Bari, paziente pretende la medicazione sul posto: infermiere 118 colpito con un pugno al volto al San Paolo

Ennesima aggressione ai danni di un operatore sanitario nel quartiere San Paolo di Bari. Un infermiere della postazione 118 di Modugno è stato colpito al volto da un paziente psichiatrico durante un intervento in viale delle Regioni.

Secondo quanto ricostruito l’aggressore voleva essere medicato sul posto dopo aver rimediato una lieve ferita ad un sopracciglio che richiedeva dei punti di sutura in Pronto Soccorso e, al rifiuto dell’infermiere, gli ha rifilato un pugno al volto. L’operatore del 118 ha riportato un trauma cranico-facciale, un trauma contusivo dell’occhio destro con contusione retinica. La prognosi è di 5 giorni, ha eseguito la Tac all’ospedale San Paolo e poi una consulenza oculistica al Policlinico. L’infermiere avrebbe ricevuto anche delle minacce dallo stesso paziente e sarebbe stato strattonato mentre si trovava al pronto soccorso del San Paolo. Sul posto sono intervenuti anche Carabinieri e Polizia.

Bari, lunga attesa al Pronto Soccorso: infermiere colpito con un pugno all’ospedale San Paolo

Ennesima aggressione negli ospedali a Bari. Un infermiere in servizio al triage è stato aggredito due notti fa all’ospedale San Paolo da un uomo. All’origine la lunga attesa di una piccola paziente, non parente dell’aggressore. L’uomo ha cercato di farsi giustizia da solo, sferrando un pugno dietro al collo dell’infermiere. Sul posto sono intervenute le Forze dell’Ordine, la vittima ha rimediato una prognosi di 10 giorni.

Foggia, soccorre un uomo dopo incidente e viene picchiato in Pronto Soccorso: ferito infermiere

Un infermiere del servizio 118 di Foggia è stato aggredito nella serata di ieri da un uomo soccorso a seguito di un incidente stradale avvenuto in città. L’aggressione si è verificata non appena l’ambulanza intervenuta sul posto è giunta al pronto soccorso degli ospedali Riuniti.

“Già mentre scendeva dall’ambulanza l’uomo ha dato pugni contro il mezzo. Poi in pronto soccorso mi ha colpito con un pugno in pieno volto e una serie di schiaffi in testa” dichiara all’ANSA l’infermiere di 63 anni, con 21 anni di attività alle spalle, che preferisce mantenere l’anonimato. “L’autista e il soccorritore che sono intervenuti con me a bordo dell’ambulanza – racconta – sono stati aggrediti verbalmente”.

L’aggressore, stando a quanto si è appreso, è stato sottoposto a controlli medici e dimesso, mentre l’infermiere ha riportato ferite guaribili in 10 giorni e nelle prossime ore formalizzerà la denuncia contro l’aggressore. Le forze dell’ordine – stando a quanto ricostruito – sono intervenute a seguito dell’allarme lanciato da un’infermiera del pronto soccorso attraverso il dispositivo portatile in grado di inoltrare chiamate di emergenza con priorità di intervento di cui il pronto soccorso è stato dotato di recente attraverso un accordo tra polizia di stato e direzione generale del Policlinico.

“Non veniamo tutelati da nessuno. Lavoriamo – dice amareggiato l’infermiere – per portare il pane a casa, per mantenere le nostre famiglie, i nostri figli. Non possiamo vivere così, con la paura che ci accada qualcosa. Chiediamo maggiore tutela”.

Bari, il Policlinico assume 20 tecnici di radiologia e 2 medici: incarichi temporanei per infermieri e ostetriche

Il Policlinico di Bari ha dato il via libera all’assunzione a tempo indeterminato per 20 tecnici di radiologia e 2 medici in pronto soccorso ed è stata pubblicata una manifestazione di interesse per il conferimento di incarichi temporanei per la sostituzione di infermieri, tecnici di laboratorio e ostetriche.

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Muore dissanguato in casa, svolta nelle indagini sulla morte di Giorgio Simone: “Fu spinto dalla ragazza”

La fidanzata di Giorgio Simone, il 28enne di Montesano Salentino morto nel 2020 nel Piacentino per una emorragia fatale, è stata iscritta nell’elenco degli indagati con l’accusa di omicidio preterintenzionale dalla Procura. C’è da registrare infatti un’importante svolta nelle indagini: il 28enne è deceduto per un’emorragia causata dall’impatto contro una porta a vetri, ma non si trattò di un incidente domestico. A spingerlo fu la 30enne dopo una lite. A ricostruire la dinamica è stata una criminologa incaricata dalla famiglia della vittima: sarebbe stata proprio la fidanzata a speronare Giorgio Simone, facendolo sbattere contro la porta a vetri. Restano indagati anche gli operatori sanitari che presero in cura il giovane con le accuse di omicidio colposo e lesioni personali colpose. La vittima sarebbe stata accompagnato in ospedale con almeno un’ora e mezza di ritardo dalla richiesta di intervento e non sarebbero state praticate le prescrizioni dal protocollo nazionale Ares del 118.