Bari, droga venduta nel parcheggio di Pane e Pomodoro: arrestato pusher 21enne

L’assessora alla Vivibilità urbana Carla Palone rende noto che nella giornata di ieri è stato portato a termine dagli agenti della Polizia locale un arresto nell’area parcheggio della spiaggia Pane e Pomodoro, regolarmente presidiata con agenti del Corpo in divisa e in borghese.

Verso le ore 13 sono stati notati due uomini al centro di uno strano scambio di merce e denaro. A quel punto è scattato l’intervento degli agenti che hanno fermato e identificato i due individui, accertando che uno dei due aveva appena ceduto, dietro compenso, circa 3 grammi di sostanze stupefacenti, nascoste dal presunto spacciatore tra le aree verdi del parcheggio.

L’uomo, ventunenne di origini campane, è stato così arrestato per il reato di spaccio dagli agenti municipali, che hanno poi proceduto al sequestro di circa 21 grammi di hashish e di 1085 euro in contanti. All’attività ha partecipato anche una pattuglia dei Carabinieri presente in zona per analoghi servizi di prevenzione.

“L’amministrazione comunale, attraverso il lavoro della Polizia locale, continua a presidiare in modo costante tutto il territorio, non solo le piazze – commenta Carla Palone -. Lo dimostra questa ennesima operazione della Polizia Locale che, in sinergia, con le altre Forze di Polizia, si sta impegnando con tutti gli strumenti a sua disposizione e una complessa organizzazione delle risorse umane disponibili, proprio per garantire il migliore presidio possibile di tutta l’area urbana”.

Serie B, Caserta alla vigilia di Bari-Monza: “Soddisfatto di Venezia. Castrovilli va gestito è fuori categoria”

Il San Nicola è pronto ad aprire le porte ai biancorossi. Esordio nelle mura casalinghe per la squadra di Caserta che affronterà la seconda retrocessa dal campionato di massima serie: il Monza. La squadra allenata da mister Bianco ha totalizzato i primi tre punti contro il Mantova in una partita dominata nella maggioranza del minutaggio. Esito 1-0 con gol di Izzo. “Cerchiamo di iniziare il campionato in casa con un’ottima prestazione – ha esordito Caserta alla vigilia della partita – A Venezia abbiamo commesso qualche errore di troppo complice anche la bravura dell’avversario”.

Una partita dai due volti quella disputatasi nel capoluogo veneto. Nei primi venti minuti di gioco un Bari sottomesso dalla formazione di casa. Nella ripresa maggior coraggio ed intraprendenza: “La prestazione avuta è stata per me una risposta importante. Parliamo pur sempre di una squadra, il Venezia, con qualità non solo a livello collettivo ma anche analizzata a livello di singoli”. Focus sul prossimo avversario, con un occhio di riguardo verso il tecnico degli ospiti: Paolo Bianco. Con lui Caserta ha condiviso momenti calcistici nell’Atalanta. Tra i due un rapporto di stima ma non solo: “Domani prima di trovare un tecnico, ritroverò un grande amico. Conosco molto bene il suo modo di giocare – ha continuato Caserta – e le caratteristiche che trasmette alle sue squadre”.

Inizia a prendere forma anche il bollettino degli indisponibili: tornerà dal prossimo turno Christian Gytkjær ed in fase di valutazione Cerri. Rao e Castrovilli dovrebbero partire in corso d’opera e non dal primo minuto: “Gaetano va valutato dal punto di vista fisico. Non ho dubbi che le sue qualità in questa categoria c’entrino poco. E’ molto disponibile e volenteroso ed io spero che possa avere una stagione più fortunata delle precedenti”. 

Nella partita di domani il Bari dovrà fare i conti anche con un terzetto difensivo blindato, Izzo-Ravanelli-Lucchesi, che ha concesso al Mantova sporadiche occasioni da gol. I biancorossi dovranno cercare di ovviare al problema trovando un rimedio per abbattere la corazzata: “Non dobbiamo dare molti punti di riferimento. Il Monza è una squadra contro cui dovremo approfittare soprattutto del gioco senza palla. Sono molto fisici quindi ogni occasione dovrà essere quella giusta”. Maggiore cinismo sotto porta e focus sulle palle gol. L’avversario del Bari ha un obiettivo chiaro, ritornare rapidamente nella massima serie.

