Follia a Taranto, litiga con i vicini e tenta di accoltellare poliziotto: arrestato 37enne

Dopo una lite con i vicini ha tentato di accoltellare un agente di Polizia che è riuscito a schivare il colpo. Un 37enne tarantino è stato arrestato con l’accusa di violenza, minaccia e resistenza a pubblico ufficiale.

L’intervento della squadra volante è avvenuto in tarda serata in una via del centro cittadino, dove era stata segnalata musica ad altissimo volume proveniente da un appartamento.

All’interno, l’uomo – in evidente stato di alterazione psicofisica dovuto presumibilmente all’assunzione di alcol e droghe – stava urlando pronunciando frasi in modo sconnesso.

Dopo una lunga opera di persuasione, i poliziotti erano riusciti a calmarlo e ad abbassare la musica. Ma poco dopo, il 37enne è sceso in strada, prendendo a pugni il portone e molestando al citofono i condomini. Mentre gli agenti cercavano di riportarlo nell’abitazione, l’uomo ha impugnato una statuetta tribale da cui ha estratto una lama di circa dieci centimetri, tentando di colpire uno di loro. La prontezza dei poliziotti ha evitato conseguenze più gravi: l’aggressore è stato subito immobilizzato e arrestato. Su disposizione dell’autorità giudiziaria, è stato posto ai domiciliari.

Ricercato dal 2023, arrestato il latitante Onofrio Margaritondo: era nascosto in una villa tra Fasano e Locorotondo

Onofrio Margaritondo, esponente di vertice della Sacra Corona Unita e latitante dal 2023, è stato arrestato dai Carabinieri di Brindisi in una villa nelle campagne tra Fasano e Locorotondo.

Il 49enne di Fasano, secondo gli inquirenti, è stato uno storico referente di organizzazioni criminali albanesi nel territorio, responsabile anche di traffico internazionale di sostanze stupefacenti e di traffico di extracomunitari.

Nel 2023 è stato colpito da un’ordine di carcerazione a oltre 7 anni per estorsione e danneggiamento. I militari hanno trovato durante le perquisizioni una pistola clandestina, denaro e documenti falsi. Il proprietario dell’immobile e la sua compagna sono stati denunciati per favoreggiamento aggravato.

Bombe e proiettili, minaccia imprenditori ad Andria: arrestato Oscar Davide Pesce. Solo una vittima ha denunciato

Avrebbe minacciato una decina di imprenditori di Andria facendo leva sulla sua caratura criminale. “Mettiti in regola” le parole affidate a sms e in alcuni casi a lettere spedite assieme a proiettili calibro 7×65 a tre titolari di aziende di Andria attive nei settori del commercio di ortofrutta e dei trasporti.

Sono stati i carabinieri a identificare il presunto autore e a notificargli in carcere un’ordinanza di custodia cautelare. Si tratta di Oscar Davide Pesce, 36 anni di Andria, accusato di minacce ed estorsione. Delle vittime, solo una ha trovato il coraggio di denunciare, “le altre – spiegano i militari – hanno scelto il silenzio”.

Uno degli imprenditori minacciati avrebbe pagato 40mila euro assecondando le richieste estorsive dell’indagato che tra giugno e agosto di due anni fa avrebbe “a tappeto minacciato gli imprenditori della città”, secondo quanto emerso dalle indagini coordinate dalla Dda di Bari.

In una occasione la vittima, un imprenditore del settore dei trasporti, sarebbe stata intimidita con l’esplosione di una bomba carta sistemata davanti al portone di una palazzina di sua proprietà. Alla deflagrazione sarebbe poi seguito un sms inviato dal 36enne, hanno ricostruito gli inquirenti, da un telefono intestato a un cittadino straniero e dal contenuto intimidatorio.

Durante gli accertamenti investigativi, i militari hanno intercettato nel centro meccanizzato postale di Modugno (Bari) tre diverse lettere indirizzate a diversi imprenditori andriesi operanti nel settore dei trasporti e nel commercio di prodotti ortofrutticoli, con all’interno una cartuccia 7×65 e un foglio manoscritto riportante lo stesso invito a “mettersi in regola”.

“Anche in questo caso l’indagine consentiva di registrare l’inoltro di sms estorsivi, perfettamente sovrapponibili nei contenuti, ai danni dei destinatari delle lettere”, evidenziano i militari spiegando che “il silenzio favorisce l’azione delle organizzazioni criminali mentre la denuncia costituisce l’unico strumento per garantire la tutela delle vittime e la difesa del tessuto economico e sociale del territorio”.

Bari, furti nelle scuole: 40enne di Barletta arrestato dai Carabinieri. Incastrato da tatuaggi e abiti – VIDEO

I Carabinieri del Comando Provinciale di Bari hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip di Bari su richiesta della locale Procura della Repubblica, a carico di un 40enne originario di Barletta, ritenuto responsabile di vari furti nelle scuole.

