Pezzi di auto rubate, armi e ordigni. La scoperta in una “residenza estiva” a Trani: due denunce – FOTO

Un complesso nelle campagne di Trani, apparentemente una residenza estiva e protetto da un sofisticato sistema di videosorveglianza, nascondeva in realtà un deposito di auto rubate e un arsenale.

L’operazione dei Baschi Verdi della Guardia di Finanza di Bari, supportati dalla Sezione Aerea, ha portato alla denuncia di due persone già note alle forze dell’ordine.

Durante la perquisizione sono stati trovati numerosi pezzi di auto rubate (Fiat 500L, 500 Abarth e Peugeot 208), due pistole con munizioni, casacche contraffatte della Guardia di Finanza e due ordigni artigianali.

Gli artificieri hanno fatto brillare le bombe, confermandone l’elevata pericolosità. I due sono stati denunciati per ricettazione e detenzione illegale di armi, munizioni ed esplosivi.

Tragedia a Giovinazzo, incendio nella casa di campagna: 90enne trovata morta. Rogo partito dal climatizzatore

Un’anziana donna di 90 anni è stata senza vita dopo un incendio divampato in una casa di campagna a Giovinazzo. A lanciare l’allarme è stata una vicina che, non vedendola come ogni mattina, ha chiamato i soccorsi.

Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco e il 118. All’origine del rogo probabilmente il malfunzionamento di un climatizzatore, la donna si trovava nella stessa stanza al piano terra.

Cassano, sorpresi a rubare in un fondo agricolo privato: 7 denunce. Sequestrati 25 quintali di olive

Nell’ambito di mirati servizi di controllo disposti dal Comando Provinciale Carabinieri di Bari in occasione della “campagna olearia 2025”, i militari della Compagnia Carabinieri di Altamura hanno denunciato in stato di libertà (fatte salve le valutazioni successive con il contributo della difesa) sette persone, sorprese in flagranza di reato mentre asportavano olive da un fondo agricolo privato in Cassano delle Murge (BA).

L’intervento tempestivo dei militari, a seguito di segnalazione pervenuta da privato cittadino nonché da personale di vigilanza privata, ha consentito di recuperare circa 2.500 chilogrammi di olive, già raccolte e pronte per essere trasportate, e di sottoporre a sequestro diversi mezzi agricoli e attrezzature utilizzati per la raccolta e il trasporto del prodotto. Il raccolto è stato successivamente restituito al legittimo proprietario.

L’operazione testimonia il valore aggiunto determinato dalla sinergia tra le istituzioni e i cittadini. Tale sistema integrato di comunicazioni e segnalazioni consente una risposta rapida ed efficace, valorizzando la presenza capillare dell’Arma dei Carabinieri e garantendo una maggiore sicurezza nelle aree rurali.

A riguardo il Comando Provinciale dei Carabinieri di Bari rinnova l’invito ai cittadini e agli operatori del comparto agricolo a segnalare tempestivamente qualsiasi movimento sospetto, contribuendo così alla tutela delle produzioni locali e al contrasto dei reati che danneggiano il settore.

È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che alle attività citate seguirà il confronto con la difesa degli indagati, la cui eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo nel contraddittorio tra le parti.

Furti in campagna, cercano di portare via 150 chili di olive: due persone soprese dalla Polizia a Bitonto

Nell’ambito dei mirati servizi di controllo del territorio effettuati dalla Polizia di Stato e finalizzati alla prevenzione e repressione dei reati, anche in ambito agricolo in concomitanza con la campagna olivicola, gli agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Bitonto hanno intensificato la vigilanza in città e lungo le strade provinciali e interpoderali che collegano i terreni agricoli ai frantoi del territorio, individuate come principali vie di transito utilizzate dai ladri di olive.

Durante i controlli nelle aree dell’agro bitontino, due persone sono state sorprese mentre cercavano di impossessarsi di circa 150 chilogrammi di olive. Sottoposti a controllo 53 veicoli ed identificate 89 persone, 37 delle quali gravate da segnalazioni di polizia. Effettuate 3 perquisizioni, una denuncia in stato di libertà per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Modugno, rubano 53 quintali di olive in campagna: denunciati due uomini di Bitonto e Bitritto

I Carabinieri della Compagnia di Modugno hanno denunciato in stato di libertà due uomini per furto aggravato in concorso. I militari dell’Arma, a conclusione degli accertamenti (fatte salve le valutazioni successive con il contributo della difesa), hanno identificato e denunciato due uomini, di 49 e 54 anni, ritenuti responsabili di furto aggravato di olive.

