Bari, caos al Giulio Cesare-Romanazzi. Incontro in Regione: no ai doppi turni per le classi con studenti disabili

No ai doppi turni per gli studenti disabili all’IISS G. Cesare – D. Romanazzi di Bari. A stabilirlo una nuova circolare a firma della dirigente scolastica Rosangela Colucci dopo il tavolo interistituzionale convocato nella giornata di eiri in Consiglio regionale alla presenza dei Garanti regionali dei diritti dei disabili e dei diritti dei minori.

Le classi in cui sono inseriti alunni disabili saranno escluse dall’alternanza, le altre frequenteranno le lezioni di pomeriggio fino a quando sarà necessario. All’incontro hanno preso parte, oltre i Garanti, anche i rappresentanti dell’USR Puglia, dell’USP Bari, della Città Metropolitana e della stessa scuola.

La Città Metropolitana ha assicurato che cercherà in ogni modo di restituire in tempi brevi le aule dell’Istituto “Mons. Curi”, attualmente inagibili e all’origine della carenza di spazi che ha reso poi necessario il ricorso al doppio turno.

Bari, protesta nel palazzo della Regione Puglia per i loro diritti: assolti 7 disabili

Sono state assolte le 7 persone imputate per interruzione di pubblico servizio e invasione di edificio in merito alla manifestazione “Stop alle barriere”, avvenuta all’interno e all’esterno del palazzo della presidenza della Regione Puglia tra il 13 e il 16 luglio 2021.

Il Tribunale ha assolto gli imputati perché “il fatto non sussiste”. La manifestazione fu organizzata da persone disabili che reclamavano “la modifica dei piani assistenziali, il diritto all’assistenza infermieristica e l’erogazione degli assegni di cura”, e avevano manifestato per “illustrare ai delegati regionali le modifiche da apportare ai provvedimenti locali in materia di assistenza alle persone diversamente abili”, come si legge nel capo di imputazione.

I sette manifestanti furono raggiunti da un decreto penale di condanna contenente una multa a 9425 euro e, dopo essersi opposti al decreto, sono finiti a giudizio in Tribunale.

L’accusa aveva chiesto l’assoluzione degli imputati dal reato di interruzione di pubblico servizio e la condanna a un anno e quattro mesi di reclusione per l’invasione dell’edificio.

Bari, condannati 12 militanti di CasaPound. La difesa: “Mai contestata la ricostituzione del partito fascista”

Il collegio di difesa degli imputati nel processo CasaPound, conclusosi oggi a Bari con 12 condanne, segnala “con forza” che “nessuno degli odierni imputati è mai stato processato e di conseguenza condannato per il delitto di ricostituzione del partito fascista, previsto e disciplinato dall’art.2 della legge Scelba”.

Al contrario gli stessi erano stati chiamati a rispondere della violazione dell’art. 5 della stessa legge che prevede altro, ovvero che punisce con la reclusione (fino a 3 anni) e la multa chiunque, in pubbliche riunioni, compia ‘manifestazioni usuali del disciolto partito fascista’. La norma vieta gesti, saluti (come quello romano) o simboli riconducibili al fascismo o al nazismo”.

Nella dichiarazione il difensore Saverio Ingraffia, che ha difeso gli imputati assieme ai colleghi Antonio Mitolo e Giampiero Milone -spiega che la menzione nel capo d’imputazione anche dell’articolo 1 (oltre all’articolo 5, ndr) della legge Scelba “è di tipo generale e meramente descrittiva degli articoli successivi della stessa disposizione normativa, come appunto il contestato articolo 5 che punisce chi, partecipando a pubbliche riunioni, compie manifestazioni usuali del disciolto partito fascista”. La difesa ha annunciato appello contro la sentenza.

Bari, condannati 12 militanti di CasaPound. Il sindaco Leccese: “Sentenza storica oggi ha vinto la Repubblica”

“Il Tribunale di Bari ha emesso una sentenza di grande valore democratico: dodici attivisti di CasaPound sono stati condannati per manifestazione e violenza fascista, con il riconoscimento delle responsabilità per l’aggressione squadrista del 2018 nel quartiere Libertà”. È il commento del sindaco di Bari Vito Leccese dopo la pronuncia.

“È una decisione che sgombra il campo da ambiguità: metodi e organizzazioni che si richiamano al fascismo sono incompatibili con la nostra Costituzione e non possono trovare spazio nella vita democratica”, ha aggiunto.

“Questo verdetto onora il dolore delle vittime di quell’ignobile agguato e restituisce dignità a una città, costituitasi parte civile, che non si è mai piegata al sopruso – conclude Leccese -. Bari si riconosce nei valori dell’antifascismo e della convivenza civile. Il Comune continuerà a promuovere iniziative culturali, percorsi nelle scuole e momenti pubblici di memoria per rafforzare la coscienza democratica. Oggi ha vinto la Repubblica”.