L’indagine, condotta negli ultimi mesi dai militari della Compagnia di Bari Centro, ha permesso di documentare diversi episodi furtivi registrati negli scorsi mesi di maggio e giugno a danno di diversi istituti scolastici cittadini, in cui sono stati rubati diversi computer e denaro contante.

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In particolare (fatte salve le valutazioni successive con il contributo della difesa), l’identificazione del reo è stata possibile grazie all’analisi approfondita delle immagini di sorveglianza, attraverso le quali i militari hanno riconosciuto singoli particolari del volto e della fisionomia (come la presenza di alcuni tatuaggi), individuando contestualmente alcuni indumenti indossati durante i furti.

La visione delle video-registrazioni, unita alle denunce sporte dai vari istituti, ha consentito inoltre di accertare il modus operandi dell’indagato, che, noncurante della presenza di personale e studenti, era solito introdursi all’interno delle scuole anche di giorno, portando all’interno di uno zaino arnesi rudimentali per forzare, qualora necessario, le porte di accesso esterne ed interne.

I reati, nel totale di 6, sono stati commessi ai danni di tre istituti scolastici del capoluogo e di una Parrocchia del quartiere Carrassi, a cui si aggiunge il furto di una carta bancomat consumato all’interno di un ospedale e il suo successivo indebito utilizzo.

Gli elementi raccolti dai Carabinieri del Nucleo Operativo hanno permesso così di delineare un solido quadro probatorio a carico dell’odierno indagato, che si trova già ristretto presso il carcere di Venezia.

È importante sottolineare che il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari e che, all’esecuzione della misura cautelare, seguirà l’interrogatorio di garanzia e il confronto con la difesa dell’indagato, la cui eventuale colpevolezza in ordine al reato contestato dovrà essere accertata in sede dibattimentale nel rispetto del contraddittorio con la difesa dell’indagato.

Nasconde in casa armi, droga e soldi: arrestato 23enne di Triggiano. Era sorvegliato speciale – VIDEO

I Carabinieri del Comando Provinciale di Bari, nel corso di un servizio di controllo del territorio, hanno arrestato un giovane, 23enne originario di Triggiano, già sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, ritenuto responsabile (fatte salve le valutazioni successive con il contributo della difesa) di ripetute violazioni delle prescrizioni dell’Autorità giudiziaria.

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I militari della Compagnia di Triggiano, insospettiti dall’atteggiamento del giovane, individuato all’esterno di un esercizio commerciale del posto, lo sottoponevano a controllo, trovandolo in possesso di un telefono cellulare, in violazione del divieto impostogli nell’ambito della misura di prevenzione.

Gli ulteriori accertamenti, svolti presso l’abitazione del predetto con l’ausilio delle unità cinofile, consentivano inoltre di rinvenire una pistola clandestina con relativo munizionamento e colpo in canna, tre panetti di hashish, materiale per il confezionamento, un conta-soldi elettronico, circa 4.000 euro in contanti, oltre a dispositivi per la comunicazione del tipo “walkie talkie” e altri strumenti riconducibili ad attività illecita finalizzata a furti di autovetture.

Dopo le formalità di rito, il materiale rinvenuto è stato posto sotto sequestro ed il giovane è stato arrestato e tradotto presso la Casa circondariale di Bari a disposizione dell’Autorità giudiziaria. L’attività si inserisce nel più ampio dispositivo di prevenzione e contrasto ai traffici illeciti predisposto dall’Arma dei Carabinieri in tutto il territorio della provincia di Bari.

È importante sottolineare che il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari e che, all’esecuzione della misura cautelare, seguirà l’interrogatorio di garanzia e il confronto con la difesa dell’ indagato, la cui eventuale colpevolezza in ordine al reato contestato dovrà essere accertata in sede dibattimentale nel rispetto del contraddittorio con la difesa dell’indagato.

Bari, mezzo chilo di hashish in casa: arrestato pusher 23enne a Poggiofranco

Dopo una mirata attività di indagine condotta dagli agenti della Polizia Locale di Bari, con appostamenti, informazioni ed osservazione mirate nelle strade interessate, è stato individuato un giovane che da tempo, usando come base logistica il proprio domicilio, spacciava stupefacenti mantenendo una rete capillare di “clienti” dei quali deteneva addirittura una lista dei contatti e riferimenti.

