Tragedia a Bisceglie, auto finisce fuori strada contro muretto: muore la 67enne Donata Cioce. Grave il marito

È di un morto e di un ferito il bilancio di un incidente avvenuto nel primo pomeriggio in via Sant’Andrea, in zona Dolmen alla periferia di Bisceglie, nel nord Barese.

La vittima è Donata Cioce, che avrebbe compiuto 68 anni il prossimo giugno. Ferito il marito di 71 anni. L’uomo ha riportato diversi traumi a testa e addome. Soccorso dal personale del 118, è stato trasportato in codice rosso all’ospedale Bonomo di Andria.

Secondo quanto emerso l’auto, una Ford Focus, per cause da accertare è finita fuori strada schiantandosi contro un muretto a secco. Indagini sono in corso da parte degli agenti della polizia locale di Bisceglie.

Bisceglie, 20enne sorpreso fuori da scuola con marijuana e cocaina: arrestato. In manette anche una donna

I carabinieri hanno notato un 20enne, nei pressi di una scuola media a Bisceglie, con un atteggiamento sospetto. Il giovane aveva con sé alcune dosi di sostanza stupefacente già pronte per la cessione: una di hashish, due di marijuana, una di cocaina. Trovati anche 335 euro in contanti, per questo è stato arrestato ed è finito ai domiciliari.

Arrestati anche un 24enne e una 36enne del posto. Per il primo sono stati disposti i domiciliari, per la donna si sono aperte le porte del carcere. Le accuse sono di traffico e detenzione illecita di sostanze stupefacenti.

Nel corso di perquisizioni domiciliari eseguite nei confronti del 24enne sono stati trovati 250 grammi di marijuana, 100 grammi di hashish, 2.640 euro in contanti, ritenuti provento dell’attività di spaccio, oltre a materiale per il confezionamento delle dosi e 9 proiettili calibro 7,65. In casa casa della donna arrestata, invece, sono stati sequestrati 13 grammi di cocaina, 2 di hashish e 3.950 euro in contanti.

Luana nasce a mezzanotte in punto a Bari, Gabriele alle 00.01 a Bisceglie: i primi due pugliesi nati nel 2026

È nata a mezzanotte in punto la piccola Luana “la prima del nuovo anno per la Puglia”, fa sapere la Asl di Bari. La neonata, dal peso di quasi tre chili e 600 grammi, è venuta al mondo nel reparto di Ostetricia e ginecologia dell’ospedale San Paolo del capoluogo pugliese grazie a un parto cesareo deciso dai medici nel corso del travaglio a causa di una improvvisa posizione podalica della bimba.

A farla nascere è stata l’équipe di Ostetricia e ginecologia diretta dal Giuseppe Lovascio e composta dai ginecologi Valeria Fumarulo e Vincenzo Martino, dall’anestesista Loredana Ferrante, dalle ostetriche e dagli infermieri del reparto. La piccola è stata poi affidata alle cure della neonatologa Silvia Amati e, subito dopo, accolta tra le braccia della sua mamma.

Si chiama Marica invece, la prima nata dell’anno nel Policlinico di Bari: è venuta alla luce alle ore 3.55 nel reparto di Ostetricia, con un peso di 3,480 chili e una lunghezza di 51 centimetri.

È nato un minuto dopo la mezzanotte, nell’ospedale Vittorio Emanuele II di Bisceglie, nel nord Barese, Gabriele. Il bimbo che pesa 3 chili 190 grammi, è lungo 49 centimetri ed è un secondogenito: è stato partorito con parto spontaneo. Lui e la sua mamma Maria sono in ottime condizioni.

Bisceglie, vuole lanciarsi sotto un treno: 24enne salvato da Carabiniere. Il convoglio li sfiora ad alta velocità

Prima gli ha parlato con fare paterno per fargli capire che lasciarsi investire da un treno non sarebbe stata la soluzione ai suoi problemi. Poi, quando il 24enne si è piazzato al centro dei binari, il carabiniere ha urlato riuscendo a farlo spostare un attimo prima che il convoglio ad alta velocità arrivasse.

Il treno ha sfiorato entrambi, sfrecciando a pochi centimetri da loro, per fortuna senza ferirli. È accaduto qualche giorno fa nella stazione di Bisceglie, nel nord Barese .

A segnalare la presenza lungo i binari del giovane sono stati alcuni passanti che hanno chiesto aiuto ai carabinieri. In pochi minuti i militari hanno raggiunto il 24enne e l’appuntato è riuscito a salvargli la vita

Bancarotta e distrazione patrimoniale: sequestrata azienda di prodotti da forno a Bisceglie. Tre persone denunciate

Un articolato meccanismo di cessioni di beni aziendali da un’impresa di Bisceglie – specializzata nella produzione di prodotti da forno ma fallita – a una nuova società grazie a un ex dipendente che avrebbe aiutato la prosecuzione dell’attività per sfuggire a contestazioni di bancarotta fraudolenta.

