Taranto, paziente psichiatrico si lancia dalle scale e muore dopo 13 ore d’attesa in ospedale: indagati due medici

Richiesta di rinvio a giudizio per due medici e due infermieri dell’ospedale Santissima Annunziata di Taranto nell’ambito dell’inchiesta aperta sul suicidio di un paziente psichiatrico di 57 ani, avvenuta all’interno del nosocomio di Taranto l’11 gennaio scorso.

L’uomo, dopo 13 ore d’attesa in Pronto Soccorso, si tolse la vita lanciandosi da una rampa di scale. Le accuse sono di omicidio colposo e responsabilità colposa per morte in ambito sanitario dopo una consulenza effettuata.

Il paziente, affetto da una schizofrenia paranoide, fu preso in consegna alle 18.55 del 10 gennaio con un codice di urgenza, “senza essere ricoverato nell’apposito reparto di psichiatria e senza fornirgli alcun tipo di assistenza e trattamento”, si legge nelle carte. Alle 7.57 dell’11 gennaio, decise di lanciarsi nel vuoto da un’altezza di 2 metri e mezzo morendo sul colpo. L’udienza preliminare è fissata per il 12 febbraio 2026.

Schianto in moto nel Barese, morti i giovani Andrea Liddi e Davide Capuozzo: aperta inchiesta. Disposte le autopsie

Potrebbe essere la velocità eccessiva la causa dell’incidente stradale in cui ieri mattina, alla periferia di Bari, sono morti il 18enne Andrea Liddi e il 17enne Davide Capuozzo, il primo alla guida di una moto e il secondo travolto dalla due ruote mentre era a piedi a bordo strada, forse inginocchiato vicino ad un cespuglio in prossimità di una curva.

La Procura di Bari ha aperto un fascicolo per omicidio stradale a carico di ignoti. Stando ad una prima ricostruzione fatta dagli agenti della Polizia locale di Bari, il 18enne – proprietario della moto – avrebbe perso il controllo del mezzo, forse a causa della elevata velocità, e avrebbe sbandato investendo il 17enne. A bordo della moto c’era anche un passeggero, rimasto ferito.

La pm che coordina l’indagine, Savina Toscani, questa mattina ha disposto l’autopsia sui corpi delle giovani vittime. Gli accertamenti medico legali sono stati affidati a Sara Sablone del Policlinico di Bari. Nelle prossime ore, inoltre, la Procura valuterà se disporre una consulenza tecnica per stabilire l’esatta dinamica.

Non è ancora chiaro il motivo per il quale i giovani si trovassero lì. L’incidente, infatti, si è verificato sulla complanare della Statale 100 all’altezza del nuovo Mercato agroalimentare, una strada chiusa al traffico che spesso – stando a recenti segnalazioni – viene utilizzata dai più giovani per prove di velocità. Dalle verifiche fatte finora non risulta che, in questo caso, i ragazzini si fossero dati appuntamento per una gara di velocità.

Ossa sparite dopo 61 anni: “Integrata la querela”. Aperta inchiesta sulla compravendita di loculi

Torniamo ad occuparci della sparizione delle ossa di Nicola Cazzorla, bimbo di 4 mesi morto 61 anni fa, nel cimitero di Modugno. Dopo il racconto della sorella Annamaria, sono emersi tanti dubbi attorno alla vicenda che ha colpito la nostra community.

Ci siamo recati anche nell’agenzia funebre, il cui papà titolare è stato per anni custode del cimitero di Modugno, a caccia di risposte, prima di tornare nel cimitero di Modugno al fianco di Annamaria e del suo legale per parlare delle incongruenze giudiziarie che rendono ancora più oscura la vicenda, anche se qualcuno si è avvicinato a noi interrompendo la registrazione del servizio.

Dopo aver parlato del caso con il vice sindaco di Modugno, l’assessore Giuseppe Montebruno, siamo tornati dall’avvocato di Annamaria per tutti gli aggiornamenti legali. È stata aperta un’inchiesta sulla compravendita di loculi. La querela sporta è stata integrata. Nel video allegato tutte le novità.

Attenzione, Perrone “replica” alle accuse sui social. Tatone: “Tutto falso ci ha truffato”

Non vuole rispondere alle nostre domande, chiama i Carabinieri per essere scortato all’uscita a causa della nostra presenza per poi “parlare” sui social. Torniamo ad occuparci di Ludovico Perrone e della nostra inchiesta. Per diritto di cronaca, vi riportiamo il messaggio pubblicato da Perrone in cui espone la sua controversa “versione dei fatti”.

Massaggi in comodato d’uso, blitz della Polizia Locale. C’è Loconte: Perrone esce scortato

Torniamo ad occuparci dell’inchiesta su Ludovico Perrone. Il proprietario della struttura ha presentato un esposto, in attesa della decisione del giudice, chiamato a pronunciarsi anche sullo sfratto esecutivo, si registra un blitz della Polizia Locale all’interno del centro estetico riaperto da pochi giorni.

Questa volta però Ludovico Perrone era presente e si è barricato dentro. Il colpo di scena immancabile è avvenuto anche questa volta. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri che lo hanno scortato all’uscita.

Attenzione a Perrone, il truffatore perde la testa: colpisce Tino in faccia e fa un’altra scenata

Questa volta Ludovico Perrone ha superato ogni limite. Ieri sera abbiamo pubblicato uno shorts direttamente dall’ospedale, dove Tino si è recato dopo l’aggressione subita dal noto truffatore. Perrone ha spinto infatti la telecamera contro la faccia di Tino, colpendolo all’occhio. Ma non è finita qui perché Perrone ha ideato una sceneggiata davvero da brividi, mettendo in mezzo anche il padre. Sul posto sono intervenuti il 118 e i Carabinieri.

