Picchiato a sangue per il borsello con pochi euro: “Forti coi deboli. Pinuccio è un uomo buono”

Ci siamo recati a Carbonara per parlare dell’aggressione subita da Pinuccio. Qualche giorno fa è stato picchiato a sangue da due individui migranti in centro a Bari che sono riusciti ad impossessarsi del suo borsello con all’interno circa 100 euro. Cammina e parla a fatica, Pinuccio è rimasto molto provato dall’episodio. Non siamo riusciti a parlare con lui e a Carbonara, a quanto pare, i residenti sono piuttosto “timidi” nel parlare.

Maltempo, piove al mercato di Carbonara e nell’ospedale di Rutigliano. A Molfetta auto “annega” nel “fiume”

Disagi questa mattina in tutta la provincia barese a causa del maltempo. Strade allagate, alberi caduti e incidenti vari hanno paralizzato il capoluogo. A Carbonara piove nel mercato coperto e c’è chi è stato costretto a ricorrere a contenitori in plastica per evitare allagamenti nei box.

A Barivecchia è invece crollata parte della grande installazione di Edoardo Tresoldi in corso di realizzazione nell’area di piazza San Pietro. L’opera era ancora in fase di montaggio.

Segnalazioni arrivano anche dall’ospedale di Rutigliano dove la forte pioggia ha causato diverse infiltrazioni da più parti. A Molfetta invece un’auto è rimasta intrappolata nella zona di Decathlon.

Bari, la profumeria Eugenia di Carbonara festeggia 60 anni di attività: cerimonia e riconoscimento al Comune

Oggi, a Palazzo della Città, il sindaco Vito Leccese ha consegnato un riconoscimento ad Eugenia Barili e Carolina Sisto, titolari della profumeria “Eugenia”, in occasione dei 60 anni di attività dell’esercizio commerciale di Carbonara. Alla cerimonia, alla presenza di familiari e amici, hanno partecipato la presidente del Municipio IV, Maria Chiara Addabbo e la consigliera comunale Grazia Albergo.

“Ci sono luoghi che, nel tempo, diventano punti di riferimento per il territorio e per la comunità. La profumeria Eugenia è uno di questi – ha detto Vito Leccese -. Una presenza costante che ha accompagnato la comunità e che oggi continua grazie all’impegno della figlia di Eugenia, Carolina, che porta avanti l’attività nonostante le difficoltà di un mondo profondamente cambiato. La profumeria non è soltanto un negozio: è uno spazio in cui ci si prende cura della bellezza e dell’amicizia. I profumi, da sempre, rappresentano proprio questo, il legame tra le persone, la capacità di riconoscersi e di condividere. È ciò che questa attività ha saputo trasmettere per decenni. Per tutto questo siamo riconoscenti. L’amministrazione comunale, con questa targa, vuole testimoniare l’affetto della comunità e riconoscere il valore della storia di una attività che ha saputo resistere.”

“Ho ereditato questa attività dai miei genitori e, anche se i tempi sono cambiati, sono orgogliosa di averla portata avanti con la stessa passione con cui mia madre l’ha iniziata a soli 17 anni – ha detto Carolina Sisto – Ringrazio la mia famiglia, gli amici e i clienti che ogni giorno ci sostengono. Grazie al sindaco, alla consigliera e alla presidente del Municipio per l’attenzione e la vicinanza. Un pensiero speciale va a mio padre che, da lassù, sono certa sarà fiero di noi.”

Bari, rifiuti in fiamme nella cava a Carbonara: area sequestrate e maxi multe. La titolare incastrata dal drone – FOTO

Nuova operazione dei Carabinieri Forestali contro le combustioni illecite nel Barese. A Carbonara, in una cava in esercizio utilizzata da un’azienda di recupero rifiuti, i militari del NIPAAF di Bari – con il supporto del Nucleo Ispettorato del Lavoro e della Stazione Carabinieri di Bari Carbonara – hanno individuato un vasto sito in cui avvenivano ripetuti roghi di materiali plastici, scarti edili e residui vegetali.

L’intervento è scattato dopo un’indagine condotta con l’ausilio di un drone in dotazione ai Carabinieri forestali, che ha permesso di documentare le numerose combustioni avvenute nell’area. Quando i militari hanno effettuato l’accesso, era in corso l’ennesimo incendio: una colonna di fumo nero si stava alzando dalla combustione di rifiuti misti.