E, ancora, una nuova realtà produttiva che avrebbe usato i beni distratti. È quanto accertato dalla guardia di finanza che ha denunciato tre persone: due rispondono in concorso di bancarotta fraudolenta e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte; l’altra di aver impiegato denaro, beni o utilità di provenienza illecita.

Sotto sequestro è finito l’intero compendio aziendale di una società “i cui beni strumentali sono stati distratti da una storica impresa locale operante nello stesso settore merceologico e dichiarata fallita”, spiegano i militari. Le indagini, coordinate dalla Procura di Trani, si sono concentrate su alcune operazioni realizzate dalla società in liquidazione giudiziale.

È emerso così un meccanismo di distrazione di beni dalla società dissestata a una nuova realtà aziendale. Un passaggio in cui sarebbe stato coinvolto un ex dipendente. Le apparecchiature e altri beni sarebbero finiti alla nuova impresa che avrebbe mantenuto “la stessa sede operativa della fallita, lo stesso marchio e segni distintivi”.

A supporto della tesi investigativa, la documentazione trovata dalla guardia di finanza nell’abitazione dell’imprenditore dichiarato fallito e riconducibile alla nuova società rappresentata dal suo dipendente che proverebbe l’amministrazione di fatto della nuova società per mano del rappresentante legale della società fallita.

Nel corso delle perquisizioni sono stati trovati due lavoratori impiegati in nero che avrebbero dichiarato ai militari di “aver sempre ricevuto disposizioni dallo stesso amministratore di fatto”. I finanzieri hanno chiesto e ottenuto dall’Ispettorato territoriale del lavoro l’adozione di un provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale.

Tragedia a Bisceglie, 26enne schiacciato dal muletto: un indagato per la morte di Giovanni Belgiovine

C’è un indagato nell’inchiesta aperta dalla Procura di Trani per fare chiarezza sull’incidente sul lavoro avvenuto nel tardo pomeriggio di ieri sul piazzale antistante un frantoio che si trova in via San Pietro alla periferia di Bisceglie, nel nord Barese, e in cui è morto il 26enne Giovanni Belgiovine.

Il fascicolo è stato aperto per l’ipotesi di reato di omicidio colposo. La magistratura ha ritenuto di non disporre l’autopsia sul corpo del 26enne che è rimasto schiacciato dal muletto che guidava e che, nel corso di una manovra, si è ribaltato. Sotto sequestro sono finiti il mezzo, l’area in cui è avvenuto l’incidente e documentazione di vario tipo. Le indagini sono affidate ai carabinieri.

Tragedia a Bisceglie, il muletto si ribalta nel frantoio e viene schiacciato: muore il 26enne Giovanni Belgiovine

Un uomo di 26 anni, Giovanni Belgiovine, è morto nel tardo pomeriggio di ieri mentre era a lavoro sul piazzale antistante di un frantoio in via San Pietro a Bisceglie, nel nord Barese.

La vittima, secondo una prima ricostruzione, stava guidando un muletto che, nel corso di una manovra, si è ribaltato schiacciandolo. I soccorsi prestati dal personale del 118 sono stati inutili: il 26enne è morto sul colpo.

La Procura di Trani ha aperto una inchiesta per omicidio colposo, al momento contro ignoti. Indagini sono in corso da parte dei carabinieri e dei tecnici della prevenzione dello Spesal della Asl Bat che dovranno accertare l’esatta dinamica dell’accaduto.

Mistero a Bisceglie, tre fratelli pestati in pieno centro: caccia ai due aggressori. Indagano i Carabinieri

Tre fratelli, poco più trentenni, sono stati aggrediti nella tarda serata di ieri in largo Mario Cosmai, a pochi passi dalla centrale piazza Vittorio Emanuele, a Bisceglie.

Dopo un’accesa discussione le tre vittime sono state colpite da due persone che si erano avvicinate a loro con atteggiamento minaccioso. Durante il pestaggio è stato utilizzato anche un casco.

Gli aggressori si sono poi dileguati in pochi istanti. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri, il 118 e la Polizia Locale. I tre fratelli sono stati trasportati in ospedale, hanno rimediato ferite su tutto il corpo. Per loro prognosi tra i 10 e i 25 giorni.

Indagano i Carabinieri, grazie anche alle testimonianze raccolte sul posto. Resta da chiarire il motivo dell’aggressione, basandosi anche su eventuali rapporti di conoscenza tra i due aggressori e le vittime.

