La Polizia Locale di Bari ha effettuato controlli in 13 strutture adibite a B&B e ha rilevato irregolarità in 8 di queste. Gli agenti hanno rilevato la mancanza di agibilità in una struttura, il sovra utilizzo di posti letto in un’altra e la non affissione del Cis, il codice identificativo struttura. Altri 5 b&b hanno invece omesso comunicazioni con l’agenzia Pugliapromozione sui dati ai fini statistici, mentre una struttura avrebbe applicato prezzi più alti di quelli pubblicizzati su un sito del settore. In totale sono 12 le violazioni individuate, le multe vanno dai 200 euro per la parziale comunicazione ai 1200 per la mancata applicazione di prezzi e, per la mancata pubblicazione prezzi, da 200 a 1200 euro. Sanzioni da 500 a 1000 euro per ogni posto letto in più e, per la mancata esposizione della tabella prezzi e servizi sono previste sanzioni da 1000 a 5000 euro.
Ryanair cerca assistenti di volo anche senza esperienza: selezione a Bari il 28 marzo – INFO PER CANDIDARSI
I candidati devono avere un’altezza fra 157 e 188 centimetri, capacità natatoria, flessibilità, propensione per il servizio clienti, conoscenza della lingua inglese scritta e orale.
Continue readingBari, la denuncia dal Policlinico: “Mio padre malato da giovedì è su una barella al Pronto Soccorso”
“Vorrei segnalare dei gravi malfunzionamenti al Pronto Soccorso del Policlinico di Bari. Mi presento con mio padre, affetto da mieloma multiplo, un tumore maligno. Combattiamo da due anni questa malattia e passiamo più tempo in ospedale che a casa per le terapie. In un mese ho dovuto accompagnare mio padre per due volte al Pronto Soccorso”. Inizia così il racconto inviato da un nostro lettore alla nostra redazione. “Sia la prima che la seconda volta ha ricevuto lo stesso trattamento. La prima volta precipitiamo per un’emorragia nasale, viene messo in codice azzurro e rimane seduto su una poltrona per 48 ore – si legge nella lettera -. Chiedendo delle spiegazioni mi hanno sempre risposto che erano incasinati e che ci sono pazienti più gravi di lui, rispondendomi in modo maleducato senza neanche ascoltare la mia richiesta. La seconda volta invece, a distanza di un mese, viene portato in ambulanza incosciente e lasciato su una poltrona in sala d’attesa sempre incosciente per mancanza di ossigeno causa polmonite. Dopo svariate ore finalmente lo fanno entrare in Pronto Soccorso e chiedo di entrare con lui perché incapace di intendere in quel momento, non mi fanno entrare e insisto per rimanere affianco a lui perché non capiva neanche dove si trovava. Chiamano la Polizia lì presente senza prima controllare i suoi parametri nonostante cercavo di spiegare la sua gravità, loro si preoccupavano solo di farmi uscire fuori. Nel frattempo cambia anche il turno e la dottoressa di quel turno non l’ha neanche visitato. Finalmente lo visitano e lo fanno entrare nella stanza arcobaleno (alleluia). Non mi fanno entrare e la situazione si è degenerata, mio padre incosciente purtroppo sputa addosso ad un infermiera e mi vengono a chiamare d’urgenza dicendo che mio padre è ingestibile. Tutto questo non sarebbe accaduto se mi ascoltavano o visitavano subito il paziente”.
“Credo di capire benissimo quando una persona è molto occupata e quando si parla di problemi personali al lavoro o di vacanze. Durante i 5 giorni in pronto soccorso, (scandaloso) per mancanza di posto letto, mio padre rimane senza ossigeno e ogni informazione che chiedo ho il timore che mi rispondono male. Per non finire un infermiere oppure OSS lo vedo che barcollava, mi avvicino e sento odore di alcol nonostante il suo stato di ebbrezza è stato l’unico ad ascoltarmi e rispondere alla mia domanda adeguatamente. I bagni si trovano fuori dal reparto del pronto soccorso e per arrivare un paziente che deve attraversare la sala d’attesa del pronto soccorso rischiando di essere infettato da altre persone presenti. Un altro argomento importante da sollevare sono le attrezzature mancanti che gli infermieri vanno in giro per il pronto soccorso a cercare – conclude -. Ascoltando le lamentele del personale fanno almeno 50 ore di straordinario per mancanza di personale forse è questo il problema. Da giovedì mio padre sta ancora in pronto soccorso in una barella e pieno di dolori, qualsiasi domanda esposta agli infermieri, mi rispondono scocciati: ‘non preoccuparti’ oppure ‘tra un po’ arriva il medico’. Non avevano neanche i medicinali come i cerotti per la terapia del dolore e li hanno iniettato la morfina senza sapere neanche rispondere alla mia domanda di quanti mg, e che la morfina va in contrasto con il cerotto. Finalmente martedì pomeriggio lo ricoverano in medicina generale e sembra ricevere le cure necessarie. Spero questa mia segnalazione serva almeno a risolvere queste gravi e preoccupanti problematiche, non solo per mio padre ma anche per fare capire alle autorità competenti che ci sono delle grosse lacune nella nostra sanità”.
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