Mafia nel Leccese, maxi operazione e arresti all’alba: oltre 100 Carabinieri in azione

Dalle prime ore di questa mattina è in corso una vasta operazione antimafia dei carabinieri di Lecce, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia.

“I militari dell’Arma – si legge in una nota – stanno eseguendo numerose misure cautelari, disposte dal Gip, nei confronti di soggetti fortemente indiziati di associazione mafiosa e di altri gravi reati aggravati dal metodo mafioso”.

All’operazione partecipano oltre 100 Carabinieri, con il supporto di unità speciali e mezzi aerei. Ulteriori dettagli saranno resi noti in mattinata.

Mafia nel Barese, inchiesta sul clan Misceo: a processo 69 affiliati. Spunta un nuovo collaboratore di giustizia

Giuseppe Patruno, 33enne arrestato lo scorso aprile dalla Guardia di Finanza di Bari, ha deciso di collaborare con gli inquirenti, tanto da aver tenuto già lunghi interrogatori con il pm antimafia di Bari, Fabio Buquicchio.  Le sue dichiarazioni saranno depositate nell’udienza fissata il prossimo 20 ottobre con imputate 69 persone appartenenti ai clan Misceo e Annoscia di Bari e Noicattaro.

L’inchiesta, coordinata dai pm Fabio Buquicchio e Daniela Chimienti, portò lo scorso aprile all’arresto di 22 persone. Le indagini sono state condotte dal nucleo Gico della guardia di finanza e dai carabinieri, che eseguirono quattro arresti per un duplice tentato omicidio commesso a Noicattaro nel 2021. Un agguato, come è stato ricostruito dalle indagini, che si inserisce nelle frizioni tra il clan Misceo e il clan rivale Annoscia per il controllo dello spaccio sul comune di Noicattaro.

Nell’inchiesta è contestato anche un altro tentato omicidio nei confronti di un esponente del clan Di Cosola. Ai 69 indagati sono contestati a vario titolo i reati di associazione mafiosa, associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, tentato omicidio, porto e detenzione di armi, detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti, resistenza a pubblico ufficiale, trasferimento fraudolento di beni e utilizzo di cellulari da parte di detenuti.

Il clan Misceo, come emerso, avrebbe operato anche nei vicini comuni di Triggiano, Gioia del Colle e anche Bari. Il capo, Giuseppe Misceo, avrebbe continuato a controllare impartendo ordini dal carcere con il cellulare. Come persone offese ci sono i ministeri dell’Interno e della Giustizia, il Comune di Noicattaro e le tre vittime dei due tentati omicidi: due di loro sono anche imputati.

Processo Codice Interno a Bari, 9 anni a Tommy Parisi. Da Olivieri a Palermiti: tutte le condanne – NOMI

L’ex consigliere regionale pugliese Giacomo Olivieri è stato condannato a 9 anni di reclusione nel processo nato dall’inchiesta “Codice interno” sui presunti legami tra mafia, politica e imprenditoria a Bari.

Lo ha deciso il gup di Bari, Giuseppe De Salvatore, davanti al quale si è svolto il processo in abbreviato con 104 imputati. Olivieri, imputato per scambio elettorale politico-mafioso ed estorsione, è accusato di aver raccolto a pagamento i voti da tre clan di Bari per favorire l’elezione al consiglio comunale della moglie, Maria Carmen Lorusso, nel 2019.

