Tragedia a Lecce, accusa malore a scuola: bimbo di 11 anni muore poco dopo il ritorno a casa

Un bambino di 11 anni è morto oggi a Lecce dopo aver accusato un malore mentre era a scuola. Riportato a casa dai genitori, le sue condizioni sono peggiorate fino all’arresto cardiaco. Inutili i tentativi di rianimazione del 118.

Sarà l’autopsia a chiarire le cause del decesso. L’episodio segue di pochi giorni un altro tragico caso nel Foggiano, dove un bambino di 10 anni è morto dopo una caduta mentre giocava per strada.

Si sente male, chiama il 118 ma non riesce ad aprire la porta: liberata dai pompieri muore in ospedale a 40 anni

I Carabinieri indagano sulla morte di una 40enne di Racale, morta nella serata di ieri dopo aver accusato un malore in casa. La donna è riuscita a contattare telefonicamente il 118, ma non è riuscita ad aprire la porta della propria abitazione all’arrivo degli operatori sanitari.

Sul posto sono così intervenuti i Vigili del Fuoco. La 40enne è stata trasportata di corsa in ambulanza all’ospedale “Veris Delli Ponti” di Scorrano, dove però è  è deceduta poco dopo il ricovero.

I carabinieri hanno avviato le indagini nel tentativo di ricostruire l’esatta dinamica, mentre le cause del malore sono in corso di accertamento.

Tragedia al porto di Manfredonia, autista 60enne muore stroncato da un malore: inutile la corsa del 118

Tragedia nel pomeriggio di ieri nel porto industriale di Manfredonia dove un operaio di 60 anni è deceduto mentre era al lavoro nell’area retro portuale.

La vittima, autista e dipendente di una ditta, si è accasciato all’improvviso a causa di un malore. A lanciare l’allarme sono stati alcuni colleghi, sul posto è intervenuto il 118. I tentativi di rianimarlo sono stati inutili.

Malore fatale durante l’allenamento di calcetto: Riccardo Chetta muore a 39 anni davanti ai compagni di squadra

Accusa un malore durante l’allenamento di calcio e muore davanti agli amici. Tragedia ieri sera nel centro sportivo di Collepasso, a perdere la vita il 39enne di Parabita, Riccardo Chetta.

L’uomo si stava allenando con la Parabita City, associazione sportiva dilettantistica amatoriale. Verso le 22 si è accasciato al suolo, durante una partitella a campo ridotto e ha perso i sensi.

I primi a intervenire sono stati i compagni di squadra e il custode che hanno cercato di rianimarlo grazie al defibrillatore di cui è dotato l’impianto sportivo. A nulla è valso anche l’immediato intervento di un’ambulanza del 118.

I carabinieri hanno avviato le indagini accertando le cause del decesso e su disposizione del pm di turno, la salma è stata riconsegnata ai familiari. Riccardo lascia la moglie Ilaria e due figli di 6 e 3 anni, Leonardo e Alberto. I funerali sono fissati per la giornata di domani, sabato 17 gennaio.

Il suo bulldog viene ucciso da un altro cane: lei incinta accusa un malore e perde il bimbo. Gravidanza interrotta

Non ce l’ha fatta la 49enne incinta rimasta sotto shock dopo aver assistito alla morte del proprio bulldog, aggredito da un cane di razza amstaff libero e senza museruola nel Salento.

La donna, al terzo mese di gravidanza, ha infatti perso il bambino. Colta da un malore, era stata trasportata d’urgenza all’ospedale Vito Fazzi di Lecce. Nonostante i tentativi dei medici, la gravidanza è stata interrotta.

Il proprietario dell’amstaff è stato denunciato a piede libero, mentre il cane è stato trasferito in canile a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Il suo bulldog viene ucciso da un altro cane, lei accusa un malore e finisce in ospedale: gravidanza a rischio

Il suo cane, un bulldog, viene aggredito e ucciso da un altro cane, un amstaff libero e senza museruola. Lei, incinta, subisce un forte shock, accusa un malore e rischia di perdere il bimbo.

È accaduto nel Leccese, in una frazione di Lizzanello, protagonista una 49enne. Per il cane non c’è stato nulla da fare, troppo gravi le ferite riportate. La donna si trova ora ricoverata nel reparto di ostetricia dell’ospedale Fazzi di Lecce. Il proprietario dell’amstaff è stato denunciato a piede libero, mentre il cane è stato portato in canile a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Tragedia a Presicce, muore durante il blitz antidroga. L’autopsia: “Stefano Urso è morto per un malore fatale”

Questa mattina è stata effettuata l’autopsia sul corpo di Stefano Urso, il 48enne deceduto durante il blitz antidroga avvenuto lo scorso 11 in un’abitazione a Presicce-Acquarica.

Secondo quanto emerso dall’esame, il decesso è avvenuto a causa di un arresto cardiaco. Per conoscere le cause che lo hanno provocato, serviranno ulteriori accertamenti e i risultati si conosceranno nei prossimi 60 giorni. Esclusa al momento l’ipotesi di morte violenta.

Sono indagati, per atto dovuto, i tre poliziotti presenti al blitz, difesi dall’avvocato Antonio Maria La Scala e accusati del reato di omicidio preterintenzionale (uno dei primi casi in Italia). Con loro anche i pusher Antonio Viola, proprietario dell’immobile, e Alessia Potenza, entrambi del posto, finiti in arresto per detenzione e spaccio di droga.

Secondo quanto ricostruito, Stefano Urso si sarebbe scagliato contro i poliziotti dopo il blitz con pugni e calci. Gli agenti sono riusciti ad ammanettarlo, ma Urso avrebbe perso i sensi. I poliziotti hanno sbloccato le manette e iniziato il massaggio cardiaco, poi sul posto è intervenuto il 118, ma l’uomo è poi morto.

Tragedia a Presicce, il 48enne Stefano Urso muore durante il blitz antidroga: indagati tre poliziotti

Tre agenti della Questura di Lecce sono indagati con l’accusa di omicidio preterintenzionale dopo il decesso del 48enne Stefano Urso, avvenuto nella notte tra giovedì e venerdì scorso in un appartamento di Presicce Acquarica durante un blitz antidroga.

L’iscrizione al fascicolo è un atto dovuto e permette agli agenti di nominare un consulente tecnico per gli accertamenti irrepetibili come l’autopsia. L’incarico sarà conferito venerdì mattina.

Durante il blitz antidroga sono state arrestate due persone: il proprietario di casa Antonio Viola e la compagna Alessia Potenza, entrambi assistiti dal legale Davide Botrugno. Ieri si è svolto l’interrogatorio di convalida.

La vittima invece si è improvvisamente accasciata al suolo e, nonostante l’intervento sul posto del 118, è deceduto. Le circostanze sono tutte da chiarire.