Tragedia di Verona, tra i feriti anche un carabiniere di Bisceglie. Il sindaco: “Giuseppe scosso per la morte dei colleghi”

C’è un carabiniere 45enne originario di Bisceglie, Giuseppe Benso della Squadra operativa di supporto di Mestre, tra i 17 feriti dell’esplosione del casolare avvenuta ieri a Castel D’Azzano, dove tre fratelli avevano saturato i locali con il gas per evitare di venire sfrattati, in cui sono morti tre Carabinieri. Tra le vittime  il 56enne Luogotenente Marco Piffari, originario di Taranto. Oltre a lui hanno perso la vita il Carabiniere Scelto Davide Bernardello e il Brigadiere Capo Valerio Daprà.

Il carabiniere di Bisceglie ha riportato ustioni a viso e mani ed è ricoverato nell’ospedale di Mestre. Il sindaco di Bisceglie, Angelantonio Angarano, ha incontrato la sua famiglia. “Nel pomeriggio ho portato il nostro affettuoso saluto, l’abbraccio corale e la vicinanza della città ai genitori di Giuseppe – si legge sui social -. Il nostro concittadino non è in pericolo di vita ma è comprensibilmente molto scosso per la morte dei suoi colleghi”.

“Ancora sgomenti e increduli per la follia del gesto che ha provocato così tanto dolore, ci stringiamo attorno a Giuseppe, augurandogli una pronta guarigione e di poterlo abbracciare presto qui a Bisceglie – conclude Angarano-. Il nostro commosso pensiero va anche ai tre carabinieri che hanno perso la vita e alle loro famiglie”.

La tragedia ha scosso l’Italia intera. Nell’esplosione sono rimasti feriti altri 11 carabinieri, tre poliziotti e un vigile del fuoco, tutti ricoverati nei vari ospedali della provincia scaligera, per ustioni e ferite ma non in pericolo di vita. Le vittime, assieme alle squadre speciali dell’Arma stavano intervenendo per sgomberare l’edificio, pignorato da anni e dal quale dovevano venire evacuati i tre, Franco, Dino e Maria Luisa Ramponi, agricoltori e allevatori da tempo alle prese con problemi finanziari e ipotecari.

Lo sgombero era stato programmato da giorni dopo vari tentativi negli ultimi anni mai andati a buon fine, anzi con precedenti minacce di farsi saltare in aria. Così sono stati fatti arrivare sul posto carabinieri dei Reparti speciali e agenti dell’Uopi, specializzati in azione antiterrorismo. La casa era però già satura di gas e l’esplosione è stata innescata all’apertura della porta d’ingresso, che ha investito le forze dell’ordine e i vigili del fuoco che stavano facendo irruzione. L’intero casolare, di due piani, è crollato travolgendo i militari e gli agenti. Sul posto erano presenti anche i Vigili del fuoco che sono intervenuti immediatamente, ma per i tre carabinieri non c’è stato nulla da fare.

Dei tre fratelli Franco è scappato ed è stato poi trovato e fermato poco lontano, Maria Luisa e Dino sono ricoverati ma non in pericolo di vita, e sono piantonati in stato di fermo all’ospedale.

 

Spaccio di cocaina a Trani e Bisceglie gestito anche dal carcere: 7 misure cautelari. Sequestri da 130mila euro

Una rete di spaccio gestita anche da chi era in carcere. Cocaina distribuita in diverse zone di Trani e Bisceglie e chiamata da fornitori e pusher ricci di mare, vaschette di alici o datteri per evitare di essere scoperti dai finanzieri che però erano già sulle loro tracce.

Per questa ragione cinque persone sono state arrestate, un altro degli indagati è stato raggiunto da obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e la settima persona coinvolta da misura interdittiva: per i prossimi 5 anni non potrà esercitare attività imprenditoriale né ricoprire uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese.

I provvedimenti cautelari sono stati emessi dal gip del Tribunale di Trani su richiesta della procura. Gli indagati hanno tra i 20 e i 50 anni, e in gran parte hanno precedenti penali.

Per tutti le accuse, contestate a vario titolo, sono produzione, traffico e detenzione illecita di sostanze stupefacenti o psicotrope, trasferimento fraudolento di valori, accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione da parte di soggetti detenuti, favoreggiamento personale.

L’inchiesta, denominata Ricci di mare e coordinata dalla procura di Trani, ha portato anche al sequestro preventivo di 130mila euro e di un’attività commerciale di Trani che per gli investigatori era “fittiziamente intestata per eludere le disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione patrimoniali”.

Le indagini sono iniziate dopo che ad un posto di blocco sono stati sequestrati un chilo di cocaina e 60mila euro in contanti. Così, i militari sono risaliti, grazie anche a intercettazioni ambientali e telefoniche, alle piazze dello smercio di droga e ai nomi criptici utilizzati dagli indagati.

Nei mesi durante i quali sono stati svolti gli accertamenti, sono state arrestate due persone in flagranza di reati e sottoposto a sequestro più di un chilo di droga.