Evasione a Lecce, caccia al 29enne barese Vito Gassi: sparita anche la giovane moglie sposata in carcere

Vito Gassi, il 29enne di Triggiano evaso dal carcere di Borgo San Nicola di Lecce dove era detenuto nel reparto di osservazione psichiatrica, potrebbe trovarsi in compagnia della moglie 24enne Erika, sposata in carcere appena qualche giorno prima della fuga. Anche lei risulta infatti scomparsa nel nulla.

Alle ricerche sta prendendo parte anche il Nic, il Nucleo investigativo centrale del corpo di polizia penitenziaria regionale. La pista dunque è quella della fuga d’amore. Ad essere stata attenzionata è anche l’area di Triggiano e Noicattaro dove vivono i genitori di Gassi e dove è facile – ritengono gli investigatori – possa trovare appoggi.

Arrestato ad Alberobello (Bari) nel dicembre 2019, il 29enne – che scontava una condanna per rapina – era stato trasferito dal carcere di Brindisi all’istituto penitenziario di Lecce lo scorso 20 agosto. Aveva infranto i domiciliari sempre per una donna.

Evasione dal carcere di Lecce, caccia al 29enne barese Vito Gassi: ricerche anche a Triggiano e Noicattaro

Proseguono nel Salento le ricerche di Vito Gassi, il 29enne di Triggiano (Bari) evaso ieri mattina dal carcere di Borgo San Nicola di Lecce dov’era detenuto nel reparto di osservazione psichiatrica.

Una fuga che gli inquirenti ipotizzano possa essere stata pianificata con l’aiuto di un complice esterno. Alle ricerche sta prendendo parte anche il Nic, il Nucleo investigativo centrale del corpo di polizia penitenziaria regionale. La pista che in seguito ad alcune segnalazioni aveva spostato l’attenzione nel Sud Salento, a Parabita, non ha dato riscontri. Ad essere attenzionata è l’area di Triggiano e Noicattaro dove vivono i genitori di Gassi e dove è facile – ritengono gli investigatori – possa trovare appoggi.

Arrestato ad Alberobello (Bari) nel dicembre 2019, il 29enne – che scontava una condanna per rapina – era stato trasferito dal carcere di Brindisi all’istituto penitenziario di Lecce lo scorso 20 agosto.

Evasione dal carcere di Lecce, si cerca il 29enne Vito Gassi di Triggiano: sconta una condanna per rapina

Un detenuto è evaso questa mattina dal carcere Borgo San Nicola di Lecce. Si tratta del 29enne Vito Gassi ed è originario di Triggiano (Bari). L’uomo sta scontando una condanna per rapina a mano armata e viene definito un soggetto ‘ribelle’.

Gassi sarebbe evaso intorno alle 14.30 scavalcando la recinzione. Si sospetta che possa essere stato aiutato da qualcuno. Le ricerche sono in corso anche con l’utilizzo di droni: sono state allertate tutte le forze dell’ordine e le pattuglie in circolazione.

Scavalca il muro di cinta e scappa dal carcere di Avellino: catturato il 43enne Antonio Liuzzi di Grottaglie

È stato catturato dalla Polizia di Stato il detenuto evaso dal carcere di Avellino dopo aver scavalcato, ieri sera intorno alle otto, il muro di cinta. Le ricerche durate incessantemente per tutta la notte, hanno visto impegnate anche decine di pattuglie della Polizia Penitenziaria.

Il detenuto, Antonio Liuzzi, 43 anni di Grottaglie, in provincia di Taranto, sta scontando una pena per furti e rapine ed era stato trasferito alcune settimane fa ad Avellino dalla casa circondariale di Ariano Irpino. È in stato di fermo in attesa di essere interrogato dal pm di turno della Procura di Avellino.