All’interno dell’azienda sono stati trovati accumuli di rifiuti ben oltre i limiti autorizzati, depositati su superfici prive di adeguata pavimentazione. Riscontrata anche l’assenza di un impianto per il trattamento delle acque meteoriche, elemento essenziale per evitare la dispersione di sostanze inquinanti nel suolo.

Disposta anche la sospensione dell’attività imprenditoriale dopo aver verificato la presenza di lavoratori in nero in percentuale superiore al 10%.  Emerse anche ulteriori irregolarità legate alla sicurezza nei luoghi di lavoro, con la contestazione di un’ammenda di circa 30mila euro e sanzioni amministrative per un totale di 6.400 euro.

La titolare dell’azienda è stata denunciata all’Autorità giudiziaria per discarica abusiva, combustione e traffico organizzato di rifiuti, oltre che per inquinamento ambientale. L’intera area di 30mila metri quadrati è stata posta sotto sequestro.

Bari, discarica abusiva scoperta a Carbonara. Abbandonati rifiuti di vario tipo: due denunciati

Avrebbero trasformato un’area del quartiere Carbonara di Bari in una discarica abusiva in cui sarebbero stati sversati illecitamente rifiuti di vario tipo, compresi quelli pericolosi.

Per questo due baresi, di 70 e 48 anni, sono stati denunciati dai carabinieri per combustione di rifiuti speciali e speciali pericolosi, nonché gestione non autorizzata di rifiuti.

Secondo quanto accertato dai carabinieri impegnati in attività di controllo del territorio, il terreno esteso per 900 metri quadrati, era stato adibito a uno smaltimento “incontrollato e illegale”, spiegano i militari, non solo di rifiuti come secchi esausti di vernice, barattoli di toner, parti in legno di giochi per bambini che venivano poi dati alle fiamme, ma anche di scocche e motori di veicoli come il furgone rinvenuto sul posto. L’intera area è stata sottoposta a sequestro preventivo.

Bari, 22 anni fa l’omicidio Marchitelli a Carbonara. Carrieri: “Cambiare le leggi penali”

Ventidue anni fa, a Bari, veniva ucciso a soli 15 anni Giovanni Marchitelli, vittima innocente di mafia.

Come ogni sera stava lavorando in pizzeria per mantenersi agli studi quando fu colpito per errore durante un conflitto a fuoco tra due gruppi criminali.

Stamattina il presidente della commissione Antimafia del Comune, Giuseppe Carrieri, ha ricordato come ogni anno l’anniversario nel quartiere Carbonara, consegnando un mazzo di fiori alla mamma di Gaetano.

“Ho assunto l’impegno di invitarla in commissione, insieme ai suoi avvocati – ha detto Carrieri – per esaminare la storia giudiziaria e poi relazionarla alla commissione nazionale Antimafia”.

L’obiettivo è “far conoscere le norme penali italiane, che consentono agli autori dell’omicidio di un ragazzo di 15 anni di essere liberi dopo appena 15 o 20 anni di carcere, e cambiare queste leggi”, ha concluso.

Ladro muore in moto a folle velocità: “Non era un bravo ragazzo”. I “malandrini” minacciano Antonio

Torniamo ad occuparci della tragica morte di Davide Lippolis, il 22enne deceduto sabato sera sulla sp144 che collega Carbonara e Triggiano in un incidente stradale.

Il giovane era in sella ad una moto che si è schiantata contro una Renault. A bordo marito e moglie, fortunatamente rimasti illesi. Al momento la tesi sostenuta è che il mezzo a due ruote percorresse quel tratto stradale ad alta velocità. Non ci sarebbero nemmeno segni di frenata.

Nelle ultime ore Quinto Potere e in particolare Antonio Loconte sono stati vittima di attacchi social davvero pesanti. Offese di ogni tipo e minacce da parte degli amici “malandrini” per aver utilizzato la parola “pluripregiudicato” all’interno dell’articolo.

Lippolis era stato arrestato nei mesi scorsi perché accusato di far parte di una banda di giovani dedita ai furti di moto e mezzi furgonati. I suoi profili social sono ancora pieni di acrobazie pericolose, impennate e guide spericolate in diversi punti della città. La perdita di una giovane vita è sempre dolorosa, ma in questo caso si deve dire che Davide non era un bravo ragazzo.

Bisogna accettarlo e bisogna accendere i riflettori anche e soprattutto su quello che mostrava sui social e di come metteva a serio rischio la sua vita e quella degli altri. Ha vissuto al limite e c’è qualcosa che non va nella società di oggi.