Bari, prof in aula: “Iniziare Medicina a 25 anni? Meglio consegnare le pizze”. Il Rettore: “È stata fraintesa”

“In merito alla vicenda che ha coinvolto una docente del nostro Ateneo, che, secondo quanto segnalato da una associazione studentesca ad alcuni organi di stampa, avrebbe utilizzato parole inopportune e discriminatorie riguardo alla frequenza del semestre aperto di Medicina, desidero informare che, appena venuta a conoscenza degli articoli, la docente mi ha immediatamente contattato per chiarire. Allo stesso tempo ho ricevuto una rappresentanza dell’Associazione Studentesca Udu per comprendere meglio i contorni della vicenda”. Lo dice in una nota il rettore dell’Università di Bari Aldo Moro, Roberto Bellotti.

Secondo quanto denunciato dall’associazione di studenti, giovedì pomeriggio, al termine di una lezione, una docente del semestre filtro della facoltà di Medicina dell’Università di Bari avrebbe detto che “dovrebbe studiare Medicina solo chi proviene dal liceo classico o scientifico” e “se avessi avuto un figlio di 25 anni lo avrei mandato a consegnare le pizze piuttosto che fargli seguire il semestre filtro”.

“Le parole che sono state attribuite alla docente non rappresentano nel modo più assoluto la posizione e il pensiero della docente e della Università. Agli studenti ho voluto ribadire – prosegue il rettore – l’impegno mio personale e dell’Università tutta a vigilare affinché in ogni contesto venga utilizzato un linguaggio ampio, inclusivo e rispettoso, che metta sempre al centro la persona e riconosca le identità e le esperienze di ciascuno”.

“La docente – ha aggiunto Bellotti – si è detta pronta a chiarire e che quanto divulgato non è corrispondente al suo pensiero. Mi ha spiegato che l’episodio è avvenuto durante una chiacchierata informale con alcuni studenti, nella quale, a fronte delle difficoltà manifestate da alcuni di loro, avrebbe voluto incoraggiarli a impegnarsi al massimo per non rimanere indietro nel percorso di studi”. “L’impegno dell’Università di Bari – conclude – rimane quello di continuare a essere luogo di dialogo, ascolto e rispetto”.

Botulino nel miele, bimbo di 6 mesi salvato al Pediatrico di Bari: farmaco somministrato in meno di 24 ore

Un bimbo di sei mesi, affetto da botulismo infantile, è stato salvato dagli infettivologi e rianimatori dell’ospedale pediatrico Giovanni XXIII di Bari. Il piccolo, ricoverato lo scorso 22 settembre con paralisi delle pupille, scarsa reattività agli stimoli e progressiva debolezza muscolare, è stato affidato alle cure degli infettivoligi, che hanno subito sospettato un possibile caso di botulismo infantile e avviato tutti gli accertamenti necessari.

Dalla direzione dell’ospedale pediatrico, attraverso la Control room dell’azienda ospedaliero universitaria barese, sono stati quindi contattati l’Istituto superiore di sanità e il Centro antiveleni di Pavia, passaggio necessario per ottenere il siero specifico contro la tossina botulinica.

Il piccolo è stato trasferito in terapia intensiva mentre la polizia si è attivata per trasferire il farmaco a Bari, che è stato infuso a meno di 24 ore dalla diagnosi, salvando la vita al bimbo. Il paziente è uscito dalla terapia intensiva il 29 settembre ed è stato trasferito con i suoi genitori in un ambiente protetto, ieri pomeriggio è tornato a casa.

“Il miele può contenere spore del botulino ed è probabile, in questo caso, che sia stato il fattore che ha provocato l’intossicazione – spiega Danny Sivo, direttore sanitario dell’Azienda ospedaliero universitaria Policlinico di Bari -. Nei bambini molto piccoli queste spore possono svilupparsi nell’intestino e diventare pericolose, diversamente da quanto avviene nell’adulto. Per questo motivo si raccomanda sempre di non dare miele ai bambini sotto l’anno di vita”.

“La tempestività della diagnosi e la multidisciplinarietà della nostra azienda – conclude il direttore generale del Policlinico di Bari, Antonio Sanguedolce – hanno fatto la differenza”.

Bari, trasportato al Pronto Soccorso per esami medici urgenti: detenuto aggredisce poliziotto con testata al volto

Un agente della Polizia Penitenziaria, in servizio nel carcere di Turi, è stato aggredito da un detenuto al Pronto Soccorso di un ospedale barese dove era stato condotto per accertamenti medici urgenti.

