Messina, poliziotti aggrediti a terra con calci al corteo No Ponte. Tre arresti: in carcere due baresi

Nella tarda serata di ieri, la DIGOS di Messina – con l’ausilio delle Digos di Napoli, Bari e Varese – ha dato esecuzione all’ordinanza applicativa della misura cautelare detentiva in carcere, emessa dal Giudice delle Indagini Preliminari presso il Tribunale di Messina, su conforme richiesta di questa Procura Distrettuale, nei confronti di 3 soggetti, residenti, rispettivamente, due a Bari ed uno in provincia di Varese.

Le indagini, coordinate dalla Procura di Messina, riguardano i fatti commessi durante la manifestazione “Carnevale No Ponte” svoltasi, previa rituale autorizzazione, a Messina il 1° marzo 2025, nel corso della quale sono stati registrati comportamenti violenti, trasmodanti la libera manifestazione del pensiero, verso il personale operante della Polizia di Stato, in una progressione criminosa culminata nell’aggressione di un sovrintendente della Polizia di Stato, dapprima, assalito dai manifestanti e, successivamente, mentre era a terra, colpito con calci da due soggetti (due dei tre odierni arrestati); soggetti travisati con costumi di carnevale, uno da “Scheletro” e l’altro da “Lucertola”, in violazione delle prescrizioni date dal Questore ai promotori della medesima manifestazione, durante la quale venivano registrati lanci di sassi, fumogeni, bottiglie di vetro e bombe carta all’indirizzo degli agenti di Polizia.

Anche un secondo agente della Polizia di Stato riportava lesioni ad opera del terzo indagato (oggi arrestato), in occasione delle operazioni tese alla identificazione dei manifestanti, a margine della stessa manifestazione. La individuazione dei presunti responsabili dei contestati reati di resistenza a pubblico ufficiale, lesioni gravissime, danneggiamento, deturpamento, minaccia, in concorso, con le aggravanti dell’uso di armi improprie e della loro consumazione in occasione di pubblica manifestazione è avvenuta anche sulla base di ricostruzioni incrociate di filmati e fotografie registrati durante la manifestazione del 1o marzo 2025, atteso il travisamento delle persone indagate; si tratta di un indagine resa difficile dal danneggiamento di alcune telecamere di video-sorveglianza cittadina, in occasione della manifestazione.

Quanto sopra, ai fini dell’esercizio del diritto di cronaca costituzionalmente garantito e nel rispetto dei diritti degli indagati che, in considerazione dell’attuale fase delle indagini preliminari, sono da presumersi innocenti fino alla sentenza irrevocabile che ne accerti le responsabilità e con la precisazione che il giudizio, che si svolgerà in contraddittorio con le parti e le difese davanti al giudice e imparziale, potrà concludersi anche con la prova dell’assenza di ogni forma di responsabilità in capo agli stessi.

Sequestro lampo di un imprenditore di Bisceglie, 8 indagati e 7 arresti: tra loro padre e figlio

Sette persone di età compresa tra 78 e i 36 anni sono state arrestate dagli agenti della squadra mobile di Andria perché considerati responsabili di un sequestro lampo di un imprenditore della zona.

Il 78enne di Bisceglie si trova agli arresti domiciliari, gli altri tutti di Andria e con precedenti penali, sono in carcere. Tra loro ci sono anche un padre e suo figlio.

Le accuse, contestate a vario titolo, sono di sequestro di persona a scopo di rapina, tentata rapina aggravata dall’uso di armi, detenzione e spendita di banconote false.

Gli indagati, secondo l’inchiesta coordinata dalla procura di Trani e denominata Game over, sono complessivamente otto. Ulteriori dettagli sull’operazione saranno resi noti in mattinata.

Il carcere di Taranto trasformato in una piazza di spaccio, blitz nella notte: 25 arresti. Tra loro parenti dei detenuti

Un giro di droga all’interno del carcere di Taranto. Blitz nella notte tra perquisizioni e arresti in un’operazione congiunta tra la Polizia di Stato e la Polizia. Coinvolti anche i parenti dei detenuti che facevano da corrieri.

Sono 25 gli arresti totali, 16 in carcere e 9 ai domiciliari. Il carcere di Taranto si era trasformato in una piazza di spaccio. Per i pagamenti si utilizzavano vari modi, i soldi venivano addebitati anche su una Postepay.

