Condannato per usura, estorsione e traffico di droga: Finanza sequestra beni per un milione di euro ad Altamura

La Guardia di Finanza di Altamura ha eseguito un decreto di sequestro ne confronti di un uomo, residente in un comune dell’Alta Murgia, condannato in via definitiva per usura, estorsione e traffico di droga.

Sequestrati beni, mobili e immobili, del valore di oltre un milione di euro ritenuti “sproporzionati” rispetto ai redditi lecitamente conseguiti nel periodo e, pertanto, riconducibili a proventi illeciti accumulati per effetto delle diverse condotte penalmente rilevanti di cui si è reso responsabile.

Tra loro un compendio aziendale, quattro fabbricati, un’autovettura, mobili di arredamento e disponibilità finanziarie. Il decreto di sequestro, emesso dalla terza sezione penale del Tribunale di Bari, è finalizzato alla confisca.

Giovinazzo, gita in mare rischia di trasformarsi in tragedia: Finanza salva coppia di turisti francesi

La motovedetta V.7013 della Stazione Navale della Guardia di Finanza di Bari ha salvato una turista francese a Giovinazzo. La donna si trovava a bordo di una piccola imbarcazione insieme al marito e ha deciso di tuffarsi per un bagno.

Non è però riuscita a risalire a bordo del mezzo, restando così in mare aperto. E a causa anche di un guasto improvviso, l’imbarcazione ha iniziato a derivare senza controllo e così l’uomo non ha potuto prestare soccorso alla moglie.

n bagno in mare rischiava di trasformarsi in tragedia per una turista francese, salvata in extremis grazie al pronto intervento dell’equipaggio della motovedetta V.7013 della Stazione Navale della Guardia di Finanza di Bari.

Fortunatamente è entrata in azione la motovedetta delle Fiamme Gialle. I militari hanno individuato la donna e l’hanno tratta in salvo e le hanno prestato le prime cure a bordo. Fortunatamente le sue condizioni di salute sono risultate buone. Poi i finanzieri hanno raggiunto anche l’imbarcazione alla deriva, prestando assistenza al marito e conducendo entrambi in sicurezza nel porto di Molfetta.

Omessa dichiarazione IVA nel 2018: sequestro per oltre 80mila euro a società di trasporti nel Barese

Il Tribunale di Trani ha disposto il sequestro preventivo di disponibilità finanziarie e quote societarie per un importo complessivo di 80.155 euro nei confronti del rappresentante legale pro tempore di una società operante nel settore del trasporto merci su strada, attualmente in liquidazione.

Il provvedimento cautelare, deciso dal tribunale di Trani su richiesta della Procura locale, è stato eseguito dal personale del Comando provinciale della guardia di finanza di Bari, a conclusione di un’articolata attività investigativa condotta dalle Fiamme Gialle di Molfetta, sotto il coordinamento del Pubblico Ministero.

Le indagini riguarderebbero l’ipotesi di reato di omessa dichiarazione e avrebbero fatto emergere la mancata presentazione nel 2018, da parte della società, della dichiarazione Iva relativa all’anno d’imposta 2017, nonostante avesse realizzato operazioni attive per un importo complessivo pari a 796.955 euro, con un’Iva corrispondente a 175.015 euro, e operazioni passive per 435.143 euro, con Iva pari a 94.860 euro. L’omissione avrebbe così determinato un’evasione d’imposta pari a 80.155 euro, corrispondente al profitto del presunto reato contestato.

La Procura ha avanzato richiesta di sequestro preventivo dell’importo corrispondente ala presunta imposta evasa, richiesta che il Tribunale ha accolto disponendo il sequestro delle somme di denaro rinvenute nella disponibilità della società e, per l’eventuale eccedenza o in mancanza, il sequestro per equivalente su beni mobili, immobili e partecipazioni societarie riconducibili al suo legale rappresentante pro tempore.

Lavoratori in nero, boom di irregolari nel Barese: oltre 900 casi scoperti dalla Guardia di Finanza in soli 6 mesi

Nei primi sei mesi dell’anno i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Bari hanno individuato 928 lavoratori irregolari. Di questi, ben 138 sono risultati essere completamente ‘in nero’. Le violazioni riscontrate hanno riguardato principalmente le imprese del settore primario e terziario.

Nel mese di maggio, ad esempio, in occasione della campagna della raccolta di ciliegie, particolarmente importante nell’area barese, i militari della Compagnia di Monopoli hanno individuato, in un fondo agricolo nel sudest della provincia, ben 18 lavoratori “in nero”, privi di qualsiasi forma contrattuale e non registrati ai fini contributivi e assicurativi.

