Traffico di droga in Puglia, Molise e Abruzzo: a Bari inflitti oltre 120 anni di carcere e 200mila euro di multa

Il gup del Tribunale di Bari ha inflitto oltre 120 anni di carcere ed oltre 200mila euro di multa a 17 persone imputate a vario titolo di fare parte di un’associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di cocaina destinata ad alimentare i mercati di Foggia e provincia ma anche della BAT, del Molise e dell’Abruzzo.

Gli imputati erano stati destinatari di un’ordinanza di custodia cautelare per traffico di droga emessa dal Tribunale di Bari su richiesta della Direzione distrettuale antimafia ed eseguita dalla Direzione investigativa antimafia di Foggia nel settembre 2024 nell’ambito dell’operazione Sed. Ai 17 condannati si aggiungono altri 7 imputati che hanno patteggiato a pena della reclusione per complessivi 20 anni. Complessivamente gli indagati erano 27.

Baby escort a Bari, condanne ridotte per Antonella Albanese e Nicola Basile. Disposto il risarcimento danni

La Corte d’Appello di Bari ha ridotto le condanne inflitte ad Antonella Albanese e Nicola Basile, due delle dieci persone protagoniste dell’inchiesta sul giro di prostituzione minorile in cui sarebbero state coinvolte diverse ragazzine tra il 2021 e il 2022.

Entrambi erano stati arrestati a maggio 2024, a dicembre Albanese era sta condannata a 3 anni e un mese, mentre Basile a 3 anni e 4 mesi. I giudici di secondo grado hanno rideterminato le pene: 2 anni e 8 mesi per Albanese, 2 anni e 10 mesi per Basile.

Disposto il risarcimento dei danni in favore dell’associazione “Fermiconlemani” e delle parti offese (due delle ragazze indotte a prostuirsi) a carico di entrambi.

Bari, pizzo mensile e schiaffi. Estorsioni al porto di Santo Spirito: chieste 3 condanne – I NOMI

Il pm antimafia Marco D’Agostino ha chiesto 3 condanne per Domenico Sidella (12 anni), Raffaele Altieri (9 anni) e Caterina Santoro (6 anni e 7 mesi), arrestati ad aprile 2024 con l’accusa di aver chiesto mensilmente dai 10 ai 100 euro a due proprietari delle imbarcazioni del porto di Santo Spirito a titolo di “protezione”.

I fatti risalgono al periodo compreso tra il 2021 e il 2022. Nel corso delle indagini i carabinieri hanno rilevato come un pescatore fosse stato schiaffeggiato e un’imbarcazione data alle fiamme.

Agli imputati sono contestati i reati di estorsione e incendio, entrambi aggravati dal metodo mafioso, e occupazione di spazio demaniale. Una parte del porto, infatti, sarebbe stata abusivamente chiusa con una catena e utilizzata come parcheggio abusivo. Si tornerà il aula il 30 ottobre.

Bari, pizzo alle bancarelle abusive dei botti di Natale al Libertà: 3 condanne. Tra loro Ivan Caldarola – I NOMI

Ivan Caldarola è stato condannato a 15 anni per estorsione mafiosa, spaccio di droga e porto illegale di armi. La condanna, arrivata al termine del processo con rito abbreviato, riguarda il caso del pizzo chiesto alle bancarelle abusive di fuochi d’artificio allestite nel quartiere Libertà di Bari in occasione del Natale 2018.

Condannati anche altri due affiliati del clan Strisciuglio: il 26enne Antonio Raggi a 8 anni e il 36enne Saverio De Santis a 2 anni e 4 mesi. Disposto il risarcimento al Comune di Bari e alla Regione Puglia, parti civili nel processo.

Dopo un no ricevuto da parte di uno dei venditori, fu sparato un colpo contro la saracinesca del suo locale la notte del 24 dicembre. I tre avrebbero chiesto tra i 100 e i 300 euro per bancarella. A due venditori, in particolare, sarebbero stati chiesti 4000 euro, più altri mille in fuochi, necessari per mantenere in carcere amici e parenti.

Ma ci sarebbero state anche le intimidazioni in stile mafioso, come i colpi sparati in aria per intimorire la popolazione e imporre la propria presenza sul territorio, oltre che per spaventare uno spacciatore che avrebbe iniziato a vendere droga nel quartiere senza autorizzazione del clan Strisciuglio. E si sarebbero aggirati armati per difendersi o per essere pronti a colpire in caso di agguati del clan Palermiti, con cui era in corso una guerra per il controllo dello spaccio nel quartiere Madonnella.