L’agente è stato colpito con una violenta testata al volto davanti ad altri pazienti e agli operatori sanitari. Per le lesioni riportate gli sono stati riconosciuti 5 giorni di prognosi. A denunciare l’accaduto è la FNS CISL Bari-Bat.

Giovinazzo, barista morto in incidente stradale: condannato 28enne barese. Andava a 140 km/h

La gup di Bari Rossana De Cristofaro ha condannato a due anni e due mesi di reclusione (in abbreviato) un 28enne di Bari, riconosciuto colpevole del reato di omicidio stradale relativamente all’incidente del 5 agosto 2022 in cui perse la vita il barista Massimiliano Colonna. L’incidente avvenne intorno alle 4 del mattino sulla statale 16 bis, all’altezza di Giovinazzo, in direzione nord.

Secondo quanto ricostruito dalla pm Chiara Giordano, la Mazda 6 sw su cui viaggiava l’imputato tamponò la Peugeot 206 di Colonna (che si stava recando al lavoro) facendola finire fuori strada.

La fiancata sinistra dell’auto urtò la cuspide del guardrail di una stazione di servizio e Colonna, che era alla guida, morì. Secondo l’accusa, l’imputato viaggiava a 140 chilometri orari in un tratto di strada in cui il limite è 90.

La gup, oltre a disporre la sospensione della patente per l’imputato per tre anni dal passaggio in giudicato della sentenza, ha riconosciuto il risarcimento nei confronti dei parenti della vittima, costituiti parte civile e assistiti dagli avvocati Luca Bruno, Francesco Piscazzi e Graziana Caputo. Nei loro confronti è stata anche prevista una provvisionale immediatamente esecutiva per circa 300mila euro complessivi.

Bari, via Manzoni si rifà il look: strada pedonale e alberata. Consegnato il cantiere per l’inizio dei lavori

È stato consegnato questa mattina il cantiere per la riqualificazione di via Manzoni. Con la chiusura al traffico del tratto compreso tra corso Italia e via Crisanzio, sono stati quindi avviati i lavori che trasformeranno la storica strada dello shopping nel quartiere Libertà, attualmente carrabile, in una strada alberata pedonale e moderna.

Come noto, via Manzoni è oggetto di un intervento di restyling complessivo finanziato con fondi PNRR (il primo stralcio con risorse PNRR – Missione 5, Componente 2, Investimento 2.1 “Investimenti in progetti di rigenerazione urbana, volti a ridurre situazioni di emarginazione e degrado sociale” per l’importo di 2.475.000 euro; il secondo stralcio con risorse PNRR – Missione 5, Componente 2, Investimento 2.2 “Piani urbani integrati”, pari a 4.310.367,82 euro), al termine del quale diventerà uno spazio più verde, sostenibile e vivibile in grado di coniugare commercio e benessere cittadino e rilanciare le attività commerciali presenti.

Il cantiere procederà per coppie di isolati in modo da minimizzare l’impatto sul traffico, sulle attività commerciali e sulla quotidianità dei residenti. In questa prima settimana i lavori saranno concentrati sui sottoservizi per poi spostarsi sulle fasce laterali e, dopo ancora, sulla parte centrale della strada.

“La rinascita del Libertà passa anche da questo grande intervento di riqualificazione che restituirà dignità e bellezza a via Manzoni, caratterizzata in passato da una numerosa e qualificata presenza di attività commerciali – ha dichiarato l’assessore alla Cura del territorio Domenico Scaramuzzi -. Intendiamo partire proprio da qui, dalla storica strada dello shopping del quartiere, per contribuire a rigenerare questo territorio molto complesso e popoloso, al centro delle politiche dell’amministrazione comunale da alcuni anni.

Anche in questo caso il cantiere andrà avanti per isolati, mai chiusi completamente ma con passerelle percorribili di accesso alle attività e alle abitazioni: dopo gli interventi sui sottoservizi, ci si concentrerà sulle aree laterali, dove oggi insistono i marciapiedi, per procedere alla sistemazione dei camminamenti e poi alla zona centrale della strada.

Sappiamo bene che residenti e commercianti vivranno dei disagi, purtroppo è inevitabile quando un cantiere è così impattante sulla vita delle persone. Per questo chiediamo a tutti di avere pazienza: sarà nostra premura cercare di creare meno complicazioni possibili e fare in modo che il cantiere proceda speditamente”.

