Bari, detenuto accusa malore in carcere. Poi tenta la fuga in ospedale ma il piano va male: aggrediti due poliziotti

Momenti di panico qualche giorno fa al Policlinico di Bari dove si è recato un detenuto di 50 anni che aveva lamentato in carcere un malore improvviso. Dopo alcuni accertamenti, è stato disposto il trasferimento in ospedale per ulteriori accertamenti.

Scortato fino all’ospedale, l’uomo al Pronto Soccorso ha cambiato atteggiamento e ha tentato di scappare. Ha colpito gli agenti penitenziari con spintoni e calci nel tentativo di divincolarsi, ma è stato subito immobilizzato e bloccato, evitando così conseguenze gravi.

Gli agenti hanno rimediato qualche giorno di prognosi, ma non sono mancati i momenti di tensione tra i corridoi dell’ospedale. Il detenuto è tornato in carcere e ora la sua posizione si è aggravata.

Slavcho non sta bene, rifiuta il ricovero col diabete alle stelle: “Devo andare a lavorare”

Slavcho non si è sentito bene, non è andato a lavorare e si è recato con Sonia al Pronto Soccorso. Si è sottoposto ad alcuni accertamenti medici e ha scoperto di avere il diabete alle stelle. Dopo aver ricevuto la terapia, ha deciso di non restare in ospedale e di firmare le dimissioni perché vuole tornare a lavorare. Li abbiamo raggiunti per far capire la gravità della situazione che resta da non sottovalutare.

Sava, il 55enne Tiziano Soloperto trovato senza vita in auto: era stato al Pronto Soccorso per dolori al petto

Tragedia a Sava, nel Tarantino, dove ieri mattina il 55enne Tiziano Soloperto è stato trovato senza vita all’interno della sua auto parcheggiata in via Gradisca.

Secondo quanto ricostruito l’uomo, la notte prima, si era recato per un forte dolore al petto all’ospedale Giannuzzi di Manduria. Qui ha ricevuto le prime cure ma dopo qualche ora, nonostante il parere contrario dei medici, ha firmato le dimissioni ed è andato via.

L’allarme è stato lanciato da alcuni cittadini di passaggio. Le indagini sono affidate ai Carabinieri di Manduria e la salma è stata trasferita all’obitorio dell’ospedale. È a disposizione della magistratura e l’autopsia potrebbe chiarire le cause della morte.

“Sto male aiutatemi”, centesima chiamata al 118. Milena è un problema sociale: “Riguarda tutti” (4)

La storia di Milena, donna di 50 anni conosciuta in tutto il quartiere Japigia, dai servizi sociali e dal Centro di salute mentale, ha colpito da subito la nostra community. La 50enne, oltre a soffrire di disturbi psichiatrici, ha problemi con l’alcol e con la droga, come da lei stesso raccontato.

Ci siamo avvicinati a lei la prima volta dopo che l’ambulanza l’ha trasportata al Centro di salute mentale. Le abbiamo preso un panino e l’abbiamo accompagnata in auto a casa, per aiutarla e per approfondire la sua storia.

Ciò che perplime è l’atteggiamento delle Istituzioni davanti ad una situazione così problematica e quotidiana. In queste condizioni è destinata a morire e vuole essere aiutata, così come ha affermato ai nostri microfoni.

Milena, ieri, è stata trasportata al Pronto Soccorso dell’ospedale Di Venere dopo il solito show in un supermercato. Presto vi mostreremo l’intervista registrata a casa sua. Quello che vogliamo sottolineare ancora una volta è che Milena è un problema sociale che riguarda tutti. 

Bari, ragazzino con frattura alla gamba in attesa per 17 ore al Pronto Soccorso: la denuncia del consigliere Carrieri

“Oggi ho chiesto formalmente al Sindaco di Bari di utilizzare i poteri che l’ordinamento gli assegna (ordinanze/etc.) per tentare di risolvere la perdurante incredibile emergenza sanitaria dei pronto soccorso cittadini. Luoghi dove ormai le cure non sono assicurate tempestivamente e i Baresi sono costretti a interminabili ore di attesa in condizioni inaccettabili”. Inizia così la denuncia del consigliere comunale della Lega di Bari, Giuseppe Carrieri.