Durante l’indagine è emerso anche che nel carcere venivano introdotti numero di microtelefoni con i quali, non solo i detenuti mantenevo i contatti con le proprie famiglie, ma in altri anche per gestire gli affari illeciti.

Furti in casa nel Brindisino, fermata la banda: 7 arresti. Tra loro un evaso dai domiciliari

I Carabinieri hanno arrestato 7 persone di Castel Volturno per furti in abitazione e ricettazione. Lo scorso 29 maggio la banda ha messo a segno tre furti nelle zone di Fasano e Carovigno.

La base logistica era una villa in affitto a Castellaneta Marina. Sequestrati nel corso dell’operazione diversi arnesi di scasso, radiotrasmittenti, torce, telefoni cellulari, abbigliamento utile per il travisamento e un’autovettura con targhe contraffatte.

Uno degli arrestati deve anche rispondere del reato di evasione dagli arresti domiciliari: è stato sorpreso a partecipare ai furti nonostante fosse già gravato da misura cautelare.  

I componenti del gruppo sono stati individuati grazie alle analisi delle immagini estrapolate dai sistemi di videosorveglianza presenti nelle case delle vittime.

Fermati storici esponenti della Sacra Corona Unita: blitz della Polizia tra Puglia e Campania

La Polizia di Stato, su delega della Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce, dall’alba, tra Tuturano, Brindisi e Napoli, sta dando esecuzione ad un decreto di fermo a carico di storici esponenti della Sacra Corona Unita appartenenti alla frangia dei ‘tuturanesi’. Sono in corso anche perquisizioni a carico degli indagati dell’inchiesta condotta dalla Dda di Lecce.

Furti d’auto e riciclaggio nel centro-sud d’Italia, 11 arresti tra Puglia e Molise: sequestri per milioni di euro

I Carabinieri di San Severo e Termoli (Campobasso) hanno eseguito una ordinanza di custodia cautelare nei confronti di venti persone, tutte originarie del Foggiano, accusate a vario titolo di furto aggravato, ricettazione, riciclaggio e detenzione illecita di arma clandestina.

L’ordinanza emessa dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Foggia, su richiesta della procura della Repubblica, ha portato sette persone in carcere e quattro ai domiciliari.

Altre nove persone sono sottoposte all’obbligo di dimora nel comune di residenza. Si tratta della prosecuzione di un’operazione del febbraio del 2024 che portò all’adozione di misure ristrettive nei confronti di 19 persone, tre delle quali avrebbero gradualmente riorganizzato le attività illecite, finalizzate ad alimentazione il mercato di autovetture rubate e dei pezzi di ricambio.

Le indagini hanno accertato la presenza di due distinti gruppi dediti al furto di veicoli su tutto il territorio nazionale che venivano successivamente portati a San Severo o in centri limitrofi per essere rivenduti o sezionati per il successivo commercio dei pezzi di ricambio.

Contestati in tutto 28 episodi di furto di autovetture e veicoli commerciali, asportati tra luglio e settembre 2024 in diverse regioni (Puglia, Abruzzo, Molise, Marche e Campania).

Mafia, estorsioni, droga e armi illegali. Colpo al clan Strisciuglio: 41 arresti e 266 anni di carcere – NOMI E VIDEO

La Polizia di Stato e l’Arma dei Carabinieri hanno eseguito quarantuno ordini di carcerazione, emessi dalla Procura Generale presso la Corte di Appello di Bari (ufficio esecuzioni penali), nei confronti di altrettante persone colpite da sentenze definitive di condanna, per gravi reati commessi, tra il 2015 e il 2020. Le persone interessate dai provvedimenti, alcune delle quali si è accertato appartenere al clan Strisciuglio, operavano nei quartieri Libertà, San Paolo, San Pio (Enziteto), Catino e San Girolamo del capoluogo, nonché nei Comuni di Palo del Colle, Conversano e Rutigliano.

+++ IL VIDEO DELL’OPERAZIONE SUL NOSTRO CANALE TELEGRAM +++

Le indagini, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari e condotte, in diverse fasi, mediante servizi di osservazione controllo e pedinamento, attività tecniche, nonché supportate da diverse dichiarazioni di collaboratori di giustizia, hanno consentito, già nell’aprile del 2021, di eseguire 99 provvedimenti cautelari.