Ieri sera gli agenti lo hanno tratto in arresto, sequestrando oltre 500 grammi di sostanza stupefacente, bilancini per la pesatura e somme di denaro. Nel rispetto del contraddittorio e del diritto alla difesa, il 23enne è comparso davanti al Giudice competente che ha convalidato l’arresto e accolto le richieste del Pubblico Ministero di custodia cautelare in carcere con rinvio per l’eventuale. Il giovane, già gravato da numerosi precedenti penali, risponde del reato di spaccio e detenzione di sostanza stupefacente.

Aggredisce Carabinieri e semina il panico in caserma, arrestato 28enne a Terlizzi: “Vi uccido non finisce qua”

Un 28enne è stato arrestato a Terlizzi dai Carabinieri con l’accusa di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Il giovane, il 19 ottobre scorso, è stato fermato ad un posto di blocco. Era alla guida di una 500X ma senza patente.

I militari hanno deciso di sottoporlo all’alcol test, il 28enne ha però sferrato un pugno in pieno volto ad un carabiniere, causandogli una ferita al labbro, per poi colpire il collega allo zigomo. Entrambi hanno rimediato 15 giorni di prognosi a testa.

“Vi uccido, non finisce qua, quando vi prenderò ve la farò pagare”, le parole proferite dal giovane una volta trasferito in caserma.

Bari, proiettile e foto di un poliziotto davanti alla Questura: arrestato clochard 39enne. Così è stato incastrato

Nel pomeriggio odierno, la Polizia di Stato, sugli sviluppi dell’attività d’indagine svolta a seguito dell’atto intimidatorio diretto nei confronti della Questura di Bari dello scorso 21 ottobre, ha arrestato un soggetto di 39 anni, pugliese.

Il sospettato è accusato di minaccia aggravata a pubblica Autorità. Attività di polizia giudiziaria allo stato compiuta nella fase delle indagini preliminari, che necessitano della successiva verifica processuale nel contraddittorio con la difesa.

Nella prima mattinata del 21 ottobre, sulla fontana delle Anfore posta al centro dei giardini Isabella d’Aragona, ove affaccia l’ingresso principale della Questura, sono stati rinvenuti, assicurati da nastro adesivo, un proiettile calibro 9 ed un ritaglio di giornale sul quale era raffigurato un agente della Polizia di Stato, di spalle, con al guinzaglio un cane dell’unità cinofila.

Immediato l’intervento della Polizia Scientifica che ha repertato quanto rinvenuto alla ricerca di prove dattiloscopiche e biologiche. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori delle sezioni Antiterrorismo ed Investigativa della Digos della Questura, dall’analisi delle immagini riprese dalle telecamere di video sorveglianza che circondano il palazzo, un singolo soggetto, durante la notte, ha raggiunto la fontana ed in pochi attimi posizionato il proiettile ed il ritaglio di giornale, scomparendo subito dopo.

La minuziosa analisi delle immagini riprese dalle telecamere pubbliche e private presenti nel capoluogo ha permesso di ricostruire nel dettaglio gli spostamenti del sospettato, le cui tracce digitali hanno portato gli investigatori della Digos, nel primo pomeriggio, a fermare il presunto autore nella periferia della città, in via Fanelli.

Nel corso della perquisizione personale, poi estesa ad una tenda di fortuna nella quale il soggetto è risultato dimorare, sono stati rinvenuti oltre trenta proiettili di vario calibro, oltre a capi di abbigliamento compatibili con quelli indossati dall’autore dell’atto intimidatorio.

Per la detenzione del munizionamento rinvenuto nella sua disponibilità, l’indagato è stato tratto in arresto e, così come disposto dal Sostituto Procuratore di turno della locale Procura della Repubblica, tradotto in carcere.

È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, l’eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo, nel contraddittorio tra le parti.

Bari, proiettile e foto di un poliziotto davanti alla Questura: arrestato clochard in via Fanelli – FOTO

Mistero risolto. La Polizia di Stato ha arrestato un senzatetto in via Fanelli, accusato di essere il responsabile del messaggio intimidatorio nei pressi della Questura.

Nei giorni scorsi, nelle vicinanze del castello Svevo di Bari, è stato trovato un proiettile e la fotografia di un poliziotto sulla fontana delle Anfore. Il blitz questo pomeriggio della Polizia e della Scientifica.

L’ex chiede l’arresto di Antonio e la chiusura di Quinto Potere. Giuseppe: “Fatemi fare il papà”

Torniamo a parlare di Giuseppe e della sua storia da padre separato che ha commosso e indignato la nostra community. Lo facciamo dopo la conferma in Appello della condanna a 3 anni per maltrattamenti in famiglia. 

Giuseppe ha ricevuto l’avviso di conclusione delle indagini e di mezzo c’è anche Quinto Potere. La controparte ha chiesto infatti l’arresto anche di Antonio e la chiusura del giornale. Nel video allegato tutti gli aggiornamenti della vicenda e l’appello di Giuseppe.