Incendio nella notte a Canosa di Puglia, in fiamme il furgone di una paninoteca. Il fatto è accaduto intorno alle 5. Il mezzo, divorato dal rogo, era parcheggiato a ridosso di un’area di servizio in via Lavello. La Polizia ha avviato le indagini, al vaglio le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona. Non si esclude che la natura del rogo sia stata dolosa.
Armato entra in pizzeria, tenta la rapina e nella fuga ferisce quattro poliziotti. Follia a Canosa: arrestato 25enne
Un giovane di 25 anni di nazionalità marocchina, è stato arrestato dalla polizia a Canosa di Puglia, nel nord Barese, con le accuse di tentata rapina e lesioni a pubblico ufficiale.
Secondo quanto ricostruito, intorno alle due della notte scorsa, il 25enne avrebbe provato a portare via l’incasso da una pizzeria di corso Garibaldi, a pochi passi dal commissariato.
Dopo aver fatto irruzione nel locale, armato di una bottiglia in vetro spaccata, avrebbe minacciato il pizzaiolo che preso dal panico è fuggito. È stato lui a chiedere aiuto alla polizia.
Al loro arrivo gli agenti hanno trovato l’indagato ancora all’interno della pizzeria e quando hanno provato a bloccarlo, l’uomo avrebbe reagito con violenza colpendo con calci, sputi, pugni e il coccio di bottiglia i poliziotti che sono riusciti a immobilizzarlo riportando però diverse ferite. Il 25enne, risultato privo di permesso di soggiorno, si trova in carcere.
Auto rubate e cannibalizzate, trovate 14 carcasse di auto: blitz nelle campagne fra Trani, Corato, Andria e Canosa
I militari del Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza di Bari hanno scoperto 14 autovetture rubate e nascoste nelle campagne tra Trani, Corato, Andria e Canosa di Puglia.
Ben 11 veicoli sono stati trovati completamente smontati e privi di targhe, tre invece quelli ancora la targa ma parzialmente cannibalizzati, con diverse parti asportate.
I militari sono riusciti a raggiungere i mezzi segnalati dall’elicottero, provvedendo alla restituzione ai legittimi proprietari delle autovetture intatte e identificate con le targhe. Avviate anche le procedure di segnalazione e bonifica ambientale.
Certificati di malattia falsi per giocare a basket, scoperta choc a Canosa: poliziotto interdetto per 6 mesi
Certificati di malattia che lo avrebbero tenuto lontano dal lavoro nel commissariato di polizia a Canosa di Puglia, nel nord Barese ma che gli avrebbero permesso di partecipare agli allenamenti di una squadra di basket. Giorni di permesso dall’ufficio e spesi dietro la palla a spicchi.
Per questo, un appuntato capo di Polizia, di 55 anni originario di Cerignola (Foggia), è stato raggiunto da una interdizione di sei mesi dai pubblici uffici disposta dal tribunale di Trani.
Le indagini, coordinate dalla locale Procura, sono iniziate quando l’uomo è stato sorpreso in campo nonostante risultasse per i colleghi in malattia. L’inchiesta, condotta dagli agenti della Squadra mobile della questura di Andria, ha riguardato diversi periodi di permesso richiesti dal poliziotto: sono così state accertate alcune difformità.
Secondo l’accusa l’assistente capo avrebbe presentato più di 30 certificati medici, ritenuti falsi, e rilasciati da uno studio odontoiatrico di Cerignola e da un medico di base della città. Gli investigatori hanno accertato che le visite mediche non sarebbero mai state effettuate e che i relativi certificati sarebbero stati falsi.
Documenti che il 55enne avrebbe usato per usufruire dei giorni di permesso per malattia. Inoltre, avrebbe usufruito, in maniera difforme dagli usi concessi, di permessi 104 e congedi straordinari.
Tentato omicidio, droga e armi clandestine. Blitz dei Carabinieri all’alba tra Canosa e Bari: 11 arresti
Undici persone sono state arrestate dai carabinieri stamani a Canosa di Puglia, nel nord Barese, con le accuse, contestate a vario titolo e in concorso, di tentato omicidio, detenzione e porto abusivo di armi clandestine ed esplosivi, spazio di sostanze stupefacenti.
Si tratta di componenti di due gruppi criminali rivali che avrebbero innescato una faida tra loro con l’obiettivo di controllare lo smercio di droga in città. Gli indagati, tra cui c’è una donna, hanno una età compresa tra i 20 e i 50 anni. Sette di loro sono finiti in carcere, gli altri invece sono agli arresti domiciliari.
L’operazione, denominata ‘Indagine San Sabino’ perché eseguita alla vigilia della festa patronale dedicata al vescovo diventato santo e protettore della città, è stata condotta dai carabinieri del comando provinciale di Barletta- Andria-Trani con il supporto dei carabinieri del sesto nucleo eliportato cacciatori di Puglia e dal nucleo cinofilo di Modugno (Bari).
I dettagli dell’inchiesta, coordinata dalla Procura di Trani, saranno forniti nel corso di una conferenza stampa che si terrà a Trani, nella sede del comando provinciale dell’Arma, alle ore 10.
Follia a Canosa, uomo pestato con mazza e lasciato esanime a terra: 63enne fermato prima della fuga
Un uomo di 63 anni è stato sottoposto a fermo a Canosa di Puglia, nel nord Barese, perché considerato dagli agenti del locale commissariato di polizia, l’autore della violenta aggressione avvenuta in paese lo scorso 26 maggio ai danni di un suo coetaneo finito poi in ospedale.