L’inchiesta, convenzionalmente denominata Vortice-Maestrale, ha contestato, documentandole, le diverse attività illecite del citato sodalizio mafioso, evidenziando la sua persistente operatività, le continue ambizioni di espansione e controllo del territorio, nonché la diffusione capillare sull’intera area metropolitana, nonostante la detenzione degli esponenti apicali che guidavano le diverse articolazioni attive nelle aree urbane e nei comuni dell’hinterland.

In particolare, è stato accertato come il sodalizio mafioso, grazie alla forza intimidatoria derivante dal vincolo associativo, sia all’interno del gruppo che sul territorio di riferimento, attraverso metodi particolarmente violenti ed efferati, riusciva a imporre ai titolari di alcuni esercizi commerciali del quartiere Libertà l’installazione di apparecchi per il gioco d’azzardo, forniti da un’azienda gestita da uno dei membri dell’organizzazione. Quest’ultimo destinava una parte degli introiti alle casse della cosca, ottenendo in cambio il monopolio di fatto nel settore.

Inoltre, è stato provato che il sodalizio mafioso gestiva le fiorenti piazze di spaccio attive nei territori sotto il suo controllo, rifornendole con ingenti quantità di sostanze stupefacenti.

L’indagine ha anche fatto luce sulle responsabilità penali individuali e sulle motivazioni alla base della violenta rissa avvenuta l’11 gennaio 2016 all’interno del carcere di Bari, che ha coinvolto oltre 41 detenuti appartenenti al circuito di ‘alta sicurezza’. Tra questi, vi erano esponenti apicali del clan Strisciuglio e del clan Misceo, in conflitto a causa di uno squilibrio negli assetti interni dei due gruppi. Tale alterazione aveva portato all’espansione del clan Strisciuglio nel territorio di Palo del Colle, attraverso azioni violente che hanno permesso al gruppo di consolidare il controllo criminale di quell’area.

Le pene inflitte con gli odierni provvedimenti oscillano tra uno e i trenta anni di reclusione, per un totale di 266 anni di carcere.

Elenco condanne

1. AMORE Arturo, nato a Bari il 22.08.1987 (anni 1, mesi 6 di reclusione) art. 416 bis c. 1 e 3 c.p.;

2. AMORUSO Giuseppe, nato a Bari il 20.07.1984 (anni 3 di reclusione) artt. 416 bis 1, 582, 585 c.p.;

3. ARMENISE Leonardo, nato a Bari il 27.09.1983 (anni 10 di reclusione) artt.10, 12 e 14 L.497/1974 e art.7 L.203/1974 – artt.628, 582 e 576 c.p.;

4. CALABRESE Felice, nato a Bari il 25.11.1989 (anni 10 di reclusione) artt. 73 e 74 d.P.R. 309/1990 e art.416 bis1 c.p. – art. 416 bis c. 1, 3, 4, 5 e 8;

5. CAMPANALE Felice, nato a Bari il 21.09.1987 (anni 5, mesi 4 e giorni 25 di reclusione) artt. 416 bis c. 1, 4, 5 e 8 e 391 ter c.p.

6. CASALINI Domenico, nato a Bari il 04.09.1978 (anni 9 di reclusione) artt. 73 e 74 d.P.R. 309/1990 e art. 416 bis 1 c.p.;

7. CITARELLI Domenico, nato a Bari il 29.04.1986 (anni 12 di reclusione) art. 416 bis c. 2, 3, 4, 5 e 6 c.p. – artt. 73 e 74 d.P.R. 309/1990 e art.416 bis 1 c.p.;

8. DE MARZO Francesco, nato a Bari il 04.02.1992 (anni 9, mesi 11 e giorni 16 di reclusione) art. 416 bis c. 1, 3, 4, 5 e 8 – artt.73 e 74 d.P.R. 309/1990 e art. 416 bis 1 c.p. – art. 629 c.p., art. 2 L. 895/1967 e art.416 bis 1 c.p.;

9. FERRARA Antonio, nato a Bari il 30.05.1995 (anni 7, mesi 7 e giorni 19 di reclusione) art. 582, 585 e 576 c.p. art. 4 L.110/1975 – artt. 56, 605, 582 e 416 bis 1 c.p. – art.73 e 74 d.P.R. 309/1990 e art.416 bis 1 c.p.;

