Bari, litiga con la moglie ai domiciliari. Cacciato da casa viene arrestato per evasione: “Fatemi andare in carcere”

La moglie lo caccia da casa mentre è ai domiciliari dopo un litigio e viene arrestato per evasione. Protagonista un 56enne barese, scarcerato dopo l’udienza celebrata per direttissima. L’episodio domenica, l’uomo si è presentato con gli affetti personali presso la caserma dei Carabinieri chiedendo di scontare la pena in carcere. Al 56enne erano state tolte anche le chiavi dell’abitazione. Ora è costretto a tornare nella stessa casa, con la moglie e con i suoi due figli minori, e ad affrontare un processo a gennaio.

Voto di scambio e mafia, ricorso respinto: Giacomo Olivieri resta in carcere. La difesa annuncia il ricorso

Giacomo Olivieri, l’ex consigliere regionale arrestato il 26 febbraio nell’ambito del blitz Codice Interno, resta in carcere. È stata respinta l’istanza di domiciliari presentata dagli avvocati Gaetano e Luca Castellaneta che hanno già annunciato il ricorso.

Olivieri, lo ricordiamo, si trova in carcere a Lanciano in un reparto di alta sicurezza ed è accusato di associazione a delinquere finalizzata al voto di scambio politico-mafioso per aver comprato voti a favore della moglie Maria Carmen Lorusso per le elezioni comunali di Bari del 2019.

Giudice antimafia sotto scorta condanna boss della Scu e 35 affiliati: pene complessive per 360 anni di carcere

Il gup del tribunale di Lecce Maria Francesca Mariano, sotto scorta da mesi, ha inflitto 36 condanne per complessivi 360 anni di carcere nel processo celebrato con il rito abbreviato scaturito dall’operazione “Stealth” condotta dai carabinieri nel novembre 2023.

Imputati presunti appartenenti a una organizzazione di stampo mafioso dedita allo spaccio e al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione e porto illegale di armi da fuoco e da guerra nonché ordigni ad alto potenziale esplosivo, estorsione, danneggiamenti a seguito di incendio, tutti reati aggravati dal metodo mafioso. Accolte quasi in pieno le richieste dell’accusa che aveva invocato 330 anni di carcere.

La pena più alta, 20 anni di reclusione, è stata inflitta a Fernando Nocera , 68 anni, considerato a capo del sodalizio. Disposto il risarcimento del danno in separata sede per le parti civili, tra cui il ministero dell’Interno, il Comune di Carmiano e l’ex sindaco Giancarlo Mazzotta, come vittima di estorsione, in favore del quale è stata disposta una provvisionale di 10mila euro.

Trans ucciso a San Giorgio, ascoltata la figlia del pescatore in carcere: è mistero sul colore del gommone dell’auto

Si è tenuta nell’aula della Corte d’Assise di Bari un’altra udienza del processo per l’omicidio di Salvatore Dentamaro, il trans barese di 40 anni noto come Ambra, ucciso a coltellate il 23 settembre 2018 a San Giorgio. La vittima fu trovata senza vita all’interno di una Fiat Punto. Ascoltata la figlia dell’imputato, Francesco Brandonisio, il pescatore 53enne di Triggiano che si trova in carcere dall’ottobre del 2022 con l’accusa di omicidio volontario. Le indagini, lunghe e complesse, hanno permesso di arrestare Brandonisio a 4 anni di distanza dal delitto, e si sono concentrate dal primo momento su una Fiat Punto grigia sul cui tettuccio era posizionato un piccolo gommone arancione, un tender, ripreso dalle telecamere di sorveglianza dell’area mentre si allontanava dal luogo dell’omicidio. La figlia di Brandonisio ha dichiarato però che il gommone agganciato all’auto di suo padre era di colore grigio. 