Francesco Abbrescia – 8 anni
Raffaele Addante – 13 anni e 4 mesi
Alessandro Anaclerio – 10 anni e 8 mesi
Vincenzo Azzariti – 4 anni
Marco Barone – 6 anni e 8 mesi
Giuseppangelo Barracchia – 9 anni e 2 mesi
Cataldo Bartoli – 7 anni e 2 mesi + €26.000 multa
Giuseppe Bellone De Grecis – 7 anni e 4 mesi
Luigi Bernaus – 8 anni
Roberto Boccasile – 4 anni, 5 mesi e 10 giorni + €5.300 multa
Massimiliano Bottalico – 7 anni e 4 mesi
Nicola Bruno – 7 anni e 6 mesi
Attilio Caizzi – 7 anni e 4 mesi
Edoardo Caizzi – 8 anni
Giovanni Caizzi – 3 anni, 6 mesi e 20 giorni + €3.200 multa
Ignazio Calabrese – 7 anni e 4 mesi
Michele Calzolaio – 13 anni e 4 mesi
Danilo Campanale – 4 anni, 5 mesi e 10 giorni + €5.300 multa
Riccardo Campanale – 8 anni
Giovanni Capriati – 8 anni
Antonio Cardinale – 9 anni
Antonio Carrassi – 7 anni
Francesco Cascella – 10 anni e 8 mesi
Raffaele Castoro – 7 anni
Vincenzo Chiumarulo – 8 anni
Michele Cirulli – 8 anni
Pietro Crocchianti – 7 anni e 4 mesi
Paolo D’Amato – 4 anni, 5 mesi e 10 giorni + €5.300 multa
Antonio De Fano – 7 anni
Giacomo De Gennaro – 8 anni
Davide De Marco – 6 anni e 8 mesi
Michele De Salvatore – 8 anni
Donato De Tullio – 8 anni e 4 mesi
Michele De Tullio – 9 anni e 4 mesi
Giovanni Di Cosimo – 8 anni
Bruno Di Lauro – 8 anni
Carlo Ferrante – 8 anni
Fabio Fiore – 7 anni
Cosimo Fortunato – 10 anni
Ignazio Froio – 7 anni e 4 mesi
Angelo Giannini – 10 anni e 8 mesi
Antonino Grasso – 7 anni e 4 mesi
Maria Gravina – 4 anni
Vito Guglielmi – 4 anni + €5.000 multa
Luciano Ignomeriello – 10 anni
Umberto Lafirenze – 10 anni e 8 mesi
Vito Lampugnani – 9 anni e 8 mesi
Cosma Damiano Lepore – 7 anni e 4 mesi
Giuseppe Loglisci – 9 anni e 8 mesi
Leonarda Loiodice – 4 anni
Nicola Lorusso – 8 anni
Tommaso Lovreglio – 14 anni
Mario Maffei – 8 anni
Michele Manzari – 7 anni e 2 mesi
Gennaro Marino – 9 anni e 8 mesi
Angelo Martiradonna – 6 anni e 8 mesi
Michele Martiradonna – 7 anni
Michelangelo Maselli – 2 anni, 2 mesi e 20 giorni
Mirko Massari – 4 anni
Giovanni Mastrorilli – 6 anni, 7 mesi e 10 giorni
Maurizio Mincuzzi – 9 anni e 4 mesi
Filippo Mineccia – 14 anni
Beniamino Misceo – 8 anni
Bruna Montani – 5 anni
Leonardo Montani – 7 anni e 6 mesi
Maria Montani – 4 anni
Antonio Moretti – 8 anni
Emilio Moretti – 6 anni e 8 mesi
Michele Nacci – 4 anni e 4 mesi
Otello Natangeli – 7 anni
Giacomo Olivieri – 9 anni + €2.000 multa
Antonino Palermiti – 7 anni
Eugenio Palermiti – 11 anni
Giovanni Palermiti – 10 anni
Nicola Palermo – 7 anni e 4 mesi
Nicola Parisi – 7 anni e 4 mesi
Radames Parisi – 14 anni e 8 mesi
Savino Parisi – 11 anni
Tommaso Parisi – 9 anni
Christopher Luigi Petrone – 7 anni e 4 mesi
Antonio Petroni – 4 anni e 4 mesi
Franco Pirrelli – 7 anni
Michele Piscitelli – 5 anni
Aldo Primavera – 8 anni
Vito Rinaldi – 7 anni
Antonio Ripoli – 13 anni
Romeo Risoli – 8 anni
Michele Ruggieri – 8 anni
Sebastiano Ruggieri – 8 anni e 8 mesi
Bernardo Schingaro – 3 anni e 2 mesi + €4.600 multa
Giuseppe Sciancalepore – 7 anni e 4 mesi
Vito Scorcia – 10 anni e 8 mesi
Vito Sebastiano – 8 anni
Giovanni Sforza – 7 anni e 8 mesi + €3.000 multa
Silvio Sidella – 14 anni e 8 mesi
Domenico Silecchia – 8 anni
Nicola Stramaglia – 8 anni
Gaetano Strisciuglio – 5 anni
Giuseppe Tagarelli – 8 anni
Pasquale Tisti – 7 anni e 6 mesi
Francesco Triggiani – 10 anni
Francesco Vessio – 6 anni e 10 mesi
Nereo Zanghi – 8 anni

Il premio Borsellino per la prima volta a Bari, Pinuccio Fazio: “Nessuna paura della mafia sono loro a temerci”

Ricordare l’impegno di Paolo Borsellino e di Giovanni Falcone, così come quello di tutti i magistrati e gli appartenenti alle forze dell’ordine, e le vittime innocenti di mafia. Trasformando quel ricordo in azioni concrete per il futuro dei giovani.

Sono gli obiettivi del premio Borsellino che oggi, per la prima volta, è arrivato a Bari grazie alla collaborazione con la Uil Puglia. La giornata di commemorazione è cominciata davanti al murale donato dal sindacato e dedicato ai giudici morti negli attentati di Capaci e via D’Amelio.

Presenti, fra gli altri, il sindaco di Bari Vito Leccese, il procuratore Roberto Rossi, Lella e Pinuccio Fazio (genitori di Michele, vittima innocente di mafia) e il questore, Massimo Gambino. “Ricordare – ha detto Rossi – vuol dire rinnovare un impegno che tutti noi mettiamo in campo contro la criminalità organizzata. Occorre inoltre rinnovare l’importanza di una magistratura indipendente, come è stata in passato di fronte a certi poteri”.