10. FERRARA Salvatore, nato a Bari il 18.10.1997 (anni 6 e mesi 8) art. 74 c. 1, 3 e 4 d.P.R. 309/1990 e 416 bis 1 c.p.;

11. GRIMALDI Emanuele, nato a Triggiano (BA) il 22.12.1969 (anni 22, mesi 1 e giorni 8 di reclusione) artt. 575 e 577, art. 7 L.203/1991, artt.10 e 12 L.497/1974 – art. 416 bis c.1, 3, 4 e 8 – artt. 588, 582, 585 e art.416 bis 1;

12. GUGLIELMO Lorenzo, nato a Bari il 14.02.1980 (anni 6 e mesi 8 di reclusione) art. 416 bis c.1, 3, 4, 5 e 8 c.p. – artt. 73 e 74 d.P.R. 309/1990 e art. 416 bis 1 c.p.;

13. IUSCO Michele Paolo, nato a Bari il 19.04.1987 (anni 10 di reclusione) artt. 56, 110, 81, 629 e 628 c.3 c.p. – art.582 e 577 c.p. – art. 416 bis c. 2, 3, 4, 5 e 8 c.p. – artt. 73 e 74 d.P.R. 309/1990 e art. 416 bis 1 c.p.;

14. LATROFA Marco, nato a Bari il 10.01.1990 (9 anni di reclusione) art. 416 bis c. 1, 3, 4, 5 e 8 – art. 74 c. 2, 3, 4 e 5 d.P.R. 309/1990 e art. 416 bis 1 c.p.;

15. LUBISCO Oscar, nato a Grumo Appula (BA) il 01.03.1991 (anni 30 di reclusione) artt. 56, 629, 628 c.3, 610 c.p., artt. 2 e 4 L.895/1967 e art. 7 L.203/1991 – artt. 582 585 e 576 c.p. – artt. 73 74 c. 1 3 4 d.P.R. 309/1990 e 416 bis 1 c.p.;

16. MASOTTI Rocco, nato a Conversano (BA) il 03.02.1978 (anni 25, mesi 11 e giorni 26 di reclusione) artt. 575, 577 c.p. e artt. 10, 12 e 14 L. 497/1974 – artt. 73 e 74 c. 2, 3 e 4 d.P.R. 309/1990, art. 416 bis 1 c.p. – artt. 588, 582, 585 e 416 bis 1 c.p. – art. 416 bis c. 1, 3, 4, 5 e 8;

17. MASTROGIACOMO Vincenzo, nato a Bari il 25.11.1975 (anni 9 di reclusione) art. 74 c. 2, 3 e 4 d.P.R. 309/1990 e art.416 bis 1 c.p.

18. MASODINE Claudio, nato a Bari il 21.09.1977 (anni 3 e mesi 6 di reclusione) art. 416 bis c. 1, 3, 4, 5 e 8 – art. 74 c. 2, 3 e 4 d.P.R. 309/1990;

19. MIGLIETTA Egidio, nato a Bari il 25.05.1968 (anni 6 di reclusione) artt. 588, 582, 583, 585 e 416 bis 1 c.p.;

20. MISCEO Paolo, nato a Bari il 05.09.1989 (anni 3, mesi 7 e giorni 18 di reclusione) artt. 588, 582, 583, 585 e 416 bis 1 c.p.;

21. NOVELLI Felice, nato a Bari il 22.02.1990 (anni 14 e giorni 19 di reclusione) artt. 56, 629, 628 c.3 e art. 416 bis 1 c.p. – art. 416 bis c. 1, 3, 4 e 8;

22. RAGGI Francesco, nato a Bari il 01.09.1980 (anni 8, mesi 10 e giorni 15 di reclusione) artt. 73 e 74 c.2 e 3 d.P.R. 309/1990 e art. 416 bis 1 c.p.;

23. SAVARESE Gianpiero, nato a Bari il 04.11.1980 (anni 10 di reclusione) art.74 c. 2, 3, 4 e 5 d.P.R. 309/1990 e art. 416 bis 1 c.p. – art. 416 bis c. 1, 3, 4, 5 e 8 c.p. – artt. 582, 585 e 576 c.p.;