 

Strage ferroviaria Andria-Corato, sentenza della Corte d’Appello: confermate le 2 condanne e le 14 assoluzioni

Confermate le due condanne (ma ridotte di pochi mesi) e le 14 assoluzioni nel caso del disastro ferroviario del 12 luglio 2016, sul tratto a binario unico Andria-Corato gestito da Ferrotramviaria, in cui morirono 23 persone e 51 rimasero ferite.

La Corte d’Appello di Bari ha ridotto di tre mesi, portando a sei anni e tre mesi di reclusione la condanna nei confronti del capostazione di Andria, Vito Piccarreta, e a sei anni e nove mesi (da sette anni) quella nei confronti di Nicola Lorizzo, capotreno del convoglio partito da Andria e diretto a Corato. Tra le assoluzioni confermate anche quella della società Ferrotramviaria.

Processo Codice Interno a Bari, 9 anni a Tommy Parisi. Da Olivieri a Palermiti: tutte le condanne – NOMI

L’ex consigliere regionale pugliese Giacomo Olivieri è stato condannato a 9 anni di reclusione nel processo nato dall’inchiesta “Codice interno” sui presunti legami tra mafia, politica e imprenditoria a Bari.

Lo ha deciso il gup di Bari, Giuseppe De Salvatore, davanti al quale si è svolto il processo in abbreviato con 104 imputati. Olivieri, imputato per scambio elettorale politico-mafioso ed estorsione, è accusato di aver raccolto a pagamento i voti da tre clan di Bari per favorire l’elezione al consiglio comunale della moglie, Maria Carmen Lorusso, nel 2019.