Pinuccio Fazio ha spiegato che è “un onore essere parte del premio nazionale Borsellino, con loro ho girato tutte le scuole dell’Abruzzo. Continueremo a camminare con la magistratura e le forze dell’ordine perché non abbiamo paura della criminalità organizzata, sono loro che devono temerci”.

Sua moglie Lella ha rivolto un appello a tutte le mamme, “soprattutto a quelle del mio quartiere (Bari vecchia, ndr), perché se vogliamo salvare i nostri figli dobbiamo collaborare e mai voltare lo sguardo”.

La giornata è proseguita al liceo Bianchi-Dottula per lo spettacolo di teatro civile ‘Stoc Ddò’, che racconta la storia di Michele Fazio, esempio di coraggio e di trasformazione del dolore in impegno, testimonianza viva contro ogni forma di criminalità.

Mafia ad Apricena, due arresti dopo 8 anni per duplice omicidio in pieno giorno – NOMI E VIDEO

La Polizia di Stato (S.I.S.C.O. di Bari e Squadra Mobile di Foggia coordinati dal Servizio Centrale Operativo) ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Bari, su richiesta di questa Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di due soggetti, ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di duplice omicidio volontario e detenzione e porto in luogo pubblico di armi da guerra e armi comuni da sparo, con il riconoscimento dell’aggravante mafiosa nella duplice declinazione del metodo e dell’agevolazione, perpetrati ai danni di FERRELLI Nicola e PETRELLA Antonio, commesso in Apricena (FG) nel tardo pomeriggio del 20 giugno 2017. Si tratta di Francesco Scirpoli, 43 anni di Mattinata, e Pietro La Torre, 43 anni di Manfredonia, entrambi già detenuti da tempo. A riportarlo è La Gazzetta del Mezzogiorno.

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Dal complesso delle investigazioni, è emerso che il delitto era stato commesso al fine di agevolare la consorteria mafiosa all’epoca nota come clan LOMBARDI/LA TORRE/RICUCCI (nato dalla rimodulazione del clan ROMITO) e quella denominata “SOCIETÀ FOGGIANA”, con particolare riferimento alla batteria MORETTI/PELLEGRINO.

L’efferato crimine era maturato nell’ambito della violenta guerra di mafia intercorsa con la fazione contrapposta facente capo al gruppo DI SUMMA/FERRELLI, mirante ad acquisire il controllo egemonico del territorio di Apricena e dell’area limitrofa di San Marco in Lamis, per l’assunzione del monopolio, nella stessa area, della gestione e del commercio degli stupefacenti e delle altre attività illecite.

Il G.I.P., accogliendo l’impianto accusatorio formulato dai Magistrati della D.D.A. di Bari, ha emesso un provvedimento cautelare in carcere nei riguardi di due esponenti di spicco del menzionato gruppo LOMBARDI/LA TORRE /RICUCCI, entrambi attualmente detenuti a seguito degli esiti di operazioni antimafia condotte sul territorio garganico, per le quali uno dei due si trova sottoposto al regime previsto dall’art.41 bis c.d. del carcere duro.

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Le indagini, delegate congiuntamente alla Sezione Investigativa di Bari del Servizio Centrale Operativo ed alla Sezione Criminalità Organizzata della Squadra Mobile della Questura di Foggia, sono state avviate a seguito delle propalazioni di collaboratori di Giustizia dell’area garganica che hanno fornito un patrimonio informativo di notevole caratura sul quale sono stati effettuati gli opportuni riscontri da parte Polizia Giudiziaria e che hanno permesso di presentare una solida piattaforma probatoria nei confronti degli esecutori materiali del grave episodio criminoso, posto in essere con modalità operative di tipo mafioso, avvalendosi della forza intimidatrice e della condizione di assoggettamento e di omertà derivanti dal vincolo associativo.

L’azione omicidiaria è stata connotata da modalità esecutive plateali, con un protratto inseguimento in pieno giorno e con l’esplosione, sulla pubblica via, di numerosissimi colpi di armi da fuoco dal notevole potenziale offensivo, inflitti sui corpi delle vittime mentre transitavano altri veicoli condotti da ignari cittadini, con l’azione sinergica di un commando armato composto da più persone con specifici compiti.

Come noto, l’azione di fuoco è stata immortalata da alcune telecamere di sorveglianza che hanno consentito di riprendere l’intera condotta omicidiaria in tutta la sua efferatezza e crudeltà, firmata con il classico colpo al capo rivolto alle vittime, sferrato per devastarne il volto e cancellarne la memoria.

Orbene, quelle riprese hanno consentito – in una fase successiva – di effettuare rilievi tecnico-scientifici complessi, compiuti da personale specializzato del Servizio di Polizia Scientifica di Roma che, grazie ad una consulenza antropometrica, ha rilevato la misurazione dei parametri fisionomici dei soggetti ripresi, con particolare riferimento alla stima della loro statura; nel caso di specie, l’analisi obiettiva dei dati ha quindi portato ad un giudizio di compatibilità tra le altezze dei killer e quelle degli odierni indagati.

