Omicidio in discoteca a Bisceglie, celebrati i funerali di Filippo Scavo: cerimonia privata al cimitero di Carbonara

Si sono svolti all’alba di questa mattina, nel cimitero di Carbonara, i funerali di Filippo Scavo, il quarantenne ucciso con un colpo d’arma da fuoco all’interno di una discoteca di Bisceglie alcune settimane fa.

La cerimonia funebre si è tenuta in forma strettamente privata, alla presenza di pochi familiari e conoscenti. Massiccio il dispositivo di sicurezza predisposto dalle forze dell’ordine, presenti con numerosi uomini per presidiare l’area del cimitero durante lo svolgimento delle esequie.

 

Bisceglie, ladri senza cuore rubano 150 chili di alimenti alla Caritas: due arresti. Refurtiva recuperata e restituita

Due persone sono state arrestate a Bisceglie per aver rubato cibo alla Caritas. A incastrarli sono state non solo la scorta di omogeneizzati, pomodori pelati e passata di pomodoro stipati a casa, ma anche le immagini del sistema di videosorveglianza in cui si vedono portar via gli alimenti dopo aver scassinato la porta della sede di via Professor Terlizzi, nel centro abitato.

Così i carabinieri li hanno identificati. Si tratta di tre uomini di 27, 53 e 57 anni accusati in concorso di furto e danneggiamento. I primi due sono agli arresti domiciliari, il terzo invece ha l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e l’obbligo di dimora nel comune di residenza.

Secondo quanto ricostruito, i tre lo scorso 17 marzo, avrebbero spaccato il lucchetto e la porta di ingresso della sede Caritas riuscendo a portare via 150 chili di prodotti alimentari, trasportati grazie a un’auto e una moto. La refurtiva è stata riconsegnata al referente cittadino della Caritas.

Omicidio Filippo Scavo, i tre indagati non rispondono al gip. Morelli: “Non ho visto niente”

Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere i tre indagati (Dylan Capriati, Nicola Morelli e Aldo Lagioia) fermati martedì per l’omicidio di Filippo Scavo, il 43enne del clan Strisciuglio di Bari ucciso la notte del 19 aprile scorso nella discoteca ‘Divine Club’ di Bisceglie.

I tre sono comparsi oggi davanti al gip per la convalida del fermo. Morelli, assistito dall’avvocato Valeria Volpicella, ha rilasciato dichiarazioni spontanee dicendo di aver avuto un incontro estemporaneo con gli altri due, di conoscere soltanto Dylan Capriati e di aver conosciuto Lagioia in quell’occasione.

Morelli avrebbe anche riferito di non aver assistito all’omicidio, ma di aver soltanto sentito gli spari. Il suo legale ha chiesto la revoca della detenzione il carcere. La decisione del giudice potrebbe arrivare già oggi.

In mattinata sono iniziati anche gli interrogatori degli 11 arrestati, sempre martedì, nell’ambito delle indagini sull’omicidio di Raffaele ‘Lellò Capriati, ucciso la sera di Pasquetta del 2024. Dell’omicidio sono accusati Luca Marinelli e Nunzio Losacco, entrambi del clan Strisciuglio. Gli altri 9 arrestati, invece, devono rispondere delle diverse schermaglie avvenute negli anni tra i rampolli dei clan Capriati e Strisciuglio, rivali dal 1997.

Tra questi ci sono i due figli di Raffaele Capriati, Sabino e Christian, e il figlio del boss Sigismondo Strisciuglio, Domenico. I due gruppi si sarebbero fronteggiati armi in pugno in diverse occasioni. Per la Dda di Bari, l’omicidio di Scavo sarebbe una vendetta per quello di Capriati. Lo stesso Scavo, il 29 marzo 2024, avrebbe minacciato con una pistola Christian Capriati nel pub ‘Demetrà di Bari, da quanto raccontato da Scavo agli inquirenti a causa di uno sguardo di troppo nei confronti di una ragazza. Qualche ora dopo Capriati, suo fratello e Onofrio Lorusso avrebbero ferito a colpi di pistola due ragazzi del clan Strisciuglio. A quel punto, sarebbe arrivato l’ordine di uccidere Raffaele Capriati (che qualche mese prima aveva mediato una tregua tra i rampolli dei due clan), freddato mentre si trovava in macchina nel quartiere Torre a Mare. Due anni dopo, a uccidere Scavo sarebbe stato Dylan Capriati, nipote di Raffaele.

