Monopoli, maxi-multa da 18mila euro e patente sospesa per abbandono rifiuti: è uno dei primi casi in Italia

Una multa che può arrivare fino a 18mila euro e il ritiro della patente di guida: questa è la maxi stangata per un cittadino denunciato dalla Polizia Locale di Monopoli dopo essere stato sorpreso ad abbandonare rifiuti nella zona di Cala Corvino.

È uno dei primi casi in Italia in cui viene applicata la nuova normativa entrata in vigore alla fine del 2025. Oltre alla sanzione pecuniaria e alla denuncia penale, è infatti prevista la sospensione della patente di guida per un periodo che può variare da quattro a sei mesi.

Soddisfazione espressa dall’associazione Plastic Free Onlus. “È una notizia che accogliamo con favore – dichiara Virginia Mazzone, referente provinciale di Bari – perché dimostra che le nuove norme possono essere applicate con efficacia, se supportate da un controllo attento del territorio e da una cittadinanza consapevole. Chi abbandona rifiuti deve sapere che oggi rischia molto più di una semplice multa”.

“La battaglia contro l’inciviltà ambientale si vince sul campo – aggiunge -. Come referenti Plastic Free lo vediamo ogni giorno: organizziamo appuntamenti di pulizia e troviamo frigoriferi, copertoni, rifiuti edili, bombole di gas e sacchi neri pieni di ogni genere di scarto. Quello che è accaduto a Monopoli deve rappresentare un precedente: la provincia di Bari non può più tollerare chi inquina impunemente. Servono controlli costanti in tutte le aree rurali, costiere e periferiche”.

Monopoli, 26 chili di cocaina nascosti nell’armadio dell’azienda: due arresti

I Carabinieri della Compagnia di Monopoli, nell’ambito dei servizi di controllo del territorio, hanno arrestato due persone ritenute responsabili, in concorso tra loro (fatte salve le valutazioni successive con il contributo della difesa), del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

A Monopoli, i militari della locale Stazione Carabinieri hanno arrestato due persone, rispettivamente un 33enne e un 23enne, entrambi residenti in zona, i quali, nel corso di un controllo in un’azienda operante nel settore dell’import/export e della commercializzazione di olio e vino, attiva a livello nazionale e internazionale, sono state trovate in possesso di ben 25 panetti di cocaina, nascosti in un armadio dell’azienda, per un totale di circa 26 kg di sostanza stupefacente.

In particolare, il controllo eseguito dai Carabinieri, mirato alla verifica della disciplina vigente in materia di armi, munizioni ed esplosivi, ha consentito di rinvenire l’ingente quantitativo di cocaina, il cui valore commerciale supera ampiamente il milione di euro, contenuto in sacchi della spesa nascosti in un armadio, insieme a delle armi legalmente detenute. La sostanza stupefacente era verosimilmente destinata a rifornire le piazze di spaccio della provincia in vista delle imminenti festività natalizie e di fine anno.

Nel corso dell’operazione sono stati inoltre sequestrati materiali e attrezzature per il confezionamento dello stupefacente, nonché oltre 30.000 euro in denaro contante, ritenuti provento dell’attività illecita.

Le due persone controllate, rispettivamente rappresentante legale e dipendente della citata azienda, sono state perciò tratte in arresto ed associate una presso la Casa circondariale di Bari e l’altra ai domiciliari.

È importante sottolineare che il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari e che, all’esecuzione della misura cautelare, seguirà l’interrogatorio di garanzia e il confronto con la difesa degli indagati, la cui eventuale colpevolezza in ordine ai reati contestati dovrà essere accertata in sede dibattimentale nel rispetto del contraddittorio con la difesa.

Palazzina crollata in via Pinto a Bari, perizia “positiva” nel 2021: salgono a 9 gli indagati. È un perito di Monopoli

Giulio Madaro, 53enne di Monopoli, è il nuovo nome iscritto nel registro degli indagati della Procura di Bari nell’inchiesta sul crollo della palazzina di Via Pinto, avvenuto il 5 marzo scorso. Nel 2021 aveva attestato in una perizia che la stabilità dell’edificio non era compromesso e che i lavori di messa in sicurezza non erano necessari, nonostante alcuni problemi emersi durante il sopralluogo, come il degrado delle armature in ferro e del calcestruzzo. Lo stesso Madaro era stato nominato curatore fallimentare nell’ambito della procedura fallimentare per la vendita del piano interrato, dove si sono poi sgretolati i pilastri e dove erano stati disposti i puntelli.