Scappa senza pagare il taxi, stesso uomo “picchiato” in stazione scalzo e insanguinato: due arresti

Abbiamo raggiunto Mimmo, storico tassista barese, che ha voluto raccontarci quanto accaduto la sua disavventura. Un cliente gli ha chiesto di essere accompagnato dalla stazione di Bari a Bitonto e, al momento di dover pagare i 32 euro previsti per la corsa, è fuggito facendo perdere le proprie tracce. Qualche ora prima però era salito su un altro taxi, scalzo e insanguinato dopo essere stato picchiato.

Baby escort a Bari, torna in libertà e aggredisce una delle sue vittime: così è tornata in carcere Marilena Lopez

Tornata in libertà dopo aver trascorso diverso tempo in carcere con l’accusa di aver organizzato e diretto un giro di prostituzione minorile, ha aggredito una delle sue vittime.

Per questo la 37enne Marinela Lopez è tornata in carcere. E’ accaduto lo scorso settembre. Nei confronti della 37enne era stato disposto il divieto di avvicinamento ai luoghi abitualmente frequentati dalla vittima ma una sera, dopo aver incontrato la ragazza in una discoteca, invece di andarsene l’avrebbe aggredita con una bottiglia.

I fatti per cui Lopez è a processo insieme a Elisabetta Manzari, 26 anni, e Federica Devito, 27 anni, risalgono al periodo 2021-2022. Per l’accusa avrebbero diretto e organizzato, insieme ad altri, un giro di prostituzione minorile di cui sarebbero state vittime due ragazze baresi che, all’epoca dei fatti, avevano tra i 16 e i 17 anni.

Lopez, Manzari e Devito sono attualmente a dibattimento e oggi sono state ascoltate in tribunale in un’udienza che – come le altre del processo – si è tenuta a porte chiuse. Altri due presunti organizzatori del giro, Antonella Albanese e Nicola Basile, hanno scelto il rito abbreviato e in Appello sono stati condannati rispettivamente a due anni e otto mesi e due anni e dieci mesi di reclusione.

Le indagini della squadra mobile di Bari partirono dopo la denuncia di una delle ragazze che decise di parlare con gli inquirenti su spinta della madre. A maggio 2024 in dieci furono arrestati nell’ambito di questa inchiesta. Il processo a carico di Lopez, Devito e Manzari riprenderà il 26 marzo.

Bari, al Policlinico eseguito trapianto di linfonodi robotico: è la prima volta nel sud Italia

È stato eseguito per la prima volta al Policlinico di Bari un intervento di trapianto di linfonodi addominali per un linfedema degli arti inferiori completamente con tecnica robotica.

Nello stesso tempo operatorio, la fase di prelievo addominale è stata eseguita dall’équipe di chirurgia generale diretta dalla prof. Angela Pezzola con l’impiego del robot “Da Vinci”, mentre le suture microchirurgiche sono state realizzate dall’équipe di Chirurgia Plastica e ricostruttiva del professor Maruccia con l’impiego dell’innovativo sistema Symani, uno dei sistemi più avanzati a livello internazionale per la microchirurgia.

Si tratta della prima volta nel Sud Italia che questa tecnologia viene utilizzata a supporto di interventi di chirurgia ricostruttiva ad alta complessità. In particolare il robot per la chirurgia plastica assistita è dotato di una console che assiste il chirurgo durante le procedure microchirurgiche grazie a strumenti miniaturizzati, i più piccoli al mondo dotati di polso articolato, progettati per operare con estrema precisione su strutture di dimensioni millimetriche.

Il Policlinico di Bari sta, infatti, valutando l’impiego della chirurgia robotica anche nella chirurgia plastica e ricostruttiva, con particolare attenzione ai contesti di maggiore complessità clinica. I primi interventi, realizzati all’interno dell’Unità operativa di Chirurgia Plastica e Ricostruttiva, diretta dal prof. Giuseppe Giudice, sono stati eseguiti dal prof. Michele Maruccia e dalla prof. Rossella Elia, che hanno già completato uno specifico percorso di training e formazione avanzata insieme all’equipe infermieristica dedicata.

“L’introduzione della robotica rappresenta un salto di qualità straordinario per la nostra unità operativa di Chirurgia Plastica e Ricostruttiva. È il risultato di una visione condivisa che punta su innovazione, formazione e centralità del paziente”, evidenzia il direttore dell’unità operativa, prof. Giuseppe Giudice.

Secondo il prof. Michele Maruccia, che si è formato e ha effettuato i primi interventi: “La tecnologia robotica ha sicuramente ulteriori potenzialità di sviluppo e potrà essere progressivamente integrata nella pratica clinica, ampliando le indicazioni e migliorando ulteriormente i risultati per i pazienti”. Anche la prof. Rossella Elia sottolinea l’importanza dell’innovazione introdotta: “la robotica applicata non sostituisce il chirurgo, ma ne amplifica le capacità, soprattutto in microchirurgia, dove ogni dettaglio è decisivo”.

