Pistola, machete, droga e oltre 25mila euro in casa: un arresto e tre denunce a Bisceglie

I carabinieri di Bisceglie hanno arrestato in flagranza di reato un 32enne del posto per produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti e detenzione abusiva di arma clandestina.

Nel corso di una perquisizione domiciliare è stata infatti trovata una pistola calibro 9 corto con matricola abrasa, 6 proiettili, un grammo di marijuana e la somma di 1175 euro in contanti, ritenuti provento di attività illecita.

Altre tre persone sono state denunciate in stato di libertà: un uomo e una donna conviventi, sorpresi con 24mila euro in contanti di cui non hanno saputo giustificare la provenienza e ritenuta provento di attività illegale, e un giovane trovato con un machete di 50 centimetri. Tutto il materiale rinvenuto è stato sottoposto a sequestro penale.

“Meloni, Tajani, Salvini farete la fine di Mussolini”, polemiche a Bisceglie per lo striscione: “Grave e intollerabile”

Uno striscione con su scritto ‘Meloni, Tajani, Salvini farete la fine di Mussolini’ è stato esposto ieri sera a Bisceglie, nel nord Barese, nel corso della manifestazione organizzata per esprimere solidarietà agli attivisti della Global Sumud Flotilla e vicinanza alla popolazione palestinese.

A denunciarlo è la consigliera regionale di Fratelli di Italia e originaria di Bisceglie, Tonia Spina che in una nota chiede al sindaco della città, Angelantonio Angarano di prendere le distanze dall’iniziativa.

“Lo striscione è un gesto gravissimo e intollerabile. Non siamo di fronte a una libera opinione, ma ad un messaggio di odio che richiama scenari di morte e violenza, contrari a ogni principio democratico”, sostiene Spina che si rivolge al primo cittadino “che ha patrocinato l’evento” per chiedergli di “prendere pubblicamente le distanze e condannare senza ambiguità quanto accaduto”.

“Tacere – aggiunge – significherebbe legittimare un linguaggio violento che non appartiene alla nostra città”. “La libertà di manifestare è sacra, ma non può trasformarsi in licenza di insultare e minacciare – conclude -. Bisceglie merita di essere ricordata come città di dialogo e non come scenario di derive estremiste”.

Sequestro lampo di un imprenditore di Bisceglie, 8 indagati e 7 arresti: tra loro padre e figlio

Sette persone di età compresa tra 78 e i 36 anni sono state arrestate dagli agenti della squadra mobile di Andria perché considerati responsabili di un sequestro lampo di un imprenditore della zona.

Il 78enne di Bisceglie si trova agli arresti domiciliari, gli altri tutti di Andria e con precedenti penali, sono in carcere. Tra loro ci sono anche un padre e suo figlio.

Le accuse, contestate a vario titolo, sono di sequestro di persona a scopo di rapina, tentata rapina aggravata dall’uso di armi, detenzione e spendita di banconote false.

Gli indagati, secondo l’inchiesta coordinata dalla procura di Trani e denominata Game over, sono complessivamente otto. Ulteriori dettagli sull’operazione saranno resi noti in mattinata.

West Nile, 53enne positiva ad Andria. L’Asl: “Sta bene non è in pericolo di vita”

Una donna di 53 anni di Andria è ricoverata nell’unità operativa di Malattie infettive dell’ospedale di Bisceglie perché risultata positiva al virus della West Nile.

Lo rende noto la Asl Bat spiegando che “le condizioni della paziente sono buone e non è mai stata in pericolo di vita”. Si tratta del primo caso registrato nel nord Barese.

L’azienda sanitaria ricorda che del virus sono portatori “gli uccelli selvatici e le zanzare le cui punture sono il principale mezzo di trasmissione all’uomo”. La febbre West Nile non si trasmette da persona a persona tramite il contatto con le persone infette”, aggiunge la Asl Bat.