Erano già indagati i progettisti e il direttore dei lavori delle opere architettoniche e strutturali Stefano Simone, Giuseppe Carlo Marano, Giuseppe Antonio Massa e Giuseppe Davide Tasso, il collaudatore delle opere strutturali Vincenzo Fanelli e il legale rappresentante dell’impresa che stava eseguendo i lavori, Vito Modesto Dell’Aera.

Per gli inquirenti questi sei avrebbero omesso di effettuare una completa caratterizzazione delle connotazioni meccaniche dell’edificio, avrebbero elaborato un progetto di ripristino per la messa in sicurezza inidoneo, non avrebbero considerato la circostanza che l’edificio fosse parte di un “aggregato edilizio”, avrebbero usato elementi di puntellamento non sufficienti ad assicurare un sostegno efficace alla struttura. Avrebbero inoltre sottovalutato il rischio di collasso dell’edificio sia nella fase della direzione dei lavori che in quella dell’esecuzione, e avrebbero usato procedure di manipolazione degli elementi strutturali non consone ai criteri di sicurezza dell’edificio.

Indagate anche due aziende, la CN Energia e la Sociedil, che un anno primo del crollo avevano eseguito la messa in sicurezza piazzando i puntelli che poi hanno ceduto. Si tornerà in aula il 12 dicembre, all’udienza erano presenti anche alcuni condomini. I legali delle parti hanno chiesto di citare assicurazioni e imprese per eventuali contestazioni in sede civile.

Terrore a Monopoli, mamma e figlio sequestrati e rapinati in casa: ladri in fuga con gioielli e soldi

Attimi di terrore venerdì sera a Monopoli per una mamma e per suo figlio. Una banda di quattro ladri, mascherati e armati con una pistola taser, ha fatto irruzione nella loro villetta situata in contrada Aratico.

I malviventi hanno atteso l’arrivo sul posto dell’uomo e hanno cercato di immobilizzarlo. Il 43enne è riuscito a divincolarsi e a rifugiarsi in casa, ma i rapinatori non si sono fermati e sono riusciti ad entrare nell’abitazione.

Hanno preso così in ostaggio la coppia e sono fuggiti poi a bordo dell’auto della donna dopo aver portato via soldi e gioielli. La vettura è stata trovata poi nelle campagne di Locorotondo, sul caso indagano i Carabinieri.

 

Tragedia sulla Monopoli-Castellana, muore il 60enne Piero Longo: il figlio Giovanni scomparve nel nulla nel 2017

Un altro dolore ha colpito una famiglia in Puglia già segnata dalla scomparsa di un figlio di cui non si hanno più notizie dal 2017. Ieri suo padre, che non ha mai smesso di cercarlo, ha perso la vita in un incidente stradale: è finito con la sua auto contro un muretto a secco, sulla strada provinciale che collega Monopoli a Castellana Grotte, in provincia di Bari.

Piero Longo, 60 anni, è morto sul colpo. La comunità di Monopoli, in cui viveva, è scossa. Già 8 anni fa si era stretta attorno alla famiglia, molto amata nella piccola località balneare, quando il 6 marzo del 2017, Giovanni, all’epoca 26enne, scomparve nel nulla.

Il ragazzo faceva lavori saltuari, come il parcheggiatore o il giardiniere. Nei giorni precedenti la scomparsa aveva chiesto molto denaro ai genitori senza spiegarne il motivo. Poi, il 6 marzo di otto anni fa, uscì di casa indossando una felpa grigia, un paio di jeans e scarpe antinfortunistiche. Portò con sé il cellulare e il portafogli ma non gli occhiali da vista che lasciò nella sua stanza. Chiamò l’ultima volta sua madre alle ore 19. Poi, il vuoto.