Travolta e uccisa da un albero, inchiesta sulla morte della 12enne Alicia Amoruso: perquisizioni a Bisceglie

Sono in corso da parte dei carabinieri perquisizioni nella sede di una impresa che si occupa, in appalto, della manutenzione del verde a Bisceglie, nel nord Barese.

L’attività dei militari si inserisce nell’ambito dell’inchiesta aperta dalla Procura di Trani e finalizzata a fare chiarezza sulla morte di Alicia Amoruso, la 12enne travolta e uccisa da un pino sradicato dal vento lo scorso 13 aprile. L’inchiesta, aperta per concorso in omicidio colposo, conta cinque indagati.

Si tratta al momento, di dirigente, funzionari tecnici e istruttori della Ripartizione pianificazione, programmi ed Infrastrutture del Comune di Bisceglie e dello sportello Patrimonio demanio e Attività manutentive. I carabinieri dovranno acquisire e analizzare documenti utili all’indagine.

Filippo Scavo ucciso in 11 secondi, era entrato nella discoteca per sfuggire ai killer: “Poteva essere una strage”

Undici secondi per uccidere Filippo Scavo all’interno del Divine Club di Bisceglie. È la ricostruzione della Direzione distrettuale antimafia di Bari sull’omicidio avvenuto all’alba del 19 aprile scorso, per il quale sono finiti in carcere Dylan Capriati, Aldo Lagioia e Michele Morelli. I tre indagati sono accusati, a vario titolo, di omicidio aggravato dal metodo mafioso e dalla finalità di favorire il clan Capriati, oltre che di detenzione e porto illegale di armi.

Secondo gli investigatori, Capriati e Lagioia sarebbero entrati nel locale armati, mentre Morelli avrebbe avuto un ruolo di supporto. Le immagini delle telecamere mostrerebbero un primo tentativo fallito all’esterno della discoteca: Scavo sarebbe riuscito a rientrare nel locale cercando rifugio tra la folla, ma i tre lo avrebbero inseguito e colpito mortalmente pochi secondi dopo.

Secondo gli inquirenti, gli addetti alla sicurezza avrebbero ceduto alle pressioni del gruppo, consentendo l’accesso nonostante la presenza delle armi. «Poteva essere una strage», ha commentato la pm Bruna Manganelli. Per la Dda non si è trattato di una lite degenerata casualmente, ma dell’ennesimo capitolo della storica faida tra i clan Capriati e Strisciuglio.

L’omicidio sarebbe maturato come vendetta per la morte di Lello Capriati, assassinato a Torre a Mare il 1° aprile 2024. Per quell’agguato risultano indagati Luca Marinelli e Nunzio Losacco, ritenuti vicini agli Strisciuglio. Alla base dell’escalation ci sarebbe stata una serie di tensioni nate nella movida barese, culminate prima in una lite al pub Demetra tra Scavo e Christian Capriati e poi in una sparatoria a Carbonara compiuta dai figli di Lello Capriati.

Filippo Scavo ucciso in discoteca da Dylan Capriati e due amici: l’omicidio d’onore ripreso dalle telecamere

Emergono nuovi dettagli sull’omicidio di Filippo Scavo, 42enne detto Uecchione, esponente del clan Strisciuglio di Bari ucciso nella notte tra il 18 e il 19 aprile nella discoteca Divine Club di Bisceglie.

Per l’omicidio sono stati fermati Dylan Capriati, 22 anni, figlio di Mimmo (assassinato nel 2018) e nipote di Lello (ucciso a Pasquetta del 2024 in un agguato mafioso), e altri due giovani, Nicola Morelli, 21 anni oggi, e Aldo Lagioia, 22 anni, di Corato, tutti ritenuti appartenenti al clan Capriati. I tre sono accusati di omicidio premeditato e porto abusivo di arma da fuoco aggravati dal metodo mafioso e dall’agevolazione di un sodalizio mafioso.

