Case popolari, riparati i bagni da incubo. L’ex dipendente Arca: “Venuti due giorni dopo il video”

Vi ricordate della casa popolare di via Volpe, situata nella palazzina al civico 1 B, e la storia del 78enne Michele Parisi, assegnatario di un’abitazione e costretto a recarsi in bagno con ombrello, giubbotto e cappello?

Ebbene sì, pochi giorni dopo la pubblicazione del primo servizio, nella palazzina sono arrivati gli operai che hanno sistemato il bagno da incubo nell’abitazione della signora situata al piano superiore in cui era generata la perdita.

C’è però un altro Michele protagonista in questa vicenda. Ogni due giorni, a 80 anni, era costretto a salire sulla scala, a prendere i secchi pieni d’acqua, a svuotarli e sistemarli dove c’er la perdita d’acqua per aiutare l’altro Michele. A rendere più surreale questa vicenda è che l’ex aiutante è anche un ex dipendente Arca. Nella stessa palazzina però bisogna fare i conti anche con il guasto dell’ascensore tra bimbi piccoli, anziani e disabili.

Bari, ospedale vuole dimettere due anziani disabili e malati gravi. Il figlio a Decaro: “Un incubo così si scaricano?”

“Presidente Decaro, le scrivo con il cuore in mano e con la disperazione di una figlia che vede calpestati i diritti più elementari dei propri genitori, entrambi Grandi Invalidi (Legge 104, art. 3 comma 3) e non autosufficienti”.

Inizia così l’appello disperato di un cittadino barese al governatore della Regione Puglia, Antonio Decaro. “Da lunedì stiamo vivendo un incubo presso la Mater Dei -. Mia madre (82 anni, allettata), è ricoverata d’urgenza per polmonite, in stato cianotico. Nonostante la gravità e una terapia ancora in corso, vogliono dimetterla senza aver completato il percorso di cure e negandoci la dimissione protetta, fondamentale per una paziente nelle sue condizioni – spiega -. Mio padre (81 anni), anche lui in uno stato gravissimo di disabilità. Portato ieri dal 118 per una grave emorragia (feci scure e anemia severa). Gli sono state somministrate due sacche di sangue per tenerlo in vita, ma oggi — incredibilmente — vogliono dimettere anche lui, senza aver fatto una diagnosi per capire da dove provenga la perdita di sangue e senza ulteriori accertamenti”.

“Presidente, è normale che due pazienti in queste condizioni vengano rispediti a casa in balia degli eventi? È questo il modo di gestire le fragilità nella nostra Regione? Si tratta di persone incapaci di intendere e volere che necessitano di assistenza ospedaliera, non di essere liquidate non appena i parametri vitali minimi si stabilizzano”, si domanda il figlio della coppia.

“Chiedo il Suo intervento immediato affinché venga garantito il diritto alla salute e la continuità assistenziale presso una struttura idonea o il ricovero in reparto. Non posso accettare un abbandono di persona incapace da parte di chi dovrebbe curarli – conclude -. La prego, non ci lasci soli”.

Garage sott’acqua, residenti terrorizzati da un po’ di pioggia: “Un incubo non dormiamo più”

Questa volta ci siamo recati a Turi, in via Fratelli Spinelli al civico 35, per documentare quello che accade puntualmente quando piove. I garage si allagano a causa della pendenza della strada, un problema denunciato da tempo ma ignorato dalle Istituzioni. I residenti sono esasperati, nel video allegato la loro protesta e il loro racconto.

Orecchiette e cime di rape, Rudy Ruggeri da incubo su Instagram: “Chef prendi nota si fanno così”

Dai vicoli di Barivecchia alla cucina di Ghiotto, questa volta torniamo a parlare delle orecchiette e della polemica culinaria scoppiata negli ultimi giorni. In tanti ci avete segnalato il video pubblicato su Instagram da Gambero Rosso e da Rudy Ruggeri.

Da Roma qualcuno ha pensato bene di insegnare ai baresi e ai pugliesi come preparare il piatto delle orecchiette e cime di rape. Abbiamo seguito passo dopo passo la vera preparazione del piatto con lo chef Gianni Cecchinato.

Castellana, passeggiata nel dopo cena si trasforma in incubo: salvati due anziani inglesi

Due squadre dei Vigili del Fuoco di Bari sono intervenute ieri sera nelle campagne di Castellana Grotte dove due anziani coniugi inglesi si erano smarriti durante una passeggiata nel dopo cena.

I due si sono separati e il marito non è più riuscito a trovare la moglie tra le stradine di campagna. Dopo due ore, all’una circa, la signora è stata ritrovata dai Vigili, smarrita in un campo in evidenti difficoltà cognitive, ma in discrete condizioni di salute.

Foggia, foto fake di lei nuda sui social e sui muri della città. Il dramma di Arianna: “Sto vivendo un incubo”

Modificano e creano un’immagine sessuale con il suo volto e la diffondono per la città. È accaduto a Foggia, vittima una ragazza di soli 19 anni che ha avuto il coraggio di denunciare l’accaduto sui suoi profili social.

Sul caso è stato aperto un fascicolo d’indagine dopo la denuncia presentata, ma la situazione è degenerata. Vicino alle foto sono stati scritti anche il numero di cellulare e l’indirizzo di casa della ragazza.

