Violano il divieto di avvicinamento alla ex e ai genitori: due uomini arrestati a Triggiano e San Paolo

Nel corso degli ultimi giorni, i Carabinieri del Comando Provinciale di Bari, nell’ambito dell’attività di contrasto alla violenza in ambito familiare, sono intervenuti in due distinte circostanze, a testimonianza della particolare attenzione riposta sulla specifica tematica.

In particolare, i militari della Compagnia Carabinieri di Triggiano hanno dato esecuzione alla misura cautelare della custodia in carcere, emessa dal Tribunale di Bari, nei confronti di un 31enne del luogo (fatte salve le valutazioni successive con il contributo della difesa), che, già sottoposto del divieto di avvicinamento all’ex compagna, con applicazione del braccialetto elettronico, continuava ad avvicinarsi alla donna che lo aveva denunciato più volte per maltrattamenti e stalking. Le violazioni sono state documentate dai militari dell’Arma attraverso l’analisi del tracciato GPS del dispositivo elettronico, che aveva registrato più episodi di avvicinamento alla vittima, e segnalate alla Procura della Repubblica, che ha richiesto ed ottenuto la custodia in carcere dell’uomo.

Inoltre, i militari dalla Compagnia Carabinieri di Bari-San Paolo hanno arrestato un 32enne barese, già noto alle Forze dell’Ordine, ritenuto responsabile (fatte salve le valutazioni successive con il contributo della difesa) della violazione del divieto di avvicinamento alla persona offesa, misura a cui era sottoposto in virtù di un precedente provvedimento dell’Autorità Giudiziaria. L’uomo, infatti, poco prima, era sorpreso dai militari nei pressi dell’abitazione dei propri genitori in violazione alla predetta prescrizione. Lo stesso, peraltro, il giorno prima era stato anche deferito in stato di libertà, sempre dai militari dell’Arma di Bari, per aver danneggiato il dispositivo, cd. “braccialetto elettronico”, che gli era stato applicato in virtù della già richiamata misura cautelare alla quale era stato sottoposto da circa un mese prima.

È importante sottolineare che i procedimenti si trovano ancora nella fase delle indagini preliminari e che, all’esecuzione delle misure cautelari, seguirà l’interrogatorio di garanzia e il confronto con la difesa dell’indagato, la cui eventuale colpevolezza in ordine al reato contestato dovrà essere accertata in sede dibattimentale nel rispetto del contraddittorio con la difesa dell’indagato.

Abbraccio tra Emiliano e Decaro a Bari, l’ex governatore su Whatsapp: “Scrivetemi e vi dico per chi votare”

Segni di distensione tra il governatore uscente Michele Emiliano e il candidato del centrosinistra alle Regionali, Antonio Decaro.

Un abbraccio tra i due ha segnato ieri il disgelo dopo mesi di tensioni e rapporti tesi dopo il veto alla candidatura a consigliere regionale di Michele Emiliano, imposto da Decaro.

L’occasione è stata l’iniziativa elettorale organizzata al Palamartino di Bari dal candidato dem Ubaldo Pagano e alla quale hanno partecipato entrambi.

Decaro è arrivato quando la manifestazione era iniziata e, non trovando posto in platea, si è seduto sul palco. Emiliano allora si è avvicinato, si è seduto vicino a lui e lo ha abbracciato mentre dal pubblico si è sollevato un caloroso applauso. A presentare Decaro sul palco è stato poi proprio Emiliano.

Curiosità. Emiliano, tramite un messaggio WhatsApp inviato alla sua rubrica telefonica, ha spiegato di non essersi potuto ricandidare in qualità di consigliere semplice per non “turbare il suo successore” ma di essere “a disposizione per un indirizzo di voto” e per “sapere quale potrebbe essere l’indirizzo di voto”.

Emiliano è pronto a dare consigli. “Se non volete riceverlo, potete espressamente chiedermi di escludervi da questa lista”, aggiunge poi nella parte finale del messaggio.

Sfondano la porta e lo portano in Psichiatria, prorogato il TSO a Luca: è il terzo. Caso complesso

La storia di Luca ha sconvolto la nostra community e l’Italia intera. Siamo tornati al quartiere Carrassi di Bari a casa di papà Vittorio (ultra 80enne). A Luca è stato prorogato il TSO (il terzo) e anche su questa vicenda ci sono diversi dubbi.

Sul posto c’è ancora la porta che è stata sfondata con la fiamma ossidrica, alle 6 del mattino, dalla forza pubblica dopo il provvedimento firmato dall’assessore alla Polizia Locale di Bari, Carla Palone.

Il tutto è stato immortalato anche da una diretta Facebook sul profilo di Luca. Papà Vittorio resta disperato, al suo fianco c’è Donato Cippone di Rete Civica. La storia è davvero controversa, resta complessa e pone diversi interrogativi. Nel video allegato gli ultimi aggiornamenti del caso.