Voto di scambio e mafia, dopo 8 mesi Mari Lorusso torna libera. E Olivieri ora spera di lasciare il carcere

Maria Carmen Lorusso lascia i domiciliari dopo 8 mesi. Nella giornata di ieri il Tribunale di Bari ha accolto il ricorso presentato dai legali della ex consigliera comunale di Bari, al centro dell’inchiesta Codice Interno sui rapporti tra mafia e politica. All’origine della scelta il fatto che non ha più avuto contatti con le persone che avrebbero procacciato voti a suo favore su input del marito Giacomo Olivieri. I giudici si sono uniformati alle recenti decisioni della Cassazione sulla permanenza delle esigenze cautelari a carico degli incensurati accusati di concorso in associazione mafiosa.

E attenzione a Olivieri. Dopo la libertà concessa alla moglie, in attesa dell’esito del processo, l’ex consigliere regionale, la mente del sistema di compravendita di voti secondo l’accusa, potrebbe ottenere l’attenuazione della misura cautelare e i domiciliari, visto che pure lui è incensurato e che sono già stati ritenuti insussistenti i rischi di inquinamento probatorio.

Antonio becca Aesthetic Franco al bar, Bacco durissimo: “Deve stare in carcere non a spasso”

Aesthetic Franco può inquinare le prove, può reiterare il reato e può scappare. Pasquale Bacco, medico legale, non ha dubbi: Aesthetic Franco deve essere arrestato e andare in carcere. Invece il chirurgo trasformatosi in dj è ancora libero e a spasso, tanto da essere beccato seduto al tavolino di un bar a Poggiofranco. Siamo tornati da Bacco dopo il nostro blitz e il silenzio di Franco davanti alla nostra telecamera. I dubbi intorno alla vicenda, al silenzio dell’Ordine dei medici e della magistratura sono tantissimi. Il numero delle vittime intanto continua a salire con il passare del tempo.

Femminicidio a Gravina, uccide la moglie e muore in carcere: disposta l’autopsia sulla salma di Lacarpia

Verrà conferito domani, al professor Biagio Solarino dell’istituto di Medicina Legale del Policlinico di Bari, l’incarico per svolgere l’autopsia sul cadavere di Giuseppe Lacarpia, il 65enne di Gravina in Puglia (Bari) morto ieri nella sua cella del carcere di Bari in cui era recluso per l’omicidio della moglie, Maria Arcangela Turturo.

Lacarpia si sarebbe tolto la vita la notte tra ieri e lunedì, legando un’estremità del lenzuolo al suo collo e l’altra alle sbarre del letto della sua cella. L’allarme è stato lanciato dagli altri detenuti, ma all’arrivo degli agenti della polizia penitenziaria non c’era già più niente da fare. Nel pomeriggio di lunedì, poco prima di morire, aveva visitato la tomba della moglie nel cimitero di Gravina. Dopo l’autopsia la salma sarà restituita ai familiari e si potranno svolgere i funerali. Lacarpia finì in carcere lo scorso 6 ottobre con l’accusa di omicidio premeditato, aggravato dalla crudeltà, della moglie: prima avrebbe tentato di darle fuoco mentre la donna si trovava in macchina, poi l’avrebbe uccisa a mani nude.

Femminicidio a Gravina, Lacarpia si toglie la vita in carcere a Bari. Dubbi sulla morte: aperta inchiesta

La Procura vuole vederci chiaro sulla morte di Giuseppe Lacarpia, il 65enne che si è tolto la vita nella sua cella del carcere di Bari nella notte tra lunedì e martedì. L’uomo era stato arrestato con l’accusa di aver ucciso la moglie, la 60enne Maria Arcangela Turturo, a Gravina.

Lunedì aveva fatto visita per un’ora alla tomba della moglie nel cimitero di Gravina, dopo aver chiesto e ottenuto il permesso. Poche ore dopo si sarebbe tolto la vita in cella. La figlia, dopo aver “festeggiato” sui social la morte del padre, ha poi precisato: “Non è un festeggiamento, è giustizia per la mia mamma. Sono tutte preghiere fatte per lei”.

Le indagini dovranno stabilire se ci sono state falle nel sistema di sicurezza e se il suicidio poteva essere evitato. In passato Lacarpia infatti aveva già tentato due volte di togliersi la vita, senza successo, tanto da finire anche in ospedale. Bisogna capire anche perché ad esempio non è stata disposta la sorveglianza a vista per 24 ore. Sul corpo verrà effettuata l’autopsia.