La Tenenza di Bitonto ha multato, invece, un’azienda che opera nel settore del confezionamento su misura di abbigliamento, altro settore economico particolarmente vivace in special modo con realtà che producono per conto terzi, accertando l’impiego di ben 10 lavoratori non in regola con gli adempimenti di assunzione. Le condotte sanzionate si riferiscono non solo alla mancata instaurazione dell’iter di assunzione, ma si estendono anche alla tracciabilità dei pagamenti relativi alle prestazioni di manodopera.

Da ultimo, il Nucleo di Polizia economico finanziaria , da sempre impegnato nell’individuare forme di illiceità più complesse ed articolate anche nello specifico settore, ha disarticolato un sistema basato sulla intermediazione illecita di manodopera contestando, nel corso di 3 interventi, l’impiego irregolare di ben 572 unità di personale, posto in essere da una società che opera nel settore della logistica. In tutto sono stati sanzionati 66 datori di lavoro. Il sommerso pregiudica gli equilibri economici e finanziari del Paese, essendo orientato alla riduzione illegale dei costi di “struttura” (fiscali, organizzativi e del lavoro) per massimizzare i profitti e ottenere ingiusti vantaggi competitivi.

Foggia, blitz della Guardia di Finanza: 3 arresti. Sequestrati contanti, droga e pistola

La Guardia di Finanza di Foggia ha arrestato tre persone in due distinti interventi, sequestrato una pistola detenuta illegalmente, diverse dosi di cocaina e una somma di denaro contante ritenuta provento dell’attività di spaccio.

Le attività si inseriscono nel quadro dei controlli di routine sul territorio condotti dal Comando Provinciale, con l’obiettivo di contrastare reati che possano mettere a rischio l’ordine pubblico e la sicurezza della collettività. Le indagini sono attualmente in corso.

Corruzione e turbativa d’asta, blitz nel Leccese: 13 misure cautelari. Arrestato il vicesindaco di Sannicola

I militari della guardia di finanza hanno eseguito 13 misure cautelari personali nei confronti anche di amministratori del comune di Sannicola nell’ambito di una inchiesta per corruzione e turbativa d’asta e altri reati. Tra gli arresati anche l’ex sindaco e attuale vice sindaco Cosimo Piccione. Sono 34 gli indagati.

Il gip non ha disposto gli interrogatori preventivi ma direttamente le misure cautelari perché ha ritenuto alto il rischio di inquinamento delle prove. I finanzieri stanno anche eseguendo sequesti negli uffici del Comune.

Imprese riciclano oltre 170 milioni di proventi della criminalità foggiana, blitz di Polizia e Finanza: 9 arresti

Nove persone sono state arrestate (sette in carcere e due ai domiciliari) nell’ambito di un’operazione condotta da Guardia di finanza e Polizia di Stato per “disarticolare – è spiegato in una nota – un sodalizio criminale dedito al riciclaggio dei proventi della criminalità foggiana, derivanti anche dalle rapine ai portavalori, con la connivenza di imprese operanti in Basilicata e Lombardia”.

Le ordinanze sono state emesse dal gip di Potenza su richiesta della Procura del capoluogo lucano che ha coordinato le indagini. Stamani nell’operazione di Guardia di finanza e Polizia sono impegnati oltre 200 persone: sono stati eseguiti anche il sequestro del compendio aziendale di dieci società del valore di 170 milioni di euro e il sequestro preventivo, “nella forma diretta o per equivalente, di beni per un valore di circa dieci milioni di euro”.

I particolari dell’operazione saranno forniti stamani in una conferenza stampa che si terrà alle ore 11 presso la Procura della Repubblica di Potenza.

Appalti in cambio di tangenti, perquisizioni della Finanza. Sono 8 gli indagati: tra loro il sindaco di Gioia del Colle

La Guardia di finanza sta eseguendo decreti di perquisizione personale emessi dalla procura di Bari nei confronti di otto persone, tra cui il sindaco di Gioia del Colle (Bari) Giovanni Mastrangelo (Fratelli d’Italia), indagate, in concorso tra loro e a vario titolo, per corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio, falso, turbata libertà degli incanti e traffico illecito di influenze.