La sua famiglia ha sempre provato a rintracciarlo, anche lanciando appelli in Tv, come quello alla trasmissione Chi l’ha visto durante la quale Piero Longo aveva detto “siamo vittime di un punto interrogativo”.

“Mia moglie – aggiunse – vive nella sua stanza, siamo attaccati ai ricordi: ogni volta che si trova un cadavere il nostro cuore batte a mille all’ora”. Oggi, invece, il corpo ritrovato dai soccorritori in un’auto semi distrutta è stato il suo. Era ancora vivo ma è morto poco dopo il suo arrivo in ospedale. Secondo una prima ricostruzione, il 60enne, per scansare un trattore che si stava immettendo sulla strada, è finito con l’auto contro un muretto a secco.Sull’accaduto indagano gli agenti della polizia locale di Monopoli che hanno sequestrato i mezzi coinvolti. Piero Longo è andato via senza riuscire a conoscere la verità su suo figlio.

Firme false per la lista alle amministrative di Monopoli: rinviato a giudizio il consigliere regionale Stefano Lacatena

Il consigliere regionale Stefano Lacatena è stato rinviato a giudizio con l’accusa di aver raccolto 13 firme false per poter presentare la lista “Monopoli presente” alle elezioni amministrative di Monopoli del 2023 a sostegno del candidato del centrodestra Angelo Annese.

Il processo partirà il 1° dicembre. Il delegato all’Urbanistica della giunta di Michele Emiliano è stato escluso dalle liste a sostegno di Antonio Decaro per le prossime elezioni regionali.

Secondo la tesi della Procura di Bari Lacatena avrebbe presentato firme false a sostegno delle candidature. Tredici i nomi contestati, perché riconducibili a persone che avrebbero firmato anche a sostegno di altre liste. Il Comune di Monopoli è parte offesa nel processo. Insieme a Lacatena sono stati rinviati a giudizio per falso ideologico Angelo Papio, consigliere comunale di opposizione a Monopoli (ManiSporche-Si), e Claudio Licci, candidato non eletto del Partito democratico.

Monopoli, ragazzina si apparta in auto con il fidanzatino: lo zio li scambia per ladri e chiama i Carabinieri

Nota dalle telecamere di videosorveglianza un’auto sospetta parcheggiata vicino al cancello di casa, chiama i Carabinieri pensando a dei ladri. I militari si precipitano sul posto e scoprono che all’interno della vettura c’è la nipote dell’uomo in compagnia di un coetaneo a scambiarsi qualche effusione d’amore. L’episodio è avvenuto a Monopoli.

Regionali Puglia, centrodestra senza candidato presidente. Annese: “Resto sindaco di Monopoli”

“Ringrazio tutti coloro che hanno espresso fiducia e stima nei miei confronti non per ambizione personale, ma perché questo riconoscimento è espressione del buon governo della nostra città e della credibilità che Monopoli ha conquistato. Ho ricevuto incoraggiamenti da chi mi incontra per strada e da chi crede in una classe dirigente nuova, che mette al centro il bene comune e il territorio. Ma, nonostante tutto questo, è giunto il momento di rompere gli indugi: io sono e resto il Sindaco della nostra città”.

Con queste parole Angelo Annese, sindaco di Monopoli, fa chiarezza in merito alla possibilità di essere il candidato del centrodestra alla Presidenza della Regione Puglia. “Abbiamo ancora tanto da fare, da proteggere e da immaginare insieme”, le parole del primo cittadino. Il centrodestra non ha ancora scelto lo sfidante di Decaro.

Tragedia sulla provinciale Monopoli-Alberobello, frontale tra moto e auto: muore 29enne

Tragedia ieri pomeriggio sulla provinciale 113 che collega Monopoli ad Alberobello dove un 29enne, originario di Matera, ha perso la vita in un incidente stradale. La vittima ha perso il controllo della sua moto, finendo contro un’auto che procedeva in senso opposto dopo aver invaso la corsia. Per lui non c’è stato nulla da fare, inutili i soccorsi del 118. Sul posto è intervenuta anche la Polizia. Illesi i due ragazzi a bordo dell’auto.