Lecce, precipita dal bagno della scuola: 15enne in ospedale dopo un volo di 5 metri. Ipotesi gesto volontario

Un 15enne è stato trasportato in codice giallo al Pronto Soccorso dell’ospedale di Lecce dopo essersi caduto da un’altezza di cinque metri mentre si trovava nel bagno del liceo artistico Ciardo Pellegrino.

La caduta è stata fortunatamente attutita dalla vegetazione. Sul posto il 118 e i Carabinieri, dalle prime ricostruzioni pare che il ragazzino possa essersi lanciato dalla finestra. L’ipotesi seguita è quella del gesto volontario, sul caso indaga la Procura per i minorenni. 

Maglie, 14enne violentata in stazione: 15enne a processo. Assolto il fidanzatino chiuso in bagno: “Non fu complice”

Svolta inattesa nell’inchiesta sullo stupro ai danni di una 14enne nel bagno della stazione ferroviaria di Maglie avvenuto il 28 luglio 2024. La posizione del fidanzatino della vittima, che si è appartato nel bagno confinante mentre la ragazza veniva violentata dal suo amico, è stata archiviata. Non è stato infatti ritenuto complice.

Il 15enne, presunto violentatore, invece comparirà davanti al giudice il 19 marzo prossimo con l’accusa di violenza sessuale aggravata. Il fidanzatino rimase in bagno nonostante le urla della ragazza e la richiesta esplicita di fermare la violenza.

Dalle indagini è emerso che tramite messaggi, sempre quel giorno, il giovane aveva proposto “una cosa a tre” alla ragazza. “Non è possibile sostenere con un elevato grado di probabilità che il fidanzato (indagato a piede libero) si fosse accordato con l’amico affinché quest’ultimo consumasse un rapporto sessuale con la compagna anche contro la volontà di quest’ultima – si legge nell’ordinanza della gip Lucia Raboni con cui il violentatore finì in una comunità a marzo, misura revocata tempo dopo – né il suo voler rimanere a sentire legittima tale conclusione potendo invece essere solo modalità di voyeurismo uditivo il modo in cui si sarebbe esplicitata la cosa a tre a cui la ragazzina aveva prestato il consenso. Peraltro lo stesso veniva allontanato dall’amico – lui sì intenzionato ad avere un rapporto completo ad ogni costo”.

Omicidio Labarile a Santeramo, ucciso dopo lite per il bagno: “Bradascio era capace di intendere e di volere”

Francesco Bradascio, il 49enne a processo per l’omicidio di Luigi Labarile, il 71enne assicuratore di Santeramo ucciso a pugni e calci nel settembre 2023 perché non gli aveva consentito di utilizzare il bagno, era capace di intendere e di volere nonostante fosse affetto da semi infermità mentale.

L’uomo è a processo con l’accusa di omicidio volontario aggravato dalla crudeltà e dai futili motivi. Nell’udienza di oggi è stata acquisita la testimonianza della psichiatra. Nel processo la moglie e le figlie della vittima si sono costituite parte civile.

La mattina del 22 settembre 2023 Bradascio è entrato nell’agenzia assicurativa di Luigi Labarile e avrebbe chiesto di usare il bagno. Al rifiuto del titolare, ex consigliere comunale del comune Barese, lo ha aggredito “per futili motivi” per poi colpirlo “con ferocia e crudeltà ripetutamente al volto e al corpo in maniera prolungata”, come si legge nel capo d’imputazione.

Colpi che, secondo quanto ricostruito dalla Procura di Bari, hanno causato la morte di Labarile. L’accusa inizialmente, era di omicidio preterintenzionale – dalle prime ricostruzioni sembrava che Labarile fosse morto dopo essere caduto e aver battuto la testa – poi riqualificata in omicidio volontario aggravato.

“Papà vieni a scuola e spacca la faccia al prof”, il padre si presenta con l’altro figlio: prof si barrica in bagno

Il papà di un alunno 16enne e suo fratello maggiore sono andati in una scuola in provincia di Lecce, su richiesta dello stesso studente, per “spaccare la faccia” al docente che aveva redarguito il giovane con quattro note dopo aver disturbato la lezione.

È quanto contenuto in una denuncia presentata dal professore e di cui dà notizia il Quotidiano di Puglia. Secondo quanto riferito nella denuncia ai carabinieri, il giovane studente, alla fine dell’anno scorso, ha chiamato il padre dall’aula invitandolo ad andare a scuola per “spaccare la faccia al professore” che lo aveva ammonito con quattro note.

Quest’ultimo lo aveva anche avvertito del rischio che il suo comportamento avrebbe potuto determinare la convocazione di un altro consiglio straordinario e l’adozione dell’ennesima sospensione. Lo studente, infatti, era reduce da due settimane di stop forzato dalle lezioni per precedenti episodi.

Il papà, dunque, avrebbe accolto la richiesta del 16enne e si sarebbe presentato poco dopo con il figlio più grande. Una volta arrivati, i due avrebbero iniziato a urlare contro il professore, avvicinandosi a lui e minacciandolo. A spronarli sarebbe stato proprio il 16enne. Poi, i due avrebbero tentato di fare irruzione nell’ufficio del preside ma, trovando la porta chiusa avrebbero continuato a inveire contro il docente, insultandolo.

Il professore ha allora deciso di allontanarsi con la scusa di chiamare il preside e, mentre indietreggiava, padre e figlio avrebbero continuato a strattonarlo e a intimidirlo. Dopo essersi rifugiato in bagno, il docente ha chiamato il 112 e quando la polizia locale è arrivata ha identificato i tre e ha accompagnato il professore all’auto scortandolo fino all’uscita del paese.

Bari, violenza sessuale in bagno a scuola durante l’ora di educazione fisica: vittima una 15enne. Indagato 18enne

Avrebbe convinto una compagna di scuola, non ancora 15enne, a seguirla in un luogo appartato durante l’ora di educazione fisica. Ma una volta lì l’avrebbe molestata.

Per questo, un giovane appena 18enne di Bari è finito a processo, davanti al tribunale per i minorenni, con l’accusa di violenza sessuale aggravata.

I fatti risalgono al marzo 2023 – quando il presunto aggressore aveva da poco compiuto sedici anni – in una scuola di Bari, la ragazza denunciò immediatamente e partirono le indagini dei carabinieri, coordinate dalla pm Caterina Lombardo Pijola della Procura dei minori.

Nel corso delle indagini sono stati ascoltati preside dell’istituto e il professore di educazione fisica che in quel momento stava facendo lezione (i due giovani non erano compagni di classe), ed è stato anche acquisito un verbale del consiglio di istituto del giorno successivo al fatto. Il processo si aprirà a maggio.

Consegna il compito in classe, va in bagno e minaccia di lanciarsi dal cornicione: 14enne salvata dalla Polizia

Trascorsi diversi minuti dal suo allontanamento, la docente si è insospettita ed ha interessato i collaboratori scolastici per verificare se fosse ancora in bagno. Dopo qualche istante ci si è accorti che la ragazza si era sporta lungo il cornicione della scala antincendio esterna all’edificio, a svariati metri d’altezza, minacciando di gettarsi.

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