Il rischio nel quale si potrebbe incorrere è quello che per tentare di svoltare il risultato ci si possa scoprire eccessivamente: “Puoi difenderti anche attaccando. Se concedi troppo all’avversario ti abbassi. Noi dobbiamo essere bravi a leggere le partite. Quando sei in difficoltà la squadra si deve unire.” Dopo l’abituale conferenza, alla presenza di Sindaco e Presidente, si è svolta la cerimonia di intitolazione della tribuna stampa dello Stadio San Nicola a Gianni Antonucci, il ‘professore’. Nell’occasione è stata ripristinata in sala hospitality la targa a Biagio Catalano a cui la sala è intitolata.

 

Foto: SSC Bari

Truffa delle orecchiette, Home Restaurant su Nunzia e le pastaie: “Abusive. Denunciamo l’assessore”

Dopo i due blitz all’Arco Basso e all’Arco Alto di Barivecchia che hanno portato al sequestro di quasi 200 chili di taralli, orecchiette e altri prodotti venduti abusivamente e l’aggressione subita da Antonio e Tino, Gaetano Campolo, Ceo della società Home Restaurant Hotel srl, torna all’attacco puntando il dito contro le pastaie e l’assessore Petruzzelli. Nel video allegato le precisazioni di Campolo e l’annuncio di una denuncia imminente alla Procura di Bari.

 

False fatture a Bari, frode da 10 milioni di euro: 29 a processo. Tra loro imprenditori e un direttore di banca – NOMI

Una frode fiscale da 10 milioni di euro organizzata da alcuni imprenditori con la complicità del direttore di una banca e di un dipendente di un ufficio postale. Sul caso è stata aperta un’inchiesta, sono 29 gli imputati per i quali à stato richiesto il rinvio a giudizio dopo le indagini della Guardia di Finanza.

Le accuse a vario titolo sono di associazione per delinquere (per 10 persone), emissione di fatture false e riciclaggio, per quanto riguarda il primo filone. Tutto ruota attorno all’emissione di 1.250 fatture per operazioni inesistenti a carico di 165 operatori economici per un importo di oltre 10 milioni dal 2018 al 2023. Gli imprenditori avrebbero così intascato il 22% dell’Iva su operazioni mai poste in essere.

A capo del presunto gruppo criminale ci sarebbero Francesco Porcelli e Luigi Biagio D’Armento, coadiuvati da Nicola Garofalo ed Enrico Danese, Gaetano Finestrone, Antonello Savino, Stefania Porcelli (moglie di Danese), Roberto Nupieri (finanziere in servizio a Bari), Pasquale Ceglie (dipendente di Poste italiane), Renato Argenson Starace (direttore di una filiale MpS), Nicola Garofalo, Francesco Porcelli, Tommaso Cortese, Alessio Garofalo, Mauro Messere, Michele Pascazio, Nicola Ritella, Fabrizio Schiavone (tutti e sei destinatari di assegni da versare sui propri conti correnti), Michele Danese, Giuseppe Danese (anch’essi destinatari di assegni), Gaetana Pascazio, Michele Pastoressa (moglie e cognato di Porcelli), Michele Terrone, Andrea Celano, Arcangelo Mattia. A riportarlo è la Repubblica.

Tra le imprese che avrebbero ricevuto fatture per operazioni inesistenti c’è anche la Emiliano srl di Alessandro e Simonetta Emiliano, fratelli del governatore pugliese Michele, che non sono imputati.

Guerriglia a Bari: via libera del Comune alle occupazioni rapide di suolo pubblico nelle piazze Umberto e Battisti

Questa mattina il sindaco Vito Leccese ha firmato una disposizione indirizzata al Municipio I, alla Polizia locale e alla ripartizione comunale Governo del territorio, per favorire l’occupazione degli spazi pubblici in piazza Umberto e Cesare Battisti, anche nei vialetti o spazi simili, da parte degli esercenti presenti nelle aree limitrofe, al fine di intensificare la piena fruibilità degli spazi pubblici.

Nelle more, quindi, dell’adozione di specifici provvedimenti per regolare l’allocazione di sedie e tavolini nelle zone oltre la sede viaria rispetto agli esercizi commerciali, anche nell’ottica di regolamentare il fenomeno della “movida”, tale intervento straordinario, circoscritto, per ora, alle sole piazze Umberto e Cesare Battisti, è funzionale al miglioramento delle condizioni di sicurezza e di decoro delle zone interessate.

Le domande presentate potranno, pertanto, essere trattate con carattere di urgenza, nel rispetto delle normative vigenti e delle prescrizioni eventualmente impartite dalle autorità di Pubblica sicurezza. Resta fermo che ogni concessione dovrà comunque rispettare i vincoli di legge, i regolamenti comunali e le prescrizioni in materia di sicurezza, decoro urbano e viabilità.