Condannati 12 militanti a Bari, il caso arriva in Camera. Centrosinistra all’attacco: “CasaPound da sciogliere subito”

“Chiediamo un’informativa urgente del ministro Piantedosi”, “Casapound è un’organizzazione neo fascista che occupa uno stabile a Roma. Perché non viene immediatamente sgomberato” e “perché non viene sciolta?”

Lo ha detto il deputato di Avs Angelo Bonelli nell’Aula della Camera in relazione alla sentenza del Tribunale di Bari che ha condannato 12 militanti baresi di CasaPound per i reati di riorganizzazione del disciolto partito fascista e manifestazione fascista con privazione dei diritti politici per cinque anni.

“La sentenza fa chiarezza sull’identità di questa organizzazione”, gli ha fatto eco il deputato dem Roberto Morassut. Che ha aggiunto: “Da questo momento anche formalmente Casapound è un’organizzazione illegale, fuori dalla Costituzione”, “il fascismo non è un’opinione, è un crimine”.

“Si sciolga Casapound e la si allontani dallo stabile di Roma”, ha concluso il dem. Identica richiesta dal pentastellato Alfonso Colucci: “Non ci sono più dubbi, Casapound è un’organizzazione neofascista”, “ne chiediamo l’immediato scioglimento e l’immediato sgombero del palazzo abusivamente occupato a Roma.
Cosa aspetta il ministro Piantedosi e cosa aspetta Meloni?”.

Bari, rissa all’Umbertino. Ragazzini strappano collana ad una ragazza: “Sono devastata l’ho ereditata dai nonni”

“Non avrei mai pensato di dover scrivere questo post, ma ieri sera sono stata aggredita a Bari, vicino al Teatro Petruzzelli. Alcuni ragazzi tunisini si sono avvicinati e hanno iniziato a litigare con i miei amici, strappandomi la collana”.

Inizia così il racconto pubblicato da una ragazza sui social nel gruppo Facebook Comitato Salvaguardia Zona Umbertina. “Non ero nemmeno coinvolta nella rissa e ora ho perso una collana e un ciondolo preziosi che avevano un valore sentimentale per me, ereditati dai miei nonni”, aggiunge.

“È successo intorno all’1:15 di notte, non lontano dal Piccolo Bar – conclude la ragazza -. La polizia è stata ovviamente avvisata e verrà fatta una denuncia stamattina presto, ma se qualcuno dovesse vederli, gliene sarei molto grata se potesse farmelo sapere. Sono assolutamente devastata”.

Riorganizzazione del partito fascista, a Bari condannati 12 militanti di CasaPound. Pene fino a 2 anni e 6 mesi

Il Tribunale di Bari ha condannato 12 militanti baresi di CasaPound per i reati di riorganizzazione del disciolto partito fascista e manifestazione fascista con privazione dei diritti politici per cinque anni.

Sette di loro sono stati condannati anche per lesioni. Ai primi cinque è stata inflitta la pena di 1 anno e 6 mesi di reclusione, agli altri sette 2 anni e 6 mesi di reclusione.

Il processo riguarda l’aggressione del 21 settembre 2018 nel quartiere Libertà di Bari ai danni di alcuni manifestanti antifascisti di ritorno da un corteo organizzato otto giorni dopo la visita dell’allora ministro dell’Interno Matteo Salvini.

Il Tribunale ha escluso per tutti l’aggravante della premeditazione e ha assolto altri cinque imputati che rispondevano della riorganizzazione del partito fascista “per non aver commesso il fatto”. Gli imputati sono stati condannati anche a risarcire le parti civili costituite, le vittime dell’aggressione (l’allora europarlamentare di Rifondazione comunista Eleonora Forenza e il suo assistente Antonio Perillo; Giacomo Petrelli di Alternativa Comunista e Claudio Riccio di Sinistra Italiana), Anpi, Rifondazione comunista, Comune di Bari e Regione Puglia.

Si tratta della prima sentenza in Italia che riconosce la violazione degli articoli 1 e 5 della legge Scelba, cioè la riorganizzazione del disciolto partito fascista e la manifestazione fascista, a militanti di CasaPound. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 90 giorni.

“Il dispositivo è quello che conta, la decisione dei giudici, vedremo la motivazione” ha commentato brevemente il procuratore di Bari Roberto Rossi dopo la lettura del dispositivo di sentenza.

Nel dettaglio, sono stati condannati per l’imputazione relativa alla riorganizzazione del partito fascista Antonio Caradonna, Paolo Antonio De Laurentis, Martino Cascella, Marcello Altini, Fabrizio De Pasquale, Ciro e Rocco Francesco Finamore, Roberto Stivali, Giacomo Pellegrini, Domenico Totaro, Ilario Mazzotta. Gli ultimi sette sono stati condannati anche per le lesioni. Assolti Matteo Verdoscia, Saverio Desiderato, Domenico Macina, Lucia Picicci e Patrizia De Anna.