“Da ultimo il caso di un ragazzo di 18 anni, da 17 ore in attesa (nel pronto soccorso) di essere ricoverato e operato dopo la frattura a una gamba! Siamo in una situazione di disorganizzazione assurda, che impone al Sindaco, quale massima autorità sanitaria cittadina, l’attivazione di misure eccezionali”, aggiunge Carrieri.

Brindisi, 60enne muore in ospedale per un infarto. Medico 69enne va a processo: “Poteva salvarsi”

Un medico del Pronto Soccorso dell’ospedale Perrino di Brindisi andrà a processo per responsabilità colposa per morte in ambito sanitario nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di Gianpiero Romano, 60enne di San Pietro Vernotico morto, a causa di un infarto, il primo ottobre del 2023.

L’uomo, quella mattina, fu accompagnato dalla moglie nel Pta di San Pietro Vernotico, lamentando dolori al braccio sinistro e al petto. Dopo essere stato sottoposto a diversi esami, tra cui elettrocardiogramma ed emocromo, fu trasportarlo all’ospedale di Brindisi con un’ambulanza dove morì per un infarto fulminante.

Secondo i consulenti tecnici del pm, non sarebbero state rispettate le linee guida sulla gestione del dolore toracico. Il paziente sarebbe stato dovuto essere ricoverato in terapia intensiva cardiologica, con coronarografia e monitoraggio intensivo. Le probabilità di sopravvivenza sarebbero state elevate.
Il processo si aprirà il 7 settembre 2026.

Ginocchio gonfio come un pallone, due giorni di triage senza pronto soccorso: “Sanità vergognosa”

La sanità pugliese è la priorità numero di Antonio Decaro, proclamato ufficialmente ieri governatore della Regione Puglia. Dopo una riunione serale che si è tenuta ieri, già in giornata è atteso il primo provvedimento per cercare di ridurre le liste d’attesa.

La situazione registrata negli ultimi giorni nei Pronto Soccorso pugliesi è stata disastrosa, il sistema è andato in tilt e in redazione continuano ad arrivare diverse segnalazioni. C’è chi ha voluto metterci la faccia e raccontare quanto accaduto con il loro papà proprio mentre il neo governatore Decaro organizza riunioni serali a favore di camera per capire come salvare la sanità pugliese.

Sanità Puglia, super afflusso nei Pronto Soccorso con picco di influenza: ospedali in tilt. I numeri

Super afflusso nei pronto soccorso pugliesi legati al picco di influenza. Dai dati aggiornati in tempo reale sul portale di Puglia Salute, emerge che nelle ultime 8 ore tutte le strutture sanitarie della regione hanno registrato centinaia di accessi, con tempi di attesa che vanno, per un codice rosso, dai pochi minuti nei pronto soccorso degli ospedali baresi, alle oltre due ore stimate nel Santissima Annunziata di Taranto. Più nel dettaglio, il pronto soccorso del Policlinico di Bari sta registrando una media di accessi che supera i 250 pazienti al giorno.

Nei cinque presidi di emergenza urgenza della Asl di Bari monitorati, complessivamente gli accessi sono stati circa 300. Situazione simile nei presidi sanitari delle altre province pugliesi: 140 accessi nei pronto soccorso della provincia Barletta-Andria-Trani (nella sola giornata del 6 gennaio gli accessi sono stati quasi 300), 180 negli ospedali brindisini, più di 200 in quelli della provincia di Foggia, oltre 320 nelle sei strutture sanitarie di emergenza del Salento e 200 negli ospedali tarantini.

Tali afflussi comportano tempi di attesa che, stando ai dati del portale regionale, raggiungono i 122 minuti per un codice rosso al Santissima Annunziata di Taranto (348 minuti codice giallo, 495 minuti codice blu); 288 minuti di attesa per un codice giallo al Riuniti di Foggia (pochi minuti per il codice rosso); 361 minuti per un codice verde e i 695 minuti per un codice bianco al Vito Fazzi di Lecce, dove però l’attesa per i pazienti più gravi, in codice rosso, è stimata in soli 5 minuti. egli ospedali baresi i codici rossi vengono trattati entro i dieci minuti, i gialli dai 30 minuti al Policlinico ai 72 minuti al Di Venere di Carbonara. Nel Brindisino e negli ospedali della Bat fino a un’ora di attesa per codice giallo, pochi minuti per i rossi.