“Oltre il 90 per cento dei casi resta asintomatico o ha sintomi lievi. Solo raramente si registrano encefaliti”, dice Tiziana Dimatteo, commissario straordinario della Asl Bt ricordando che “per prevenire la puntura di zanzara si raccomanda di evitare ristagni d’acqua, usare repellenti e proteggere gli ambienti di vita con zanzariere”. “Si tratta di gesti di prevenzione semplici che però risultano di fondamentale aiuto”, conclude.

Sequestro lampo sulla Bisceglie-Andria, imprenditore picchiato e rilasciato in campagna: indagini in corso

Un imprenditore di circa 50 anni ieri mattina è stato vittima di un sequestro lampo sulla strada che collega Bisceglie ad Andria. L’uomo si trovava a bordo della sua auto ed è stato affiancato da due vetture.

Il 50enne è stato costretto a scendere e salire su un altro mezzo, prima di essere picchiato e rilasciato dopo poco dal commando nelle campagne di Andria. Qui è riuscito a dare l’allarme e chiamare i soccorsi.

La vittima ha raccontato di non aver pagato nulla per essere liberato. Sulla vicenda indagano i Carabinieri.

Bisceglie, si finge il nipote al telefono e si fa consegnare 5mila euro da 90enne: arrestato 21enne

Un 21enne residente a Pomigliano d’Arco è stato arrestato per truffa aggravata ai danni di una 90enne di Bisceglie. Il modus operandi è lo stesso: al telefono qualcuno si è spacciato per il nipote e ha chiesto un pagamento in soldi e gioielli per liberare il padre appena fermato dai Carabinieri.

Poco dopo si è presentato un finto carabiniere in borghese alla casa della vittima che ha consegnato 5mila euro in contanti e oggetti in oro. Solo dopo aver raccontato l’accaduto al figlio, l’anziana ha capito di essere stata truffata. Così ha denunciato tutto ai Carabinieri che hanno avviato le indagini.

Il 21enne è stato identificato grazie anche alla visione delle telecamere di videosorveglianza. Si cercano i complici perché il giovane non è entrato in azione da solo. L’episodio risale a maggio.

 

Bisceglie, ritorno di fiamma durante il barbecue: dopo 10 giorni di agonia muore il 20enne Salvatore Ciciriello

Non ce l’ha fatta Salvatore Ciciriello, il 20enne che era rimasto gravemente ustionato lo scorso 10 luglio mentre si trovava davanti al barbecue nel piccolo cortile della casa situata in via Fragata a Bisceglie.

Il giovane era stato ricoverato nel reparto di Rianimazione del Policlinico di Bari a causa delle gravi ustioni riportate ed este su gran parte del corpo. Dopo 10 giorni di agonia si è spento.

Nell’incidente domestico è rimasto ferito anche il fratello 14enne che ha rimediato ferite da ustioni su viso, braccia e torace. Secondo le indagini, i due avrebbero usato del liquido infiammabile per alimentare il fuoco della brace. Una fiammata di ritorno li ha però travolti.

Paura a Bisceglie, ritorno di fiamma durante il barbecue: ustionati due fratelli di 15 e 20 anni. Grave il più grande

Un 20enne e un ragazzino di 15 anni sono rimasti ustionati ieri sera a Bisceglie, nel nord Barese, nell’incendio divampato dal barbecue che avevano in casa.

L’episodio è accaduto in una palazzina di via Fragata, a ridosso del centro cittadino. A metterli in salvo sono stati i vigili del fuoco che hanno subito domato il rogo. I due feriti, soccorsi dal personale del 118, sono stati stabilizzati in ospedale a Bisceglie e poi trasferiti a Bari.

Le condizioni del ventenne, ricoverato nel reparto di Rianimazione del Policlinico di Bari a causa delle ustioni estese su gran parte del corpo, sono definite dai medici “molto gravi”.