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La piattaforma indiziaria emersa nei confronti degli indagati, inoltre, è stata corroborata dalle dichiarazioni rese dai collaboratori di Giustizia RADUANO Marco, DELLA MALVA Danilo Pietro, QUITADAMO Antonio, QUITADAMO Andrea, TROIANO Gianluigi, VERDEROSA Carlo e PETTINICCHIO Matteo le cui propalazioni, opportunamente riscontrate dall’indagine espletata dagli investigatori della Polizia di Stato, sono state quindi connotate da credibilità soggettiva, attendibilità intrinseca e riscontrabilità oggettiva, confermando così il quadro probatorio già evidenziato dalle indagini degli uffici delegati, con il coordinamento di questa Procura Distrettuale Antimafia.

È importante sottolineare che il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari e che, all’esecuzione delle misure cautelari odierne, seguirà l’interrogatorio di garanzia e il confronto con la difesa degli indagati, la cui eventuale colpevolezza in ordine ai reati contestati dovrà essere accertata in sede dibattimentale nel rispetto del contraddittorio con la difesa degli indagati.

Spaccio a Bari, Palo e Bitonto: 8 arresti tra gli Strisciuglio. Raid armato a Japigia contro clan rivale – VIDEO

Alle prime luci dell’alba, la Polizia di Stato di Bari ha eseguito un’ordinanza di applicazione di una misura cautelare personale, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Bari, su richiesta di questa locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di otto soggetti, ritenuti appartenenti al clan Strisciuglio, operante in varie zone di questo capoluogo e in diversi Comuni dell’area metropolitana barese.

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I destinatari delle misure cautelari, delle quali sette applicative della custodia in carcere ed una applicativa degli arresti domiciliari, sono considerati membri di una associazione a delinquere, armata, dedita al traffico ed alla commercializzazione di sostanza stupefacente, del tipo cocaina, eroina e marijuana, nei Comuni di Palo del Colle, Bari e Bitonto.

L’indagine, coordinata dalla Procura Distrettuale Antimafia di Bari e condotta dalla Squadra Mobile della Questura e dal Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, ha consentito di acquisire elementi probatori in ordine alla operatività di una struttura associativa organizzata facente capo all’associazione mafiosa Strisciuglio, dedita al commercio di sostanze stupefacenti nei citati Comuni, ma in particolare nella città di Palo del Colle ed avente una notevole “propensione” a ricorrere all’uso delle armi, ogniqualvolta fosse ritenuto necessario per dirimere controversie e contrasti con i clan avversari.

È stato documentato e riscostruito, in particolare, un raid armato, nel quartiere Japigia, finalizzato a sequestrare un appartenente ad un clan rivale, a scopo intimidatorio; nella circostanza, il commando non riuscì a portare a termine il tentativo di sequestro, ma, comunque, esplose numerosi colpi di arma da fuoco all’indirizzo dell’abitazione della vittima; proprio in relazione a questo episodio, è stata riconosciuta, nell’ambito del provvedimento giudiziario, l’aggravante del metodo mafioso, in quanto l’azione criminale è stata compiuta, con armi ed in pieno giorno, avvalendosi della forza e della capacità d’intimidazione derivanti dall’appartenenza al citato clan.

L’attività di indagine ha anche consentito di appurare come i membri del gruppo criminale usassero parlare, tra di loro, con un linguaggio criptico e convenzionale, al fine di confondere ed eludere eventuali attività investigative da parte delle Forze di Polizia. Il gergo adottato era, chiaramente, funzionale a distinguere il tipo di sostanza stupefacente, ma anche la relativa qualità e quantità; a mero titolo esemplificativo, in relazione al grado di purezza ed alla qualità, la sostanza stupefacente veniva indicata, di volta in volta, come “buona”, “bomba” o “dinamite”.

L’operazione di polizia giudiziaria rappresenta l’epilogo di una attività investigativa, svolta da personale della sezione Antidroga, della Squadra Mobile di Bari, condotta attraverso una poderosa attività tecnica d’intercettazione (telefonica ed ambientale), servizi di pedinamento e video-registrazione, perquisizioni, sequestri ed arresti in flagranza di reato; altrettanto determinante, al fine di corroborare il quadro probatorio, è stata l’attività sotto copertura, condotta da agenti undercover, i quali, fingendosi assuntori, sono riusciti a documentare e quindi acquisire elementi probatori in ordine a numerose cessioni di sostanza stupefacente, da parte dei pusher. Inoltre, il predetto compendio investigativo è stato, altresì, alimentato dalle dichiarazioni rese da vari collaboratori di Giustizia.

Mafia a Bari, blitz della Polizia all’alba: 9 arresti nel clan Strisciuglio per traffico di droga

Dalle prime luci dell’alba, a Bari e provincia, la Polizia di Stato sta dando esecuzione all’ordinanza di applicazione di una misura cautelare personale, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Bari, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di nove persone, ritenute appartenenti ad una associazione a delinquere, facente capo al clan Strisciuglio, dedita al traffico e alla illecita commercializzazione di sostanze stupefacenti.