“È stata creata un’immagine sessuale falsa che però porta il mio volto, il mio corpo e il mio nome. Sono stata travolta da un’ondata di odio e violenza. La mia vita è diventata un incubo. Ho smesso di dormire bene, di uscire tranquilla. Vivo con la costante paura che davvero qualcuno mi venga a cercare, convinta che sia davvero disponibile solo perché ha visto una immagine falsa e violenta”.

“Perché è stato fatto? Per divertimento, per vendetta non lo so – ha aggiunto -. Nessuno dovrebbe passare quello che sto passando io. Non sono io la persona sbagliata. Lo sono le persone che hanno fatto quelle immagini, quelle persone che le hanno condivise, sono le persone che hanno scritto quelle frasi infami e sono le persone che hanno modificato quelle foto e le hanno affisse per la città”.

La senatrice Anna Maria Fallucchi (FdI) ha postato sul suo profilo il video-denuncia di Arianna e ha annunciato che il caso è già all’attenzione della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio”.

 

Palazzo popolare da incubo, inquilini deliranti nella casa-discarica: “I topi ci camminano addosso”

Siamo tornati al quartiere San Paolo precisamente in via Cifariello, al civico 10. Nella palazzina popolare abita un’anziana con due figli problematici, uno di loro vive e dorme nello scantinato.

Gli abitanti del palazzo hanno richiesto il nostro intervento dopo averci inviato decine di fotografie con protagonisti topo di ogni dimensione. La situazione è drammatica e molto delicata soprattutto per chi abita al primo piano.

Abbiamo provato anche a parlare con la famiglia, ma il breve confronto è avvenuto solo a distanza. Nel video allegato le incredibili immagini.

Abusivi e morosi nelle case popolari Arca. Debiti milionari e palazzi da incubo: “Un dramma sociale”

Nei giorni scorsi abbiamo letto diverse dichiarazioni sulle sorti di morosi e di occupazioni abusive delle case popolari da parte dell’amministratore unico dell’Arca Puglia, De Nicolo.

Qualcuno è già stato sbattuto fuori, altri accertamenti sono in corso, ma ciò che all’Arca sembra non interessare sono le conseguenze di anni di sciatteria e mancate manutenzioni dei suoi immobili.

Gente perbene che patisce insieme a tutti gli altri, senza riuscire ad avere risposte e servizi adeguati. Un far west generale di cui abbiamo parlato con Domenico De Renzo, amministratore di circa 70 condomini Arca. Una fotografia impietosa del dramma quotidiano vissuto dagli inquilini, ma anche dagli amministratori che lavorano per conto dell’ente pubblico per qualche spicciolo.

Siamo in via Leotta 26, al quartiere San Paolo di Bari. Nello stesso stabile convivono inquilini regolari, vecchi e nuovi morosi e un abusivo, mentre due case sono vuote. Il palazzo è fatiscente, l’ascensore non funziona, qualcuno ruba l’energia elettrica e il rischio che possa essere addirittura tolta l’acqua è concreto.

I debiti accumulati nei 70 condomini amministrati ammontano a circa 1.9 milioni di euro e sono attesi circa 400mila euro di anticipi da parte dell’ente. Nel frattempo ci si ingegna o si continua a rubare. Abbiamo affrontato le tante questioni aperte con De Renzo in questo speciale di mezz’ora. Diversi gli spunti particolarmente interessanti, questioni di cui ci occupiamo da più di 15 anni.

Titoli di studio falsi, il sistema Modaffari. Cianci e Catalano: “Tutto tracciato. È un incubo”

Travolti dallo scandalo sui titoli di studio falsi, Savino Cianci e Lucia Catalano, scelgono quintopotere.it per dire la loro verità. Circa 800 persone finite in un giro di titoli senza alcun valore, vissuti a lungo con l’illusione di riuscire così a entrare per esempio nelle graduatorie per l’insegnamento nella scuola.

Un giro d’affari milionario partito da Reggio Calabria con l’operazione “Lucignolo” e sfociato a Trani in un’altra inchiesta, denominata “Zero titoli”. Un sistema partito dalla Calabria, firmato dalle sorelle Modaffari e dalla mamma Anna Maria.

Nella trappola, dunque, nonostante avessero chiesto alle istituzioni italiane di conoscere l’attendibilità di quei titoli, senza tuttavia avere risposte, sono finiti Savino Cianci e Lucia Catalano. “Siamo stati truffati anche noi – spiegano ai nostri microfoni -. È tutto tracciato, stiamo riuscendo a spiegare la nostro posizione e ci dispiace per essere stati strumento utile a veicolare tutto ciò che poi noi stessi abbiamo scoperto sulla nostra pelle”.

La lunga testimonianza contenuta nel video che vi proponiamo oggi in esclusiva, è solo una parte dell’inchiesta che stiamo conducendo, approfondendo – lo specifichiamo – la lettura delle carte e la versione di Nino e Lucy, così come li ha sempre chiamati chi ha collaborato con loro.

Non a caso abbiamo chiesto di incontrarli nella loro villa “hollywoodiana”, con piscina. L’abitazione è finita allo stesso modo nel tritacarne mediatico, essendo stata per molti frutto dell’attività illecita di nullatenenti. È davvero così? Non sarà la verità assoluta, ma se non altro è un punto di vista mai ascoltato prima d’ora.