Secondo quanto ricostruito dalle indagini coordinate dalla Procura di Trani, i due avrebbero avuto già in passato contrasti culminati nell’ennesima accesa discussione il giorno del pestaggio. La lite sarebbe iniziata a casa della vittima per poi spostarsi in strada.
Lì, il 63enne l’avrebbe colpita a testa e torace con mazza, lasciandola esanime sull’asfalto. A chiedere aiuto al numero unico di emergenza, sono stati alcuni passanti che hanno così permesso l’intervento di polizia e 118.
Ascoltata in ospedale, la vittima avrebbe fornito dettagli sull’aggressore che è stato individuato con certezza sia dall’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona e sia dalle intercettazioni telefoniche.
Il 63enne, che ha precedenti per spaccio e altri reati contro la persona, risponde di tentato omicidio e stalking ed è in carcare a Trani. “Il fermo si è reso necessario – spiegano gli inquirenti in una nota – perché l’indagato era in procinto di lasciare Canosa”.
Il compagno muore, lei si presenta al notaio ma il testamento per l’eredità è falso: indagata 50enne di Canosa
Una 50enne residente a Canosa è indagata con l’accusa di aver presentato un testamento falso per ricevere l’eredità del compagno, scomparso negli scorsi mesi.
La donna, secondo quanto ricostruito, si è presentata davanti ad un notaio e ha estratto il testamento in cui viene nominata erede universale. Ma secondo la procura di Trani il documento è falso.
Così ha ricevuto un avviso di conclusione delle indagini preliminari, notificato dalla sezione di polizia giudiziaria e firmato dal pubblico ministero Marcello Catalano. Nell’eredità sono compresi beni mobili e immobili, conti correnti e anche due cani.
Arresti tra Canosa e Bari, Daniele Boccuto impartiva ordini dal carcere. L’affiliazione mafiosa e “l’alleanza con Putin”
Legami con uno dei più temuti clan foggiani, quello dei Sinesi-Francavilla; riti di affiliazione camorristici; e intrecci con il clan barese Strisciuglio per il rifornimento di armi, anche da guerra.
Sono alcune delle caratteristiche dell’organizzazione criminale attiva in Puglia sotto la guida dal 34enne Daniele Boccuto, che avrebbe impartito ordini dal carcere di Siracusa, dov’è recluso per omicidio, dispersione di cadavere, spaccio di stupefacenti, estorsione, detenzione e porto di armi.
I carabinieri questa mattina, con l’operazione Diomede, hanno arrestato 17 persone appartenenti al gruppo, una delle quali, per vantarsi della disponibilità di armi, diceva che avrebbe potuto allearsi con Putin. Tra le armi in loro possesso c’erano un Ak45 con 4 caricatori, un Ak47 con 2 caricatori, un fucile calibro 32 con 2 caricatori, un fucile a pompa calibro 12 e 1.000 proiettili. La struttura verticistica del gruppo sarebbe riuscita a smerciare droga con introiti pari a tremila euro al giorno.
Le indagini hanno permesso di accertare il coinvolgimento, tra il 2014 e il 2016, di alcuni degli indagati (per due dei quali è stato disposto l’obbligo di dimora), in delitti efferati come un caso di lupara bianca ma anche in episodi estorsivi come quello avvenuto a Canosa di Puglia dieci anni fa quando, in occasione della festa patronale, furono esplosi 53 colpi di kalashnikov verso alcune giostre, nonostante ci fossero tante persone che affollavano il luna park.
Gli indagati, secondo le indagini, avrebbero usato “la forza intimidatrice del capo clan” per costringere i giostrai a pagare somme pari a 1.500 euro e a fornire più di mille blocchetti di biglietti relativi alle giostre.
L’organizzazione prevedeva l’affiliazione in stile mafioso con la recita della ‘favella’, una filastrocca imparata a memoria che segnava l’ingresso tra le fila dei sodali. Gli inquirenti parlano di “liturgia camorristica”, facendo riferimento al “favellante” che avrebbe ripetuto la filastrocca in occasione della celebrazione del rito dinanzi a una immagine sacra e al padrino: il 34enne recluso in Sicilia.
Sarebbe stato lui a “battezzare” gli associati che avrebbero poi dovuto dimostrargli affidabilità, spirito di sacrificio e sentimento di appartenenza. Come avrebbe fatto il braccio destro di Boccuto, Andrea Di Gennaro, 25 anni appena e contatti con i Sinesi-Francavilla di Foggia.
Spaccio di cocaina, armi da guerra e pizzo al luna park. Blitz tra Bari e Canosa al clan Boccuto: 17 arresti
Gli arrestati sono 17 (8 in carcere e 9 ai domiciliari), mentre per altre due persone è stato disposto l’obbligo di dimora. Tra gli indagati vi sono due donne. Emersi legami anche tra il clan Boccuto e il clan Strisciuglio di Bari.
Continue readingEstorsione, droga, armi e munizioni da guerra. Blitz dei Carabinieri all’alba: 19 misure cautelari a Bari e Canosa
Sono 19 le misure cautelari eseguite in queste ore dai Carabinieri dei comandi di Trani e Foggia tra Bari e Canosa di Puglia nell’ambito di un’indagine, denominata “Diomede”, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia del capoluogo pugliese.
I reati contestati sono di estorsione in concorso aggravata dal metodo mafioso, vendita e porto illegale in luogo pubblico di armi e munizioni da guerra, associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti.