Il 14enne invece, è ricoverato nel Centro ustioni e ha riportato ferite per oltre il 30 per cento del corpo. Sull’adolescente sono stati eseguiti dall’equipe sanitaria i primi trattamenti per la rimozione dei tessuti ustionati. Per entrambi la prognosi è riservata.

I due ragazzi, secondo una ricostruzione, avrebbero usato dell’alcol per alimentare le fiamme da cui sarebbero poi stati avvolti. Intorno al barbecue si trovavano sei persone.

Tragedia sull’A1, schianto nel ritorno dalla laurea della figlia: Bisceglie piange Emanuele Cosmai e Patrizia Firrao

Sono Emanuele Cosmai, di 57 anni, e sua moglie Patrizia Firrao, di 58, entrambi di Bisceglie, nel nord Barese, le vittime dell’incidente avvenuto ieri sera sulla autostrada A1 all’altezza del bivio per la diramazione Roma Sud.

Con loro in auto c’erano una delle loro figlie, e un carabiniere collega dell’altra figlia della coppia. I due sono rimasti feriti gravemente e sono stati trasportati in ospedale in elicottero. L’auto a bordo della quale viaggiavano si è scontrata con un furgone il cui conducente è rimasto ferito. La famiglia rientrava a Bisceglie dopo la laurea di una delle loro figlie.

A manifestare vicinanza e cordoglio è il sindaco di Bisceglie, Angelantonio Angarano in un post sui social. “Siamo profondamente addolorati per la tragica scomparsa di due nostri concittadini in un incidente stradale a Roma. un’altra terribile tragedia della strada strappa brutalmente alla vita una coppia biscegliese, dilaniando una famiglia”, scrive il sindaco ricordando Rosa Mastrototaro e sua figlia Margherita Di Liddo, incinta di un bimbo, morte nell’aprile scorso in uno scontro stradale avvenuto tra Andria e Bisceglie.

“Ai familiari, ai parenti, agli amici” della famiglia Cosmai va “la nostra vicinanza, il nostro abbraccio più caloroso nell’auspicio che possa sostenerli in questo momento così delicato e difficile. Ai feriti, il nostro augurio di guarigione”, aggiunge.

Cordoglio è stato espresso da Unarma Puglia, sindacato dei carabinieri che in un comunicato si dice vicino alla figlia delle vittime che è maresciallo dei carabinieri, e augura “un rapido recupero” al maresciallo dei carabinieri che è rimasto ferito nell’incidente: “La speranza di vederlo tornare al più presto alla sua vita e ai suoi affetti è condivisa da tutti i colleghi”, afferma Unarma.

Timbra il badge e torna a casa durante il turno in ospedale: il medico assenteista di Bisceglie non risponde al gip

Sante Alessandro Baccaro, il medico 51enne del reparto di Anestesia e rianimazione dell’ospedale Vittorio Emanuele II di Bisceglie, finito agli arresti domiciliari per truffa aggravata e false attestazioni, si è avvalso della facoltà di non rispondere durante l’interrogatorio di garanzia.

Ha però rilasciato alcune dichiarazioni spontanee dinanzi alla gip del Tribunale di Trani, Lucia Anna Altamura. Secondo l’accusa il medico 51enne, per diversi mesi, avrebbe timbrato il cartellino presenze per poi lasciare, subito dopo, il reparto e tornare a casa in auto o in bici.

Anche quando i poliziotti hanno eseguito l’ordinanza cautelare il medico aveva timbrato e stava lasciando la struttura ospedaliera.

“Il mio cliente ha manifestato un forte senso di frustrazione e resipiscenza – le parole del suo legale riportate da La Gazzetta del Mezzogiorno -. Non è stata avanzata alcuna richiesta di attenuazione della misura in attesa di ulteriori sviluppi anche in relazione a fatti nuovi che potrebbero attenuare le esigenze cautelari. Baccaro esprime ancora una volta la massima fiducia verso la magistratura e le decisioni che saranno adottate dalla stessa”.