In particolare, in seguito alla segnalazione pervenuta al NUE 112 del proprietario di un fondo agricolo, i Carabinieri sono intervenuti nel comune di Modugno in contrada Balsignano, dove hanno identificato i due uomini, originari rispettivamente di Bitonto e Bitritto, i quali, avvalendosi di appositi attrezzi, avevano già raccolto circa 53 quintali di olive, caricate in due carrelli agricoli, del valore stimato di circa 6.000 euro.

Nell’occorso, i Carabinieri hanno sequestrato e restituito l’intero quantitativo di olive all’avente diritto, che, nel frattempo, aveva formalizzato la denuncia per il furto subito. L’operazione rientra nell’ambito dei mirati servizi di controllo del territorio svolti dal Comando Provinciale Carabinieri di Bari, a seguito delle determinazioni assunte dal Prefetto di Bari in sede di Comitato Provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, finalizzati anche alla prevenzione e repressione dei reati in ambito agricolo, stante l’inizio della campagna olearia.

È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che alle attività citate seguirà il confronto con la difesa degli indagati, la cui eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo nel contraddittorio tra le parti.

Scoperta choc a Locorotondo: dispositivi medici per persone non autosufficienti abbandonati in campagna

Scoperta choc nelle campagne di Locorotondo. Michelangelo Schiavone, guardia ambientale dell’organizzazione Wardapark, ha trovato nel corso di un’ispezione alcuni dispositivi medici utilizzati da persone in gravi condizioni, alcuni per l’alimentazione artificiale, altri per il supporto alla respirazione, abbandonati in contrada Serrullo.

I dispositivi erano all’interno di un bustone, ancora sigillati, e abbandonati nei pressi di un muretto a secco. L’azienda fornitrice è stata subita contattata e ha predisposto subito il ritiro dei supporti medici, ora custoditi dalle guardie ambientali. Venerdì un addetto dell’azienda del nord Italia si recherà nella sede delle Guardie del gruppo Wardapark per esaminare insieme con attenzione i dati a disposizione oltre che per ritirare il materiale trovato.

“La cosa peggiore è che si tratta di dispositivi medici utilizzati solitamente su pazienti gravissimi e terminali, alcuni per alimentare altri per permettere di respirare – si legge nel post di denuncia pubblicato sui social -. Tutte confezioni nuove e sigillate destinate a pazienti che non li hanno mai ricevuti”.

“Sono sconcertato da questo ritrovamento – le parole di Schiavone -. Forse qualcuno nell’attesa di ricevere questo materiale salvavita probabilmente la vita l’ha persa. Ci impegniamo molto per la sensibilizzazione riguardo norme ambientali, ma qui, mi pare, che si sta perdendo proprio anche la più basilare sensibilità che riguarda il rispetto altrui e per la vita stessa”.

Roghi tossici in campagna, un anno dopo nulla è cambiato a Valenzano: “Aria irrespirabile la nostra salute è a rischio”

Non si placano le lamentele di alcuni residenti di Valenzano a causa degli incendi e dei roghi che si sviluppano in particolare in contrada Varvavecchia, area situata al confine con il quartiere Ceglie del Campo di Bari.

Un fenomeno che desta particolare preoccupazione a causa della combustione e dell’emissione di sostanze tossiche con il propagarsi di fumi densi e maleodoranti che rendono l’area irrespirabile, in particolare durante l’estate.

Tutto questo determina un peggioramento della qualità dell’aria e mette a serio pericolo la salute pubblica. Nell’area ci sono diverse discariche a cielo aperto e diversi materiali di ogni tipo pronti ad essere incendiati in particolare  nelle ore serali-notturne.

Una tematica su cui anche Quinto Potere ha acceso i riflettori e che è stata affrontata anche un anno fa in Prefettura dal Comitato Provinciale di Ordine e Sicurezza Pubblica. “La politica locale, dopo il grande clamore pubblico suscitato, ci assicurò che si sarebbe impegnata a mettere definitivamente fine alla attività illecita e si fece carico di una serie di iniziative. A parte le belle parole la cittadinanza continua a respirare da anni aria tossica – lamenta una residente -. Noi siamo stanchi, non sappiamo più cosa fare e la situazione  è diventata intollerabile. Siamo costretti a stare in casa con le finestre chiuse perché l’aria è impregnata cronicamente di odori acri e malsani. Stanotte non si respirava. Non riusciamo più a vivere una qualità di vita soddisfacente, siamo arrabbiati e impauriti”.