo che l’anziana potesse avere ulteriori somme di denaro, è poi tornato dalla signora, dopo essersi allontanato, chiedendole ulteriori contanti o monili in oro, dicendo che la somma non era sufficiente a coprire il costo della consegna. L’anziana, vittima di raggiro, ha, quindi, consegnato ulteriori 4.000 euro.

Ravvedendosi e sospettando che potesse essere stata vittima di una truffa, all’atto della consegna della seconda somma di denaro, l’anziana ha provato a trattenere il truffatore che, spintonandola, ha poi guadagnato la fuga.

Immediata l’attività di indagine avviata dalla Polizia di Stato, segnatamente dai “falchi” della IV sezione della Squadra Mobile della Questura di Bari. Attraverso le descrizioni fornite dalla vittima e l’analisi dei sistemi di videosorveglianza presenti nei pressi dell’abitazione dell’anziana, gli operatori sono riusciti a risalire ad un’autovettura sospetta che, una volta consumata la rapina, si allontanava dalla città di Bari.

L’autovettura in questione è stata poi intercettata dai poliziotti della Sezione di Polizia Stradale di Avellino che, interloquendo con gli operatori della Squadra Mobile di Bari, hanno proceduto ad effettuare una perquisizione veicolare.

All’interno del poggiatesta del lato passeggero e all’interno della plafoniera della luce di cortesia posteriore, opportunamente occultati, i poliziotti hanno rinvenuto esattamente la somma di 5500 euro.

Alla luce dei fatti emersi, i due uomini sono stati deferiti in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria e la somma di denaro sequestrata in attesa di essere riconsegnata all’anziana signora.

È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, l’eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo, nel contraddittorio tra le parti.

Amtab, finta promozione sui social per l’abbonamento MUVT365. Il Comune di Bari avvisa: “Attenti è una truffa”

Continuano a circolare sui principali social network pagine e profili fake che diffondono notizie e promozioni, altrettanto false, relativamente alle attività e ai servizi offerti dall’Amtab nei confronti degli utenti del trasporto pubblico urbano. 

L’azienda ha prontamente e più volte denunciato alla Polizia postale, fornendo tutte le informazioni e i contatti individuati sui social. Dopo le prima operazioni di oscuramento da parte della Polizia, però, i profili fake e le truffe sono tornate, con particolare riferimento all’abbonamento annuale al servizio di trasporto MUVT365.

Pertanto, si invita ancora una volta la cittadinanza a non dare seguito a informazioni e annunci che non riconducono direttamente ai canali ufficiali dell’Amtab o del Comune di Bari. Si raccomanda di fare sempre riferimento al sito ufficiale di Amtab e alle procedure lì indicate per l’erogazione di servizi, promozioni e informazioni utili.

Per quanto riguarda l’abbonamento MUVT365, che permette di viaggiare su tutti i mezzi pubblici cittadini al costo di soli 20 euro, le informazioni sull’abbonamento e sulle modalità di richiesta e di emissione sono consultabili sul sito https://www.muvt.app/abbonamenti-muvt-in-bus365/.

Amtab, tentativi di truffa sui parcometri a Bari: “Incollati adesivi con Qr code per i pagamenti online”

L’Amtab, l’azienda per il trasporto pubblico del Comune di Bari, segnala tentativi di truffa sui parcometri sui quali – spiega – sono stati incollati adesivi con la dicitura ‘Paga online-Pay online’ corredati di apposito Qr code, con collegamenti che richiedono dati personali.

L’Amtab ricorda che i titoli della sosta sono acquistabili attraverso: parcometri su cui scegliere il metodo di pagamento, inserire il numero di targa del mezzo parcheggiato, pagare la sosta desiderata, dopodiché ritira e posiziona in modo ben visibile il ticket sul cruscotto; attività commerciali presenti su tutto il territorio cittadino; operatori presenti lungo le Zone a Sosta Regolamentata; pagamenti in app: Muvt app, Mooneygo, Easypark, Telepass pay, Drop ticket, Parking my car.

Si finge il nipote, picchia 86enne in casa a Corato e scappa con il bottino da 5mila euro: arrestato 24enne a Napoli

I Carabinieri della Stazione di Corato, hanno eseguito, in Pomigliano d’Arco (NA), il 22 luglio 2025, nei confronti di una persona, un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. di Trani. I reati contestati sono rapina e truffa nei confronti di un’anziana donna dell’età di 86 anni (fatte salve le valutazioni successive con il contributo della difesa).

I fatti risalgono al 24 maggio 2025, data in cui l’uomo sottraeva alla vittima monili in oro del valore di circa 5000 €. In particolare l’anziana donna veniva contattata più volte sulla propria utenza telefonica e veniva adescata, attraverso la truffa del “finto parente”. Difatti fingendo di essere “Pino”, genero della vittima, le veniva rappresentato l’urgente necessità di una somma di denaro o gioielli, da consegnare a un “ufficiale giudiziario” che l’avrebbe raggiunta presso la sua abitazione.

Alla sua porta si presentava il cittadino (successivamente arrestato), al quale la donna consegnava i monili in oro. Ravvedutasi nel medesimo contesto, avendo preso coscienza di essere vittima di truffa, cercava di tornare in possesso dei gioielli, aggrappandosi al malfattore che però la sbatteva violentemente per terra e fuggiva. L’anziana donna riportava frattura dello zigomo, della mano destra e un trauma cranico.

I Carabinieri di Corato, coordinati dalla Procura di Trani, analizzando le immagini di video sorveglianza presente sul luogo dell’accaduto, gli spostamenti dell’autovettura noleggiata per raggiungere il comune di Corato e grazie alla collaborazione dei colleghi della Stazione di Pomigliano d’Arco (NA), stilavano un album fotografico di sospettati dediti a questo genere di reati che posto all’attenzione della vittima, le permetteva di individuare l’arrestato nell’uomo che si era presentato alla sua porta rapinandola.

Un secondo soggetto, risultato locatario del veicolo noleggiato e adoperato per raggiungere Corato, è stato denunciato. È importante sottolineare che il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari e che, all’esecuzione della misura cautelare, seguirà l’interrogatorio di garanzia e il confronto con la difesa dell’indagato, la cui eventuale colpevolezza in ordine ai reati contestati dovrà essere accertata in sede dibattimentale nel rispetto del contraddittorio con la difesa dell’indagato.

Titoli falsi per il bando di Aeroporti di Puglia, chiuse le indagini: Fiorella a rischio processo per falso e truffa

La Procura di Bari ha chiuso le indagini su Carmela Fiorella, moglie del consigliere regionale Filippo Caracciolo, e sulla laurea falsa presentata in occasione del concorso (poi vinto) per il posto di dirigente delle risorse umane di Aeroporti di Puglia.

Sono contestate tre ipotesi di reato e di due truffa nei confronti di AdP e di Acquedotto Pugliese. Secondo l’accusa Fiorella avrebbe falsificato la laurea in Scienze delle amministrazioni, rilasciata dall’Università di Bari nel settembre 2012, trasformandola in una laurea in Economia necessaria per partecipare al concorso presso Aeroporti di Puglia.

È stata la stessa società aeroportuale, dopo che la Gazzetta del Mezzogiorno ha svelato la falsità del diploma di laurea, a presentare denuncia in Procura. Fiorella si era poi dimessa dall’incarico e, in una nota, aveva chiesto scusa assumendosi “pubblicamente tutte le responsabilità di quanto è accaduto”.