Neonato muore in ospedale a Brindisi, cinque indagati: sono tre medici e due ostetriche

La Procura di Brindisi ha aperto un’inchiesta sul bimbo nato morto il 23 novembre scorso all’ospedale ‘Perrino’ ed ha iscritto nel registro degli indagati tre medici e due ostetriche.

Per i cinque l’accusa è di omicidio colposo e responsabilità colposa per morte o lesioni personali in ambito sanitario. Venerdì sarà eseguita l’autopsia dal medico legale Roberto Vaglio.

La madre del piccolo, una donna di 30 anni, era quasi alla 39esima settimana, e quella notte si trovava già nella struttura sanitaria in travaglio. Per monitorare questa fase è stata sottoposta, come da protocollo, ad una serie di tracciati.

Nei primi si avvertiva indistintamente il battito del feto e non sembravano esserci segnali preoccupanti. Poi poco prima del parto durante l’ultimo tracciato il battito è scomparso completamente. Il feto è stato poi fatto nascere ma era già privo di vita.

L’indagine della procura è stata aperta dopo l’esposto presentato dall’avvocato Antonella Palmisano, che assiste la coppia di genitori.

Droga spacciata da Noicattaro nel Barese, inchiesta sul clan Misceo e Annoscia: chieste pene fino a 20 anni – NOMI

La Procura di Bari ha invocato una pena di 20 anni di reclusione per Giuseppe Misceo, detenuto nel carcere di Secondigliano e ritenuto il capo dell’omonimo clan egemone a Noicattaro, per Luciano Saponaro, uomo di fiducia del boss, per Emanuele Grimaldi, considerato il braccio armato del clan, nell’ambito della chiesta sul controllo delle piazze di spaccio a Noicattaro e in altri comuni baresi.

Per Giuseppe Patruno, responsabile del sottogruppo Grimaldi, invocata invece una condanna di 13 anni di carcere. Uno in meno per Domenico Anelli, ritenuto il cassiere del sodalizio e incaricato del trasporto della droga. Pene più contenute, pari a 3 anni e 4 mesi, sono state richieste per i collaboratori di giustizia Domenico Porrelli e Mario Stefanelli. A riportarlo è La Gazzetta del Mezzogiorno.

In totale sono 69 gli imputati, 52 di loro hanno scelto il rito abbreviato, altri 5 imputati hanno proposto il patteggiamento, mentre i restanti potrebbero affrontare il dibattimento. Il Ministero dell’Interno si è costituito parte civile. Le accuse a vario titolo sono di associazione mafiosa, traffico di droga, porto e detenzione di armi e resistenza a pubblico ufficiale. Secondo quanto ricostruito dalle indagini, la droga era acquistata dal clan Palermiti di Japigia e Madonnella, trasportata nel quartier generale di Noicattaro e da lì smistata verso Adelfia, Capurso, Triggiano, Gioia del Colle e Fasano.

Nel processo sono contestati anche due tentati omicidi: il primo risale al 3 marzo 2021, quando Luciano Saponaro e Luca Belfiore furono raggiunti da numerosi colpi di pistola esplosi a distanza ravvicinata. Per quell’agguato, l’accusa individua in Giuseppe Annoscia il mandante e in Giuseppe Patruno l’esecutore materiale. Un secondo tentato omicidio riguarda Giuseppe Mazzei, esponente del clan Di Cosola. L’8 giugno 2012, a Noicattaro, Emanuele Grimaldi avrebbe esploso cinque colpi di pistola calibro 7,65 nel tentativo di ucciderlo, agendo secondo l’accusa su mandato di Mario Stefanelli. 

Attenzione a Perrone, nessun dorma. Svelato il complotto: “Teme Colella si conoscono da anni”

Torniamo ad occuparci di Ludovico Perrone, il titolare del centro benessere di Casamassima su cui da alcune settimane abbiamo acceso i nostri riflettori dopo la segnalazioni di alcuni clienti circa trattamenti e pacchetti fantasma. L’inchiesta si è allargata con il passare dei giorni.

Dopo avervi parlato della truffa escogitata ai danni del disabile Matteo e della sua mamma malata, della storia di Pierpaolo Progida e di Cinzia, dopo avervi mostrato le immagini del nostro secondo epico incontro con Perrone, con tanto di sceneggiata e dell’interpretazione da Oscar al telefono, abbiamo iniziato anche a raccontare quello che si nasconde dietro il mondo della Perla Pink.

Perrone ha fatto cadere in un sonno profondo tutti ed è sparito nel nulla, dopo le promesse fatte e non mantenute. Noi però non dormiamo e vi sveliamo altri retroscena sul rapporto con Colella e Iurlo, grazie alla testimonianza di una sua ex dipendente.

Tragedia a Taranto, morte in utero di un feto al Santissima Annunziata: aperta inchiesta

Tragedia al Santissima Annunziata di Taranto nella notte tra il 24 e il 25 novembre. Un feto in utero di una donna di Pulsano, alla 39esima settimana più 5 giorni, è deceduto. Il parto è avvenuto con taglio cesareo, ma il neonato non è sopravvissuto.

L’Asl ha precisato che sono stati avviati tutti gli accertamenti per fare chiarezza sulla tragica vicenda e che la struttura ospedaliera è pronta a collaborare con la magistratura. La famiglia ha presentato denuncia, è stata aperta un’inchiesta ed è stata sequestrata la documentazione clinica in attesa dei risultati dell’autopsia.