Secondo quanto ricostruito dalle indagini, si tratta di un omicidio d’onore per vendicare la morte di Lello Capriati. L’omicidio Scavo è stato ricostruito grazie alle immagini delle telecamere e alle intercettazioni. L’agguato si è consumato alle 3,53 dopo che Filippo Scavo era rientrato nel privè. Capriati e Lagioia, armati, insieme al complice Nicola Morelli, sono riusciti con la forza a farsi aprire la porta di accesso al locale e poi avrebbero sparato al 42enne, scappando con le armi ancora in pugno a bordo di una Lancia Y.

In precedenza si era già consumata una lite  all’esterno della discoteca, in cui già ci sarebbe stato un tentativo di omicidio. A uccidere Scavo un solo colpo al di sotto della base del collo. I tre giovanissimi sapevano di essere stati individuati anche perché riconosciuti in discoteca. In particolare Nicola Morelli stava per scappare a Napoli.

Filippo Scavo era il “ragazzo” di Carlo Alberto Barresi, a sua volta fratello di sangue di Luca Marinelli, arrestato oggi perché ritenuto esecutore materiale dell’omicidio di Lello Capriati, zio di Dylan.

 

Omicidi di Lello Capriati e Filippo Scavo, blitz antimafia all’alba: 11 arresti e 3 fermi. Duro colpo ai clan

Sono 11 le persone arrestate e 3 quelle fermate nell’ambito delle indagini sugli omicidi di Lello Capriati, assassinato a Bari il primo aprile 2024 e di Filippo Scavo, il 43enne ucciso a colpi di arma da fuoco lo scorso 19 aprile nella discoteca Divine Club di Bisceglie, nel nord Barese.

Le persone coinvolte sono ritenute esponenti dei clan baresi rivali Strisciuglio e Capriati ai quali sono riconducibili gli ultimi episodi di sangue, avvenuti a Bari e a Bisceglie. Eseguiti anche perquisizioni e sequestri. L’operazione è condotta da carabinieri, polizia e guardia di finanza coordinati dalla Dda di Bari.

Omicidio a Bisceglie, Angelo Pizzi ucciso nel ristorante: tre le armi usate nell’agguato. Disposta l’autopsia

Sono tre le armi usate nell’agguato in cui è morto Angelo Pizzi, il 62enne responsabile di sala ucciso per errore lo scorso 30 aprile mentre era a lavoro nel ristorante Spaghetteria numero uno di Bisceglie, nel nord Barese.

Si tratta di due pistole e un’arma a canna lunga, forse una mitraglietta. È uno dei dettagli che emerge dall’inchiesta sul delitto, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Bari.

Sono una quindicina i bossoli repertati dai carabinieri della Sezione scientifica e di calibro differente su cui sono in corso esami balistici. Gli accertamenti dovranno stabilire se a sparare siano state tre persone o se uno dei sicari impugnasse due armi.

Le prime risposte potrebbero arrivare dall’autopsia. L’incarico è stato conferito questa mattina a Maricla Marrone, dell’Istituto di Medicina legale del Policlinico di Bari. Gli accertamenti autoptici infatti, chiariranno se a premere il grilletto siano state due o tre persone che poi sono fuggite a bordo di una utilitaria di colore scuro.

I carabinieri del Nucleo investigativo del comando provinciale di Trani e della Tenenza di Bisceglie hanno già ascoltato i dipendenti del ristorante e il titolare, un 40enne con diversi precedenti penali, ritenuto vicino a uno dei clan della criminalità organizzata barese. L’uomo avrebbe riferito di essere convinto che i colpi non erano destinati al 62enne.