I dettagli dell’operazione verranno resi noti nel corso di una conferenza stampa programmata per le ore 10:30 odierne, presso la Procura della Repubblica di Bari, alla presenza del Procuratore della Repubblica.

Mafia nel Barese, inchiesta sul clan Misceo. Spaccio, armi e tentati omicidi: chiesto il processo per 69 indagati

La Dda di Bari ha chiesto il rinvio a giudizio per 69 indagati coinvolti in un’inchiesta sul clan Misceo, attivo principalmente nel comune barese di Noicattaro e il cui capo, Giuseppe Misceo, avrebbe continuato a controllare impartendo ordini dal carcere con il cellulare.

L’udienza preliminare è stata fissata per il prossimo 20 ottobre davanti alla gip Ilaria Casu. L’inchiesta, coordinata dai pm Fabio Buquicchio e Daniela Chimienti, portò lo scorso aprile all’arresto di 22 persone Il clan, come emerso, avrebbe operato anche nei vicini comuni di Triggiano, Gioia del Colle e anche Bari.

Le indagini – l’operazione fu denominata ‘Noja’ – sono state condotte dal nucleo Gico della guardia di finanza e dai carabinieri, che eseguirono quattro arresti per un duplice tentato omicidio commesso a Noicattaro nel 2021.

Un agguato, come è stato ricostruito dalle indagini, che si inserisce nelle frizioni tra il clan Misceo e il clan rivale Annoscia per il controllo dello spaccio sul comune di Noicattaro.

Nell’inchiesta è contestato anche un altro tentato omicidio nei confronti di un esponente del clan Di Cosola. Ai 69 indagati sono contestati a vario titolo i reati di associazione mafiosa, associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, tentato omicidio, porto e detenzione di armi, detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti, resistenza a pubblico ufficiale, trasferimento fraudolento di beni e utilizzo di cellulari da parte di detenuti.

Come persone offese ci sono i ministeri dell’Interno e della Giustizia, il Comune di Noicattaro e le tre vittime dei due tentati omicidi: due di loro sono anche imputati.

Mafia, estorsioni, droga e armi illegali. Colpo al clan Strisciuglio: 41 arresti e 266 anni di carcere – NOMI E VIDEO

La Polizia di Stato e l’Arma dei Carabinieri hanno eseguito quarantuno ordini di carcerazione, emessi dalla Procura Generale presso la Corte di Appello di Bari (ufficio esecuzioni penali), nei confronti di altrettante persone colpite da sentenze definitive di condanna, per gravi reati commessi, tra il 2015 e il 2020. Le persone interessate dai provvedimenti, alcune delle quali si è accertato appartenere al clan Strisciuglio, operavano nei quartieri Libertà, San Paolo, San Pio (Enziteto), Catino e San Girolamo del capoluogo, nonché nei Comuni di Palo del Colle, Conversano e Rutigliano.

+++ IL VIDEO DELL’OPERAZIONE SUL NOSTRO CANALE TELEGRAM +++

Le indagini, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari e condotte, in diverse fasi, mediante servizi di osservazione controllo e pedinamento, attività tecniche, nonché supportate da diverse dichiarazioni di collaboratori di giustizia, hanno consentito, già nell’aprile del 2021, di eseguire 99 provvedimenti cautelari.

L’inchiesta, convenzionalmente denominata Vortice-Maestrale, ha contestato, documentandole, le diverse attività illecite del citato sodalizio mafioso, evidenziando la sua persistente operatività, le continue ambizioni di espansione e controllo del territorio, nonché la diffusione capillare sull’intera area metropolitana, nonostante la detenzione degli esponenti apicali che guidavano le diverse articolazioni attive nelle aree urbane e nei comuni dell’hinterland.

In particolare, è stato accertato come il sodalizio mafioso, grazie alla forza intimidatoria derivante dal vincolo associativo, sia all’interno del gruppo che sul territorio di riferimento, attraverso metodi particolarmente violenti ed efferati, riusciva a imporre ai titolari di alcuni esercizi commerciali del quartiere Libertà l’installazione di apparecchi per il gioco d’azzardo, forniti da un’azienda gestita da uno dei membri dell’organizzazione. Quest’ultimo destinava una parte degli introiti alle casse della cosca, ottenendo in cambio il monopolio di fatto nel settore.

Inoltre, è stato provato che il sodalizio mafioso gestiva le fiorenti piazze di spaccio attive nei territori sotto il suo controllo, rifornendole con ingenti quantità di sostanze stupefacenti.

L’indagine ha anche fatto luce sulle responsabilità penali individuali e sulle motivazioni alla base della violenta rissa avvenuta l’11 gennaio 2016 all’interno del carcere di Bari, che ha coinvolto oltre 41 detenuti appartenenti al circuito di ‘alta sicurezza’. Tra questi, vi erano esponenti apicali del clan Strisciuglio e del clan Misceo, in conflitto a causa di uno squilibrio negli assetti interni dei due gruppi. Tale alterazione aveva portato all’espansione del clan Strisciuglio nel territorio di Palo del Colle, attraverso azioni violente che hanno permesso al gruppo di consolidare il controllo criminale di quell’area.