Francesco Abbrescia – 8 anni
Raffaele Addante – 13 anni e 4 mesi
Alessandro Anaclerio – 10 anni e 8 mesi
Vincenzo Azzariti – 4 anni
Marco Barone – 6 anni e 8 mesi
Giuseppangelo Barracchia – 9 anni e 2 mesi
Cataldo Bartoli – 7 anni e 2 mesi + €26.000 multa
Giuseppe Bellone De Grecis – 7 anni e 4 mesi
Luigi Bernaus – 8 anni
Roberto Boccasile – 4 anni, 5 mesi e 10 giorni + €5.300 multa
Massimiliano Bottalico – 7 anni e 4 mesi
Nicola Bruno – 7 anni e 6 mesi
Attilio Caizzi – 7 anni e 4 mesi
Edoardo Caizzi – 8 anni
Giovanni Caizzi – 3 anni, 6 mesi e 20 giorni + €3.200 multa
Ignazio Calabrese – 7 anni e 4 mesi
Michele Calzolaio – 13 anni e 4 mesi
Danilo Campanale – 4 anni, 5 mesi e 10 giorni + €5.300 multa
Riccardo Campanale – 8 anni
Giovanni Capriati – 8 anni
Antonio Cardinale – 9 anni
Antonio Carrassi – 7 anni
Francesco Cascella – 10 anni e 8 mesi
Raffaele Castoro – 7 anni
Vincenzo Chiumarulo – 8 anni
Michele Cirulli – 8 anni
Pietro Crocchianti – 7 anni e 4 mesi
Paolo D’Amato – 4 anni, 5 mesi e 10 giorni + €5.300 multa
Antonio De Fano – 7 anni
Giacomo De Gennaro – 8 anni
Davide De Marco – 6 anni e 8 mesi
Michele De Salvatore – 8 anni
Donato De Tullio – 8 anni e 4 mesi
Michele De Tullio – 9 anni e 4 mesi
Giovanni Di Cosimo – 8 anni
Bruno Di Lauro – 8 anni
Carlo Ferrante – 8 anni
Fabio Fiore – 7 anni
Cosimo Fortunato – 10 anni
Ignazio Froio – 7 anni e 4 mesi
Angelo Giannini – 10 anni e 8 mesi
Antonino Grasso – 7 anni e 4 mesi
Maria Gravina – 4 anni
Vito Guglielmi – 4 anni + €5.000 multa
Luciano Ignomeriello – 10 anni
Umberto Lafirenze – 10 anni e 8 mesi
Vito Lampugnani – 9 anni e 8 mesi
Cosma Damiano Lepore – 7 anni e 4 mesi
Giuseppe Loglisci – 9 anni e 8 mesi
Leonarda Loiodice – 4 anni
Nicola Lorusso – 8 anni
Tommaso Lovreglio – 14 anni
Mario Maffei – 8 anni
Michele Manzari – 7 anni e 2 mesi
Gennaro Marino – 9 anni e 8 mesi
Angelo Martiradonna – 6 anni e 8 mesi
Michele Martiradonna – 7 anni
Michelangelo Maselli – 2 anni, 2 mesi e 20 giorni
Mirko Massari – 4 anni
Giovanni Mastrorilli – 6 anni, 7 mesi e 10 giorni
Maurizio Mincuzzi – 9 anni e 4 mesi
Filippo Mineccia – 14 anni
Beniamino Misceo – 8 anni
Bruna Montani – 5 anni
Leonardo Montani – 7 anni e 6 mesi
Maria Montani – 4 anni
Antonio Moretti – 8 anni
Emilio Moretti – 6 anni e 8 mesi
Michele Nacci – 4 anni e 4 mesi
Otello Natangeli – 7 anni
Giacomo Olivieri – 9 anni + €2.000 multa
Antonino Palermiti – 7 anni
Eugenio Palermiti – 11 anni
Giovanni Palermiti – 10 anni
Nicola Palermo – 7 anni e 4 mesi
Nicola Parisi – 7 anni e 4 mesi
Radames Parisi – 14 anni e 8 mesi
Savino Parisi – 11 anni
Tommaso Parisi – 9 anni
Christopher Luigi Petrone – 7 anni e 4 mesi
Antonio Petroni – 4 anni e 4 mesi
Franco Pirrelli – 7 anni
Michele Piscitelli – 5 anni
Aldo Primavera – 8 anni
Vito Rinaldi – 7 anni
Antonio Ripoli – 13 anni
Romeo Risoli – 8 anni
Michele Ruggieri – 8 anni
Sebastiano Ruggieri – 8 anni e 8 mesi
Bernardo Schingaro – 3 anni e 2 mesi + €4.600 multa
Giuseppe Sciancalepore – 7 anni e 4 mesi
Vito Scorcia – 10 anni e 8 mesi
Vito Sebastiano – 8 anni
Giovanni Sforza – 7 anni e 8 mesi + €3.000 multa
Silvio Sidella – 14 anni e 8 mesi
Domenico Silecchia – 8 anni
Nicola Stramaglia – 8 anni
Gaetano Strisciuglio – 5 anni
Giuseppe Tagarelli – 8 anni
Pasquale Tisti – 7 anni e 6 mesi
Francesco Triggiani – 10 anni
Francesco Vessio – 6 anni e 10 mesi
Nereo Zanghi – 8 anni

Omicidio Bartolo Dambrosio ad Altamura, boss ucciso durante jogging: due nuove condanne dopo 15 anni – NOMI

Due nuove condanne per l’omicidio di Bartolo Dambrosio, boss di Altamura (Bari) ucciso il 6 settembre 2010. Il gup di Bari Alfredo Ferraro ha condannato a 14 anni di reclusione Domenico Lagonigro e a 16 anni e otto mesi Pasquale Mastromarino, arrestati nel marzo 2024, a 14 anni dal fatto.

Lagonigro, secondo la Dda di Bari, avrebbe fornito le armi al commando che uccise Dambrosio (in tre furono già condannati nel 2012), Mastromarino invece avrebbe partecipato all’agguato e avrebbe poi distrutto l’auto e le armi utilizzate.

I due imputati dovranno risarcire anche le parti civili: oltre alla Regione Puglia e al Comune di Altamura erano costituiti anche i parenti di Dambrosio, assistiti dagli avvocati Giovanni Ladisi e Nicola Romano.

Gli imputati erano difesi dagli avvocati Gaetano Sassanelli, Attilio Triggiani e Marika Longo. D’Ambrosio, secondo quanto ricostruito dalla Dda – che ha coordinato le indagini dei carabinieri – fu ucciso mentre faceva jogging nel Pulo di Altamura, nella Murgia barese. Le motivazioni della sentenza saranno rese note in 90 giorni.