“I pronto soccorso sono in affanno”, con centinaia di accessi ogni giorno e “afflussi di molti pazienti critici, soprattutto grandi anziani, con insufficienze respiratorie e quadri clinici complessi che richiedono assistenza polispecialistica e ricoveri, ma i posti letto sono saturi in tutti i reparti”.

È l’allarme lanciato da Guido Quaranta, direttore del dipartimento emergenza urgenza della Asl di Bari. “La situazione è bruttissima – spiega Quaranta – I dati dicono che abbiamo tantissimi accessi, ma soprattutto arrivano pazienti critici”.

Un super afflusso legato anche al picco di influenza, con prevalenza di problemi respiratori, soprattutto negli anziani. “I pronto soccorso vanno in affanno non tanto per la quantità di accessi, quando per la qualità, molti pazienti critici andrebbero ricoverati e stiamo cercando di liberare posti letto nei reparti. A partire dal livello ministeriale e poi la Regione – aggiunge il direttore – devono aumentare i posti letto, è un intervento programmatico che va fatto”.

Infine, un appello a vaccinarsi. “Si sa da giugno che questa influenza sarebbe stata brutta – conclude Quaranta – ma in pochi si sono vaccinati. La vaccinazione è importante, non soltanto per i bambini e i pazienti fragili. C’è ancora tempo per vaccinarsi”.

Pronto soccorso baresi in tilt per l’influenza, il direttore sanitario del Policlinico: “Giorni difficili qualcuno ci aiuti”

“Serve una riforma completa dell’assistenza territoriale che concretizzi rapidamente quanto previsto da tutto l’impianto normativo post covid rimasto sostanzialmente fermo. L’Italia non può andare avanti con un Sistema sanitario nazionale (Ssn) concepito cinquanta anni fa con una popolazione nettamente più giovane. Occorrono più risorse e spese bene”.

È quanto chiede in un lungo post pubblicato sui social, Danny Sivo, direttore sanitario del Policlinico di Bari commentando le difficoltà e i disagi che in questi giorni, si registrano nei Pronto soccorso a causa di picchi influenzali. “Sono giorni difficili ma trovo ingiusto che la discussione si incentri sul disservizio legato al sovraffollamento senza farsi domande sulle ragioni stesse del sovraffollamento”, continua Sivo evidenziando che “Asl e Policlinici hanno assorbito di fatto le attività di tipo territoriale o dei cosiddetti medici di famiglia”.

“Se tutti allora vanno al Ps (perché non c’è alternativa) – evidenzia – non c’è nessuna organizzazione che possa tenere e si rischia il tilt”. “So che anche i medici di Medicina generale sono oberati ma ritengo che quel modello di convenzione con il Ssn abbia fatto il proprio tempo e che sia giusto e non più rinviabile un maggiore coinvolgimento degli stessi nella rete assistenziale”, sottolinea ancora, chiedendo alla “politica di decidere che vengono prima gli interessi dei pazienti e solo dopo quelli dei dipendenti”.

Sivo riflette anche sulle strutture private convenzionate che “fanno attività con soldi pubblici senza accollarsi anche l’emergenza urgenza: è una cosa assurda”. “Le Asl e i Policlinici devono assistere tutti mentre al privato viene consentito di scegliersi i pazienti più remunerativi in nome del profitto con soldi pubblici – conclude -. Diano una mano anche loro”.

Decaro e la visita al Pronto Soccorso del Di Venere: “Ci sono ancora tanti problemi. Guardo da vicino le situazioni”

Il presidente eletto (non ancora proclamato) della Regione Puglia Antonio Decaro sabato sera ha visitato un pronto soccorso barese, quello dell’ospedale Di Venere nel quartiere Carbonara.

“Ho parlato con le persone che erano in attesa, ho ascoltato storie e visto gli operatori fare del loro meglio per dare risposte” ha spiegato in un post sui social.

“Ci sono ancora tanti problemi a cui dobbiamo far fronte – ha aggiunto -. Dalla carenza dei medici che in Italia non si specializzano per l’emergenza urgenza, all’accoglienza delle sale d’attesa, agli accessi inappropriati di chi ha piccoli problemi che dovrebbero essere gestiti dalla sanità territoriale”.

“Cercherò sempre di guardare di persona e da vicino le situazioni, – ha concluso Decaro – non per giudicare, né per improvvisare indagini ma per capire come trovare soluzioni ai problemi”.