Le pene inflitte con gli odierni provvedimenti oscillano tra uno e i trenta anni di reclusione, per un totale di 266 anni di carcere.

Elenco condanne

1. AMORE Arturo, nato a Bari il 22.08.1987 (anni 1, mesi 6 di reclusione) art. 416 bis c. 1 e 3 c.p.;

2. AMORUSO Giuseppe, nato a Bari il 20.07.1984 (anni 3 di reclusione) artt. 416 bis 1, 582, 585 c.p.;

3. ARMENISE Leonardo, nato a Bari il 27.09.1983 (anni 10 di reclusione) artt.10, 12 e 14 L.497/1974 e art.7 L.203/1974 – artt.628, 582 e 576 c.p.;

4. CALABRESE Felice, nato a Bari il 25.11.1989 (anni 10 di reclusione) artt. 73 e 74 d.P.R. 309/1990 e art.416 bis1 c.p. – art. 416 bis c. 1, 3, 4, 5 e 8;

5. CAMPANALE Felice, nato a Bari il 21.09.1987 (anni 5, mesi 4 e giorni 25 di reclusione) artt. 416 bis c. 1, 4, 5 e 8 e 391 ter c.p.

6. CASALINI Domenico, nato a Bari il 04.09.1978 (anni 9 di reclusione) artt. 73 e 74 d.P.R. 309/1990 e art. 416 bis 1 c.p.;

7. CITARELLI Domenico, nato a Bari il 29.04.1986 (anni 12 di reclusione) art. 416 bis c. 2, 3, 4, 5 e 6 c.p. – artt. 73 e 74 d.P.R. 309/1990 e art.416 bis 1 c.p.;

8. DE MARZO Francesco, nato a Bari il 04.02.1992 (anni 9, mesi 11 e giorni 16 di reclusione) art. 416 bis c. 1, 3, 4, 5 e 8 – artt.73 e 74 d.P.R. 309/1990 e art. 416 bis 1 c.p. – art. 629 c.p., art. 2 L. 895/1967 e art.416 bis 1 c.p.;

9. FERRARA Antonio, nato a Bari il 30.05.1995 (anni 7, mesi 7 e giorni 19 di reclusione) art. 582, 585 e 576 c.p. art. 4 L.110/1975 – artt. 56, 605, 582 e 416 bis 1 c.p. – art.73 e 74 d.P.R. 309/1990 e art.416 bis 1 c.p.;

10. FERRARA Salvatore, nato a Bari il 18.10.1997 (anni 6 e mesi 8) art. 74 c. 1, 3 e 4 d.P.R. 309/1990 e 416 bis 1 c.p.;

11. GRIMALDI Emanuele, nato a Triggiano (BA) il 22.12.1969 (anni 22, mesi 1 e giorni 8 di reclusione) artt. 575 e 577, art. 7 L.203/1991, artt.10 e 12 L.497/1974 – art. 416 bis c.1, 3, 4 e 8 – artt. 588, 582, 585 e art.416 bis 1;

12. GUGLIELMO Lorenzo, nato a Bari il 14.02.1980 (anni 6 e mesi 8 di reclusione) art. 416 bis c.1, 3, 4, 5 e 8 c.p. – artt. 73 e 74 d.P.R. 309/1990 e art. 416 bis 1 c.p.;

13. IUSCO Michele Paolo, nato a Bari il 19.04.1987 (anni 10 di reclusione) artt. 56, 110, 81, 629 e 628 c.3 c.p. – art.582 e 577 c.p. – art. 416 bis c. 2, 3, 4, 5 e 8 c.p. – artt. 73 e 74 d.P.R. 309/1990 e art. 416 bis 1 c.p.;

14. LATROFA Marco, nato a Bari il 10.01.1990 (9 anni di reclusione) art. 416 bis c. 1, 3, 4, 5 e 8 – art. 74 c. 2, 3, 4 e 5 d.P.R. 309/1990 e art. 416 bis 1 c.p.;

15. LUBISCO Oscar, nato a Grumo Appula (BA) il 01.03.1991 (anni 30 di reclusione) artt. 56, 629, 628 c.3, 610 c.p., artt. 2 e 4 L.895/1967 e art. 7 L.203/1991 – artt. 582 585 e 576 c.p. – artt. 73 74 c. 1 3 4 d.P.R. 309/1990 e 416 bis 1 c.p.;

16. MASOTTI Rocco, nato a Conversano (BA) il 03.02.1978 (anni 25, mesi 11 e giorni 26 di reclusione) artt. 575, 577 c.p. e artt. 10, 12 e 14 L. 497/1974 – artt. 73 e 74 c. 2, 3 e 4 d.P.R. 309/1990, art. 416 bis 1 c.p. – artt. 588, 582, 585 e 416 bis 1 c.p. – art. 416 bis c. 1, 3, 4, 5 e 8;

17. MASTROGIACOMO Vincenzo, nato a Bari il 25.11.1975 (anni 9 di reclusione) art. 74 c. 2, 3 e 4 d.P.R. 309/1990 e art.416 bis 1 c.p.