Nel ristorante, al momento dell’agguato, c’erano cinque clienti che si trovavano in una saletta attigua: hanno sentito il rumore dei colpi ma non hanno assistito al delitto. Il ristorante è stato messo sotto sequestro. Utile agli accertamenti investigativi, sarà anche l’analisi dei sistemi di videosorveglianza del ristorante e della zona, che aiuteranno a ricostruire l’esatta dinamica dell’omicidio.

Omicidio Pizzi a Bisceglie, il titolare è fuggito e si è riparato nel ripostiglio del ristorante. Arriva Piantedosi in Puglia

Non era Angelo Pizzi, 62 anni, il vero obiettivo del commando armato che ha aperto il fuoco nella “Spaghetteria n. 1”. Secondo gli inquirenti, l’uomo, direttore di sala, si sarebbe trovato sulla traiettoria dei colpi, facendo da scudo al titolare del locale, riuscito a fuggire nascondendosi in un ripostiglio.

Gli aggressori, tre uomini a volto coperto arrivati in auto con un complice alla guida, sono riusciti a dileguarsi. L’omicidio si inserirebbe nella faida tra i clan baresi Strisciuglio e Capriati, in lotta per il controllo delle piazze di spaccio. Sul caso indaga la Direzione distrettuale antimafia: Pizzi sarebbe stato colpito da quattro proiettili e finito mentre era a terra.

Intanto cresce l’allarme sicurezza. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi annuncia una visita in Puglia a causa dell’escalation di violenza degli ultimi giorni tra omicidi, sparatorie e agguati. mentre la prefetta Flavia Anania ha disposto il rafforzamento dei controlli con l’invio di nuovi carabinieri. In corso verifiche sui legami con la criminalità organizzata, dopo l’analisi del comitato provinciale per l’ordine pubblico.

Omicidio a Bisceglie, ucciso per errore nel ristorante: “Angelo era una persona onesta”. Il titolare: “Ero io l’obiettivo”

“Una persona “mite, seria sul lavoro e onesta. Mai un problema con la giustizia”. Così, è stato descritto dai suoi familiari e dai colleghi, Angelo Pizzi il responsabile di sala del ristorante Spaghetteria numero 1 di Bisceglie, nel nord Barese, ucciso per errore nel corso di un agguato avvenuto ieri sera.

Il vero bersaglio di chi ha premuto il grilletto, secondo gli investigatori, sarebbe il titolare del ristorante, un 40enne con diversi precedenti e in qualche modo vicino ad uno dei clan di spicco della criminalità organizzata barese, i Capriati. L’uomo, come tutti i dipendenti del locale, è stato ascoltato dagli investigatori e sarebbe stato egli stesso a dirsi convinto di essere il vero obiettivo dei killer.

Ad agire, secondo quanto ricostruito finora dei carabinieri del Nucleo investigativo di Trani e della Tenenza di Bisceglie coordinati dalla Dda di Bari, sarebbero state almeno due persone con i volti coperti da passamontagna, arrivate e poi fuggite su una utilitaria di colore scuro. L’azione è stata rapidissima.

All’ingresso del locale hanno aperto il fuoco: 15 i bossoli repertati ma è da accertare se siano stati sparati con una o più pistole. Sulla traiettoria di fuoco c’era la vittima che è stata ferita a morte. Nel ristorante non c’erano molti clienti, cinque in tutto, che si trovavano in una saletta attigua: hanno sentito solo il rumore dei colpi ma non hanno assistito al delitto.

Il ristorante è stato messo sotto sequestro mentre il corpo del 62enne, che lascia una compagna e una figlia, è a disposizione dell’autorità giudiziaria. Utili agli accertamenti investigativi, sarà l’analisi dei sistemi di videosorveglianza del ristorante e della zona che aiuteranno a ricostruire l’esatta dinamica dell’omicidio.

“A testa alta e senza paura”, ha scritto sui social il sindaco di Bisceglie, Angelantonio Angarano ricordando che la città “ha scelto da che parte stare: siamo con il prefetto, la magistratura e le forze dell’ordine”. “Dobbiamo essere uniti per riportare sul territorio legalità e giustizia – ha concluso – ognuno deve fare la propria parte”.