Baby escort a Bari, condanne ridotte per Antonella Albanese e Nicola Basile. Disposto il risarcimento danni

La Corte d’Appello di Bari ha ridotto le condanne inflitte ad Antonella Albanese e Nicola Basile, due delle dieci persone protagoniste dell’inchiesta sul giro di prostituzione minorile in cui sarebbero state coinvolte diverse ragazzine tra il 2021 e il 2022.

Entrambi erano stati arrestati a maggio 2024, a dicembre Albanese era sta condannata a 3 anni e un mese, mentre Basile a 3 anni e 4 mesi. I giudici di secondo grado hanno rideterminato le pene: 2 anni e 8 mesi per Albanese, 2 anni e 10 mesi per Basile.

Disposto il risarcimento dei danni in favore dell’associazione “Fermiconlemani” e delle parti offese (due delle ragazze indotte a prostuirsi) a carico di entrambi.

Bari, protesta degli studenti in piazza: “Basta armi investire in formazione per un futuro migliore”

“Più garanzie per un effettivo diritto allo studio e una prospettiva di futuro migliore”. Con queste richieste oggi anche a Bari gli studenti sono scesi in piazza in occasione della mobilitazione nazionale che, nel capoluogo pugliese, ha coinvolto Unione degli studenti, Unione degli universitari e Zona Franka “contro un governo – dicono – che continua nel definanziamento dell’istruzione pubblica e del welfare, scegliendo invece di investire risorse in armamenti”.

Nel corso della mattinata, spiegano i ragazzi, “una nostra delegazione ha incontrato l’assessore comunale alla Conoscenza, Vito Lacoppola, che ha garantito l’istituzione di un tavolo di confronto con l’intera giunta comunale per approfondire le rivendicazioni contenute nella nostra piattaforma cittadina”. “La scuola sta diventando un lusso per pochi – denuncia Sabrina Fanelli, coordinatrice Uds Bari -.

Abbiamo bisogno di un sostanziale investimento nella scuola pubblica, che si traduca in interventi edilizi e sussidi per l’acquisto del materiale scolastico”. I ragazzi evidenziano difficoltà anche sul versante universitario: “Il costo degli affitti aumenta senza tregua – conferma Sahar Locaputo, coordinatrice Usu Bari – aggravato dalla turistificazione della città”. Gennaro Cifinelli, presidente di Zona Franka., spiega che “servono strumenti nuovi, come una carta dello studente che garantisca accesso gratuito o calmierato a musei, cinema, teatri, e un piano di riqualificazione degli spazi in disuso”.

Il report del Policlinico di Bari, in Puglia nascono 3mila neonati prematuri all’anno: 500 sono a rischio

Ogni anno in Puglia nascono circa 30mila bambini, di questi, 3mila sono prematuri, 500 sono considerati a rischio. Il dato, evidenziato dal Policlinico di Bari in una nota, è in linea con la media nazionale: in Italia il 10% dei nuovi nati è infatti pretermine, cioè nasce prima della trentasettesima settimana di gestazione.

Questi bambini sono accolti nelle strutture dotate di Terapia intensiva neonatale, che sono nove in tutta la regione. Il prossimo 17 novembre, in occasione della Giornata mondiale della prematurità, le fontane di piazza Moro e piazza Giulio Cesare Battisti, a Bari, si illumineranno di viola, il colore simbolo della prematurità.

Alle18.30, al teatro Piccinni, ci sarà invece una grande festa dedicata ai neonati prematuri e alle loro famiglie, con il concerto dell’orchestra sinfonica della Città metropolitana di Bari.

La prematurità, ricordano dal Policlinico, è la principale causa di mortalità neonatale nei bambini sotto i cinque anni di vita in tutto il mondo. Grazie all’evoluzione delle cure, i tassi di sopravvivenza sono cresciuti in modo significativo: molti bambini nati prima della trentaduesima settimana raggiungono buone condizioni cliniche, e una parte sempre più ampia dei neonati più fragili riesce a superare le prime, delicate settimane e ad andare a casa.

Green pass falsi per lavorare durante il periodo Covid, in 69 a processo: tra loro un funzionario dell’Asl Bari

Sono 69 le persone a processo con l’accusa avario titolo di traffico di documenti falsi, concorso in reato e associazione a delinquere per aver falsificato i Green Pass durante il periodo Covid per continuare a lavorare pur non avendo ricevuto la dose del vaccino.

Al centro della vicenda c’è un funzionario dell’Asl Bari. L’inchiesta è nata dalla denuncia presentata da un’infermiera in servizio all’ospedale di Grumo.

L’operatrice sanitaria ha consultato il sistema informatico regionale e ha scoperto che due suoi colleghi, apertamente contrari alla vaccinazione con tanto di post anche sui social, erano vaccinati. Ma non solo perché sul sistema risultava come la somministrazione, effettuata nell’hub di Bari, era attribuita proprio a lei.