Bari, corteo funebre in “stile Gomorra” per Christian Di Gioia: 9 condanne per blocco stradale

Sono 9 le persone condannate a pene comprese tra un anno e 8 mesi a 2 anni e 8 mesi dalla gup del Tribunale di Bari, Gabriella Pede, per blocco stradale in merito al corteo funebre di moto che si è tenuto a Bari, il 23 giugno 2023, dopo i funerali di Christian Di Gioia, il 27enne deceduto due giorni prima nel quartiere Japigia di Bari in un incidente stadale con lo scooter.

Gli imputati si trovavano a processo con rito abbreviato. La giudice ha confermato le richieste dell’accusa, assolta una decima persona coinvolta. Non è stata riconosciuta l’aggravante mafiosa.

Quel giorno il corteo di moto scortò il feretro del 27enne fino al cimitero, passando contromano anche sotto il carcere di Bari. Nel processo si è costutito parte civile il Comune di Bari: per lo “stile Gomorra” del corteo, ha chiesto un risarcimento di 250mila euro con una provvisionale da 100mila euro.

Spaccio a Turi, faida nelle piazze tra clan vicini ai Parisi e agli Strisciuglio: chieste 32 condanne

Sono 32 le condanne, dai 2 ai 20 anni di reclusione, invocate dalla Procura di Bari per gli imputati coinvolti in un processo (in abbreviato) relativo al presunto controllo dello spaccio a Turi, in provincia di Bari.

Le piazze della città, secondo quanto emerso dalle indagini, sarebbero state al centro di una faida tra gruppi vicini al clan Strisciuglio e al clan Parisi di Bari, da sempre rivali.

A febbraio scorso arrivarono 37 arrestati, il gruppo vicino al clan Strisciuglio sarebbe stato comandato dal carcere da Davide Monti. Per lui è stata chiesta la condanna a 20 anni di reclusione.

A controllare lo spaccio per conto del clan Parisi ci sarebbe stato invece Michele Parisi, fratello del boss Savinuccio, nel frattempo deceduto. Il prossimo 17 dicembre si tornerà in aula con l’inizio delle discussioni delle difese.

Lupara bianca, 19 anni dopo due condanne per l’omicidio Genco ad Altamura: tre assolti

Due condanne e tre assoluzioni per l’omicidio e l’occultamento di cadavere di Biagio Genco, scomparso da Altamura il 17 novembre 2006 e il cui corpo non è mai stato ritrovato.

La gup Anna De Simone ha condannato a 30 anni di reclusione Giuseppe Antonio Colonna e a 14 anni Mario Dambrosio, reo confesso e nei cui confronti è stata riconosciuta l’attenuante della collaborazione.

Assolti «per non aver commesso il fatto» Michele D’Abramo, Nicola Cifarelli e Giovanni Sforza, assistiti dagli avvocati Raffaele Quarta, Giovanni Moramarco e Nicola Martino.

Colonna e Dambrosio (il primo difeso dagli avvocati Giuseppe Giulitto e Cesare Placanica, il secondo da Giovanni Ladisi e Nicola Romano) sono stati condannati anche al pagamento di una provvisionale da 15mila euro nei confronti degli eredi di Genco costituiti parti civile. Le altre parti civili che dovranno essere risarcite sono il ministero della Giustizia e la Regione Puglia.

La Dda di Bari aveva chiesto la condanna a 14 anni di reclusione per Dambrosio e a 30 anni per gli altri imputati. Colonna, D’Abramo, Sforza e Cifarelli furono arrestati a ottobre 2023.

Secondo l’accusa, quel pomeriggio Genco fu condotto «con l’inganno» (scrivono gli inquirenti) in auto nelle campagne di Altamura da due persone – tra cui l’ex boss Bartolo Dambrosio, ucciso nel 2010 – e fu colpito a distanza ravvicinata da tre colpi di fucile esplosi da Colonna che agì «con il supporto logistico degli altri tre» complici «che poi provvedevano a spostare e a nascondere l’auto della vittima, il cui cadavere non è stato mai ritrovato».

Genco, da quanto ricostruito dalle indagini, sarebbe stato «intraneo» al clan Dambrosio ma sarebbe entrato «in contrasto» con il boss Bartolomeo Dambrosio, «sì da progettare e organizzare attentati alla sua vita».