18. MASODINE Claudio, nato a Bari il 21.09.1977 (anni 3 e mesi 6 di reclusione) art. 416 bis c. 1, 3, 4, 5 e 8 – art. 74 c. 2, 3 e 4 d.P.R. 309/1990;

19. MIGLIETTA Egidio, nato a Bari il 25.05.1968 (anni 6 di reclusione) artt. 588, 582, 583, 585 e 416 bis 1 c.p.;

20. MISCEO Paolo, nato a Bari il 05.09.1989 (anni 3, mesi 7 e giorni 18 di reclusione) artt. 588, 582, 583, 585 e 416 bis 1 c.p.;

21. NOVELLI Felice, nato a Bari il 22.02.1990 (anni 14 e giorni 19 di reclusione) artt. 56, 629, 628 c.3 e art. 416 bis 1 c.p. – art. 416 bis c. 1, 3, 4 e 8;

22. RAGGI Francesco, nato a Bari il 01.09.1980 (anni 8, mesi 10 e giorni 15 di reclusione) artt. 73 e 74 c.2 e 3 d.P.R. 309/1990 e art. 416 bis 1 c.p.;

23. SAVARESE Gianpiero, nato a Bari il 04.11.1980 (anni 10 di reclusione) art.74 c. 2, 3, 4 e 5 d.P.R. 309/1990 e art. 416 bis 1 c.p. – art. 416 bis c. 1, 3, 4, 5 e 8 c.p. – artt. 582, 585 e 576 c.p.;

24. SCHINGARO Nicola, nato a Bari il 20.12.1979 (anni 9, mesi 7 e giorni 24 di reclusione) artt. 56, 629, 628 c.3 c.p. e art. 7 L. 203/1991 – artt. 582, 585 e 576 c.p – art. 416 bis c. 1, 3, 4, 5 e 8 c.p. – art. 74 c. 2, 3 e 4 d.P.R. 309/1990;

25. SCHINGARO Simone, nato a Bari il 20.03.1966 (anni 21 e mesi 3 di reclusione) art. 416 bis c. 1, 3, 4, 5 e 8 c.p. – 74 c. 2, 3 e 4 d.P.R. 309/1990 – artt. 110, 629 e 416 bis 1 c.p.;

26. VALERIO Vito, nato a Bari il 30.01.1977 (anni 12 di reclusione) art. 416 bis c. 1, 3, 4 e 8 c.p. – 74 c. 2, 3, 4 e 5 d.P.R. 309/1990 e art.416 bis 1 c.p.

27. CARBONARA Biagio, nato a Bari il 04.08.1980 (anni 4, masi 2 e giorni 27 di reclusione), artt. 4 e 7 L.895/1967, artt. 629, 648 c.p., artt. 73 e 74 L. 309/90 e art. 416 bis.1 c.p.;

28. DI FIORE Girolamo, nato a Bari il 04.03.1989 (anni 3, mesi 6 di reclusione) art. 629 e 416 bis.1 c.p.;

29. DI PALO Corrado, nato a Bari il 22.05.1977 (anni 9 di reclusione), art. 74 L. 309/90 e art. 416 bis.1 c.p.;

30. DRAGO Giuseppe, nato a Bari il 16.04.1987 (anni 3 e mesi 6 di reclusione), art. 416 bis c.p., art. 74 L. 309/90 e art. 416 bis.1 c.p.;

31. LAFIRENZE Umberto, nato a Bari il 26.01.1990 (anni 15, mesi 2 e giorni 27 di reclusione) artt. 385, 610, 624, 625 c.p., artt. 73 e 74 L. 309/90 e art. 416 bis.1 c.p.;

32. LANAVE Luca, nato a Bari l’11.09.1990 (anni 16, mesi 9 e giorni 17 di reclusione) artt. 337, 582, 585, 628 c.p., art. 2 e 7 L.895/1967, art. 416 bis c.p., artt. 73 e 74 L. 309/90 e art. 416 bis.1 c.p.;

33. MASTROGIACOMO Francesco, nato a Bari il 31.07.1990 (anni 10 di reclusione) art. 74 L. 309/90 e art. 416 bis c.p.;

34. MIRIZZI Antonio, nato a Bari il 23.12.1989 (anni 8 di reclusione) artt. 73 e 74 L. 309/90 e art. 416 bis.1 c.p.;

35. MUSCIACCHIO Antonio, nato a Bari il 27.09.1986 (anni 4, mesi 9 e giorni 12 di reclusone) artt. 73 e 74 L. 309/90 e art. 416 bis.1 c.p.;

36. PANZA Tommaso, nato a Bari il 13.01.1991 (anni 14 di reclusione) artt. 4 e 7 L.895/1967, artt. 648 c.p., art. 74 L. 309/90 e art. 416 bis.1 c.p.;