Gli indagati avrebbero percepito favori e tangenti in cambio della concessione di appalti. Oltre a Mastrangelo sono indagati altri quattro incaricati di pubblico servizio e tre imprenditori. Troviamo gli imprenditori Donato Mottola e Francesco Girardi, il dirigente Asl Nicola Sansolini e il funzionario della stessa azienda Nicola Iacobellis, Antonino Del Vecchio, responsabile dell’Ufficio Lavori pubblici di Gioia, e il suo omologo di Bitritto Lorenzo Fruscio e Raffaele Amato, funzionario della ripartizione Infrastrutture del Comune di Bari.

Le indagini hanno permesso di svelare un sistema collaudato di corruzione messo in atto da ufficiali pubblici e imprenditori, finalizzato a condizionare le modalità di scelta del contraente nel quadro di alcune procedure di gara in ambito sanitario.

L’inchiesta nasce da quella che a novembre 2024 ha svelato un presunto sistema corruttivo posto in essere da alcuni dipendenti della Asl Bari e imprenditori, finalizzato a condizionare le modalità di scelta del contraente nel quadro di alcune procedure di gara in ambito sanitario.

Al centro appalti banditi dai Comuni di Gioia del Colle e Bitritto caratterizzate da similari “modus operandi” e a beneficio del medesimo imprenditore, Donato Mottola di Noci, arrestato nel 2021 per aver versato una tangente da 20mila euro all’ex capo della Protezione civile regionale, Mario Lerario. In particolare si fa riferimento alla realizzazione di una scuola elementare di Bitritto, la cui gara sarebbe stata alterata dai funzionari pubblici con la condivisione di informazioni riservate con i potenziali partecipanti, prima che la gara stessa fosse bandita econ la simulazione dell’avvenuta predisposizione e verifica degli elaborati concernenti la fattibilità tecnica e economica del progetto (la documentazione tecnica di fatto sarebbe stata preventivamente concordata con l’impresa aggiudicataria), e l’adeguamento di una scuola di Gioia del Colle.

Nel primo caso Il responsabile unico del procedimento (rup) avrebbe ricevuto in cambio una partita di 56 quintali di legna, mentre il supporto al responsabile avrebbe accettato la promessa di 60.000 euro per compiere atti contrari ai propri doveri d’ufficio, ad esempio, facendo predisporre all’imprenditore gli atti tecnici propedeutici all’avvio della procedura, selezionando una serie di operatori economici da invitare al solo fine di simulare la regolarità, omettendo di richiedere ed elaborare la documentazione necessaria.

Prostituzione a Gioia del Colle, il sistema del 70enne Donato Leccese: 20 euro per la stanza e 50 per fare sesso

È il 70enne Donato Leccese il titolare della struttura di Gioia del Colle sequestrata dopo il blitz della Guardia di Finanza. A riportarlo è La Repubblica. L’uomo, ritenuto responsabile dei reati di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione, è stato sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo di soggiorno nel luogo di residenza.

È emerso dalle indagini che due stanze di una struttura ricettiva di pertinenza del ristorante, priva di qualsiasi autorizzazione, fossero utilizzate per appuntamenti sessuali concordati tramite annunci sul web (Facebook e Tuttiannunci.org). 

I clienti, per la maggior parte camionisti, erano 5 o 6 al giorno e dovevano uscire dalle proprie tasche 70 euro. Di questi, secondo quanto stabilito dalle indagini, 20 finivano a nero nelle tasche di Leccese, mentre gli altri 50 alle prostitute.

Una di loro ha provato ad avere un rapporto sessuale in macchina con un cliente per non pagare la stanza, questo ha scatenato l’ira del gestore, anche perché spesso capitava che il cliente si fermasse a mangiare presso la struttura.

Il pm aveva chiesto alla Procura di Bari gli arresti domiciliari per Leccese. La ricostruzione del sistema messo in piedi dal 70enne è stata possibile grazie all’acquisizione di tabulati telefonici e alle testimonianze di alcuni clienti.

 

Gioia, incontri di sesso a pagamento nella struttura abusiva del ristorante: scatta il sequestro. Nei guai il titolare

La Guardia di Finanza di Gioia del Colle, a seguito degli accertamenti coordinati dalla Procura di Bari, ha sequestrato una struttura ricettiva di pertinenza di un ristorante, priva di qualsiasi autorizzazione e utilizzata per appuntamenti sessuali concordati tramite annunci sul web.

Il titolare, ritenuto responsabile dei reati di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione, è stato sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo di soggiorno nel luogo di residenza. La struttura è stata sequestrata.