Il segretario nazionale del Sappe, Donato Capece, insieme alla segretaria regionale, Tiziana Guacci, ha incontrato stamattina i giornalisti ad Avellino. “L’istituto di Avellino -hanno sostenuto- versa da tempo in una situazione di grave crisi anche a causa della carenza di organico, ma soprattutto per il sovraffollamento e perché nell’Istituto non è stata ancora applicata la circolare dipartimentale sulla chiusura delle sezioni di media e alta sicurezza”.

Trani, calzaturificio evade il Fisco: sequestrati beni per 700mila euro e 3 indagati

Beni, mobili e immobili, per un valore complessivo di quasi 700mila euro sono stati sequestrati dai finanzieri del comando provinciale di Barletta a un calzaturificio di Trani e ai suoi tre rappresentanti legali che rispondono, a vario titolo, di omessa presentazione di dichiarazione ai fini dell’Iva e delle imposte dirette e occultamento o distruzione di documenti contabili.

Secondo quanto accertato dai militari coordinati dalla Procura di Trani, la società avrebbe omesso il pagamento dell’Iva e dell’Ires, l’imposta sui redditi delle società, per circa 700mila euro. L’evasione è stata scoperta nell’ambito di una verifica di natura fiscale da cui sono emerse “gravi irregolarità di carattere penale e tributario”, riferisce una nota della guardia di finanza. Il sequestro preventivo per equivalente finalizzato alla confisca riguarda conti correnti, depositi bancari, autovetture, partecipazioni sociali, titoli azionari e immobili.

Il genio del giorno. Tenta di evadere dal carcere di Bari ma sbaglia tutto: detenuto finisce dritto in Direzione

Un detenuto straniero ieri ha tentato di evadere dal carcere di Bari ma invece di fuggire dal muro di cinta, ha sbagliato percorso ed è rientrato nella struttura dagli uffici della direzione. Lo rende noto Federico Pilagatti della segreteria nazionale del Sappe, sottolineando come la notizia possa sembrare “una barzelletta” ma l’episodio confermerebbe “problemi di sicurezza legati alla carenza di personale penitenziario”.

Il detenuto, “approfittando del fatto – aggiunge il sindacalista – che l’agente che sorvegliava quel posto era stato dirottato all’accompagnamento urgente ‘farlocco’ di un altro detenuto in ospedale, si è prima arrampicato sul muro dell’area dedicata ai passeggi superandolo”, ma “invece di dileguarsi è arrivato dritto negli uffici della Direzione dove gli agenti lo hanno bloccato e riportato all’interno dei reparti detentivi”. Il sindacato ha appreso che un detenuto dell’area Alta Sicurezza “sarebbe stato visitato dal dentista, il quale ha richiesto l’accompagnamento urgente in ospedale dello stesso dopo aver rilevato la perdita di un dente”.

Il detenuto è stato però “trattato con codice verde” e “i poliziotti hanno dovuto attendere ore prima di ritornare in carcere”. Pilagatti si chiede come sia possibile “che nessuno si preoccupa del fatto che se un detenuto esce dal carcere per motivi sanitari anche quando non dovrebbe, oltre che violare una legge dello Stato, si mette in grave rischio la sicurezza del carcere e della cittadinanza” perché si sottraggono gli agenti accompagnatori alla sorveglianza della struttura penitenziaria. Il Sappe “si augura che la tentata evasione faccia aprire gli occhi a chi dovere, magistratura penale e di sorveglianza, poiché questi eventi critici creano allarme sociale. La polizia penitenziaria – conclude Pilagatti – non è più disposta a fare da agnello sacrificale per le responsabilità di altri”.

Evasione e fatture false per operazioni inesistenti: maxi sequestro a Terlizzi. Nei guai una società e due persone

I militari della Guardia di Finanza di Bari hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo di beni, per un valore complessivo di circa 9 milioni di euro, nei confronti di una società a responsabilità limitata, con sede a Terlizzi, operante nel settore del commercio di prodotti elettronici, nonché dei suoi 2 amministratori (“legale” e “di fatto”).

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