“Ho chiesto a tutti gli uffici comunali di garantire la massima collaborazione e celerità nell’istruttoria delle pratiche di concessione di occupazione di suolo pubblico riferite alle piazze che in questi mesi sono state oggetto di particolare attenzione delle Forze dell’Ordine e che, purtroppo, oggi vivono una fase di complessa gestione sul fronte della sicurezza e ordine pubblico – spiega il sindaco di Bari -. La nostra idea di piazza è una piazza vissuta, un luogo di incontro, di socialità, di energie. Per questo cercheremo in tutti i modi di affiancare le attività delle Forze dell’Ordine con gli strumenti a nostra disposizione. Vogliamo restituire due piazze storiche e importanti di Bari ai cittadini e alla vita, e in questo crediamo le attività economiche possano aiutarci, anche sulla scia di quanto richiesto dal Comitato dei residenti di piazza Umberto”.

Carcere di Bari, poliziotti feriti da gruppo di detenuti. Il SAPPE: “Basta chiacchiere politica scellerata”

“Se la caveranno con la prognosi di alcuni giorni i poliziotti feriti nella giornata del 27 agosto u.s. presso il carcere di Bari, aggrediti da alcuni detenuti con pugni e schiaffi. Purtroppo si ritiene che questa non sia una normale storia di violenza come ne stanno accadendo tante(troppe) nelle carceri di questa regione, per cui dei detenuti senza un valido motivo picchiano i poliziotti così come il SAPPE, sindacato autonomo polizia penitenziaria, ha denunciato in più occasioni, ma la conferma di una volontà da parte dei detenuti di voler gestire il carcere”.

Inizia così il comunicato stampa del SAPPE. “E ciò lo fanno attaccando i poliziotti che rappresentano l’unico ed ultimo baluardo delle istituzioni all’interno del carcere barese che con coraggio, professionalità, cercano di far rispettare la legalità nonché arginare una violenza che diventa sempre più prepotente grazie all’assenza del DAP che ha abbandonato da tempo il reparto di Bari, e che forse sta aspettando il morto per intervenire – si legge -. Diciamo ciò non per sterile polemica, ma analizzando la dinamica di quanto accaduto nel fatto specifico, poiché tutto nasce con il sequestro di un telefonino in data 26 agosto u.s. ad un giovane detenuto foggiano in carcere per spaccio, furti, rapine, giunto a Bari per motivi di sicurezza”.

“Nel pomeriggio del giorno successivo (27 agosto), sempre allo stesso detenuto sarebbe stato sequestrato un altro telefonino, ma in questo caso un gruppo di detenuti, probabilmente baresi, avrebbe accerchiato i poliziotti aggredendoli con pugni – aggiunge il sindacato -. Tale doppio sequestro ci farebbe pensare che il detenuto foggiano sarebbe stato scelto dai ristretti baresi per custodire i telefonini, che avrebbero reagito a ciò aggredendo i poliziotti. Il SAPPE ritiene che questi detenuti del circuito di media sicurezza potrebbero essere il braccio armato dei più pericolosi appartenenti ai clan ristretti nelle sezioni di alta sicurezza , che nei fatti comanderebbero sugli altri ristretti, mantenendo però un apparente comportamento irreprensibile, ma tramando di nascosto. A questo punto ci chiediamo il perché siamo arrivati a questo punto? Purtroppo la risposta è facile poiché la responsabilità di quanto accade a Bari e nelle altre carceri pugliesi è di una pratica fallimentare adottata in questi anni dall’amministrazione penitenziaria, su decisione di un certa politica garantista, che in maniera scellerata ha tentato finanche patti con i detenuti con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti”.

“A Bari sono presenti circa 430 detenuti con un capienza regolamentare di 290 posti che si sono ulteriormente ridotti a causa della chiusura della sezione femminile e di alcune stanze non utilizzabili per cui il numero scende a 250, con il sovraffollamento supera il 170% – si legge ancora -. Di contro ad un organico di circa 320 poliziotti, c’è ne sono in servizio meno di 260 da cui defalcare le decine e decine di unità assenti perché a disposizione ospedale militare a causa dello stress provocato dai turni massacranti, dai distacchi in altre sedi nonché dai pensionamenti, per cui le unità che devono gestire i detenuti sono ridotti a numeri molto risicati(meno di 200). Il giorno di ferragosto dei politici hanno parlato di soldi che arriveranno al carcere di Bari per riqualificare la struttura.
A questo punto ci chiediamo a che serve buttare quei soldi se il carcere di Bari è pieno come una scatola di sardine? Lo sanno i politici che ogni anno si pagano centinaia di migliaia di euro ai detenuti che chiedono il risarcimento poiché non vengono rispettati gli spazi(tre metri) previsti dalla CEDU? Perché invece non parlano di costruire un nuovo carcere a Bari così come è accaduto in tutti i capoluoghi di regione della nazione per offrire una struttura più dignitosa sia per i detenuti che per i lavoratori, e nel frattempo di sfollare il carcere per riportarlo alla media nazionale che è del 130%?