Dopo diverse segnalazioni presentate all’Asl ma andate a vuoto, la donna ha deciso di presentare denuncia ai Carabinieri, dando così via alle indagini. E dietro è emerso un sistema più ampio.

“Il centro migranti di Palese un posto degradante”: il Ministero dell’Interno condannato a risarcire il Comune di Bari

La Corte d’Appello di Bari ha condannato il Ministero dell’Interno a risarcire 20mila euro (oltre rivalutazione e interessi) il Comune di Bari per la gestione del Cie (Centro di identificazione ed espulsione) di Bari Palese.

“C’è stata una vera e propria negazione della dignità delle persone straniere trattenute che venivano trattenute in condizioni estremamente degradate, causando così una lesione del diritto di identità della città di Bari”, affermano i giudici.

Secondo quanto sostenuto non è stato creato un danno d’immagine alla citta per il turismo e per l’economia, ma la vicenda ha pesato sui “valori umanitari e solidaristici, oltre che costituzionalmente protetti, riconducibili all’identità storica, culturale, politica e sociale della città di Bari e dunque costituenti patrimonio dell’intera comunità cittadina” e “ha inciso negativamente sulla collettività barese, producendo concrete ripercussioni sul sentimento e sull’agire di quest’ultima improntati ai predetti valori”.

 

Rapina nel centro scommesse a Bari, punta pistola contro commessa e scappa con 1500 euro: arrestato 23enne

Nel pomeriggio dell’11 novembre, a Bari, la Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Bari, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di un giovane di 23 anni, pregiudicato, ritenuto presunto autore di una rapina ai danni di un centro scommesse cittadino, sito nel quartiere “San Pasquale”.

È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, all’esecuzione della misura cautelare, seguirà l’interrogatorio di garanzia e il confronto con la difesa dell’indagato, la cui eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo, nel contraddittorio tra le parti.

I fatti in relazione ai quali è stato emanato il provvedimento cautelare risalgono al primo pomeriggio dello scorso 17 settembre, allorquando il 23enne, con occhiali da sole ed un cappellino da baseball nero, sarebbe entrato all’interno del centro scommesse ed avrebbe effettuato una “giocata” ad una delle macchinette automatiche presenti sul retro dell’attività. Effettuata la scommessa il giovane, dopo essersi accertato dell’assenza di altre persone, si sarebbe recato nell’area in cui era presente una commessa e, puntandole una pistola, avrebbe sottratto la somma di circa 1500 euro dalla cassa, per poi darsi alla fuga.

Sul posto è intervenuto personale della Polizia di Stato con i “Falchi” della Squadra Mobile, le Volanti dell’U.p.g.s.p. e personale specializzato del Gabinetto di Polizia Scientifica.

L’attività d’indagine, avviata nell’immediato, ha consentito di ricostruire l’accaduto e, grazie alla rilevazione di alcune impronte papillari presenti sulla macchinetta automatica per effettuare le scommesse ed alla visione delle immagini del sistema di video-sorveglianza, gli investigatori della Squadra Mobile sono riusciti a risalire all’identità dell’autore. Quest’ultimo, ricercato, il giorno dopo si è presentato spontaneamente con il proprio legale presso gli uffici della Squadra Mobile dove ha “confessato” la commissione del reato ed ha consegnato l’arma utilizzata, una pistola a salve, priva di segni identificativi come il tappo rosso.

È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, all’esecuzione della misura cautelare odierna, seguirà il confronto con la difesa degli indagati, la cui eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo, nel contraddittorio tra le parti.

Bari, Tommy Parisi assolto in appello ma resta in carcere. Il videoclip Malasuerte e l’annuncio social: “Presto fuori”

“Fidarsi è un lusso che in pochi si possono permettere. Il tempo corrode, i soldi confondono, e la fiducia si sgretola nel silenzio. Malasuerte non è solo sfortuna. È l’attimo in cui capisci di aver perso tutto, anche te stesso”.

Con queste parole Tommy Parisi, figlio del boss di Japigia Savinuccio, ha annunciato l’uscita imminente di Malasuerte. Nella giornata di ieri è arrivata una buona notizia per il cantante neomelodico. La Corte d’Appello lo ha infatti assolto dall’accusa di associazione mafiosa.

Parisi era stato condannato nel dicembre di tre anni fa in primo grado a otto anni di reclusione e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici nell’ambito del processo relativo a decine di presunti episodi di estorsione a cantieri edili che si sarebbero verificati – secondo l’accusa – imponendo guardianie e carichi di merci da fornitori amici.

Nel trailer di lancio del nuovo videoclip ci sono immagini di Barivecchia con la scritta “Presto fuori”. Il post è stato pubblicato sui canali social gestiti dal suo staff che mantiene vivo il rapporto con i fan. Parisi infatti si trova in carcere perché è stato recentemente condannato a nove anni di reclusione al termine del processo “Codice interno”.