37. RANIERI Giuseppe, nato a Bari il 01.04.1986 (anni 18, mesi 7 e giorni 15 di reclusione) artt. 4 e 7 L.895/1967, artt. 624, 625, 628, 648 c.p., artt. 73 e 74 L. 309/90 e art. 416 bis.1 c.p.;

38. SAVARESE Fabio, nato a Bari il 12.06.1989 (anni 11, mesi 11 e giorni 18 di reclusione) artt. 73 e 74 L. 309/90 e art. 416 bis.1 c.p.;

39. STRAGAPEDE Francesco, nato a Bari il 25.06.1975 (anni 11, mesi 7 e giorni 27 di reclusione) artt. 73 e 74 L. 309/90 e art. 416 bis.1 c.p.;

40. TAURINO Patrizio, nato a Bari l’11.06.1985 (mesi 11 e giorni 10 – con decreto di sospensione) artt. 73 e 74 L. 309/90 e art. 416 bis.1 c.p.;

41. VALENTINO Domenico, nato a Bari il 05.08.1998 (anni 4, mesi 1 e giorni 27 di reclusione) artt. 582, 585, 576, 628 e art. 416 bis.1 c.p..

Mafia a Bari, 8 arresti nel clan Velluto. I capi impartivano ordini dal carcere: incastrati dai collaboratori – VIDEO

Nella mattinata odierna, i Carabinieri del Comando Provinciale di Bari hanno eseguito un’ordinanza applicativa di misure cautelari personali emessa dal Tribunale di Bari – Prima Sezione Penale, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 8 persone tutte condannate a seguito dell’esito del giudizio di primo grado per associazione di tipo mafioso e associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti aggravata dal metodo mafioso.

+++ IL VIDEO DELL’OPERAZIONE SUL NOSTRO CANALE TELEGRAM +++

Le persone destinatarie del provvedimento cautelare sono state condannate, in primo grado, quali membri dell’organizzazione criminale denominata clan Velluto, diretta da Velluto Domenico e Fasano Giovanni, oltre che dell’associazione autonoma finalizzata al traffico di stupefacenti, aggravata dal metodo mafioso e dall’uso delle armi e dal numero di partecipanti superiore a dieci persone.

L’odierna operazione segue pertanto le acquisizioni istruttorie, composte dalle deposizioni rese dai testimoni, dai collaboratori di giustizia e dalle intercettazioni telefoniche e ambientali, nonché dalle numerose attività di riscontro svolte nel corso dell’attività d’indagine, che hanno provato l’esistenza di tutti gli elementi costitutivi sia dell’associazione di tipo mafioso che dell’associazione finalizzata al traffico degli stupefacenti.

Le esigenze cautelari, che hanno portato all’odierna esecuzione dei provvedimenti restrittivi, sono emerse dalle recenti dichiarazioni rese dai collaboratori di giustizia, oltre che dagli ulteriori elementi univoci indicativi del fatto che i condannati, ritenuti delinquenti abituali in ragione delle numerosissime condanne, continuano ad essere inseriti nel circuito criminale, a frequentarsi tra loro, a vivere di proventi delle attività illecite, risultando infatti privi di reddito ed in gran parte sorvegliati speciali di P.S., oltre che per essere coinvolti, di recente, in altri gravi fatti di reato.

Dagli elementi sopravvenuti è emersa la concreta ed attuale piena operatività del clan Velluto e dell’associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, laddove il boss, Domenico Velluto, continua dal carcere a capeggiare il clan omonimo tramite il socio in affari Giovanni Fasano, considerato la mente del clan, oltre che con l’ausilio di altri sodali facenti parte del gruppo di fuoco del clan, con disponibilità di armi.

L’indagine, che ha portato alle condanne di primo grado, avviata nel 2002 e condotta fino al 2016, è stata incentrata su uno specifico contesto territoriale di riferimento ossia il quartiere Carrassi di Bari e la zona di San Marcello. In tali aree, a seguito del pentimento dell’allora capo clan di riferimento, Giuseppe Cellamare, prese potere una diversa associazione criminale avente al suo apice la diarchia rappresentata da due esponenti carismatici della malavita barese: Velluto Domenico e Fasano Giovanni.

Nel periodo oggetto d’indagine è stato quindi giudizialmente acclarato che il sodalizio mafioso in disamina avesse a disposizione un gran numero di armi, le quali erano state utilizzate in efferati fatti di sangue, compiuti al fine di assoggettare e controllare il territorio di influenza con la forza di intimidazione.

L’esito del processo di primo grado ha portato all’emissione di 23 condanne con pene comprese dai 30 ai 3 anni di reclusione, per un totale di 437 anni di carcere.

Le condanne, che hanno portato all’emissione delle misure cautelari, sono state emesse in primo grado dal Tribunale di Bari – Prima Sezione Penale, e non sono ancora divenute definitive poiché suscettibili di ricorso in Appello.