24. SCHINGARO Nicola, nato a Bari il 20.12.1979 (anni 9, mesi 7 e giorni 24 di reclusione) artt. 56, 629, 628 c.3 c.p. e art. 7 L. 203/1991 – artt. 582, 585 e 576 c.p – art. 416 bis c. 1, 3, 4, 5 e 8 c.p. – art. 74 c. 2, 3 e 4 d.P.R. 309/1990;

25. SCHINGARO Simone, nato a Bari il 20.03.1966 (anni 21 e mesi 3 di reclusione) art. 416 bis c. 1, 3, 4, 5 e 8 c.p. – 74 c. 2, 3 e 4 d.P.R. 309/1990 – artt. 110, 629 e 416 bis 1 c.p.;

26. VALERIO Vito, nato a Bari il 30.01.1977 (anni 12 di reclusione) art. 416 bis c. 1, 3, 4 e 8 c.p. – 74 c. 2, 3, 4 e 5 d.P.R. 309/1990 e art.416 bis 1 c.p.

27. CARBONARA Biagio, nato a Bari il 04.08.1980 (anni 4, masi 2 e giorni 27 di reclusione), artt. 4 e 7 L.895/1967, artt. 629, 648 c.p., artt. 73 e 74 L. 309/90 e art. 416 bis.1 c.p.;

28. DI FIORE Girolamo, nato a Bari il 04.03.1989 (anni 3, mesi 6 di reclusione) art. 629 e 416 bis.1 c.p.;

29. DI PALO Corrado, nato a Bari il 22.05.1977 (anni 9 di reclusione), art. 74 L. 309/90 e art. 416 bis.1 c.p.;

30. DRAGO Giuseppe, nato a Bari il 16.04.1987 (anni 3 e mesi 6 di reclusione), art. 416 bis c.p., art. 74 L. 309/90 e art. 416 bis.1 c.p.;

31. LAFIRENZE Umberto, nato a Bari il 26.01.1990 (anni 15, mesi 2 e giorni 27 di reclusione) artt. 385, 610, 624, 625 c.p., artt. 73 e 74 L. 309/90 e art. 416 bis.1 c.p.;

32. LANAVE Luca, nato a Bari l’11.09.1990 (anni 16, mesi 9 e giorni 17 di reclusione) artt. 337, 582, 585, 628 c.p., art. 2 e 7 L.895/1967, art. 416 bis c.p., artt. 73 e 74 L. 309/90 e art. 416 bis.1 c.p.;

33. MASTROGIACOMO Francesco, nato a Bari il 31.07.1990 (anni 10 di reclusione) art. 74 L. 309/90 e art. 416 bis c.p.;

34. MIRIZZI Antonio, nato a Bari il 23.12.1989 (anni 8 di reclusione) artt. 73 e 74 L. 309/90 e art. 416 bis.1 c.p.;

35. MUSCIACCHIO Antonio, nato a Bari il 27.09.1986 (anni 4, mesi 9 e giorni 12 di reclusone) artt. 73 e 74 L. 309/90 e art. 416 bis.1 c.p.;

36. PANZA Tommaso, nato a Bari il 13.01.1991 (anni 14 di reclusione) artt. 4 e 7 L.895/1967, artt. 648 c.p., art. 74 L. 309/90 e art. 416 bis.1 c.p.;

37. RANIERI Giuseppe, nato a Bari il 01.04.1986 (anni 18, mesi 7 e giorni 15 di reclusione) artt. 4 e 7 L.895/1967, artt. 624, 625, 628, 648 c.p., artt. 73 e 74 L. 309/90 e art. 416 bis.1 c.p.;

38. SAVARESE Fabio, nato a Bari il 12.06.1989 (anni 11, mesi 11 e giorni 18 di reclusione) artt. 73 e 74 L. 309/90 e art. 416 bis.1 c.p.;

39. STRAGAPEDE Francesco, nato a Bari il 25.06.1975 (anni 11, mesi 7 e giorni 27 di reclusione) artt. 73 e 74 L. 309/90 e art. 416 bis.1 c.p.;

40. TAURINO Patrizio, nato a Bari l’11.06.1985 (mesi 11 e giorni 10 – con decreto di sospensione) artt. 73 e 74 L. 309/90 e art. 416 bis.1 c.p.;

41. VALENTINO Domenico, nato a Bari il 05.08.1998 (anni 4, mesi 1 e giorni 27 di reclusione) artt. 582, 585, 576, 628 e art. 416 bis.1 c.p..