“Il SAPPE chiede poi al sindaco di Bari, così attento, giustamente, alle vicende internazionali di porre attenzione anche a quello che avviene nella sua città e più precisamente all’ecomostro situato in corso De Gasperi frequentato da migliaia di persone tra detenuti, poliziotti, familiari, operatori ecc.ecc – conclude -. Non ritiene il sindaco Leccese di proporre un consiglio comunale proprio all’interno del carcere di Bari per mostrare solidarietà ai lavoratori nonché ai detenuti costretti a vivere e lavorare in una struttura fatiscente ed in condizione igienico sanitaria scadente? (così vedono con i loro occhi la desolazione che cè).
Il SAPPE chiede poi al signor Prefetto di valutare un eventuale riunione del comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica al fine di verificare ogni iniziativa utile a dare più sicurezza al carcere di Bari, considerato che nelle ore serali e notturne il penitenziario è pressoche sguarnito, a partire da un presidio fisso che contrasti anche i viaggi dei droni che, sempre più spesso portano all’interno del penitenziario materiale proibito , quali telefonini, droga, ed eventuali armi.
Qualora non ci saranno risposte concrete alle richieste del SAPPE, si comunica che presto verrà attivato un presidio davanti al carcere di Bari con i marciapiedi imbrattati di rosso che è il colore del sangue che sta versando la polizia penitenziaria a causa delle gravi inadempienze dell’amministrazione penitenziaria”.

Bari, lasciato al bar legato al tavolino: il cane Archie torna dal proprietario dopo una settimana

Lascia il suo Thai Ridgeback legato al tavolino di un bar in piazza Diaz a Bari e sparisce nel nulla per 24 ore. Poi viene arrestato dalla Polizia Locale per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.

Protagonista un turista straniero, arrivato dall’est Europa in Italia ad inizio agosto. Oltre al cane, aveva lasciato sul tavolino anche un borsello con all’interno passaporto, documenti e portafogli.

Dopo quasi una settimana il cane Archie è stato restituito al legittimo proprietario, come confermato dai volontari del canile sanitario. Una vicenda che lascia tanti punti interrogativi.

Bari sotto assedio, bangladesi in rivolta contro i nordafricani: “Picchiati e rapinati da mesi”

Nelle piazze centrali di Bari si respira un’aria pesantissima, in particolare negli ultimi giorni, a causa delle tensioni in corso tra gruppi di stranieri. Si sono registrati diversi episodi di guerriglia tra bangladesi e nordafricani, ma non solo. In città sono scoppiate anche risse e aggressioni con protagonisti abusivi. E noi stessi siamo purtroppo testimoni e vittime. 

Tanti episodi distinti che hanno riacceso i riflettori sul problema sicurezza a Bari. Il prefetto ha annunciato l’istituzione di nuove zone rosse, mentre noi ci siamo recati da alcuni lavoratori bangladesi per raccogliere i loro racconti e la versione della comunità.

Cucine sporche e cibi avariati conservati nel furgone al sole, blitz della Finanza: chiuso ristorante a Bari

Cibi conservati in un furgone parcheggiato al sole. Alimenti stipati in contenitori senza coperchio col rischio della proliferazione di batteri e muffe. Cucine sporche in cui antipasti, primi e secondi erano preparati in barba alle più elementari norme igieniche.

È quanto avrebbero accertato i finanzieri di Bari dopo un controllo in un ristorante del lungomare della città. I militari hanno sequestrato quasi un quintale di alimenti in cattivo stato di conservazione mentre il personale della Asl di Bari ha disposto la sospensione dell’attività. Secondo quanto riferito in una nota, nel corso dei controlli sarebbero “emerse gravi violazioni in materia di igiene e conservazione degli alimenti”.

I tecnici dell’azienda sanitaria invece avrebbero riscontrato “la palese mancanza delle minime condizioni igienico-sanitarie nei locali adibiti alla preparazione dei pasti”. I generi alimentari sequestrati sono stati distrutti.