“Siamo pienamente convinti che la riqualificazione della via più identitaria del quartiere Libertà – ha aggiunto l’assessore allo Sviluppo locale Pietro Petruzzelli – non sarà solo un intervento di carattere fisico ma anche sociale ed economico. I lavori, infatti, trasformeranno una strada, oggi in declino ma che ha ancora molto da dare alla città, in un’area molto moderna e attrattiva. L’obiettivo dell’amministrazione comunale, infatti, è rilanciarla in modo tale che possa diventare nuovamente un punto di riferimento per il commercio cittadino. Peraltro, siamo fiduciosi che la seconda vita di via Manzoni passi anche da nuove aperture commerciali che potranno beneficiare di ampi spazi all’aperto pedonalizzati”.

IL PROGETTO IN SINTESI

· Il progetto è finanziato dal PNRR per circa 6 milioni 800mila euro

· I lavori riguarderanno via Manzoni in tutta la sua lunghezza (750 metri) e le intersezioni

· Il cantiere partirà lunedì 6 ottobre 2025e terminerà a giugno 2026

· Il progetto mira a trasformare la strada attualmente carrabile in un viale alberato pedonale, recuperando dove possibile le basole storiche, e inserendo due filari di alberi in quasi tutti gli isolati, migliorando così la vivibilità e la sostenibilità della zona

· Per richiamare l’antica vocazione “tessile” della strada, quattro isolati centrali saranno pedonali e lastricati con basole nuove di pietra lavica e calcarea, a formare specifici disegni architettonici che richiamano altrettante trame di tessuti, richiamando le facciate degli attigui edifici storici

· Previsti un impianto di irrigazione di soccorso, il potenziamento dell’impianto di illuminazione e la predisposizione degli impianti di videosorveglianza e di diffusione sonora

· Gli obiettivi: trasformare via Manzoni in uno spazio verde e sostenibile che unisce commercio e benessere cittadino, rendendola più vivibile e accogliente; ridurre l’effetto isola di calore mettendo a dimora nuove alberature e nuovi arbusti, e aumentando la quota verde in città; migliorare l’accessibilità eliminando il dislivello tra marciapiede e strada, inserendo percorsi LOGES; valorizzare il patrimonio storico recuperando le basole antiche in pietra lavica che saranno ricollocate, con l’assistenza di un archeologo

· I lavori procederanno per fasi, per minimizzare l’impatto sul traffico e sulle attività commerciali. Per minimizzare i disagi, si procederà, inoltre, all’estensione della Zona a sosta regolamentata per consentire ai residenti di parcheggiare gratuitamente in alcune strade del quartiere Libertà, attualmente a pagamento per tutti

· Per quanto riguarda la viabilità, saranno mantenuti i sensi di marcia delle strade, salvo durante l’esecuzione dei tratti stradali per cui verranno emanate apposite ordinanze che saranno tempestivamente comunicate

· Sarà garantita l’accessibilità e la visibilità ai negozi attraverso l’installazione di pannelli informativi da applicare sulle recinzioni di cantiere.

IL PROGETTO ESECUTIVO NEL DETTAGLIO

La riqualificazione di via Manzoni rientra in un programma PNRR molto più ampio, in cui sono inclusi altri interventi. Nel quartiere Libertà, via Manzoni, ad oggi in stato di declino, è stata in passato la via dello shopping preferita dai baresi. Nella prospettiva di restituire alla strada la vitalità del passato, anche se rivisitata in chiave moderna, si prevede la pedonalizzazione quasi totale della stessa, a eccezione di due tratti per i quali, ai fini della funzionalità dei flussi della mobilità di quartiere, è prevista una percorribilità lenta.

La lunghezza della strada, oggetto dell’intervento, è di poco superiore a 750 metri. Saranno istituite “zone 10” e pedonali tra via Calefati e via Principe Amedeo, e tra via Crisanzio e Corso Italia: il limite di velocità di 10 km/h, al posto dei consueti 30 km/h, permette una migliore convivenza tra auto, motocicli, bici e pedoni, migliorando la sostenibilità.