Bari, blitz all’alba di Polizia e Carabinieri contro il clan Strisciuglio: 41 arresti nell’operazione Vortice-Maestrale

Dalle prime ore di questa mattina, personale della Polizia di Stato e del Comando Provinciale Carabinieri sta eseguendo quarantuno ordini di carcerazione, emessi dalla Procura Generale presso la Corte di Appello di Bari (ufficio esecuzioni penali), nei confronti di altrettante persone colpite da sentenze definitive di condanna nell’ambito dell’operazione Vortice-Maestrale, per gravi reati commessi nell’ambito della città Metropolitana di Bari. Maggiori dettagli sull’operazione saranno forniti nel corso delle prossime ore.

Tentato omicidio, droga e armi clandestine. Blitz dei Carabinieri all’alba tra Canosa e Bari: 11 arresti

Undici persone sono state arrestate dai carabinieri stamani a Canosa di Puglia, nel nord Barese, con le accuse, contestate a vario titolo e in concorso, di tentato omicidio, detenzione e porto abusivo di armi clandestine ed esplosivi, spazio di sostanze stupefacenti.

Si tratta di componenti di due gruppi criminali rivali che avrebbero innescato una faida tra loro con l’obiettivo di controllare lo smercio di droga in città. Gli indagati, tra cui c’è una donna, hanno una età compresa tra i 20 e i 50 anni. Sette di loro sono finiti in carcere, gli altri invece sono agli arresti domiciliari.

L’operazione, denominata ‘Indagine San Sabino’ perché eseguita alla vigilia della festa patronale dedicata al vescovo diventato santo e protettore della città, è stata condotta dai carabinieri del comando provinciale di Barletta- Andria-Trani con il supporto dei carabinieri del sesto nucleo eliportato cacciatori di Puglia e dal nucleo cinofilo di Modugno (Bari).

I dettagli dell’inchiesta, coordinata dalla Procura di Trani, saranno forniti nel corso di una conferenza stampa che si terrà a Trani, nella sede del comando provinciale dell’Arma, alle ore 10.

Bari, piazza Umberto senza pace. Passante rapinato: arrestati due giovani stranieri

Nella notte del 21 luglio 2025, in Piazza Umberto I a Bari, la Polizia di Stato ha arrestato due cittadini stranieri, un 22enne ed un 27enne, entrambi gambiani, presuntivamente responsabili (accertamenti ancora nella fase delle indagini preliminari e che deve essere confermato dal giudice nel contraddittorio con la difesa) del reato di rapina aggravata in concorso e porto abusivo di armi atte ad offendere solo per il 22enne.

Nello specifico, durante il regolare servizio di controllo del territorio, i poliziotti della Volante, su segnalazione della pattuglia dell’Esercito Italiano impiegata nel servizio “Strade Sicure” in piazza Moro, hanno raggiunto Piazza Umberto I dove era stata segnalata una rapina appena consumata.

Il richiedente, ancora visibilmente scosso, indicava agli agenti uno dei presunti responsabili, che veniva immediatamente individuato e bloccato. L’uomo, un gambiano 27enne, mostrava evidenti segni di agitazione, circostanza che insospettiva gli agenti, i quali, all’interno del marsupio in suo possesso, rinvenivano il telefono cellulare, il pacchetto di sigarette e il porta spiccioli ottratti alla vittima, il tutto debitamente sottoposto a sequestro penale.

Poco dopo, veniva individuato un secondo uomo, 22enne gambiano anch’esso, che alla vista della pattuglia tentava di allontanarsi con fare nervoso e aggressivo, toccandosi ripetutamente la zona posteriore dei pantaloni. I poliziotti, quindi, procedevano a perquisizione personale, rinvenendo nella sua disponibilità un coltello con manico verde, un secondo coltello da cucina con lama in acciaio ed un paio di forbici con impugnatura rossa, tutti posti sotto sequestro penale.

Gli arrestati, su disposizione dell’A.G., sono stati accompagnati nel carcere di Bari, in attesa della convalida del provvedimento pre-cautelare da parte del giudice nel contraddittorio con la difesa.