Il progetto prevede, in linea generale, i seguenti interventi:

· rimozione manto bituminoso esistente, con particolare attenzione al possibile recupero delle basole costituenti la strada storica, come già accaduto in altri tratti del murattiano;

· innalzamento della quota stradale, comprese le zone di attraversamento, fino a quella degli attuali marciapiedi e il conseguente raccordo con le strade di innesto. Gli attraversamenti sopraelevati rispetto alla quota stradale di intersezione delle vie preesistenti faciliteranno il passaggio pedonale e al contempo favoriranno il rallentamento delle autovetture, con un effetto di “traffic calming”;

· potenziamento dell’impianto di illuminazione stradale e predisposizione degli impianti di diffusione sonora e di videosorveglianza, il cui completamento è previsto con altre fonti di finanziamento dell’amministrazione;

· realizzazione di un nuovo impianto di scarico delle acque meteoriche, da collegare all’impianto cittadino esistente;

· realizzazione di una nuova pavimentazione che prevede l’utilizzo delle basole rinvenute e trattate dopo la verifica archeologica necessaria, nel tratto iniziale, compreso tra piazza Garibaldi e via Calefati, più storico e più vivo attualmente dal punto di vista commerciale. Previsto, inoltre, l’utilizzo di basole nuove di due materiali differenti: pietra calcarea e pietra lavica;

· sistemazione a verde lungo tutto il tratto stradale e agli incroci con le traverse limitrofe con annessa realizzazione di un impianto d’irrigazione;

· allestimento con arredi urbani, sedute/panchine, fioriere, cestini.

I primi due isolati a partire da piazza Garibaldi (tra piazza Garibaldi, via Abate Gimma e via Calefati) saranno pedonali e lastricati con le basole recuperate; i successivi due isolati (compresi tra via Calefati, via Putignani e via Principe Amedeo) saranno adibiti a zona 10 e rivestiti con basole nuove di pietra lavica; i successivi quattro isolati (tra via Principe Amedeo, via Dante, via Nicolai, via Garruba e via Crisanzio) saranno pedonali e lastricati con basole nuove di pietra lavica e calcarea a formare specifici disegni architettonici che richiamano altrettante trame di tessuti, a ricordo della antica vocazione “tessile” della strada.

I tre isolati finali (tra via Crisanzio, via Rossani e corso Italia) saranno adibiti a zona 10 e rivestiti con basole di pietra lavica. In tutte le aree pedonali è comunque previsto il transito dei veicoli di soccorso, per il carico/scarico merci dei numerosi esercizi commerciali qui presenti e dei veicoli diretti alle altrettante numerose autorimesse esistenti.

Nell’ottica dell’abbattimento delle barriere architettoniche, al fine di migliorare la mobilità pedonale degli ipovedenti, si è prevista l’installazione di un percorso tattile sui marciapiedi, progettato secondo il sistema Loges (linea orientamento guida e sicurezza), per un totale di circa 1.070 metri.

L’intero tratto stradale sarà caratterizzato dalla presenza costante di alberature con la piantumazione ad andamento a quinconce.

Lungo tutto il tratto stradale saranno, inoltre, installati cestini portarifiuti (31), oltre a quelli realizzati ad hoc per le intersezioni (29).

Bari, pizzo alle bancarelle abusive dei botti di Natale al Libertà: 3 condanne. Tra loro Ivan Caldarola – I NOMI

Ivan Caldarola è stato condannato a 15 anni per estorsione mafiosa, spaccio di droga e porto illegale di armi. La condanna, arrivata al termine del processo con rito abbreviato, riguarda il caso del pizzo chiesto alle bancarelle abusive di fuochi d’artificio allestite nel quartiere Libertà di Bari in occasione del Natale 2018.

Condannati anche altri due affiliati del clan Strisciuglio: il 26enne Antonio Raggi a 8 anni e il 36enne Saverio De Santis a 2 anni e 4 mesi. Disposto il risarcimento al Comune di Bari e alla Regione Puglia, parti civili nel processo.

Dopo un no ricevuto da parte di uno dei venditori, fu sparato un colpo contro la saracinesca del suo locale la notte del 24 dicembre. I tre avrebbero chiesto tra i 100 e i 300 euro per bancarella. A due venditori, in particolare, sarebbero stati chiesti 4000 euro, più altri mille in fuochi, necessari per mantenere in carcere amici e parenti.

Ma ci sarebbero state anche le intimidazioni in stile mafioso, come i colpi sparati in aria per intimorire la popolazione e imporre la propria presenza sul territorio, oltre che per spaventare uno spacciatore che avrebbe iniziato a vendere droga nel quartiere senza autorizzazione del clan Strisciuglio. E si sarebbero aggirati armati per difendersi o per essere pronti a colpire in caso di agguati del clan Palermiti, con cui era in corso una guerra per il controllo dello spaccio nel quartiere Madonnella.